{"id":82864,"date":"2023-12-08T09:29:11","date_gmt":"2023-12-08T08:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82864"},"modified":"2023-12-05T10:32:48","modified_gmt":"2023-12-05T09:32:48","slug":"la-riforma-dei-tecnici-e-dei-professionali-e-la-produzione-del-capitale-umano-nella-scuola-delleta-neoliberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82864","title":{"rendered":"La riforma dei tecnici e dei professionali e la produzione del capitale umano nella scuola dell&#8217;et\u00e0 neoliberale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Daniele Lo Vetere)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/tecnici.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"48250\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=48250\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/tecnici.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"tecnici\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/tecnici-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/tecnici-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Consigli di classe. Scuola, democrazia e societ\u00e0, \r\nrubrica a cura di Mimmo Cangiano<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[<em>Inauguriamo oggi, con questo articolo di Daniele Lo Vetere sulla recente riforma dei tecnici e dei professionali, una nuova rubrica sulla scuola animata, fra gli altri, da Emanuela Bandini, Roberto Contu, Rossella Latempa, Daniele Lo Vetere, Marco Maurizi, Marina Polacco<\/em>].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il recente disegno di legge del Governo Meloni (D. Lgs. 924\/2023), che interviene sugli istituti tecnici e professionali e sull\u2019istruzione e formazione professionale (IeFP), nonostante la sua scarsissima eco mediatica, \u00e8 un provvedimento la cui portata politico-ideologica non pu\u00f2 essere sottovalutata.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>A partire da esso \u00e8 possibile fare una riflessione pi\u00f9 ampia, che svilupper\u00f2 in tre passaggi: 1) illustrazione dei risvolti pedagogicamente e politicamente regressivi di questa norma; 2) suo inquadramento nel rapporto tra scuola e lavoro, in generale ed entro la specifica \u00abrazionalit\u00e0\u00bb dell\u2019epoca attuale, che chiamer\u00f2 \u00abneoliberale\u00bb sulla scorta di Pierre Dardot e Christian Laval;<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>\u00a03) le questioni politiche che provvedimenti come questo pongono, in particolare alla sinistra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il ritorno dell\u2019avviamento professionale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli interventi legislativi che riguardano il segmento tecnico e professionale della scuola secondaria superiore non risalgono certo a oggi: basti qui richiamare il precedente pi\u00f9 significativo, la\u00a0<a href=\"https:\/\/laletteraturaenoi.it\/2018\/09\/24\/la-riforma-dell-istruzione-professionale-di-stato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riforma degli istituti professionali del 2017<\/a>. Il disegno di legge 924\/2023 si inserisce per\u00f2 anche nel pi\u00f9 ampio contesto di quadriennalizzazione della scuola secondaria in tutti e tre i suoi indirizzi (licei, tecnici, professionali), che \u00e8 stata oggetto di una serie di decreti, a partire dal DM 567\/2017,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>\u00a0e che, nonostante l\u2019eloquente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/archivio-pareri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parere negativo<\/a>\u00a0del Consiglio superiore della Pubblica istruzione<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>\u00a0non ha arrestato il proprio corso.\u00a0<em>Maiora premunt<\/em>: nel frattempo sono arrivati i fondi del PNRR, i quali, secondo una logica politica (pi\u00f9 precisamente tecnocratica) ormai nota, vengono erogati solo in cambio di riforme.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il D.Lgs. 924\/2023 immette istituti professionali, istituti tecnici e l\u2019IeFP in un unico percorso quadriennale chiamato, con termine preso di peso dal lessico del lavoro industriale, \u00abfiliera formativa\u00bb, che comprende quattro anni di scuola superiore pi\u00f9 un biennio di frequenza degli ITS Academy (Istituti tecnici superiori). Come per la gi\u00e0 avviata sperimentazione quadriennale generale, a dispetto del taglio di un anno scolastico, si stabilisce che debba comunque essere garantito \u00abil conseguimento delle competenze di cui al Profilo educativo, culturale e professionale dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nonch\u00e9 delle conoscenze e delle abilit\u00e0 previste dall\u2019indirizzo di studi di riferimento\u00bb, anche grazie al \u00abricorso alla flessibilit\u00e0 didattica e organizzativa, alla didattica laboratoriale, all\u2019adozione di metodologie innovative\u00bb (non altrimenti specificate).<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>\u00a0La spesso invocata \u201capertura al territorio\u201d si concretizza in forme non nuove di ampliamento dell\u2019\u201cofferta formativa\u201d \u00abfunzionali alle esigenze specifiche dei territori\u00bb, per mezzo di accordi con universit\u00e0, istituzioni formative e \u00abaltri soggetti pubblici e privati\u00bb (anch\u2019essi non specificati). Entro tali accordi sar\u00e0 possibile per \u00absoggetti del mondo del lavoro e delle professioni\u00bb stipulare \u00abcontratti di prestazione d\u2019opera per attivit\u00e0 di insegnamento\u00bb con gli istituti che partecipano alla filiera.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un ultimo dettaglio merita una speciale menzione. Se tale riforma scolastica dovr\u00e0 avvenire, come \u00e8 abituale prassi in Italia, \u00abnell\u2019ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica\u00bb, non mancano per\u00f2 i fondi (815.228 euro) per la creazione di una \u00abStruttura tecnica per la promozione della filiera formativa tecnologico-professionale\u00bb composta da un coordinatore di livello dirigenziale generale, un dirigente di livello non generale e otto esperti.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Nonostante la contrazione temporale, nonostante gli istituti vengano vincolati alle esigenze produttive locali, nonostante l\u2019immutata condizione di sottofinanziamento, l\u2019ambizione dichiarata \u00e8 comunque quella di un\u2019alta qualificazione del percorso scolastico: \u00abrispondere alle esigenze educative, culturali e professionali delle giovani generazioni, e alle esigenze del settore produttivo nazionale secondo gli obiettivi del Piano nazionale \u201cIndustria 4.0\u201d\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bench\u00e9 l\u2019approccio sia quello \u201cmorbido\u201d di una sperimentazione che riguarder\u00e0, per il momento, solo una parte degli istituti, salta all\u2019occhio la profonda trasformazione impressa a scuole che oggi sono scelte da quasi la met\u00e0 degli studenti tra i 14 e i 19 anni.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a>\u00a0Se infatti la convergenza tra gli istituti tecnici, da un lato, e gli istituti professionali e l\u2019IeFP, dall\u2019altro, potrebbe \u2013 almeno sulla carta \u2013 rappresentare una valorizzazione in particolare per quest\u2019ultima, gi\u00e0 da oggi percorso non quinquennale chiuso a ulteriori sbocchi, non si pu\u00f2 non notare l\u2019assoluto schiacciamento del segmento tecnico (che comprende i 3\/5 di quella met\u00e0 di studenti che non sceglie i licei) su quello\u00a0<em>tout court<\/em>\u00a0professionale.<\/p>\n<p>Detto in altre parole, una riforma come questa rischia di affossare gli istituti tecnici e di trasformare il nostro sistema tripartito della secondaria superiore in un sistema, nei fatti, bipartito: da un lato studenti che a 14 anni scelgono un percorso professionalizzante, che idealmente li porter\u00e0, dopo 4+2 anni, a lavorare, dall\u2019altro studenti che scelgono i licei, per poi idealmente laurearsi e ulteriormente specializzarsi. Ma chi conosce gli istituti tecnici sa che l\u2019escursione tra gli indirizzi \u00e8 alta: per percorsi che in effetti sono orientati al lavoro, ce ne sono altri che preludono all\u2019universit\u00e0, ad esempio in facolt\u00e0 come informatica o chimica. Gli studenti che attualmente frequentano questi percorsi sarebbero costretti a decidere, dopo la secondaria inferiore, se \u201clicealizzarsi\u201d o \u201cprofessionalizzarsi\u201d. \u00c8 un mutamento radicale, che non pu\u00f2 essere promosso attraverso una \u201csperimentazione\u201d e che pone interrogativi decisivi sul destino di quelle scuole che, proprio in funzione di uno sviluppo produttivo, hanno sempre avuto il compito di formare quadri e dirigenti: in che direzione va il nostro capitalismo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma gli aspetti preoccupanti sono molti altri. Pur non essendo a priori impedito l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0, l\u2019impianto complessivo della riforma porta a un netto sganciamento dei tecnici e professionali da un esito simile; la presenza di esperti esterni in veste di docenti \u2013 evidentemente prelevati dal mondo imprenditoriale \u2013, marginalizza e svilisce il ruolo dei docenti e del loro compito formativo, oltre ad affiancare nello stesso istituto lavoratori che dipendono dallo Stato e lavoratori del settore privato, con clamorose discrepanze contrattuali e di percorsi di accesso alla professione (affiancamento che diventerebbe\u00a0<em>strutturale<\/em>\u00a0e non occasionale, come pu\u00f2 capitare gi\u00e0 oggi); \u00e8 esplicita la possibilit\u00e0 di curvare (o sottomettere?) l\u2019offerta formativa alle necessit\u00e0 produttive locali, cosa che, se pu\u00f2 essere in parte comprensibile per evitare le forme pi\u00f9 clamorose di indisponibilit\u00e0 di quelle figure professionali legate all\u2019artigianato e alla piccola impresa che ancora oggi sono formate con la modalit\u00e0 dell\u2019apprendistato, asservirebbe una quantit\u00e0 enorme di studenti e studentesse all\u2019instabile legge della domanda e dell\u2019offerta del loro territorio.<\/p>\n<p>Nessun generico lamento idealistico di chi si rifiuta di prendere in considerazione il nesso tra scuola e lavoro, che \u00e8 tema che ha ascendenze nella storia della sinistra; ma la convinzione che siamo di fronte a una riforma ampiamente regressiva, oltre a quanto ne ho gi\u00e0 detto, \u00e8 sostanziata da altri due ordini di considerazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo. In questa proposta la logica professionalizzante non \u00e8 affatto in equilibrio con le necessit\u00e0 formative generali della persona e del cittadino. La costituzionalista Roberta Calvano ha osservato come la ormai conclamata tendenza a dedurre i compiti dell\u2019istruzione dalle esigenze del mercato disattenda la volont\u00e0 dei costituenti, che non casualmente inserirono la formazione generale e quella professionale in articoli distinti della nostra Costituzione, rispettivamente il 33-34 e il 35, comma 2:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La chiara distinzione tra ci\u00f2 che si deve apprendere nella scuola, e pi\u00f9 ampiamente la materia dell\u2019istruzione, rispetto alla specificit\u00e0 della formazione professionale \u00e8 rimarcata dalla collocazione della norma richiamata nel titolo III, dedicato ai rapporti economici, sede distinta quindi rispetto alle altre norme concernenti la \u201cCostituzione scolastica\u201d (ovvero i principi fondamentali e i diritti sull\u2019istruzione), tutte riunite nel titolo II, dedicato ai rapporti etico-sociali.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il secondo. \u00c8 la logica generale del rapporto tra scuola e lavoro che nei nostri anni si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 strumentalistica. Non \u00e8 un caso che essa si manifesti sintomaticamente proprio in quelle scuole nelle quali tale rapporto \u00e8 da sempre centrale. \u00c8 perci\u00f2 il momento di parlarne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scuola e lavoro nell\u2019et\u00e0 neoliberale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ironia di cui diventa bersaglio chi evochi l\u2019etichetta \u201cneoliberismo\u201d o \u201cneoliberalismo\u201d \u00e8 causata assai pi\u00f9 dall\u2019ignoranza sull\u2019argomento di chi fa ironia che dal ridicolo presunto di chi ne \u00e8 fatto oggetto. Come \u00e8 noto, il termine ha una valenza storico-descrittiva, prima che politica e polemica, e per i suoi propugnatori il suo senso \u00e8 assolutamente positivo, perch\u00e9 il neoliberalismo sarebbe un progetto politico ed economico in grado di garantire insieme sviluppo economico e libert\u00e0 individuale.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a>\u00a0Si pu\u00f2 perci\u00f2 parlare, senza essere accusati di semplificazioni, anche dell\u2019esistenza di una \u00abscuola neoliberista\u00bb (o neoliberale), la cui nascita il pedagogista Massimo Baldacci colloca (naturalmente grosso modo) nel 1994 e che \u00e8 ancora quella attuale.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tutte le fasi di crisi e di transizione del capitalismo, nella scuola l\u2019equilibrio tra vocazione alla formazione generale della persona e vocazione alla formazione professionale si incrina a favore della seconda.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a>\u00a0Noi viviamo in una di quelle fasi. Il legame della scuola con il mondo produttivo, quindi, non nasce certo oggi, come pensa qualche moralista o idealista che confonde la parte con il tutto, i licei per le classi dirigenti del passato con la scuola\u00a0<em>tout court<\/em>. In passato non \u00e8 nemmeno mancata, proprio per le scuole tecniche e professionali, una accurata programmazione dall\u2019alto del fabbisogno di lavoratori manuali e di tecnici, come \u00e8 capitato in modo paradigmatico nel dopoguerra del boom economico e del compromesso socialdemocratico.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a>\u00a0Tuttavia negli ultimi decenni l\u2019\u201ceconomia della conoscenza\u201d, la globalizzazione, l\u2019aumento della competitivit\u00e0 globale e l\u2019imporsi di politiche neoliberali hanno cambiate profondamente quel legame. Ma prima di parlare della scuola, bisogna accennare sommariamente ad alcuni aspetti del neoliberalismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due sono quelli decisivi, ricavabili dalla letteratura sull\u2019argomento: l\u2019estensione, anzi l\u2019universalizzazione, della logica dello scambio ad ambiti sociali che il liberalismo classico considerava esterni al mercato; una diversa modalit\u00e0 di soggettivazione degli individui. Entrambe queste trasformazioni hanno investito la scuola, ma, per brevit\u00e0, mi concentrer\u00f2 solo sulla seconda.<\/p>\n<p>Il \u00abdispositivo industriale di efficienza\u00bb, tipico del fordismo, era fondato sul ciclo \u201cproduzione\/risparmio\/investimento\u201d. Tale dispositivo apprezzava nei soggetti attitudini e\u00a0 capacit\u00e0 come l\u2019autodisciplinamento, la metodicit\u00e0, il rinvio superegotico della soddisfazione dei bisogni al futuro.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a>\u00a0\u00c8 l\u2019epoca della classe media che lavora, risparmia, compra televisori, auto, frigoriferi, o \u201cinveste\u201d nel mattone, dopo aver messo i soldi necessari da parte. Anche l\u2019azienda era concepita secondo la forma piramidale e gerarchica della burocrazia statale. L\u2019avanzamento di carriera era fondato sul principio \u201cautomatico\u201d dell\u2019anzianit\u00e0, che garantiva una prevedibilit\u00e0 del futuro e delle traiettorie di vita.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019et\u00e0 neoliberale non ha bisogno di tale ragionevolezza e misura: le qualit\u00e0 \u201cmedie\u201d e il conformismo sono anzi sospetti. Il dispositivo industriale di efficienza \u00e8 stato sostituito da un \u00abdispositivo di prestazione\/godimento\u00bb, caratterizzato da \u00abun discorso manageriale che fa della prestazione un dovere e [da] un discorso pubblicitario che fa del godimento un imperativo\u00bb; il soggetto deve puntare \u00aba un \u201coltre\u201d, un \u201cdi pi\u00f9\u201d, che Marx aveva chiamato \u201cplus-valore\u201d\u00bb, investendo le proprie capacit\u00e0 in prestazioni d\u2019eccellenza, solo per rilanciare\/reinvestire su se stesso, verso uno stadio ulteriore di profitto.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>\u00a0Il richiamarsi di prestazione e consumo\/godimento \u00e8 naturalmente fondato sul modello di intensit\u00e0 instabile del capitalismo finanziario, per cui Dardot e Laval hanno parlato di \u00absoggettivazione contabile e finanziaria\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a>\u00a0Nell\u2019epoca del nuovo capitalismo, osserva Sennett, il futuro \u00e8 diventato imprevedibile, le vite si disarticolano nella difficolt\u00e0 o impossibilit\u00e0 di progetti dotati di coerenza psicologica e temporale.<\/p>\n<p>Alla sequenza \u201cproduzione\/risparmio\/investimento\u201d si \u00e8 sostituita quella \u201ccosto-investimento-rendimento\u201d, tipica della logica imprenditoriale. Secondo tale logica deve diventare \u00ab<em>naturale<\/em>, per\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0gli attori, comportarsi come si comporta un imprenditore\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a>\u00a0A nessuno, naturalmente, \u00e8 chiesto di aprire un\u2019azienda: si tratta di una logica generalizzata dell\u2019azione sociale, catturare la quale \u00e8 sempre stato l\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso dei teorici neoliberali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che conseguenze ha avuto sulla scuola questo mutamento storico? La produzione di capitale umano \u00e8 diventato il suo mandato principale, talvolta esclusivo, mentre la formazione generale della persona e del cittadino \u00e8 diventato un principio secondario e subordinato. Come \u00e8 ormai platealmente evidente a chiunque non viva a Ventotene, tra i nobili fantasmi di Spinelli, Rossi e Colorni, \u00e8 anche in larga parte il modello di scuola dell\u2019Unione europea, a partire dai libri bianchi degli anni Novanta e dalla Strategia di Lisbona (2000), in cui al sistema dell\u2019istruzione \u00e8 demandato il compito \u2013 cito a memoria ma quasi alla lettera dalla famosissima premessa del documento del 2000 \u2013 di rendere quella del continente la pi\u00f9 competitiva tra le economie della conoscenza globali.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a>\u00a0Il mercato \u00e8 stato eretto a \u00abprincipio unico, o comunque prioritario, di razionalit\u00e0 sociale, e quindi a criterio di organizzazione\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi la scuola \u00e8 una delle agenzie deputate sia all\u2019obiettivo di sistema di \u00ab<em>massimizzare l\u2019utilit\u00e0 della popolazione<\/em>, accrescendone l\u2019impiegabilit\u00e0 e la produttivit\u00e0\u00bb, sia a quello specificamente formativo di \u00abprodurre nel soggetto individuale un rapporto con se stesso omologo al rapporto con il capitale: il soggetto, per essere pi\u00f9 esatti, \u00e8 portato a vedere in se stesso un \u201ccapitale umano\u201d da valorizzare indefinitamente, un valore da aumentare sempre di pi\u00f9\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a>\u00a0In questa \u00abfusione senza residui tra il capitale \u2013 inteso come ci\u00f2 che rende possibile un reddito futuro \u2013 e colui che lo detiene\u00bb, il neoliberalismo \u00e8 riuscito a \u00abcancellare con un semplice colpo di spugna tutte le teorie dell\u2019alienazione\u00bb: il lavoratore non offre la propria prestazione solo per ottenere in cambio un salario, bens\u00ec investe \u00abil proprio capitale, cio\u00e8 se stesso, utilizzando le risorse di cui dispone in termini di capacit\u00e0 e competenze\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, a differenza di altre forme di capitale, da quello umano non \u00e8 possibile estrarre plusvalore senza la partecipazione e coinvolgimento del \u201cportatore\u201d. Da qui nasce l\u2019esigenza di \u201cattivarlo\u201d, coinvolgendolo, motivandolo, costringendolo a \u201cscegliere liberamente\u201d di essere performante, come si pu\u00f2 evincere da un\u2019analisi della letteratura del management delle risorse umane, nella quale, da un lato le tecniche di\u00a0<em>role playing<\/em>,\u00a0<em>team building<\/em>, dall\u2019altro l\u2019insistenza sulla creativit\u00e0 e partecipazione in prima persona del lavoratore, sono utilizzate allo scopo di far emergere i tratti della personalit\u00e0 che non si leggono nel\u00a0<em>curriculum vit\u00e6<\/em>, per \u00abraccogliere il maggior numero possibile di informazioni in modo da poter costruire un\u2019immagine il pi\u00f9 possibile veritiera ed esaustiva della\u00a0<em>risorsa<\/em>\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi lavora da qualche anno nella scuola si sar\u00e0 accorto dell\u2019insistenza crescente sulle competenze trasversali, sulle competenze non cognitive, su metacompetenze come imparare a imparare e incorporare vari \u201cspiriti\u201d \u2013 di collaborazione, di iniziativa, di impresa. Si tratta, in ogni caso, delle solite \u00abotto competenze chiave europee\u00bb: nulla che non fosse gi\u00e0 previsto, ma che viene semplicemente \u201cimplementato\u201d, un passo alla volta. Nella prospettiva del\u00a0<em>lifelong learning<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn26\" name=\"_ednref26\">[26]<\/a>\u00a0diventa prioritario creare atteggiamenti e forme mentali, piuttosto che insegnare Leopardi o Caravaggio o gli integrali. Fatti e documenti degli ultimi anni parlano da s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La \u00abdidattica orientativa\u00bb introdotta da un decreto ministeriale recente<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn27\" name=\"_ednref27\">[27]<\/a>\u00a0mostra inquietanti consonanze con il management delle risorse umane aziendale cui si \u00e8 accennato sopra, come hanno potuto constatare gli insegnanti che, tra quest\u2019estate e l\u2019autunno, hanno seguito il corso di formazione online per tutor e orientatori sulla piattaforma\u00a0<em>Sofia<\/em>. Lo scopo di conoscere meglio le proprie attitudini e capacit\u00e0, il \u201cnarrare la propria storia\u201d attraverso un e-portfolio, il concentrarsi su ci\u00f2 che non emerge nel contesto scolastico per renderlo trasparente alla propria consapevolezza, in un contesto in cui la lezione di un pedagogista era affiancata a quella di formatori del mondo del lavoro che parlavano di \u00abclienti\u00bb, risultava indistinguibile dal \u00abcostruire un\u2019immagine il pi\u00f9 possibile veritiera ed esaustiva della risorsa\u00bb, pi\u00f9 che di se stessi. Ma con un po\u2019 d\u2019attenzione, nelle \u00abLinee guida\u00bb allegate al decreto, si pu\u00f2 rintracciare anche una spia lessicale del dispositivo di prestazione\/godimento: il documento, l\u2019esperienza, la produzione personale che ciascuno studente sar\u00e0 tenuto a scegliere fra quelle, scolastiche e non, realizzate nel corso dell\u2019anno scolastico, per inserirla nel proprio \u00abe-portfolio\u00bb, era definito il proprio \u00abcapolavoro\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La\u00a0<a href=\"https:\/\/laletteraturaenoi.it\/2022\/02\/08\/soft-skills-2-come-ti-spaccio-le-soft-skills-per-risorse-emotive-della-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente norma<\/a>\u00a0sull\u2019introduzione delle\u00a0<em>soft skills<\/em>\u00a0a scuola (ovvero la pretesa di lavorare in modo esplicito su attitudini personali, tratti caratteriali, aspetti emotivi) e il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/la-competenza-imprenditoriale-una-cosmologica-teoria-del-tutto-per-il-terzo-millennio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sillabo dello spirito di imprenditorialit\u00e0<\/a>\u00a0(una delle \u00abotto competenze chiave europee\u00bb) sono documenti di cui solo una grande ingenuit\u00e0 o una profonda malafede possono continuare a non vedere la limpida origine neoliberale, che mette a frutto un complesso di saperi di cui prima o poi bisogner\u00e0 fare la genealogia: si tratta, presumibilmente, di un miscuglio tra linguaggio del management delle risorse umane (linguaggio gi\u00e0 di per s\u00e9 ibrido: economia comportamentale, sociologia e psicologia del lavoro, economia aziendale),<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn28\" name=\"_ednref28\">[28]<\/a>\u00a0e quello della psicologia comportamentista-cognitivista, della pedagogia, finanche della filosofia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, nel mondo universitario non mancano nemmeno i contributi teorici che puntano ad appianare alla radice ogni possibile conflitto tra la razionalit\u00e0 pedagogica e il discorso del capitale umano:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCapitale umano\u201d \u00e8 una metafora che transita con profitto dal mondo dell\u2019economia alla pedagogia, favorendo cos\u00ec lo sviluppo e il successo delle abilit\u00e0. Da questo punto di vista, le teorie del capitale umano sono un interessante esempio di ibridazione culturale tra due sfere \u2013 economica e pedagogica \u2013\u00a0<em>ancora troppo distanti l\u2019una dall\u2019altra<\/em>\u00a0[\u2026] il capitale umano si allontana gradualmente dalla sua matrice economica per scoprire una dimensione pedagogica [\u2026]\u00a0<em>qualsiasi differenza nel campo dell\u2019educazione \u2013 tra le azioni soltanto orientate allo sviluppo integrale del soggetto e l\u2019azione finalizzata all\u2019investimento nel capitale umano \u2013 viene meno<\/em>\u00a0[\u2026] Le teorie del capitale umano hanno contribuito all\u2019evoluzione della formazione educativa, rappresentando una\u00a0<em>svolta pragmatica<\/em>\u00a0per la pedagogia. Una prova indiretta viene dal fatto che la formazione sia proposta in termini di abilit\u00e0, che \u00e8 un modo pi\u00f9 concreto di occuparsi di apprendimento e di rendere il concetto di merito pi\u00f9 democratico.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn29\" name=\"_ednref29\">[29]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni politiche: le colpe prevedibili della destra, le responsabilit\u00e0 storiche della sinistra<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vorrei concludere sottoponendo al lettore alcune questioni politiche, che lascio aperte ma che sono decisive.<\/p>\n<p>Ho provato sinteticamente a ricostruire il terreno ideologico dal quale sono nate molte delle riforme degli ultimi anni e da dove nasce anche quest\u2019ultima riforma, che concepisce una scuola interamente dedotta da un unico principio, quello della produttivit\u00e0 economica. Sarebbe superfluo citare la pletora di normative, dichiarazioni, documenti nei quali la necessit\u00e0 di riformare la scuola viene argomentata, ormai in modo esplicito e senza giri di parole, sulla base dell\u2019obiettivo di \u00abridurre il\u00a0<em>mismatch<\/em>\u00a0nel mondo del lavoro\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn30\" name=\"_ednref30\">[30]<\/a>\u00a0Ma non \u00e8 solo la politica a operare questa forma di riduzionismo del discorso scolastico: gli esperti non sono da meno. Si vadano i due numeri monografici del 2016 sull\u2019alternanza scuola-lavoro, l\u2019apprendistato e l\u2019IeFP della rivista dell\u2019Iprase di Trento \u00abRicercazione\u00bb. La premessa dalla quale prendono le mosse \u00e8 sempre la stessa:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche se la scuola non ha una\u00a0<em>mission<\/em>\u00a0esplicita (a differenza della Istruzione e Formazione Professionale) nel preparare, in senso stretto, giovani lavoratori,\u00a0<em>\u00e8 inevitabile<\/em>\u00a0che il\u00a0<em>mismatch<\/em>\u00a0tra competenze in uscita dal sistema educativo e in entrata nel mondo del lavoro\u00a0<em>venga ricondotto ad essa<\/em>. E oggi diventa\u00a0<em>inevitabile considerare l\u2019alternanza come l\u2019unico antidoto per curare<\/em>\u00a0tale\u00a0<em>mismatch<\/em>. [\u2026] [La scuola deve lavorare allo] sviluppo di una serie di caratteristiche individuali, che in parte possiamo definire come competenze trasversali, necessarie per affrontare al meglio l\u2019uscita dalla scuola e l\u2019ingresso nel mondo del lavoro (e per ridurre il pi\u00f9 possibile il gi\u00e0 citato\u00a0<em>mismatch<\/em>\u00a0di competenze) [\u2026]: pensiamo a quanto ne potrebbero giovare [<em>sic<\/em>] i percorsi di alternanza scuola lavoro se fossero basati\u00a0<em>esplicitamente<\/em>\u00a0sullo sviluppo dell\u2019<em>adattabilit\u00e0 professionale<\/em>\u00a0degli studenti.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn31\" name=\"_ednref31\">[31]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La posizione sociologicamente equilibrata di riconoscere una reciproca retroazione tra scuola e societ\u00e0 \u00e8 stata liquidata, in una perfetta naturalizzazione e giustificazione della realt\u00e0 esistente, scaricando unilateralmente sulla scuola il compito di adeguarsi a una societ\u00e0 fondata su un monismo economicistico. Lo stress cui cos\u00ec si sottopone la scuola \u00e8 insostenibile: tanto i ritardi, gli squilibri e i fallimenti nella competizione, quanto l\u2019incapacit\u00e0 di integrazione sociale dei giovani, sono interamente attribuiti ad essa. La precarizzazione del mercato del lavoro \u00e8 diventata un dato di fatto cui la scuola deve rispondere sviluppando nei soggetti una capacit\u00e0 di riadattamento continuo (\u00abLa flessibilizzazione dei processi lavorativi [\u2026] ha imposto ai sistemi educativi di farsi carico della produzione biopolitica dell\u2019uomo flessibile\u00bb).<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn32\" name=\"_ednref32\">[32]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si sta spacciando agli studenti e alle loro famiglie il mito di un mondo del lavoro che chieder\u00e0, sempre e a tutti, alte prestazioni cognitive e resilienza,<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn33\" name=\"_ednref33\">[33]<\/a>\u00a0in cambio per\u00f2 della soddisfazione di un impiego creativo e capace di valorizzare le ambizioni dei singoli \u2013 tristemente, un ministro d\u2019area PD come Bianchi \u00e8 stato capace di dichiarare che: \u00abI ragazzi vogliono un lavoro che soddisfi le loro esigenze, la propria creativit\u00e0. E non come noi che pensiamo al posto fisso\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn34\" name=\"_ednref34\">[34]<\/a>\u00a0La verit\u00e0, pi\u00f9 probabilmente, l\u2019aveva gi\u00e0 intravista David Harvey nel 1990. Nella fase dell\u2019\u00abaccumulazione flessibile\u00bb del capitalismo, iniziata negli anni Ottanta, il mercato del lavoro sarebbe stato fondato su una struttura centro-periferia, con al centro lavoratori \u201cad alto contenuto di capitale umano\u201d, dotati di buone garanzie di sicurezza e soddisfazione sul lavoro, e un\u2019ampia periferia di lavoratori precari, sfruttati, sottopagati.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn35\" name=\"_ednref35\">[35]<\/a>\u00a0Un lucido critico come Nico Hirtt, proprio considerando un mercato del lavoro segmentato nel modo descritto da Harvey, ha osservato come la concezione stessa dell\u2019istruzione europea, fondata su uno \u00abzoccolo duro di competenze\u00bb, implichi l\u2019idea che alla gran massa degli studenti vada fornito un corredo minimo di capacit\u00e0 \u2013 sufficienti ad adattarsi alle richieste del mercato \u2013 e che tutto quello che si apprende in pi\u00f9, per interesse, curiosit\u00e0, passione, sar\u00e0 a carico delle scelte del singolo.<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn36\" name=\"_ednref36\">[36]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa riforma dei tecnici e dei professionali \u00e8 una riforma chiaramente di destra, nel duplice senso della parola: \u00e8 una destra della gerarchia e della diseguaglianza, che rende ancor pi\u00f9 subalterni i gi\u00e0 subalterni, ed \u00e8 una destra neoliberale, scrupolosa gerente degli affari del capitale. Ma la razionalit\u00e0 che ispira tali politiche, scolastiche e non, va ben oltre il posizionamento ideologico di questo governo: sarebbe un errore dimenticarlo, anche perch\u00e9 la \u00absinistra governamentale\u00bb<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_edn37\" name=\"_ednref37\">[37]<\/a>\u00a0non ha difeso in questi decenni un\u2019idea di scuola realmente alternativa a quella neoliberale e nella critica all\u2019obiettivo classismo della riforma di Valditara troverebbe una facile scusa per rimandare ancora l\u2019ammissione della propria condivisione dello spirito dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/leg\/19\/BGT\/Schede\/Ddliter\/57650.htm\">\u00a0\u00a0\u00a0 Disegno di legge 924 del 18 settembre 2023<\/a>: \u00abSchema di disegno di legge di istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale e di revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 P. Dardot \u2013 C. Laval,\u00a0<em>La nuova ragione del mondo. Critica della razionalit\u00e0 neoliberista<\/em>, Derive Approdi, 2019<sup>2<\/sup>. Preferisco ricorrere al termine \u00abneoliberalismo\u00bb, piuttosto che a \u00abneoliberismo\u00bb, per sottolinearne il carattere globale di progetto politico e non solo di agenda economica \u2013 per quanto questa sia ovviamente il cuore di quel progetto. Mi rifaccio peraltro all\u2019uso foucaultiano e a quello di Massimo De Carolis, che per il neoliberalismo ha parlato di vero e proprio \u00abcongegno di civilizzazione\u00bb: M. Foucault,\u00a0<em>Nascita della biopolitica<\/em>, Feltrinelli, 2007; M. De Carolis,\u00a0<em>Il rovescio della libert\u00e0. Tramonto del neolberalismo e disagio della civilt\u00e0<\/em>, Quodlibet, 2017.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Decreto ministeriale 3 agosto 2017, n. 567, per la promozione di un Piano nazionale di innovazione ordinamentale finalizzato alla sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado a partire dal primo anno di corso<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Consiglio superiore della Pubblica istruzione,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/archivio-pareri\">parere n. 66 del 17\/11\/2021<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Eloquente questo passaggio del\u00a0<a href=\"https:\/\/miur.gov.it\/-\/decreto-ministeriale-n-344-del-3-dicembre-2021\">D.M. n. 344 del 03\/12\/2021<\/a>: \u00abRITENUTO di non accogliere il richiamato parere del CSPI, stante la valenza strategica del provvedimento all\u2019interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui alla Missione 4C1.1 \u2013 Riforma 1.4\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 D. Lgs. 924\/2023, art. 1 commi 2 e 6.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi, art. 1 commi 3 e 6.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi, art. 1 comma 9 e art. 2.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi, art. 1 comma 1.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a>\u00a0 Cfr. i dati nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/web\/guest\/-\/scuola-disponibili-i-primi-dati-sull-a-s-2023-2024-in-classe-circa-7-2-mln-di-studenti-1\">focus<\/a>\u00a0del Mim per l\u2019a.s. 2023\/24, pp. 10-13.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a>\u00a0 R. Calvano,\u00a0<em>Scuola e costituzione, tra autonomie e mercato<\/em>, Futura, 2019, p. 26.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a>\u00a0 Cfr., oltre ai gi\u00e0 citati Foucault e De Carolis, N. Wapshott,\u00a0<em>Keynes o Hayek. Lo scontro che ha definito l\u2019economia moderna<\/em>, Feltrinelli, 2012; Q. Slobodian,\u00a0<em>Globalists. La fine dell\u2019impero e la nascita del neoliberalismo<\/em>, Meltemi, 2021; Y. Wasserman,\u00a0<em>I rivoluzionari marginalisti. Come gli economisti austriaci vinsero la battaglia delle idee<\/em>, Neri Pozza, 2021.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a>\u00a0 M. Baldacci,\u00a0\u00a0<em>La scuola al bivio. Mercato o democrazia?<\/em>, Franco Angeli, 2019, p. 174.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a>\u00a0 Ivi, p. 9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a>\u00a0 A. Cobalti,\u00a0<em>Globalizzazione e istruzione<\/em>, Il Mulino, 2006, cap. 1.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a>\u00a0 P. Dardot \u2013 C. Laval, cit., p. 355 sgg.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a>\u00a0 R. Sennett,\u00a0<em>La cultura del nuovo capitalismo<\/em>, Il Mulino, 2006, cap. 1 \u00abBurocrazia\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a>\u00a0 P. Dardot \u2013 C. Laval, cit., p. 355. Naturalmente ci sono profonde affinit\u00e0 tra il discorso di Dardot e Laval, foucaultiano, e la teorizzazione da parte di Deleuze di una \u00absociet\u00e0 del controllo\u00bb che sostituisce quella disciplinare: cfr. G. Deleuze,\u00a0<em>Poscritto sulle societ\u00e0 di controllo<\/em>, in\u00a0<em>Pourparler<\/em>, Quodlibet, 2000.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a>\u00a0 P. Dardot \u2013 C. Laval, cit., p. 38 e 306.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a>\u00a0 P. Maltese,\u00a0<em>Foucault e la teoria del capitale umano<\/em>, in \u00abEducazione. Giornale di pedagogia critica\u00bb, IV, 2 (2015), p. 31, corsivi originali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a>\u00a0 Tra i molti libri disponibili, segnalo la breve ma straordinaria sintesi di M. Boarelli,\u00a0<em>Contro l\u2019ideologia del merito<\/em>, Laterza, 2019.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a>\u00a0 M. Baldacci, cit., p. 10.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a>\u00a0 P. Dardot \u2013 C. Laval, cit., p. 306 e p. 38, corsivo originale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a>\u00a0 G. Leghissa,\u00a0<em>Il modello dell\u2019impresa e le radici della governamentalit\u00e0 biopolitica<\/em>, in L. Demichelis \u2013 G. Leghissa,\u00a0<em>Biopolitiche del lavoro<\/em>, Mimesis, 2008, p. 79.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref25\" name=\"_edn25\">[25]<\/a>\u00a0 M. Nicoli,\u00a0<em>\u201cIo sono un\u2019impresa\u201d. Biopolitica e capitale umano<\/em>, in \u00abaut aut\u00bb, 356, 2012, p. 28, corsivo mio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref26\" name=\"_edn26\">[26]<\/a>\u00a0 Cfr. G. Biesta,\u00a0<em>What\u2019s the Point of Lifelong Learning if Lifelong Learning Has No Point? On the Democratic Deficit of Policies for Lifelong Learning<\/em>, in \u00abEuropean Educational Research Journal\u00bb, 5, nn. 3 e 4 (2006).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref27\" name=\"_edn27\">[27]<\/a><a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/-\/decreto-ministeriale-n-328-del-22-dicembre-2022\">\u00a0 Decreto Ministeriale n. 328 del 22 dicembre 2022<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref28\" name=\"_edn28\">[28]<\/a>\u00a0 Cfr. M. Nicoli, cit., pp. 93-95.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref29\" name=\"_edn29\">[29]<\/a>\u00a0 A. Cegolon,\u00a0<em>Merit, Competence and Human Capital<\/em>, in \u00abStudi sulla formazione\u00bb, 2022, 1, pp. 61-72, traduzione mia, corsivi miei.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref30\" name=\"_edn30\">[30]<\/a>\u00a0 L\u2019ultimo esempio di questa lunga serie:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/salone-2023-valditara-gli-istituti-tecnico-professionali-non-sono-di-serie-b-e-punta-sull-alternanza-202310171351271949\">alcune dichiarazioni<\/a>\u00a0del ministro Valditara relative alla presente riforma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref31\" name=\"_edn31\">[31]<\/a>\u00a0 Editoriale di F. Pisanu,\u00a0<em>Integrare scuola, formazione e mondo del lavoro: il processo di alternanza dal punto di vista delle caratteristiche individuali degli studenti<\/em>, in \u00abRicercazione. Six-monthly Journal on Learning Research and Innovation in Education\u00bb, Vol. 8, nn. 1-2, 2016, pp. 7-9, corsivi miei. Pisanu, lamentando il ritardo con il quale in Italia si \u00e8 realizzata un\u2019alternanza scuola-lavoro strutturata, mancanza cui la Buona scuola renziana ha ovviato, parla per la fase iniziata allora (2015) come di una \u00ab<em>new-wave<\/em>\u00a0dell\u2019alternanza italiana\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref32\" name=\"_edn32\">[32]<\/a>\u00a0 P. Maltese,\u00a0<em>Precariet\u00e0, flessibilit\u00e0 e teoria del capitale umano<\/em>, in \u00abRicerche di Pedagogia e Didattica \u2013 Journal of Theories and Research in Education\u00bb, 13, 1 (2018), p. 194.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref33\" name=\"_edn33\">[33]<\/a>\u00a0 Ma sembra che nemmeno la resilienza sia pi\u00f9 sufficiente. Essa avrebbe il limite di lasciare il soggetto immutato dopo uno shock. L\u2019imperturbabilit\u00e0, in un mondo fatto di \u00abvolatilit\u00e0, casualit\u00e0, disordine e fattori di stress\u00bb, \u00e8 un grave handicap. La vera qualit\u00e0 di successo sarebbe l\u2019<em>antifragilit\u00e0<\/em>, ovvero l\u2019approfittare dello shock per\u00a0<em>migliorare<\/em>: R. Barbaro \u2013 D. Barricelli (ISFOL National Research Institute for the Development of Vocational Training of Workers),\u00a0<em>New Emerging Learning Areas<\/em>, in \u00abRicercazione\u00bb, cit., p. 19.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref34\" name=\"_edn34\">[34]<\/a>\u00a0 P. Bianchi al convegno \u201cLa scuola sicura. La scuola che vogliamo\u201d dell\u2019Associazione Nazionale Presidi, 30 maggio 2022.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref35\" name=\"_edn35\">[35]<\/a>\u00a0 D. Harvey,\u00a0<em>La crisi della modernit\u00e0<\/em>, Il Saggiatore, 2015<sup>3<\/sup>, cap. 9. Anche Sennett sostiene che la cultura del nuovo capitalismo nasca in realt\u00e0 dall\u2019esperienza di lavoro di pochi (Sennett intervista lavoratori della\u00a0<em>new economy<\/em>\u00a0e della Silicon valley): ma \u00abi fautori di un ben determinato genere di capitalismo hanno convinto tanta gente che la loro via \u00e8 la via del futuro\u00bb, R. Sennett, cit. p. 14.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref36\" name=\"_edn36\">[36]<\/a>\u00a0 N. Hirtt\u00a0<em>L\u2019approche par comp\u00e9tences: une mystification p\u00e9dagogique<\/em>, in \u00abL\u2019\u00e9cole d\u00e9mocratique\u00bb, 39 (settembre 2009).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247#_ednref37\" name=\"_edn37\">[37]<\/a>\u00a0 C. Laval \u2013 F. Vergne,\u00a0<em>Educazione democratica. La rivoluzione dell\u2019istruzione che verr\u00e0<\/em>, Novalogos, 2022.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48247<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Daniele Lo Vetere) &nbsp; &nbsp; Consigli di classe. Scuola, democrazia e societ\u00e0, rubrica a cura di Mimmo Cangiano &nbsp; [Inauguriamo oggi, con questo articolo di Daniele Lo Vetere sulla recente riforma dei tecnici e dei professionali, una nuova rubrica sulla scuola animata, fra gli altri, da Emanuela Bandini, Roberto Contu, Rossella Latempa, Daniele Lo Vetere, Marco Maurizi, Marina Polacco]. &nbsp; Il recente disegno di legge del Governo Meloni (D.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lyw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82864"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82865,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82864\/revisions\/82865"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}