{"id":82847,"date":"2023-12-06T09:40:35","date_gmt":"2023-12-06T08:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82847"},"modified":"2023-12-04T13:42:18","modified_gmt":"2023-12-04T12:42:18","slug":"riprese-le-operazioni-militari-nella-striscia-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82847","title":{"rendered":"Riprese le operazioni militari nella Striscia di Gaza"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Eugenio Roscini Vitali)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_0081.jpg\" \/><\/p>\n<p>Terminata la tregua, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e le milizie palestinesi hanno ripreso i combattimenti in tutta la Striscia di Gaza. Israele ha dichiarato di aver ripreso le operazioni in seguito alle violazioni di Hamas al temporaneo cessate il fuoco stabilito grazie alla mediazione del Qatar; al contrario, il Movimento di liberazione palestinese ha accusato lo Stato ebraico di aver ripreso per primo le ostilit\u00e0 e di aver rifiutato le molteplici offerte di scambio di ostaggi con i prigionieri detenuti nelle carceri israeliane.<\/p>\n<p>Ventiquattro ore prima, Khalil al Hayya, membro dell\u2019Ufficio Politico di Hamas e rappresentante della citt\u00e0 di Gaza, aveva anticipato che la resistenza palestinese avrebbe comunque ripreso i combattimenti il 1\u00b0 dicembre. \u00a0Venerd\u00ec, allo scadere della tregua, i miliziani palestinesi hanno iniziato prendendo di mira le posizioni avanzate dell\u2019esercito israeliano, sia a nord che a sud della citt\u00e0 di Gaza.<\/p>\n<p>Diversi combattenti hanno affermato di essersi scontrati con le forze israeliane nel nord della Striscia, area gi\u00e0 dichiarata dalle IDF \u201czona di guerra\u201d.\u00a0Ripreso anche il fuoco indiretto contro Israele, con le Brigate al Qassem, ala militare di Hamas, e le Brigate al Quds, ala militare della Jihad islamica palestinese (PIJ), che in meno di 48 ore hanno lanciato pi\u00f9 di 35 salve di razzi contro obiettivi nel centro e nel sud di Israele, da Gerusalemme a Tel Aviv, da Eliav, nella regione di Lachish, e Tekoa, in Cisgiordania, e Nir Am, kibbutz a pochi chilometri dalla Striscia, dove sono stati registrati cinque feriti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170648\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/WhatsApp_Image_2023-11-17_at_14.13.59_1.jpg\" alt=\"\" width=\"984\" height=\"738\" \/><\/p>\n<p>Intensa inoltre l\u2019attivit\u00e0 di altri gruppi presenti nello scenario di guerra: in risposta agli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, le Brigate Abu Ali Mustafa, ala militante del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), hanno lanciato due salve di razzi contro il sud di Israele, mentre le Brigate della Resistenza Nazionale hanno lanciato razzi contro non specificate citt\u00e0 e comunit\u00e0 israeliane al confine con la Striscia di Gaza. Diversi gli attacchi contro le forze israeliane, con l\u2019utilizzo di razzi anticarro con carica tandem e munizioni antiuomo: colpito un soldato israeliano a nord dell\u2019incrocio dei Martiri e centrate con colpi di mortaio le unit\u00e0 delle IDF a ovest della citt\u00e0 di Gaza.<\/p>\n<p>Sabato 2 dicembre, la Brigate al Qassem hanno preso di mira una posizione di comando e controllo israeliana a est di Beit Hanoun e un bulldozer delle IDF vicino a Juhor ad Dik; condotto, inoltre, un attacco complesso contro un avamposto israeliano ad al Tawam, nel nord-ovest della Striscia. \u00a0Rivendicato il lancio di tre droni da attacco unidirezionali e l\u2019utilizzo, per il secondo giorno consecutivo, dei temuti Shawaz, sistemi d\u2019arma EFP (explosively formed penetrator) prodotti nella Striscia di Gaza e gi\u00e0 utilizzati in Siria dalla resistenza irachena contro le forze statunitensi. I combattenti di Hamas avevano gi\u00e0 tre rivendicato attacchi con EFP, il 31 ottobre, il 17 novembre e il 1\u00b0\u00a0dicembre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170617\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2944S_12_copy_1.jpg\" alt=\"\" width=\"986\" height=\"657\" \/><\/p>\n<p>Capaci di penetrare corazze d\u2019acciaio di 200 mm, e per questo micidiali anche in ottica anti-tank,\u00a0gli ordigni Shawaz erano gi\u00e0 stati rivenuti e sequestrati dalle IDF durante un raid nel campo profughi di Jenin, il 16 novembre scorso.<\/p>\n<p>Le Brigate al Quds (braccio militare della Jihad Islamica Palestinese) hanno rivendicato diversi attacchi contro le forze israeliane, a nord e a sud della citt\u00e0 di Gaza. Abbattuto un drone Skylark nella zona centrale della Striscia e impegnati i soldati israeliani in scontri vicino all\u2019incrocio di Netzarim, sulla Salah al Din Road, a sud di Zaytoun, e nell\u2019area settentrionale di Sheikh Radwan, con particolare riguardo alla Ayoun Street, arteria principale del quartiere. Nella stessa zona, le forze israeliane hanno anche affrontato i miliziani delle Brigate dei Martiri di al Aqsa, autoproclamata ala militare di Fatah, mentre un gruppo non identificato di combattenti palestinesi ha teso un\u2019imboscata ad una unit\u00e0 dell\u2019esercito israeliano nel quartiere di Tal al Hawa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-170652 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/WhatsApp_Image_2023-11-17_at_12.13.38_2.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"565\" \/><\/p>\n<p>Nelle ultime 48 ore le IDF hanno operato lungo tutto l\u2019enclave, attaccando oltre 400 obiettivi strategici e arrivando a colpire \u00a0target paganti nelle localit\u00e0 di Khan Younis e Rafah.<\/p>\n<p>Le forze di terra, impegnate contro il battaglione Zaytoun che operava nell\u2019omonimo quartiere da prima della tregua, hanno diretto gli attacchi aerei sugli obiettivi pi\u00f9 sensibili, perlustrato e ripulito le aree di combattimento dalle trappole esplosive, identificato e distrutto l\u2019accesso ai tunnel, neutralizzate le postazioni di lancio dei razzi ed attaccato i posti comando di Hamas.<\/p>\n<p>Il 2 dicembre, \u00e8 stato, inoltre, pubblicato un video che mostra un significativo deposito di armi rinvenuto nel nord della Striscia di Gaza. \u00a0Le casse, nascoste tra il materiale dell\u2019UNRWA, contenevano un numero significativo di razzi Grad da 122 mm.<\/p>\n<p>Le IDF continuano ad espandere le operazioni offensive nel nord della Striscia ed in particolare a sud ovest della citt\u00e0 di Jabalia, dove sono impegnate in feroci scontri con i miliziani.<\/p>\n<p>Il capo di stato maggiore delle Forze armate israeliane, Tenete generale Herzi Halevi, ha affermato che la guerra sta entrando in una seconda fase. Per facilitare l\u2019evacuazione dei civili, le IDF hanno pubblicato una mappa che divide l\u2019intera Striscia di Gaza in settori; la mappa, progettata in base alle prossime fasi della guerra, dovrebbe consentire ai residenti dell\u2019enclave di lasciare determinate aree.<\/p>\n<p>Diramati ordini di evacuazione specifici che riguardano Jabalia, la citt\u00e0 di Gaza e i governatorati orientali di Rafah e Khan Younis. Alla BBC, il consigliere senior del primo ministro israeliano, Mark Regev, ha confermato che Israele sta condividendo i piani di evacuazione della popolazione di Gaza con il segretario americano Blinken.<\/p>\n<p>Le IDF continuano ad esortare i residenti ad evacuare l\u2019area ad est di Khan Younis lanciando volantini nei quali si dichiarata il quadrante \u201czona di guerra\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le ultime notizie di oggi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il 3 dicembre il ministero della Sanit\u00e0 della Striscia di Gaza\u00a0governata da Hamas, ha aggiornato il bilancio complessivo delle vittime dallo scoppio della guerra il 7 ottobre. I morti sarebbero oltre 15.500, ha riferito, contro i 13.300 morti al 20 novembre. Il ministero non distingue tra vittime civili e combattenti. Del totale dei morti, ha riferito, il 70% sono donne e bambini. Oltre 40.000 persone sono rimaste ferite.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170614\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/WhatsApp_Image_2023-11-17_at_12.13.38_5.jpg\" alt=\"\" width=\"973\" height=\"730\" \/><\/p>\n<p>L\u2019IDF ha riferito che, da quando \u00e8 iniziata l\u2019operazione di terra nel nord della Striscia di Gaza, sono stati individuati almeno 800 tunnel di Hamas, di cui circa 500 sono stati distrutti. In alcune occasioni, si legge nella dichiarazione, i tunnel sono stati trovati accanto o all\u2019interno di scuole, asili, moschee e campi da gioco. \u201cQuesti risultati servono come ulteriore prova dell\u2019uso cinico dei civili, da parte di Hamas, come scudo umano e come copertura per l\u2019attivit\u00e0 terroristica dell\u2019organizzazione\u201d.\u00a0Sono oltre 10mila gli attacchi aerei effettuati dal 7 ottobre.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio i tank israeliani sono entrati a Khan Yunis con l\u2019obiettivo di strappare alle milizie palestinesi anche il sud della Striscia: la radio militare israeliana ha confermato l\u2019estensione dell\u2019offensiva con unit\u00e0 terrestri e mezzi blindati in azione a nord di Khan Yunis. Un percorso aperto dai massicci bombardamenti aere, navali e dell\u2019artiglieria.<\/p>\n<p>In quest\u2019area si ritiene che si nasconda il leader di Hamas Yahya Sinwar, che resta l\u2019obiettivo numero uno insieme al capo delle Brigate al-Qassam Mohammed Deif ed al suo vice Marwan Issa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Aerei britannici e nave ospedale italiana<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Londra ha reso noto di aver deciso di inviare aerei di sorveglianza britannica sorvolare la Striscia di Gaza\u00a0per aiutare Israele a trovare gli ostaggi rimasti. Secondo il governo britannico gli aerei non dovrebbero avere armi a bordo e lo scopo \u00e8 esclusivamente quello di raccogliere informazioni su dove si trovano gli ostaggi. Il Ministero della Difesa britannico far\u00e0 volare aerei di sorveglianza sul Mediterraneo orientale, compreso lo spazio aereo sopra Israele e\u00a0Gaza.<\/p>\n<p>L\u2019impiego di velivoli-spia con ogni probabilit\u00e0 rischierati sulla base aerea britannica di Akrotiry a Cipro (a quanto riferisce BBC si tratter\u00e0 dei Beechcraft Shadow R2), permetter\u00e0 a Londra di raccogliere informazioni d\u2019intelligence non certo limitate esclusivamente alla ricerca degli ostaggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170647\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/f42795f2-8b5e-4e0f-a0bf-80f2481c84c7img_3Medium.jpg\" alt=\"\" width=\"975\" height=\"731\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Italia invece ha inviato l\u2019unit\u00e0 della Marina Militare Vulcano attrezzata come nave ospedale arrivata oggi nel porto egiziano di El Arish e che curer\u00e0 a bordo decine di feriti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. \u201dL\u2019operazione ha richiesto uno sforzo congiunto di Farnesina, Difesa e Intelligence, in stretto raccordo tra l\u2019Ambasciata d\u2019Italia al Cairo e le autorit\u00e0 egiziane\u201d, fa sapere l\u2019ambasciata italiana in Egitto in una nota.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Una zona cuscinetto nel futuro della Striscia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Secondo quanto riferito dagli organi di stampa, il governo israeliano ha informato gli stati arabi di voler creare, una volta terminato il conflitto, una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/israel-informs-arab-states-it-wants-buffer-zone-post-war-gaza-sources-2023-12-01\/\">zona cuscinetto<\/a>\u00a0nella Striscia di Gaza. Lo scopo \u00e8 quello di prevenire un nuovo 7 ottobre. Fonti egiziane hanno confermato che Israele ha trasmesso i piani all\u2019Egitto, alla Giordania, agli Emirati Arabi Uniti, alla Turchia e all\u2019Arabia Saudita. Un consigliere per la politica estera del primo ministro israeliano ha affermato che il progetto della zona cuscinetto \u00e8 parte di un \u201cprocesso a tre livelli\u201d che include la distruzione di Hamas, la smilitarizzazione di Gaza e la deradicalizzazione dell\u2019enclave.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-170653 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Gaza-Evacuation-Zone-Map-December-2-2023.jpg\" alt=\"\" width=\"917\" height=\"1164\" \/><\/p>\n<p>Il 1\u00b0 dicembre, i gruppi palestinesi che aderiscono alla lotta armata in Cisgiordania hanno condotto sette attacchi contro le forze israeliane, mentre le IDF hanno reso noto l\u2019arresto di 15 ricercati e il sequestro di un quantitativo di armi, esplosivi e attrezzature militari non specificate. \u00a0Cinque le citt\u00e0 della Cisgiordania in cui si sono registrati scontri il 2 dicembre: le IDF hanno riferito che militanti non identificati hanno sparato contro i militari con l\u2019uso di armi leggere e fatto esplodere IED durante un raid israeliano a Nablus.<\/p>\n<p>I media locali hanno, inoltre, affermato che combattenti palestinesi hanno fatto esplodere IED contro le forze israeliane ad al Yamoun, a nord-ovest di Jenin. Danneggiato un veicolo militare israeliano a Jalbun e ingaggiato scontri a fuoco con armi leggere vicino a Nablus.<\/p>\n<p>Le filiali di Hamas a Ramallah, Betlemme, Tulkarem, Jenin, Hebron, Qalqilya hanno indetto manifestazioni anti-israeliane in tutta la West Bank . Il Centro palestinese per i sondaggi e la ricerca politica ha riferito che in Cisgiordania il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/middle-east\/hamas-sees-surge-of-support-as-palestinian-prisoners-are-released-c1b3e927?mod=middle-east_news_article_pos2\">sostegno<\/a>\u00a0ad Hamas e alla formazione di gruppi armati in risposta agli attacchi dei coloni \u00e8 passato dal 12% di settembre al 40% di novembre, quasi la met\u00e0 della popolazione palestinese che vive ad est di Gerusalemme.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170616\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2944S_9_copy_0.jpg\" alt=\"\" width=\"976\" height=\"650\" \/><\/p>\n<p>Il direttore del centro ha riferito che ad influire sul notevole aumento c\u2019\u00e8 il processo intrapreso dal Movimento di liberazione per di rilascio degli ostaggi in cambio dei prigionieri detenuti nelle carceri israeliane. A tal proposito, il segretario di Stato americano, Blinken, ha informato il primo ministro israeliano Netanyahu che gli Stati Uniti inizieranno ad annunciare il divieto di visto contro i coloni israeliani coinvolti in attacchi contro civili palestinesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il fronte libanese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Dalla fine della tregua, Hezbollah ha condotto cinque attacchi nel nord di Israele: sono stati lanciati razzi contro quattro siti militari israeliani, colpendo due volte il sito di al Marj. Le IDF hanno affermato di aver risposto agli attacchi e di aver centrato alcune postazioni sciite del Libano meridionale. Intercettato anche un\u00a0\u201csospetto\u201d oggetto volante mentre si avvicina al kibbutz di HaGorshrim, nella Galilea settentrionale: nessun gruppo militante ha rivendicato la responsabilit\u00e0 del tentativo di infiltrazione. Gruppi non identificati hanno lanciato missili anti-carro contro le postazioni israeliane e a Moshav Dov, in Alta Galilea, \u00e8 stato colpito un edificio civile. Era dal 23 novembre che Israele non subiva attacchi dal Libano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il fronte irakeno<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Un account sui social media iracheni (<a href=\"https:\/\/twitter.com\/Tammuz_Intel\/status\/1730521952341664082\">Tammuz Intel<\/a>) ha riferito che la 30a brigata delle Forze di mobilitazione popolare irachene (PFM) ha bloccato un convoglio del servizio antiterrorismo iracheno e delle forze statunitensi in Iraq. L\u2019attacco \u00e8 avvenuto nelle vicinanze di Nimrud, antica citt\u00e0 assira situata a sud di Ninive, sul fiume Tigri. Non \u00e8 chiara la partecipazione del 30a Brigata all\u2019azione, sta di fatto le PFM sono un\u2019organizzazione ombrello affiliata alle milizie irachene che in teoria fanno capo al primo ministro iracheno, ma\u00a0che in pratica sovvertono spesso la catena di comando per riferire ai delegati che godono del sostegno iraniano.<\/p>\n<p>Nota anche come Hashd al Shabak, la 30a Brigata opera nella provincia di Ninive, nel nord dell\u2019Iraq, ed \u00e8 composta principalmente dal gruppo etnico Shabak e dai turkmeni sciiti. Ha forti legami con i membri della Resistenza Islamica dell\u2019Iraq, una coalizione di milizie appoggiate dall\u2019Iran che vede la partecipazione di Kataib Hezbollah, Harakat Hezbollah al Nujaba e dell\u2019Organizzazione Badr. Accusata di violazioni dei diritti umani e di aver preso di mira gruppi minoritari nella pianura di Ninive, la 30a Brigata aveva gi\u00e0 attaccato le forze statunitensi \u00a0el 2019, a Mosul, nel nord dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il fronte yemenita<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le milizie yemenite Houthi hanno preso di mira alcune navi commerciali nella strategica zona del Golfo di Aden. \u201cDue navi collegate a Israele\u201d sono state colpite in risposta all\u2019invasione di Gaza, hanno rivendicato le milizie filo-iraniane riferendosi a due mercantili battenti bandiera delle Bahamas ma gestiti da societ\u00e0 israeliane anche se Gerusalemme ha per\u00f2 smentito ogni legame con i cargo attaccati.<\/p>\n<p>Le due navi attaccate dai ribelli Houthi dello Yemen nel Mar Rosso non hanno alcun legame con Israele, secondo quanto ha dichiarato il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Daniel Hagari. \u201cOggi sono stati lanciati missili verso due navi commerciali, che non hanno nulla a che fare con Israele. Una nave \u00e8 stata gravemente danneggiata. \u00c8 in condizioni critiche e rischia di affondare\u201d, ha dichiarato.<\/p>\n<p>In\u00a0 soccorso alle due navi attaccate \u00e8 intervenuto il cacciatorpediniere della US Navy USS Carney, che ha abbattuto 3 droni come ha reso noto lo US Central Command (CENTCOM) spiegando che oggi \u201cci sono stati quattro attacchi contro tre diverse navi commerciali che operavano in acque internazionali nel Mar Rosso meridionale. Il cacciatorpediniere classe Arleigh-Burke USS Carney ha risposto alle chiamate di soccorso delle navi e ha fornito assistenza\u201d e ha abbattuto tre droni che si stavano dirigendo verso la nave militare,\u00a0si legge in una nota.<\/p>\n<p>Foto IDF, ISW e Marina Militare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/12\/riprese-le-operazioni-militari-nella-striscia-di-gaza\/\">Riprese le operazioni militari nella Striscia di Gaza \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Eugenio Roscini Vitali) Terminata la tregua, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e le milizie palestinesi hanno ripreso i combattimenti in tutta la Striscia di Gaza. 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