{"id":82758,"date":"2023-11-30T08:38:45","date_gmt":"2023-11-30T07:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82758"},"modified":"2023-11-28T16:44:26","modified_gmt":"2023-11-28T15:44:26","slug":"ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82758","title":{"rendered":"Ilan Papp\u00e9: \u00abDeriva messianica, il sionismo verso la sua fine\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL MANIFESTO (Chiara Cruciati, Ilan Papp\u00e9)<\/strong><\/p>\n<div class=\"PostTitleFirstTemplate_postHeader__juF1u\">\n<div class=\"PostTitleFirstTemplate_marginTop__KrKnJ container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"PostTitleFirstTemplate_summary__r9_cp\">\n<div class=\"PostSummary_PostSummary___2uwu\">ISRAELE\/PALESTINA.\u00a0Intervista allo storico israeliano: \u00abI processi di decolonizzazione sono dolorosi per il colonizzatore: perder\u00e0 terre e privilegi e vedr\u00e0 stravolte leggi, istituzioni e distribuzione delle risorse. Sono processi inevitabili: se il sionismo fosse nato 300 anni fa, avrebbe ottenuto il proprio scopo, ma \u00e8 emerso quando il mondo aveva gi\u00e0 rifiutato il concetto del colonialismo\u00bb<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"PostTitleFirstTemplate_featuredImage__s6exp\">\n<div class=\"PostImage_PostImage__JDXPV PostImage_standard__QzaDJ PostImage\">\n<figure class=\"figure\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/cdn-cgi\/image\/width=1400,format=auto,quality=85\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2023\/11\/28desk1-riapertura-ben-gvir-distribuisce-armi-ap.jpg\" alt=\"Il ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir distribuisce armi ad Ashkelon , foto Ap\" \/><\/figure>\n<div class=\"p-0 container\"><span class=\"PostImageCaption_PostImageCaption__jZMIN PostImageCaption_caption__gBAK8\">Il ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir distribuisce armi ad Ashkelon\u00a0&#8211;\u00a0Ap \/Tsafrir Abayov<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"justify-content-md-center row\">\n<div class=\"p-0 col-lg-1\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBarContainer__yyD29 sticky-top\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBar__ISISJ PostFloatingBar_paddingTop__dDaIC\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBarButton__Dy_91\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-10\">\n<div class=\"PostTitleFirstTemplate_articleBody__MdRwM\">\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fuori dalla Biblioteca Universitaria di Genova la fila \u00e8 lunga: centinaia di persone aspettano l\u2019incontro con lo storico israeliano Ilan Papp\u00e8, organizzato sabato scorso da Bds Genova, Assopace e Tamu edizioni. Settecento ci riescono, gli altri restano fuori. Un incontro atteso quello con uno dei massimi esponenti dell\u2019accademia israeliana e di una contro-narrazione basata su ricerche storiche inappellabili.<\/p>\n<p>\u00abLa storia insegna che la decolonizzazione non \u00e8 un processo semplice per il colonizzatore \u2013 cos\u00ec Papp\u00e9 chiude il lungo dibattito \u2013 Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all\u2019idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sar\u00e0 cos\u00ec semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finir\u00e0 la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono pi\u00f9 i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sar\u00e0 sanguinoso. In ogni caso la storia \u00e8 sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo \u00e8 destinato \u00e8 finire\u00bb.<\/p>\n<figure class=\"PostFigure_PostFigure__I6gj1 wp-caption alignleft\">\n<figure class=\"figure\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/cdn-cgi\/image\/width=992,format=auto,quality=85\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2022\/02\/pappe483.jpeg\" \/><\/figure>\n<figure class=\"figure\">Ilan Papp\u00e9<\/figure>\n<\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il professor Papp\u00e9 abbiamo discusso a margine dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><strong>Per anni si \u00e8 parlato di \u201cgazafication\u201d della Cisgiordania, l\u2019assedio di Gaza come modello di gestione delle isole palestinesi in cui Israele ha suddiviso la West Bank. Ora accadr\u00e0 il contrario? Gaza come la Cisgiordania?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che nemmeno Israele abbia ancora un piano. Ci sono varie opzioni. Una \u00e8 la creazione a Gaza di una sorta di Area A- o B+: l\u2019idea dei \u201cmoderati\u201d, come Gantz e Gallant, \u00e8 affidare un pezzo di Striscia all\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese e creare una zona cuscinetto di 5-7 chilometri. Un\u2019idea ridicola: nella sua parte pi\u00f9 ampia Gaza \u00e8 larga appena 12 chilometri. L\u2019altra opzione, quella dell\u2019ultradestra al governo, \u00e8 una pulizia etnica pi\u00f9 ampia possibile, espellendo i palestinesi in Egitto o comunque nel sud di Gaza e riportando i coloni a nord. Cosa accadr\u00e0 \u00e8 presto per dirlo, come \u00e8 presto per dire come reagir\u00e0 il mondo, se ci sar\u00e0 una guerra a nord con il Libano, se ci\u00f2 provocher\u00e0 un\u2019Intifada in Cisgiordania.<\/p>\n<p><strong>Dopo aver negato la Nakba per 75 anni, oggi il governo israeliano la invoca, parla di Nakba 2023, di necessit\u00e0 storica di espulsione. Da cosa deriva la perdita di qualsiasi freno, anche verbale, nell\u2019identificare la soluzione nella pulizia etnica?<\/strong><\/p>\n<p>A negare la Nakba erano il centro e la sinistra. La destra non l\u2019ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che usi questo termine. L\u2019altra ragione \u00e8 che Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover pi\u00f9 essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.<\/p>\n<p><strong>La crescita, graduale ma inesorabile negli ultimi 30 anni, dell\u2019ultradestra israeliana porta a parlare di un\u2019evoluzione del sionismo in chiave religiosa. Le dichiarazioni di esponenti del governo, a partire da Netanyahu, che si rifanno alla Torah per giustificare le barbarie e le politiche di Ben Gvir e Smotrich ne sono un esempio. Cos\u2019\u00e8 oggi il sionismo? \u00c8 possibile individuare in tale evoluzione un processo di implosione?<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 prima del 7 ottobre non avevamo pi\u00f9 a che fare con il sionismo. Si \u00e8 andati oltre, verso un giudaismo messianico. Queste persone, come i fanatici islamisti, credono di avere dio dietro di loro. \u00c8 uno sviluppo ideologico che, superando il sionismo pragmatico e liberale, lo trascina via con s\u00e9. Oggi abbiamo di fronte un\u2019ideologia ebraica messianica, razzista e fondamentalista che non solo ritiene che la Palestina appartenga solo al popolo ebraico (come ha fatto Netanyahu con la legge dello Stato-nazione del 2018), ma che pensa di avere la licenza morale di uccidere ed espellere tutti i palestinesi. \u00c8 uno sviluppo ideologico pericolosissimo. Prima del 7 ottobre la societ\u00e0 israeliana viveva gi\u00e0 uno scontro aperto tra sionismo laico e sionismo religioso. Quello scontro riemerger\u00e0 e dimostrer\u00e0 che a tenere insieme gli israeliani \u00e8 solo il rigetto dei palestinesi. Per il sionismo \u00e8 l\u2019inizio della sua fine che in termini storici significa un processo di 20 o 30 anni. Accadr\u00e0 perch\u00e9 si tratta di un\u2019ideologia colonialista in un mondo che ormai va in un\u2019altra direzione. Se il sionismo fosse nato due o tre secoli fa probabilmente avrebbe ottenuto lo scopo di eliminare la popolazione indigena, come accaduto in Australia e negli Stati uniti. Ma \u00e8 apparso quando ormai il mondo aveva gi\u00e0 rigettato il concetto di colonialismo e i palestinesi avevano gi\u00e0 maturato la propria identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p><strong>A cosa \u00e8 dovuto lo spostamento a destra della societ\u00e0 israeliana dopo l\u2019uccisione di Rabin e la spinta pacifista di un grande segmento della popolazione?<\/strong><\/p>\n<p>Essere sionisti liberali \u00e8 sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perch\u00e9 non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La societ\u00e0 si \u00e8 stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica. Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorit\u00e0 era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L\u2019Israele di oggi \u00e8 molto pi\u00f9 autentico di quello degli anni Novanta.<\/p>\n<p><strong>Il 7 ottobre ha rappresentato una rottura traumatica per la societ\u00e0 israeliana. La questione palestinese era stata rimossa, \u201cgestita\u201d come ha spesso detto Netanyahu. Da questo choc potrebbe nascere la consapevolezza della necessit\u00e0 di una soluzione politica?<\/strong><\/p>\n<p>Ci vorr\u00e0 tempo. L\u2019immediato futuro sar\u00e0 segnato da odio e senso di vendetta. Sar\u00e0 difficile parlare di soluzione che sia a due stati o a uno. Sul lungo periodo \u00e8 invece possibile che Israele capisca che i palestinesi non se ne andranno da nessuna parte e non resteranno in silenzio, qualsiasi cosa Tel Aviv faccia. Molto dipender\u00e0 da Europa e Stati uniti: se continueranno a non fare pressioni, sar\u00e0 difficile che le voci pi\u00f9 ragionevoli in Israele siano ascoltate. Non basta la societ\u00e0 civile, serve che i decisori politici cambino. Questo tipo di processi richiede tempo ma \u00e8 possibile che da questa orrenda tragedia nasca qualcosa di positivo. Dipender\u00e0 anche dai palestinesi, se riusciranno a unirsi, se l\u2019Olp rinascer\u00e0. Ci sono differenze anche tra di loro: chi vive in Cisgiordania vuole vedere la fine dell\u2019occupazione e dell\u2019oppressione, pensa di meno allo stato unico. Chi vive dentro Israele, invece, lo desidera, cos\u00ec come i rifugiati in diaspora per cui lo stato unico significherebbe il ritorno.<\/p>\n<p><strong>La durissima campagna contro Gaza e la dichiarata volont\u00e0 di espulsione dei palestinesi ha provocato una reazione imponente delle piazze di tutto il mondo e dei paesi del sud globale, in contrasto con le posizioni degli stati occidentali. Assistiamo a un cambio di paradigma a livello globale che avr\u00e0 effetti sul medio-lungo periodo?<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo assistendo a un processo di globalizzazione della Palestina, una Palestina globale che \u00e8 composta di societ\u00e0 civili, cittadinanze, movimenti diversi come quelli indigeni, Black Lives Matter, i femminismi, ovvero tutti i movimenti anti-coloniali che magari conoscono poco della questione palestinese ma che sanno bene cosa significa oppressione. Questa Palestina globale deve sapersi opporre all\u2019Israele globale, che invece \u00e8 fatto di governi occidentali e industria militare. Come si fa? Collegando in una rete le lotte alle ingiustizie in giro per il mondo. Qui in Italia significa combattere il razzismo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine\">https:\/\/ilmanifesto.it\/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Chiara Cruciati, Ilan Papp\u00e9) ISRAELE\/PALESTINA.\u00a0Intervista allo storico israeliano: \u00abI processi di decolonizzazione sono dolorosi per il colonizzatore: perder\u00e0 terre e privilegi e vedr\u00e0 stravolte leggi, istituzioni e distribuzione delle risorse. 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