{"id":82747,"date":"2023-12-01T09:53:15","date_gmt":"2023-12-01T08:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82747"},"modified":"2023-11-28T09:56:59","modified_gmt":"2023-11-28T08:56:59","slug":"contro-la-legiferazione-ad-affectum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82747","title":{"rendered":"Contro la legiferazione ad affectum"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Luca Barbieri)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/lovetolearn.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"48196\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=48196\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/lovetolearn.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"lovetolearn\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/lovetolearn-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/lovetolearn-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci ricordiamo come nacque, nel 2019, l\u2019idea di introdurre l\u2019educazione civica come disciplina curricolare, con tanto di valutazione, nelle scuole di ogni ordine e grado? Di fronte all\u2019ennesimo caso di bullismo, il governo Conte-Salvini-Di Maio (perlopi\u00f9 nella persona di quest\u2019ultimo) pens\u00f2 che la cosa giusta da fare per porre fine al dilagare del fenomeno fosse di riannodare con la tradizione di Aldo Moro, che nel 1958 istitu\u00ec per legge due ore mensili di educazione civica, poi abbandonate negli anni Novanta. Cos\u00ec, nell\u2019a.s. 2020\/21 docenti e studenti si sono trovati alle prese con una disciplina nuova, da insegnare e imparare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi la cosiddetta ECC \u00e8 ormai una materia incardinata nei\u00a0<em>curricula,<\/em>\u00a0ma rimane tutt\u2019altro che ben definita, almeno nella scuola superiore: in buona sostanza si chiede ai professori di costruire un percorso interdisciplinare che sviluppi uno o pi\u00f9 nodi concettuali, oppure si decide un argomento a tavolino e, per cos\u00ec dire, ce lo si palleggia.<\/p>\n<p>Salta agli occhi, dunque, che da una parte si \u00e8 voluto imporre una nuova materia, con tanto di voto e colonna ufficiale nel documento di valutazione, ma dall\u2019altra non si ha avuto il coraggio di formare\u00a0<em>ad hoc\u00a0<\/em>degli insegnanti appositi. Tantomeno, furbescamente, ci si \u00e8 azzardati a aggiungere ore ai piani di studio, perch\u00e9 allora avremmo verosimilmente assistito a una rivolta degli studenti. Ma sarebbe stata, quella, la cosa pi\u00f9 giusta da fare, sia per non sottrarre ore alle materie esistenti, sia per ragioni di onest\u00e0 intellettuale: se davvero si ritiene fondamentale l\u2019educazione civica, allora bisognava anche avere il coraggio di\u00a0<em>aggiungerla<\/em>\u00a0ai percorsi di studio, non di diluirla sottraendo tempo prezioso alle altre discipline.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Per inciso, \u00e8 abbastanza curioso l\u2019indirizzo contraddittorio che la scuola italiana ha preso da alcuni anni a questa parte: da un lato si vuole andare verso un modello di istruzione che tenga i ragazzi il pi\u00f9 possibile sui banchi, facendo leva su progetti extrascolastici e un planning di lezioni che raggiunge anche le nove ore quotidiane, intervallate da una breve pausa pranzo; dall\u2019altra, per\u00f2, \u00e8 palese che gli studenti vogliono starci il meno possibile, tanto che aderiscono senza battere ciglio a retrocessioni sempre pi\u00f9 improponibili dell\u2019orario di inizio delle lezioni, che nei casi pi\u00f9 estremi arriva alle 7.30!)<\/p>\n<p>Adesso, a pochi giorni dal deprecabile omicidio di Giulia Cecchettin, lo schema si \u00e8 ripetuto, con Elly Schlein che \u2013 perfetta esponente di una sinistra che da decenni ha perso qualsiasi sintonizzazione con le frequenze della classe insegnante italiana \u2013 si \u00e8 subito data da fare per proporre, istituzionalizzandola, l\u2019ora di educazione all\u2019affettivit\u00e0 nelle scuole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, che le generazioni odierne pi\u00f9 di quelle passate abbiano bisogno di questo \u00e8 fuori di dubbio, e la barbara uccisione di Giulia non fa che sbattere in primo piano l\u2019esigenza di bonificare nel profondo le nostre relazioni e in particolare la concezione che i maschi hanno delle femmine. Lascia perplessi invece che, come in una sorta di meccanismo irriflesso, ancora una volta si additi la scuola come l\u2019agenzia educativa deputata a colmare quelle che sono, invece, lacune della societ\u00e0 tutta, che ha il suo primo nucleo pedagogico nei genitori, non lo dimentichiamo. Tuttavia, verso di loro una lancia va pure spezzata: se \u00e8 vero che i figli non devono scontare le colpe dei padri, deve essere pur vero anche il contrario. E sarebbe quanto mai grossolano affermare che tutti gli autori di femminicidi hanno avuto pessimi genitori: in un certo senso, magari fosse cos\u00ec; magari, cio\u00e8, l\u2019esempio dei genitori (positivo o negativo che sia) si ripercuotesse sulla prole in una catena di causa-effetto, in maniera deterministica\u2026 almeno si saprebbe chi colpevolizzare o premiare, e dove intervenire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, al di l\u00e0 di dubbi legittimi sul piano organizzativo (chi insegner\u00e0 educazione all\u2019affettivit\u00e0? Come verr\u00e0 valutata? Da chi? Perch\u00e9 non \u00e8 esattamente come valutare le competenze e le conoscenze di storia o scienze naturali\u2026), io penso che venga largamente sopravvalutata la capacit\u00e0 educativa della scuola, come se essa fosse in grado di porre rimedio a tutte le storture della societ\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 tipico di chi non insegna fare idealizzazioni di questo genere, pensando che basti preparare un contenuto e offrirlo agli studenti come una fetta di torta affinch\u00e9 essi lo assimilino e cambino i loro comportamenti sbagliati. Chi insegna giorno dopo giorno sa benissimo che non \u00e8 cos\u00ec, non almeno nei gradi alti dell\u2019istruzione: ci\u00f2 che resta, pi\u00f9 che i contenuti disciplinari, \u00e8 l\u2019<em>attitudine<\/em>\u00a0dell\u2019insegnante verso la materia; il suo approccio alla disciplina, la sua capacit\u00e0 di far capire che ci\u00f2 che lui propone giorno dopo giorno alle menti degli studenti, merita di essere studiato; che non sono ore spese a vuoto, anche se non se ne vedr\u00e0 subito (e talvolta non se ne potr\u00e0 mai vedere) la vera utilit\u00e0. Non restano pi\u00f9 di tanto i contenuti, bens\u00ec l\u2019esempio. E sulla sessualit\u00e0 e l\u2019affettivit\u00e0 non so quanto gli insegnanti abbiano da dare\u00a0<em>di extra<\/em>, ecco, n\u00e9 quanto siano tenuti a farlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 un\u2019altra questione: in realt\u00e0, nelle scuole gi\u00e0 si fa educazione all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0, per esempio nelle classi seconde delle superiori, dove gli studenti hanno almeno un incontro con le esperte dei consultori. E non si tratta di iniziative pubblicizzate, perch\u00e9 non serve il clamore, n\u00e9 si tratta di percorsi di trenta o pi\u00f9 ore: un paio d\u2019ore fatte bene con chi se ne intende, in cui gli studenti esplicitano i loro dubbi e ricevono le dovute risposte, magari approfondite in classe con l\u2019insegnante. Spesso, di affetti e sesso si parla anche nelle ore di religione, che come noto sconfinano spesso nei territori della psicologia e della sociologia (e dunque sarei cauto in certi proclami che pure si sono visti sul web: \u201csostituiamo l\u2019ora di religione con educazione all\u2019affettivit\u00e0\u201d. Anche qui, come al solito si parla senza conoscere i contesti).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco dunque come si fanno le cose bene, senza grandi proclami e istituzionalizzazioni: poche iniziative, mirate, con esperti, magari riprese poi dai prof. Ma come ribadito si fanno gi\u00e0, non c\u2019\u00e8 da inventare niente! E lo stesso discorso sin qui fatto vale, s\u2019intende, anche per l\u2019educazione civica, che comincia\u00a0<em>fuori<\/em>\u00a0dalle aule scolastiche.<\/p>\n<p>Si obietter\u00e0 che, se poi succedono certe cose \u00e8 perch\u00e9 la scuola non fa abbastanza. Ma come detto, ci\u00f2 presuppone un\u2019eccessiva fiducia nella sua capacit\u00e0 di incidenza nella vita quotidiana degli studenti. Se accadono certi atti efferati, non \u00e8 perch\u00e9 non si fa abbastanza\u00a0<em>a scuola<\/em>\u2026 \u00e8 perch\u00e9 non si fa abbastanza\u00a0<em>fuori<\/em>, dove imperversa uno sconcertante vuoto valoriale, o meglio: imperversano gli anti-valori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi anni di rinnovamento pedagogico si parla tanto di apprendimento tra coetanei, enfatizzando il carattere virtuoso dell\u2019imparare nozioni dai consimili. C\u2019\u00e8 del vero e del buono, sicuramente. Si dimentica, per\u00f2, che questo apprendimento\u00a0<em>peer-to-peer<\/em>\u00a0non \u00e8 qualcosa che si attiva solo nelle ore di permanenza a scuola; e, soprattutto, riguarda anche le cattive pratiche. Poco si parla, dunque, di un \u201cdisapprendimento\u201d permanente, perch\u00e9 il tempo scuola si risolve in fondo in qualche ora al giorno, mentre poi la vita dei ragazzi e delle ragazze continua. E in questo prosieguo trovano voce i veri \u201cinsegnanti\u201d dei ragazzi, che sono poi dei loro coetanei: influencer, tiktoker, cantanti\u2026 Soprattutto questi ultimi, mi viene da dire, dato che l\u2019adolescente medio ha sempre gli earpods nelle orecchie.<\/p>\n<p>Spiace allora che, in queste ore, si parli poco della musica che essi ascoltano, e che ha un genere di eccellenza: il trap, che \u00e8 la colonna sonora di queste generazioni che sembrano uscite con lo stampino da un\u2019ipotetica serie di Netflix sulle banlieue, e non si capisce pi\u00f9 se sia la fiction che imita la realt\u00e0 o viceversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vogliamo dunque, come societ\u00e0, cominciare a prendere posizione circa quello che ascoltano i nostri giovani? Perch\u00e9 con la scusa della \u201crabbia\u201d e della sempreverde \u201cribellione al sistema\u201d \u00e8 stato dato il via libera (anche linguistico) a tutto ci\u00f2 che di pi\u00f9 basso alberga nell\u2019animo umano. E dunque ragazzini e ragazzine dall\u2019et\u00e0 delle elementari si sparano ogni giorno nelle orecchie brani infarciti di volgarit\u00e0, bestemmie, inneggiamenti alla droga, all\u2019alcool, al fumo, all\u2019omicidio. E se andiamo a vedere come in essi viene ritratta la donna, scopriamo che mai si sono viste punte di oggettificazione e deprezzamento come nei brani trap, dove la donna \u00e8 \u201cla mia bitch\u201d, vale a dire \u201cla mia puttana\u201d, sintagma in cui a ben guardare \u00e8 racchiuso tutto il problema alla base dei cosiddetti femminicidi: la donna considerata come dispensatrice di godimento sessuale, e di propriet\u00e0 del maschio. Questo imparano, a un livello di (in)coscienza che varia con l\u2019et\u00e0, i nostri ragazzi. E noi adulti, intanto, a indignarci retrospettivamente per i film con la Fenech!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 tutto l\u2019universo mediatico di contorno, dove la donna non \u00e8 certo apprezzata per le sue qualit\u00e0 intellettuali: dai concorsi di bellezza (a cui pure, per\u00f2, le donne si prestano: e dunque, se \u00e8 vero che, come si dice da ogni parte, vanno educati i maschi, \u00e8 pur vero che una certa educazione andrebbe impartita pure alle femmine) a tutte quelle iniziative che mettono in vetrina il corpo femminile. \u00c8 stato molto emblematico, in questo senso, il Tg2 delle 13:00 di domenica 19 novembre 2023, in gran parte dedicato al femminicidio di Giulia. Peccato che, subito dopo, la rubrica Tg2 Motori mostrava una serie di donne avvenenti che si strusciavano su moto e auto esposte in una delle tante fiere a tema d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Insomma, i nostri governanti non sembrano vedere che ci\u00f2 che sta fuori dalla scuola ha una valenza educativa molto pi\u00f9 forte di ci\u00f2 che sta dentro. Che, insomma, il contesto esterno decostruisce ormai puntualmente quanto di buono gli insegnanti cercano di costruire, e non si vede perch\u00e9 un simile meccanismo dovrebbe arrestarsi con la creazione della disciplina Educazione all\u2019affettivit\u00e0 o come si chiamer\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anzi, aggiungo questo: pi\u00f9 una cosa viene istituzionalizzata e inserita nel mondo della scuola, pi\u00f9 sono alte le chances che si ingeneri nei ragazzi un moto di rigetto: ci sono insomma buone probabilit\u00e0 che tale educazione all\u2019affettivit\u00e0, una volta divenuta materia di trattazione (e dunque di studio e valutazione) vada in odio agli studenti, ottenendo cos\u00ec l\u2019effetto diametralmente opposto a quello che si voleva: pi\u00f9 intolleranza, e forse ancora pi\u00f9 odio. Che, detto\u00a0<em>en passant<\/em>, \u00e8 proprio quello che sta accadendo con il politically correct propinato in tutte le salse e in qualsiasi ora del giorno e della notte.<\/p>\n<p>Per chiudere, occorre ribadire che questo ragionare (e legiferare) sulla base dell\u2019emotivit\u00e0 suscitata da fatti di cronaca di indubbia efferatezza non ha solo un che di puerile, ma \u00e8 anche l\u2019ennesimo sintomo di una classe dirigente che di dirigente \u2013 nel senso di lucidit\u00e0 razionale necessaria per governare una nazione \u2013 non ha ormai che il nome. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48194\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48194<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Luca Barbieri) &nbsp; Ci ricordiamo come nacque, nel 2019, l\u2019idea di introdurre l\u2019educazione civica come disciplina curricolare, con tanto di valutazione, nelle scuole di ogni ordine e grado? 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