{"id":82832,"date":"2023-12-05T10:30:41","date_gmt":"2023-12-05T09:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82832"},"modified":"2023-12-04T09:59:15","modified_gmt":"2023-12-04T08:59:15","slug":"lunione-europea-serve-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82832","title":{"rendered":"L\u2019Unione Europea serve ancora?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_82833\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-82833\" class=\"size-medium wp-image-82833\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea-300x176.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea-300x176.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea-1024x602.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea-768x452.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea-1536x904.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/unioneEuropea.jpg 1836w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-82833\" class=\"wp-caption-text\">.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8\u00a0diventata impotente, quasi uno zombi, sempre sull\u2019orlo della recessione. Nella crisi il populismo vince mentre la sinistra incollata al dogma europeista rischia di scomparire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a nuove sfide epocali, come le guerre in Ucraina e in Israele e Palestina, il cambiamento climatico, l\u2019immigrazione di milioni di persone, la sfida strategica tra America e Cina \u2013 l\u2019Unione Europea, proprio quando ci sarebbe pi\u00f9 bisogno di unit\u00e0, \u00e8 ormai diventata una zombi, il fantasma di un progetto fallito che continua a vivere solo perch\u00e9 prima era in vita e molti credono che lo sia ancora. Il problema \u00e8 che oggi questo zombi non ha pi\u00f9 una meta e vaga senza direzione, e pu\u00f2 dissanguare o spingere nel baratro l\u2019economia e la democrazia, dopo avere gi\u00e0 annichilito la sinistra ammalata di europeismo ingenuo in Europa e in Italia. Ha fatto pi\u00f9 male alla sinistra europea l\u2019illusione e la collusione con questa\u00a0<em>Europa reale<\/em>\u00a0che la caduta del\u00a0<em>socialismo reale<\/em>: la sinistra \u00e8 rimasta distrutta dal sogno dell\u2019Europa federale. Che ormai \u00e8 diventato irrealizzabile (ma lo \u00e8 sempre stato). Facciamo una riflessione dando per un attimo potere all\u2019immaginazione: supponiamo che Francia, Germania, Italia Spagna, Olanda oggi siano fuori dall\u2019euro. Se chiedessimo al presidente francese Emmanuel Macron, a Olaf Scholz, a Giorgia Meloni, a Pedro S\u00e1nchez e al premier olandese o austriaco se aderirebbero a questo euro e a questa UE quasi certamente ognuno risponderebbe\u00a0<em>\u201cno grazie! prendiamo una pausa di riflessione e poi vedremo\u201d<\/em>. A nessuno sta bene questo euro e ognuno vorrebbe una unione monetaria e commerciale e politica molto diversa da quella attuale, anche se per differenti motivi. La UE doveva portare a una unione sempre pi\u00f9 stretta: \u00e8 piuttosto diventata una disunione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La UE, e soprattutto l\u2019euro, ci sono solamente perch\u00e9 ormai ci sono gi\u00e0, sono istituzioni consolidate e \u00e8 molto pericoloso scioglierle. Quindi il sistema va avanti per forza di inerzia con gli stessi meccanismi concordati 30 anni fa a Maastricht, in una situazione economica e geopolitica completamente diversa da quella attuale. In particolare la moneta unica europea si \u00e8 dimostrata fallimentare: nel 1990 USA e i paesi oggi della zona euro avevano un PIL analogo, pari a 10,1 trilioni, ovvero 10,1 migliaia di miliardi di dollari (<a href=\"https:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/NY.GDP.PCAP.PP.KD?locations=CN-US-XC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati World Bank<\/a>, in dollari internazionali 2017 a Parit\u00e0 di Potere d\u2019Acquisto); nel 2022 il PIL USA \u00e8 diventato pari a 21 trilioni mentre quello dell\u2019eurozona \u00e8 solo di 16,5 trilioni. La forbice tra USA e Euro si \u00e8 aperta invece di chiudersi, soprattutto a partire dallo shock finanziario del 2008. Nel frattempo la Cina ha superato tutti: \u00e8 passata da un PIL di soli 1,6 trilioni nel 1990 ai 25,7 trilioni di dollari PPA del 2022. L\u2019eurozona \u00e8 sempre meno competitiva. E\u2019 facile dimostrare che anche all\u2019interno della zona euro si \u00e8 allargata la forbice tra i paesi della moneta unica. E all\u2019interno dei Paesi le diseguaglianze sono aumentate. In 30 anni i meccanismi dell\u2019eurozona non sono cambiati: lo zombi europeo reclama ancora e sempre austerit\u00e0 e contrazione delle spese pubbliche: la conseguenza \u00e8 che l\u2019Europa, e la zona euro in particolare, se mai riuscir\u00e0 ad evitare un\u2019altra recessione, nei prossimi tre anni \u00e8 destinata a crescere complessivamente se tutto va bene dell\u20191% all\u2019anno, quando USA e Cina cresceranno invece del 2-4%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La malattia europea \u00e8 congenita, \u00e8 genetica e si chiama iperliberismo senza Stato, ovvero completa libert\u00e0 e dominio dei mercati e della finanza sull\u2019economia reale e sulla societ\u00e0 senza contrappeso e timone pubblico: il benessere \u00e8 sacrificato sull\u2019altare del pareggio di bilancio pubblico che obbliga alla contrazione degli investimenti pubblici e del welfare. Ma il bilancio pubblico in pareggio \u00e8 idiota e impossibile, a meno di rinunciare del tutto a uscire dalla recessione e a investire sul futuro. La Germania \u00e8 in recessione, ma il governo tricolore di Olaf Scholz \u2013 socialisti, liberali, verdi (tutti e tre in caduta libera nei sondaggi)\u00a0 \u2013 ha tentato ugualmente e assurdamente di applicare gi\u00e0 quest\u2019anno la legge costituzionale del pareggio di bilancio (approvata nel 2009) dopo che nei tre anni precedenti era stato sospesa a causa del Covid e dell\u2019emergenza energetica dovuta alla guerra in Ucraina. Il governo teutonico voleva fare bella figura e non fare comparire l\u2019incremento del deficit pubblico: ma ha dovuto fare clamorosamente marcia indietro a causa di una sentenza della Corte Costituzionale che ha scoperto e proibito i trucchi contabili del ministro liberale dell\u2019economia Christian Lindner. Infatti il ministro\u00a0 tedesco \u2013 che purtroppo dirige di fatto anche tutta l\u2019economia dell\u2019eurozona \u2013 secondo la Suprema Corte ha cercato di manipolare i conti pubblici del 2023 mobilitando decine di miliardi di fondi extrabilancio per nascondere l\u2019incremento effettivo del deficit pubblico e potersi cos\u00ec vantare di riuscire a reintrodurre gi\u00e0 da quest\u2019anno la norma costituzionale sul pareggio di bilancio. Grazie alla sentenza della Corte, Lindner \u00e8 invece stato costretto a riconoscere l\u2019incremento del deficit e ha dovuto invocare ancora una volta una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/germany-christian-linder-supplementary-budget-for-this-year-following-budget-crisis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201csituazione di emergenza\u201d<\/a>\u00a0per giustificare la sospensione della legge costituzionale sul pareggio. Legge che per\u00f2 in un certo senso Lindner e Scholz vogliono imporre agli altri paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A che serve l\u2019Unione Europea se non c\u2019\u00e8 progresso? Mettiamo in fila i numeri e vediamo che le diseguaglianze aumentano, la maggiore parte degli europei e degli italiani diventano pi\u00f9 poveri, e non ci sono in vista prospettive migliori. La sinistra tradizionale, e anche gli intellettuali della sinistra, non vogliono riconoscere che il problema del declino europeo ha origini strutturali: le regole dell\u2019euro e della Banca Centrale Europea sono fondate sulla libert\u00e0 assoluta dei capitali, della big finance e dei mercati e sulla compressione della spesa pubblica per finanziare la rendita finanziaria. In Cina e negli USA quando c\u2019\u00e8 rischio di recessione i governi spendono trilioni in stimoli fiscali e moltiplicano la spesa pubblica: nell\u2019eurozona invece si stringe sempre la cinghia (a meno di trucchi contabili). Non tutti si rendono conto che nell\u2019economia europea non comandano veramente n\u00e9 la Commissione UE n\u00e9 la Ursula von der Leyen n\u00e9 i governi n\u00e9 il Parlamento Europeo n\u00e9 tanto meno i Parlamenti nazionali: in Europa comandano soprattutto i mercati, in cui operano le grandi banche americane, inglesi e francesi, le grandi istituzioni finanziarie, come J.P Morgan, Blackrock e Vanguard (che gestiscono fondi per trilioni di dollari, pi\u00f9 grandi del PIL tedesco o italiano), i fondi sovrani arabi o norvegesi, e le grandi multinazionali come quelle dell\u2019energia. E\u2019 la grande finanza la padrona della moneta e dell\u2019economia. Gli operatori finanziari trasformano i debiti pubblici in profitti privati. Gli Stati fragili dell\u2019euro diventano la fonte pi\u00f9 redditizia di guadagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prendiamo il caso dell\u2019Italia, strozzata dai debiti a causa degli interessi. Secondo il piano governativo 2024\/2026, l\u2019Italia nei prossimi anni dovr\u00e0 pagare ai mercati circa 100 miliardi all\u2019anno di soli interessi alla finanza nazionale ed estera. Circa 300 miliardi in tre anni. Il costo annuale degli interessi, giusto per dare un\u2019idea dell\u2019ordine di grandezza, \u00e8 pari a circa il doppio della spesa pubblica totale per la scuola (52 miliardi) e circa quattro volte la manovra finanziaria di Giorgia Meloni (24 miliardi). Sono i contribuenti a pagare i 300 miliardi di interessi alle banche. Peraltro i cittadini italiani si dissangueranno inutilmente perch\u00e9 il livello di debito pubblico, pari al 140% del PIL, rimarr\u00e0 sostanzialmente inalterato nei tre anni. La Banca Centrale Europea di Christine Lagarde ha alzato i tassi di interesse sui prestiti e gli azionisti delle banche brindano a champagne l\u2019aumento favoloso dei loro utili mentre gli Stati sono costretti a pagare interessi pi\u00f9 elevati, a tagliare le pensioni e la sanit\u00e0 e a alzare le tasse. L\u2019austerit\u00e0 \u00e8 tutta qui. Produzione, occupazione, welfare sono sacrificati a favore della finanza: le banche brindano e l\u2019economia soffre. Cos\u00ec in Europa i fallimenti e i crash finanziari sono all\u2019ordine del giorno: l\u2019economia non corre molto n\u00e9 in Cina n\u00e9 negli USA ma in Europa \u00e8 addirittura quasi ferma e \u00e8 sempre a rischio recessione. Eppure (quasi) nessun politico e nessun economista vicino alla sinistra ufficiale osa denunciare le regole insensate dell\u2019eurozona e propone cambiamenti radicali. Tutti (o quasi) a sinistra in fila dietro Bruxelles: come ha scritto Enrico Letta \u201cMorire per Maastricht\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftn1\">[1]<\/a>. Non mi pare che Elly Schlein abbia fatto cambiare linea al suo partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019economia italiana (e europea) \u00e8 prevista crescere, se tutto va bene, solo dell\u20191% circa all\u2019anno nei prossimi tre anni. Tutto questo nonostante il piano del Next Generation UE di 200 miliardi che avrebbe dovuto ridare, in base agli entusiastici annunci, grande slancio e nuova vita all\u2019economia del Bel Paese. Per avere i soldi della NGEU il governo italiano \u00e8 sotto costante e pressante tutela e ricatto da parte della Commissione Europea. La verit\u00e0 \u00e8 che, a forza di denigrare l\u2019intervento pubblico, a forza di tagliare, lo Stato italiano non ha pi\u00f9 nemmeno la capacit\u00e0 progettuale di spendere i soldi che l\u2019Europa ci ha offerto per superare la crisi del Covid. L\u2019intervento pubblico, secondo i principi liberisti di Maastricht, deve essere per quanto possibile evitato perch\u00e9 solo la competizione di mercato pu\u00f2 portare allo sviluppo. Lo Stato viene considerato come un intralcio. Oggi che per\u00f2 lo Stato italiano con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve intervenire per salvare l\u2019economia, \u00e8 talmente indebolito sul piano delle competenze e dell\u2019organizzazione da rischiare di non farcela. Se il PIL non crescer\u00e0, con un rapporto debito pubblico\/PIL al 140%, l\u2019Italia \u00e8 sull\u2019orlo del baratro: la Grecia era fallita e \u00e8 stata commissariata dall\u2019Europa con un debito del 125% su PIL. Lo scandalo dei 100 miliardi di interessi da pagare sul debito pubblico e quello del PNRR che fatica a partire \u2013 solo l\u20198% dei progetti previsti \u00e8 completato \u2013 dovrebbe aprire i Tg e fare i titoli dei giornali, ma tutto tace nella chiesa dei media mainstream, e la Meloni pu\u00f2 dire che tutto va bene, anzi va benissimo. Anche la sinistra \u00e8 timida e silente: gli economisti di sinistra borbottano oppure suggeriscono riforme e riformine europee troppo moderate e comunque velleitarie per essere convincenti. La sinistra non ha denti e a Bruxelles nessuno l\u2019ascolta. I difetti genetici non si curano con i cerotti. Sinistra spesso complice e sempre impotente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre qui ricordare alcune questioni di base: come qualsiasi politico o economista sa o dovrebbe sapere, uno Stato in crisi e con debiti in eccesso se \u00e8 sovrano sulla sua moneta pu\u00f2 facilmente cavarsela. Pu\u00f2 lasciare che la sua moneta si svaluti sul mercato e cos\u00ec, pagando i creditori con valuta svalutata e rilanciando l\u2019export, pu\u00f2 guadagnare tempo prezioso per riorganizzare la sua economia e ripartire senza rimanere soffocato dai debiti. I creditori naturalmente non sono contenti della svalutazione, ma temono di pi\u00f9 i fallimenti completi: inoltre il rischio fa parte del mestiere dei banchieri (e genera buona parte dei loro guadagni). Qualsiasi paese sovrano sulla sua moneta \u2013 come gli USA, il Giappone (che ha un debito pubblico stratosferico del 240% su PIL, ma certamente non fallisce), la Corea del sud, Israele, il Brasile o la Gran Bretagna \u2013 ricorre normalmente alla svalutazione in caso di crisi: ma l\u2019Italia e gli altri paesi dell\u2019euro questo non possono farlo perch\u00e9 ovviamente non dispongono pi\u00f9 di una loro moneta. Un paese sovrano sulla sua moneta non pu\u00f2 mai fallire sul debito pubblico perch\u00e9 pu\u00f2 sempre ordinare alla sua banca centrale di stampare tutta la moneta necessaria a pagare i debiti. Un paese che invece ha ceduto sovranit\u00e0 monetaria assai pi\u00f9 facilmente pu\u00f2 non essere in grado di procurarsi abbastanza liquidit\u00e0 (in moneta straniera) per restituire i suoi debiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I paesi dell\u2019eurozona hanno ceduto la loro sovranit\u00e0 monetaria alla Banca Centrale Europea: la moneta nella quale sono denominati i loro titoli di debito \u00e8 gestita esclusivamente della BCE, la banca \u201cindipendente\u201d che fa capo a 19 diversi Stati. Una sola politica monetaria e di cambio per 19 paesi con diversi tassi di inflazione, differenti livelli tecnologici e di produttivit\u00e0, diversi mercati del lavoro e dei capitali non pu\u00f2 mai essere efficiente per tutti e \u00e8 molto facilmente inefficiente per tutti. Uno stesso tasso di interesse pu\u00f2 essere troppo basso per la Germania ma troppo elevato per l\u2019Italia. Ma il problema principale consiste anche fatto che il trattato di Maastricht impone che la BCE possa finanziare solo le banche commerciali e non i paesi dell\u2019euro, e neppure la UE. Cos\u00ec i paesi dell\u2019eurozona, Italia compresa, per procurarsi la moneta necessaria per sottoscrivere gli investimenti pubblici sono costretti a ricorrere al mercato finanziario come qualsiasi azienda privata, senza alcuna copertura della BCE. L\u2019Italia emette i suoi titoli di debito in euro anche se ovviamente non controlla l\u2019euro. L\u2019euro sta insomma all\u2019Italia un po\u2019 come il dollaro sta all\u2019Argentina. I mercati per\u00f2 sono pro-ciclici: se un paese \u00e8 in difficolt\u00e0 applicano costi del debito maggiori e cos\u00ec accentuano le difficolt\u00e0. La spirale pro-ciclica dei mercati pu\u00f2 portare rapidamente alla crisi e al fallimento degli Stati, anche se i malanni dell\u2019economia avrebbero potuto all\u2019inizio essere facilmente curati grazie all\u2019erogazione di prestiti a basso prezzo (per esempio da parte della banca centrale). La BCE cura la crisi delle banche ma non quelle degli Stati. In questa situazione per gli Stati dell\u2019euro pu\u00f2 diventare molto difficile finanziare il debito pubblico, anche quello necessario per lo sviluppo dell\u2019economia privata, e quello buono per infrastrutture energetiche, ospedali, scuole, reti, ponti e ricerca. Lo sviluppo economico \u00e8 incerto e instabile se viene finanziato con \u201cmoneta straniera\u201d, e l\u2019euro \u00e8 per i 19 paesi dell\u2019eurozona come una moneta straniera perch\u00e9 non ne controllano n\u00e9 il prezzo n\u00e9 la quantit\u00e0 emessa, e perch\u00e9 la BCE non pu\u00f2 \u2013 a causa di Maastricht \u2013 garantire i loro debiti. Cos\u00ec i governi sono costretti a contrarre la spesa pubblica per limitare i deficit: in tale modo per\u00f2 contraggono tutta l\u2019economia e svalutano anche il lavoro e il capitale produttivo. La compressione degli investimenti pubblici pu\u00f2 portare al fallimento perch\u00e9 gli dello Stato investimenti sono indispensabili per uscire dalla spirale della crisi, aumentare la ricchezza nazionale e riuscire a pagare i debiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa naturalmente non \u00e8 una lezione teorica e astratta. Nell\u2019eurozona Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro e Spagna hanno gi\u00e0 subito fallimenti, e anche il possibile default dell\u2019Italia \u00e8 una cosa di cui tutti gli economisti e i politici parlano normalmente da anni in Europa e nel mondo. Ma \u00e8 proibito parlarne in Italia. La possibilit\u00e0 di fallire \u00e8 evidente per un paese come l\u2019Italia che, a causa del Covid e della guerra in Ucraina, nonostante tutti i sacrifici e le privatizzazioni, ha maturato un debito pubblico monstre del 140% su PIL. Prima del Covid, per circa 30 anni i cittadini italiani abbiano vissuto al di sotto delle loro possibilit\u00e0 e hanno pagato pi\u00f9 tasse di quanto lo Stato abbia speso per i servizi pubblici: questo significa che centinaia di miliardi delle loro tasse sono andate solo per il pagamento degli interessi sul debito. Ma questo non \u00e8 bastato: lo Stato ha dovuto fare altro deficit per servire il debito, e tuttavia questo \u00e8 cresciuto invece di diminuire. In pratica i governi sono costretti a chiedere soldi ai mercati solo per pagare gli interessi sul debito, interessi che crescono pi\u00f9 del PIL. E\u2019 facile comprendere che questa dinamica \u00e8 fallimentare e che o viene rovesciata grazie al successo del PNRR oppure i sacrifici per i cittadini e le imprese \u2013 cio\u00e8 il surplus di bilancio primario \u2013 dovranno aumentare in maniera difficilmente sostenibile. Ci potrebbero essere rivolte e proteste sociali. Il rischio molto concreto \u00e8 che prima o poi l\u2019Italia non potr\u00e0 pi\u00f9 servire i debiti secondo le scadenze contrattuali e dovr\u00e0 chiederne la ristrutturazione. Il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 che la Meloni finora non ha voluto approvare, serve proprio a intervenire per trattare la ristrutturazione dei debiti pubblici in modo da imporre l\u2019austerit\u00e0 e proteggere i creditori della finanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019austerit\u00e0 \u00e8 il marchio di fabbrica dell\u2019eurozona. Quando c\u2019era il centro-destra al governo c\u2019era l\u2019austerit\u00e0, quando c\u2019era il centro-sinistra c\u2019era l\u2019austerit\u00e0, quando c\u2019erano i governi tecnici c\u2019era l\u2019austerit\u00e0; gli elettori allora hanno abbandonato i passati governi e per disperazione si sono rivolti ai \u201cnuovi\u201dpolitici che prima (in parte) non governavano, cio\u00e8 alla destra pi\u00f9 estrema: ma ora anche con il governo di Giorgia Meloni continuano austerit\u00e0 e privatizzazioni. In realt\u00e0 nella gabbia dell\u2019euro destra, centro o sinistra al governo non possono cambiare pi\u00f9 di tanto le cose se non imprimono svolte radicali. Nell\u2019eurozona sono i mercati a dettare legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Europa si sta discutendo delle nuove regole che sostituiranno il vecchio e inapplicabile Fiscal Compact, sospeso dal Covid in poi: non si sa ancora se verr\u00e0 trovato un compromesso tra la posizione della Commissione UE, appoggiata dai francesi, che prevede una riduzione graduale dei debiti pubblici sotto il controllo discrezionale della Commissione stessa; e la posizione tedesca, che prevede invece una misura automatica di diminuzione graduale dei debiti pubblici (meno 1% annuo). I tedeschi sono molto preoccupati del potere discrezionale della Commissione e preferiscono regolare le politiche fiscali dei paesi dell\u2019euro con misure oggettive e sanzioni automatiche e non discrezionali. Qualsiasi progetto di compromesso venga adottato, esso esautorer\u00e0 ancora di pi\u00f9 le istituzioni democratiche, i parlamenti e i governi nazionali. Il potere decisionale, anche in campo fiscale, si sta spostando sempre di pi\u00f9 verso le istituzioni intergovernative europee, mai elette e non soggette al controllo democratico dei popoli europei. La Commissione UE, composta da 27 personalit\u00e0 nominate dai rispettivi governi, e il Consiglio Europeo, composto dai capi di governo, decidono per tutti i 500 milioni di cittadini europei. I parlamentari europei (eletti per\u00f2 nazione per nazione dagli elettori locali) hanno il compito di ratificare le decisioni prese da Bruxelles e Francoforte e dai principali governi europei, da Berlino e Parigi. Alla faccia della democrazia!!! Anche la BCE \u00e8 dichiaratamente e ufficialmente impermeabile a ogni sollecitazione politica. Prima della rivoluzione francese l\u2019assemblea dei rappresentanti del Terzo Stato aveva probabilmente pi\u00f9 potere di quanto ne abbiano oggi i 500 milioni di cittadini europei. Lo scandalo \u00e8 che (quasi) nessuno a sinistra osa criticare l\u2019assoluta mancanza di democrazia dentro la \u201cdemocratica\u201d Europa! In confronto la destra, per quanto ipocrita e demagogica \u00e8 molto pi\u00f9 critica e realista verso l\u2019\u201cEuropa dei burocrati e della finanza\u201d! La sinistra invece non ha mai avuto il coraggio di attaccare la la tecnocrazia europea n\u00e9 tanto meno la speculazione di banche e finanza. Di fronte al disastro europeo la sinistra, a differenza della destra, manca in generale di radicalit\u00e0, di indignazione e di rabbia. E perde voti perch\u00e9 durante le crisi gli elettori si polarizzano e abbandonano il centro. La sinistra non lotta pi\u00f9 contro lo sfruttamento nei posti di lavoro e non critica la finanza selvaggia che \u201csfrutta\u201d gli Stati e i contribuenti. Sembra che si sia bene accomodata al sistema vigente e non abbia pi\u00f9 avversari e nemici nell\u2019economia e nella societ\u00e0 (fatta eccezione per gli evasori fiscali e le organizzazioni mafiose o dichiaratamente fasciste): cos\u00ec per\u00f2 la gente che protesta per le nuove povert\u00e0, per la disoccupazione e per redditi di lavoro da fame, non pu\u00f2 che seguire la demagogia della destra, che invece \u00e8 sempre (apparentemente) molto aggressiva contro lo stato presente delle cose, i poteri costituiti e l\u2019establishment.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La povert\u00e0 dilaga, i populisti e non la sinistra raccolgono la protesta e non a caso continuano ad avanzare. Hanno vinto in Italia con il governo della destra di Meloni, Salvini e Berlusconi. In Francia Marine Le Pen secondo i sondaggi \u00e8 in pole position per diventare il nuovo futuro presidente della Republique; in Germania l\u2019AFD, il partito di estrema destra antiUE e anche antiNato, arriva secondo nei sondaggi con il 20% circa dell\u2019elettorato, davanti ai socialisti e ai verdi. Il primo partito \u00e8 la CDU del rigore pi\u00f9 estremo. In Olanda il Partito della Libert\u00e0 di estrema destra di Geert Wilders vince le elezioni e si candida alla guida del paese. In questo contesto se le sinistre europee \u2013 il PD di Elly Schlein compreso \u2013 continueranno a rimanere agganciate all\u2019Europa zombi senza proporre vie di uscita e misure radicali ed efficaci sul debito pubblico e sulle rendite finanziarie che ci strozzano, non avranno pi\u00f9 scampo e dovranno lasciare l\u2019intero posto di comando al populismo di destra estrema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 penoso analizzare le politiche dell\u2019Europa nei campi dell\u2019immigrazione, dell\u2019energia, della politica estera e della difesa. L\u2019immigrazione viene respinta invece che controllata e organizzata, e decine di migliaia di innocenti muoiono nel Mediterraneo e alle frontiere dell\u2019est Europa. La difesa europea \u00e8 un sogno dell\u2019industria militare francese. In realt\u00e0 il governo tedesco sembra invece essere sempre pi\u00f9 subordinato agli interessi del complesso militare-industriale statunitense. In campo energetico la Francia di Emmauel Macron punta tutto sul nucleare sicuro (?) mentre la Germania dismette completamente le centrali nucleari e in compenso usa il carbone. Manca un consistente fondo europeo per finanziare le centinaia di miliardi indispensabili per gli investimenti sulle energie alternative. La politica estera europea non esiste. \u201cFuck the Eu\u201d, letteralmente \u201cl\u2019Unione europea si fotta\u201c \u00e8 la frase sfuggita al massimo responsabile americano per le relazioni europee, la segretaria di Stato aggiunto, Victoria Nuland, una delle vice del capo della diplomazia Usa John Kerry. La battutaccia alla Nuland \u00e8 scappata nel corso di una telefonata con l\u2019ambasciatore americano a Kiev, Geoffrey Pyatt a proposito della politica in Ucraina. In politica estera Francia e Germania sono divisi su (quasi) tutto. Macron \u00e8 vicino ai palestinesi mentre Olaf Scholz abbraccia la politica di Netanyahu; Macron \u00e8 critico sulla politica di Zelensky che punta alla (impossibile) vittoria completa sulla Russia di Putin mentre la Germania sembra invece seguire l\u2019amministrazione Biden nel confronto senza fine in Ucraina. Polonia, Ungheria e i paesi baltici seguono pi\u00f9 Washington che Bruxelles. Del resto senza una forza militare che la supporti in maniera credibile, e senza neppure una politica alternativa di neutralit\u00e0 attiva, per esempio sul modello svizzero, l\u2019Europa \u00e8 una completa nullit\u00e0 nella politica estera e nelle vicende internazionali. Non ha neppure un seggio all\u2019ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo Parlamento europeo che verr\u00e0 eletto a giugno sar\u00e0 prevedibilmente spostato a destra e il partito conservatore europeo guidato da Giorgia Meloni diventer\u00e0 prevedibilmente per la prima volta determinante per formare la maggioranza dell\u2019assemblea di Bruxelles, finora composta da popolari, socialisti e liberali. Le destre nazionaliste impediranno qualsiasi trasferimento di risorse ai paesi pi\u00f9 in difficolt\u00e0 e a alto debito come l\u2019Italia. Insomma, non c\u2019\u00e8 luce in fondo al tunnel. Quando l\u2019Europa si allargher\u00e0 all\u2019Ucraina e con i Paesi balcanici e passer\u00e0 da 27 a 35 membri, confusione e contrasti aumenteranno ancora, anche perch\u00e9 il bilancio europeo verr\u00e0 diviso tra un numero pi\u00f9 grande di attori e le fette saranno pi\u00f9 piccole. Le spinte verso la disintegrazione saranno prevedibilmente ancora pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tutto il mondo capitalista \u2013 come spiego nel mio libro sul \u201cFallimento della Moneta\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u2013 sono le banche commerciali e non gli Stati a creare la quasi totalit\u00e0 della moneta e ad avere il potere sulla moneta. La moneta viene creata dal nulla quando una banca concede un prestito: quindi la moneta entra sempre e esclusivamente nell\u2019economia sotto forma di debito. La moneta bancaria \u00e8 moneta-debito e per sua natura alimenta cumuli di debiti che non possono essere ripagati. Dagli anni 80 in poi, con le politiche reaganiane e thatcheriane, \u00e8 stata promossa anche la libera circolazione internazionale dei capitali. La moneta \u00e8 stata completamente privatizzata e gli Stati non hanno pi\u00f9 potuto creare moneta per l\u2019economia nazionale, ovvero non hanno pi\u00f9 potuto ordinare alle loro banche centrali di \u201cmonetizzare\u201d i debiti indispensabili per gli investimenti pubblici. Gli Stati democratici non possono pi\u00f9 gestire la moneta per lo sviluppo, come invece avevano fatto nei trenta anni successivi al secondo dopoguerra. Non a caso dal 1945 al 1975 si sono verificati uno sviluppo capitalistico impetuoso, la diffusione del benessere di massa, un\u2019alta produttivit\u00e0 e la quasi piena occupazione. Nei cosiddetti Trenta Gloriosi si sono creati servizi pubblici universali e c\u2019\u00e8 stata una tendenziale riduzione delle diseguaglianze mentre le crisi bancarie erano rare e limitate. Dagli anni 80 \u00e8 stata proibita la monetizzazione dei debiti nazionali e la sovranit\u00e0 monetaria \u00e8 passata al settore privato e alla finanza internazionale. Sono partite la deregolamentazione e la globalizzazione dei mercati finanziari. La ricerca spasmodica del profitto a breve termine da parte del sistema bancario e finanziario ha portato inevitabilmente alla speculazione, alle bolle e poi ai crack. Dal 1975 in poi ci sono state 147 crisi bancarie, 218 crisi valutarie e 66 crisi di finanziamento di un paese<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftn3\">[3]<\/a>, e le pi\u00f9 gravi hanno raggiunto perfino la ricca eurozona. In pratica i mercati sono diventati i padroni esclusivi della moneta, e questo soprattutto nell\u2019eurozona, in cui \u2013 come abbiamo visto \u2013 alla BCE \u00e8 impedito esplicitamente e formalmente di monetizzare i debiti pubblici dei paesi membri. Nell\u2019eurozona i capitali possono speculare liberamente sui diversi rendimenti dei titoli di debito dei diversi paesi condannando i paesi pi\u00f9 deboli e premiando quelli pi\u00f9 forti. La fuga dei capitali \u00e8 diventata virt\u00f9. Insomma: nell\u2019area euro, pi\u00f9 ancora che in qualsiasi altra area del mondo avanzato, viene lasciata mano libera alla finanza e al signoraggio bancario. Se poi si pensa che proprio dentro l\u2019eurozona ci sono paradisi fiscali come il Lussemburgo, l\u2019Olanda, l\u2019Irlanda, Malta, Cipro, al danno si aggiunge anche la beffa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le democrazie per fare ingoiare l\u2019austerit\u00e0 alla popolazione si trasformano in regimi autoritari. La cosa assurda \u00e8 che perfino Mario Draghi afferma che\u00a0<em>\u201cbisogna mettere mano ai trattati\u201d<\/em>\u00a0perch\u00e9 cos\u00ec com\u2019\u00e8 il calabrone dell\u2019euro \u2013 dice lui \u2013 non potr\u00e0 continuare a volare. Mentre la sinistra si illude ancora della riformabilit\u00e0 dell\u2019euro. Finch\u00e9 non si risveglier\u00e0 dal sonno ipnotico dell\u2019Europa federale, degli Stati Uniti d\u2019Europa, della moneta unica fondata sulla libert\u00e0 dei capitali e sulla competizione senza regole, la sinistra sprofonder\u00e0 ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sinistra vorrebbe riformare l\u2019Europa per arrivare a costruire uno Stato federale, i mitici Stati Uniti d\u2019Europa. Ma questa \u00e8 una prospettiva impossibile oltre che sbagliata. Nessun grande paese, n\u00e9 la Germania n\u00e9 la Francia, condivider\u00e0 mai le sue finanze e il suo potere politico con i paesi pi\u00f9 fragili. Nessuno condivider\u00e0 e alleggerir\u00e0 i debiti dei paesi pi\u00f9 fragili. L\u2019Europa \u00e8 finita in un cul de sac. Il problema \u00e8 che \u00e8 impossibile rimettere il dentifricio dentro il tubetto. L\u2019uscita unilaterale dall\u2019euro non verrebbe approvata da larga parte dell\u2019opinione pubblica e scatenerebbe una crisi gravissima e difficilissima da controllare. Ma questo non giustifica la passivit\u00e0: anzi la sinistra di fronte a una situazione ormai drammatica dovrebbe diventare pi\u00f9 radicale nelle sue proposte e nelle sue azioni. Occorre cominciare a pensare idee nuove e originali e riforme radicali. David Sassoli, il passato bravo presidente del Parlamento Europeo, aveva proposto per esempio la cancellazione dei debiti pubblici in pancia alla BCE (un terzo\/quarto circa dei pubblici dell\u2019euro). Una proposta molto efficace: ma Christine Lagarde rifiut\u00f2 e perfino il PD di Sassoli, guidato da Enrico Letta, respinse quasi con disgusto questa giusta sollecitazione. Se la BCE non pu\u00f2 e non vuole finanziare i singoli Stati, dovrebbe almeno finanziare direttamente e pesantemente gli investimenti comuni a livello europeo sull\u2019energia, sulle energie alternative, sulle infrastrutture di base, sulla ristrutturazione energetica degli edifici e dei trasporti, sulla ricerca e la sicurezza. La BCE dovrebbe finalmente decidere che il livello ottimale di incremento annuo dell\u2019inflazione da perseguire per promuovere lo sviluppo dell\u2019economia reale non \u00e8 l\u2019attuale misero 2% ma il 3-4%. I tassi di interesse dovrebbero essere ridotti in modo da alimentare il credito e gli investimenti privati e pubblici. I governi di fronte alla crisi potrebbero attuare progetti ancora pi\u00f9 radicali: se l\u2019euro diventasse una \u201cmoneta scarsa\u201d, gli Stati dovrebbero cominciare a immettere monete complementari, aggiuntive\u00a0 ma non alternative all\u2019euro<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftn4\">[4]<\/a>. Monete fiduciarie da distribuire a famiglie e imprese senza passare per i mercati al fine di difendere i redditi delle famiglie, l\u2019incremento dell\u2019occupazione nelle industrie, l\u2019accesso ai servizi sociali, la salvaguardia dell\u2019ambiente e le trasformazioni energetiche. Bisognerebbe finanziare non solo redditi minimi garantiti per tutti ma soprattutto il lavoro: lo Stato dovrebbe diventare il datore di lavoro di ultima istanza per i disoccupati e anche per gli immigrati in cerca di una vita e di una occupazione degna. Per contrastare l\u2019inflazione, rilanciare i consumi e gli investimenti la sinistra potrebbe e dovrebbe proporre una semplice e giusta misura: l\u2019aumento automatico dei salari rispetto ai prezzi<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftn5\">[5]<\/a>. La sinistra dovrebbe lasciare gli zombi al loro destino e fare rinascere la cooperazione europea su basi completamente nuove, e non fondate sulla libert\u00e0 dei capitali e sui mercati finanziari. Compito ovviamente difficilissimo, ma se non si inizia non si arriver\u00e0 mai alla meta.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Enrico Letta \u201cEuro s\u00ec. Morire per Maastricht\u201d Laterza, 1997<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Enrico Grazzini \u201cIl fallimento della moneta. Banche, debito e crisi. Perch\u00e9 bisogna emettere una moneta pubblica libera dal debito\u201d Editore Fazi, 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 IMF Working Paper : \u201cSystemic Banking Crises Database: An Update\u201d Luc Laeven and Fabi\u00e1n Valencia , June 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Enrico Grazzini Social Europe \u201cStiglitz Advocates A Dual Currency System In Italy But Why Not For The Whole Eurozone?\u201d 25th July 2018;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Micromega Plus, Enrico Grazzini \u201cExtraprofitti e speculazione stanno strozzando i lavoratori: serve una nuova scala mobile\u201d Novembre 9, 2023<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/12\/01\/lunione-europea-serve-ancora\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Enrico Grazzini) \u00c8\u00a0diventata impotente, quasi uno zombi, sempre sull\u2019orlo della recessione. Nella crisi il populismo vince mentre la sinistra incollata al dogma europeista rischia di scomparire Di fronte a nuove sfide epocali, come le guerre in Ucraina e in Israele e Palestina, il cambiamento climatico, l\u2019immigrazione di milioni di persone, la sfida strategica tra America e Cina \u2013 l\u2019Unione Europea, proprio quando ci sarebbe pi\u00f9 bisogno di unit\u00e0, \u00e8 ormai diventata&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ly0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82832"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82832"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82834,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82832\/revisions\/82834"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}