{"id":82828,"date":"2023-12-04T11:00:06","date_gmt":"2023-12-04T10:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82828"},"modified":"2023-12-04T09:53:51","modified_gmt":"2023-12-04T08:53:51","slug":"come-e-perche-leconomia-tedesca-non-brilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82828","title":{"rendered":"Come e perch\u00e9 l\u2019economia tedesca non brilla"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA STARTMAGAZINE (Di Pierluigi Mennitti)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_82829\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-82829\" class=\"size-medium wp-image-82829\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-1024x481.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-768x361.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1-720x340.jpg 720w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/olaf-scholz126-scaled-e1686547868555-1170x550-1.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-82829\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 8pt\">OLAF SCHOLZ CANCELLIERE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Due notizie dal calderone dell\u2019economia tedesca che riguardano le imprese e che evidenziano le contraddizioni di un momento certamente difficile, segnato dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/decisione-corte-costituzionale-tedesca-fondi-pandemia\/\">sentenza della Corte costituzionale tedesca<\/a>\u00a0sui bilanci 2023 e 2024 che ieri ha portato all\u2019adozione da parte del governo del bilancio suppletivo per il 2023 prima del previsto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima arriva da uno studio della compagnia di assicurazione crediti Allianz Trade, e rivela che nell\u2019economia tedesca si registrano sempre pi\u00f9 grandi fallimenti, quelli cio\u00e8 che riguardano aziende con un fatturato annuo di almeno 50 milioni di euro. La seconda \u00e8 basata su due fonti, un\u2019indagine dell\u2019Ufficio federale di statistica e l\u2019AI Readiness Index di Cisco, e riguarda il rapporto fra imprese e innovazione, in particolare l\u2019impiego dell\u2019intelligenza artificiale, da cui si evince un ritardo dell\u2019imprenditoria tedesca rispetto ai principali competitori globali.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">UN 2023 RECORD PER I GRANDI FALLIMENTI<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultima grande insolvenza in area tedesca \u00e8 notizia di questi giorni e riguarda il gruppo immobiliare Signa, di propriet\u00e0 del magnate austriaco Rene Benko, la cui filiale tedesca Signa Real Estate Management Germany ha appena presentato istanza ufficiale di fallimento presso il tribunale distrettuale di Berlino Charlottenburg. Ma questa \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-teads\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cI grandi fallimenti si sono riaffacciati quest\u2019anno e stanno sfiorando il livello pi\u00f9 alto dal 2020\u201d, ha affermato Maxime Lemerle, esperto di insolvenze di Allianz Trade e coordinatore dello studio. Con 45 casi nei primi nove mesi del 2023 non \u00e8 infatti pi\u00f9 tanto lontano il livello record del 2020, l\u2019anno pi\u00f9 pesante della pandemia. Per fare un confronto, tre anni fa furono registrati 58 grandi fallimenti nell\u2019intero anno e 44 casi nel periodo comparabile dei primi nove mesi. Lo scorso anno furono solo 26 e nel 2021 solo 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Osservando i diversi comparti dell\u2019economia, quest\u2019anno si \u00e8 registrato un numero particolarmente elevato di grandi fallimenti nei settori della vendita al dettaglio (di moda), degli ospedali e dell\u2019ingegneria meccanica. Secondo lo studio di Allianz Trade, a settembre 2023 erano fallite in totale dodici grandi aziende tessili e di vendita al dettaglio di moda, oltre a sei cliniche. \u201cCi\u00f2 corrisponde alla situazione descritta dall\u2019Istituto ospedaliero tedesco (Dki)\u201d, scrivono i ricercatori, \u201csecondo cui due terzi delle cliniche tedesche descrivono attualmente la loro situazione finanziaria come scarsa o molto scarsa, soprattutto le cliniche di medie dimensioni\u201d. Si sono verificati anche alcuni importanti fallimenti nel settore dell\u2019ingegneria meccanica (cinque casi), dell\u2019industria metallurgica (quattro) e dell\u2019edilizia (tre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma \u00e8 il settore delle costruzioni ad aver registrato il maggior numero di fallimenti in tutte le dimensioni delle aziende, seguito dal commercio e dalle aziende del settore dei servizi. \u201cIl settore del commercio al dettaglio ha registrato il pi\u00f9 forte aumento del numero di casi rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno scorso, ma anche il settore alberghiero sta mostrando segni di debolezza, anche prima dell\u2019aumento dell\u2019IVA\u201d, osservano ancora gli autori dello studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E la situazione, anche per commercio e servizi, non \u00e8 destinata a cambiare nelle prossime settimane. Milo Bogaerts, responsabile di Allianz Trade per l\u2019area di lingua tedesca, prevede infatti un periodo difficile per i commercianti al dettaglio nella stagione natalizia alle porte. \u201cQuest\u2019anno \u00e8 probabile che sotto l\u2019albero di Natale finisca un numero significativamente inferiore di regali\u201d, afferma Bogaerts, \u201ci prezzi dei generi alimentari rimangono elevati nonostante il tasso di inflazione pi\u00f9 basso, i consumatori stanno quindi risparmiando su tutte le altre spese, escono di meno, comprano meno vestiti e regali di Natale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 una buona notizia ovviamente anche per le imprese italiane dell\u2019export, per le quali la Germania \u00e8 tra i mercati di sbocco pi\u00f9 importanti, ma lo stesso vale per le aziende tedesche se si guarda ai principali mercati del loro export, Paesi Bassi, Stati Uniti e Francia, anch\u2019essi colpiti da ondate di fallimenti. \u201cLe aziende tedesche devono quindi essere doppiamente vigili sugli imminenti effetti valanga\u201d, concludono i ricercatori di Allianz Trade, \u201ce prestare attenzione ai segnali di allarme tra i loro clienti\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">I RITARDI SULL\u2019INNOVAZIONE DELLE IMPRESE TEDESCHE<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019analisi dell\u2019Ufficio federale di statistica di Wiesbaden (<a href=\"https:\/\/www.destatis.de\/DE\/Home\/_inhalt.html\">Destatis<\/a>) e l\u2019Indice sull\u2019intelligenza artificiale di Cisco fanno luce invece sull\u2019innovazione aziendale, in particolare sul rapporto fra aziende e tecnologia e l\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale nei meccanismi di impresa. Lo studio di Destatis rivela che in Germania solo un\u2019azienda su otto tra quelle con pi\u00f9 di dieci dipendenti utilizza l\u2019intelligenza artificiale. Le tecnologie vengono impiegate principalmente per la contabilit\u00e0, il controllo o la gestione finanziaria, per la sicurezza informatica, per i processi di produzione o di servizio e per l\u2019organizzazione dei processi amministrativi o di gestione aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intelligenza artificiale viene spesso utilizzata anche per automatizzare i processi di lavoro o per aiutare a prendere decisioni. Molte aziende utilizzano l\u2019IA per analizzare il linguaggio scritto o per valutare i testi, anche se gli stessi manager lamentano l\u2019assenza in azienda di informazioni e conoscenze sull\u2019uso delle tecnologie di IA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 della met\u00e0 dei dirigenti che non adottano ancora tali strumenti tecnologici (54%) \u00e8 preoccupata per la compatibilit\u00e0 con i dispositivi esistenti o non ha chiare le conseguenze legali (51%). E tra quelle riluttanti all\u2019innovazione, pi\u00f9 di una azienda su cinque (22%) non ritiene sensato l\u2019uso dell\u2019IA nella propria area di attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per un confronto internazionale viene in soccorso l\u2019AI Readiness Index di Cisco appena pubblicato e basato su interviste a 8.000 aziende in 30 Paesi. Se in tutto il mondo il 14% delle aziende \u00e8 pronto all\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale, in Germania la quota \u00e8 del 7%. Tutti gli investitori sono ormai consapevoli che non ci sar\u00e0 economia di successo in futuro senza intelligenza artificiale \u2013 scrivono i ricercatori di Cisco \u2013 e il 61% delle aziende ritiene di avere al massimo un anno di tempo prima che il proprio business ne risenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLe aziende di tutto il mondo stanno cercando di utilizzare l\u2019IA per i loro modelli di business, ma c\u2019\u00e8 una chiara disparit\u00e0 nella loro capacit\u00e0 di implementarla\u201d, ha dichiarato Christian Korff, membro del consiglio di amministrazione di Cisco Germania, \u201ce sebbene la Germania abbia alcuni cluster di eccellenza, la soglia per l\u2019uso diffuso dell\u2019IA \u00e8 ancora troppo alta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche numero positivo c\u2019\u00e8 nella ricerca di Cisco. In un confronto europeo, la Germania mostra buoni approcci in termini di strategia e talento e le aziende tedesche sono anche comparativamente ben posizionate a livello internazionale in termini di competenze AI dei loro dipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il grado di preparazione all\u2019IA delle aziende tedesche nel settore delle infrastrutture e dei dati \u00e8 per\u00f2 meno favorevole. Nel campo delle infrastrutture, solo il 34% delle aziende tedesche appartiene alle categorie avanzate, rispetto a una media del 47% a livello globale. La situazione \u00e8 simile nel settore dei dati: qui, solo il 31% delle aziende del paese appartiene alle categorie avanzate, rispetto al 43% a livello globale. \u201cDue terzi delle aziende tedesche affermano che la loro infrastruttura \u00e8 scalabile solo in misura limitata\u201d, conclude Korff, \u201cinoltre, non sono del tutto preparate all\u2019aumento significativo del consumo energetico dovuto all\u2019IA e ai crescenti rischi di cybersecurity\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/come-e-perche-economia-tedesca-non-brilla\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/come-e-perche-economia-tedesca-non-brilla\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA STARTMAGAZINE (Di Pierluigi Mennitti)\u00a0 &nbsp; Due notizie dal calderone dell\u2019economia tedesca che riguardano le imprese e che evidenziano le contraddizioni di un momento certamente difficile, segnato dalla\u00a0sentenza della Corte costituzionale tedesca\u00a0sui bilanci 2023 e 2024 che ieri ha portato all\u2019adozione da parte del governo del bilancio suppletivo per il 2023 prima del previsto. 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