{"id":8297,"date":"2013-02-16T00:05:37","date_gmt":"2013-02-16T00:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=8297"},"modified":"2013-02-16T00:05:37","modified_gmt":"2013-02-16T00:05:37","slug":"maledetta-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=8297","title":{"rendered":"Maledetta Europa"},"content":{"rendered":"<div class=\"smallText01\" style=\"padding: 5px 5px 5px 0px; font-size: 15px; line-height: 20px; text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/ilmiolibro.kataweb.it\/booknews_dettaglio_news.asp?id_contenuto=3724952\">Il mio libro<br \/>\n\t<\/a><\/div>\n<div class=\"smallText01\" style=\"padding: 5px 5px 5px 0px; font-size: 15px; line-height: 20px; text-align: justify;\"><b>Un violento pamphlet di Hans Magnus Enzensberger suscita polemiche in Germania. La tesi: la burocrazia di Bruxelles &egrave; un mostro che sta instaurando un regime autoritario. E qui lo scrittore spiega le sue ragioni.<\/b><\/p>\n<p>\t<b>Berlino. <\/b>Poco prima del crollo del Muro di Berlino, quando pensava al Vecchio Continente, a Hans Magnus Enzensberger veniva un melanconico sospiro: &quot;Ach, Europa!&quot;. S&#39;intitolava cos&igrave; un saggio, del 1988, del grande intellettuale di Monaco, un libro in cui lo scrittore e poeta, la penna pi&ugrave; caustica della Repubblica Federale, registrava i primi segni &quot;d&#39;uno strisciante malessere europeo&quot;. Sono passati pi&ugrave; di due decenni da allora. L&#39;Europa s&#39;&egrave; data una serie di trattati (Maastricht, Lisbona), patti (di Stabilit&agrave;) e fondi, ma la diagnosi di Enzensberger &egrave; peggiorata: &quot;Assomiglia a una persona moribonda che non sa di esserlo&quot;. Per dirlo, il poeta ha dato alle stampe &quot;Sanftes Monster Br&uuml;ssel&quot; (Bruxelles: un mostro soft), un violento pamphlet di 70 pagine che in Germania ha suscitato un effetto simile a quello che ha avuto in Francia &quot;Indignatevi!&quot; di St&eacute;phane Hessel. A differenza del 93enne francese per&ograve;, l&#39;81enne Enzensberger non se la prende con le malefatte del capitalismo. La sua &egrave; una protesta &quot;contro la politica autoritaria e autoreferenziale dei burocrati di Bruxelles o dei banchieri centrali di Francoforte&quot;, spiega all&#39;&quot;Espresso&quot;. E precisa: &quot;Sono andato a trovarli questi nuovi padroni d&#39;Europa nei loro anonimi grattacieli&quot;. <!--more--><\/p>\n<p>\tIl risultato? Un&#39;esperienza da consigliare agli antropologi: meglio di un viaggio nei Tropici. Perch&eacute; tra gli sherpa poliglotti e impiegati impeccabili (&quot;Gente perbene, mica canaglie e terroristi&quot;) &egrave; nata una nuova specie umana: tutta dedita al Potere. Spiega Enzensberger: &quot;Sono persone il cui scopo nella vita &egrave; spegnere nei cittadini ogni senso civico, ogni traccia di autonomia&quot;. Sono portatori di un virus che sta trasformando l&#39;Europa in &quot;un Mostro&quot;. Se non altro perch&eacute; la pretesa di quella gente &egrave; &quot;plasmare nei pi&ugrave; piccoli particolari la nostra vita&quot;. Ed &egrave; esattamente ci&ograve; che hanno sempre fatto i regimi autoritari (di destra come di sinistra). Peggio: i burocrati puntano &quot;alla omogeneizzazione culturale del Vecchio Continente&quot;. E nelle sedi di Bruxelles, Strasburgo o Francoforte a questo fine &quot;lavora un esercito di 40 mila impiegati&quot;. <\/p>\n<p>\tEnzensberger, come una volta i dissidenti dell&#39;Est, sa che &egrave; il linguaggio e non le idee la chiave che consente di capire la realt&agrave;, ma anche (dalla parte del potere) di manipolarla. Ecco dunque l&#39;insalata di acronimi, degni dei defunti regimi comunisti che di questo orrore linguistico erano grandi produttori, inventati dalla burocrazia europea: Fac, Ecofin, Envi, Comp, Gag, Gac, Raa. E poi ci sono le norme. Si va dalla &quot;curvatura massima (dieci millimetri su dieci centimetri)&quot; dei cetrioli, alla lunghezza dei preservativi (&quot;Non meno di cento millimetri&quot;), per arrivare alle 36 regole per stabilire i colori di fagioli, cavoli e meloni. Anche se, secondo lo scrittore, l&#39;acme del linguaggio autoritario lo raggiungono le 200 pagine del Trattato di Lisbona: &quot;Scritte col filo spinato per distruggere ogni senso civico nelle istituzioni&quot;. Il linguaggio astruso &egrave; uno strumento che il potere usa per escludere la societ&agrave; civile da partecipazione e condivisione. Ciliegina sulla torta: per pagare questa nuova specie umana se ne va ogni anno il 10 per cento del budget dell&#39;Unione europea (dagli 8 agli 11 miliardi di euro). <\/p>\n<p>\t&Egrave; diventato di destra e reazionario l&#39;intellettuale di riferimento dei sessantottini tedeschi, Enzensberger? Un illuminista che ha passato la vita a scrivere &quot;interviste impossibili&quot; con Voltaire e Diderot, si mette ora a soffiare sulla brace populista dell&#39;euroscetticismo? Lui obietta indignato: &quot;Se critichi i risvolti autoritari della Ue eccoti bandito, in compagnia di Le Pen&quot;. L&#39;incapacit&agrave; d&#39;accettare critiche al sistema, dice &egrave; &quot;la conferma che il pensiero a senso unico &egrave; tossico, distruttivo. &Egrave; un veleno che il Mostro sta iniettando nelle vene d&#39;Europa&quot;. Enzensberger (come un altro grande intellettuale tedesco del passato, lui s&igrave; reazionario, Ernst J&uuml;nger) ha un debole per gli insetti. Ecco perch&eacute; guarda al &quot;Mostro&quot; come a una farfalla rara: osservandolo da tutti i lati. &quot;Sono venuto al mondo nel 1929&quot;, ricorda: &quot;Sono cresciuto tra le macerie della Germania Anno Zero&quot;, prosegue: &quot;Mai vista tanta pace in Europa. E c&#39;&egrave; la libert&agrave; di viaggiare&quot;, ammette, &quot;senza dogane e frontiere&quot;. Eppure, non era questa la Ue il sogno in cui la sinistra tedesca, dai tempi di Willy Brandt, ha creduto. Per afferrare cosa Enzensberger intenda quando lamenta &quot;un&#39;Europa sempre pi&ugrave; omogeneizzata e uniforme&quot;, basta pensare, dice, a quel che, dal 2013, i cittadini dovranno fare per effettuare un versamento. Da quella data per ogni transazione bisogner&agrave; specificare l&#39;Iban: in Italia, 27 cifre, &quot;a Malta&quot;, si scandalizza Enzensberge (che &egrave; un matematico), &quot;31 cifre&quot;. E il massimo di &quot;overstretching&quot; del potere viene toccato quando si tratta della nostra salute e dei nostri soldi. &quot;Ai manager della banca centrale di Francoforte&quot;, afferma, &quot;non viene in mente che i cittadini possano decidere se rilevare o no i titoli di Stato italiani&quot;. Per quanto lo riguarda, lui non li acquisterebbe &quot;n&eacute; i Bot, tantomeno azioni Mediaset del vostro premier&quot;. E allora &quot;con quale legittimit&agrave;&quot;, chiede, &quot;i capi della Bce pompano miliardi sui mercati? Il fatto &egrave; che &quot;solo a sentire la parola &quot;referendum&quot; i burocrati di Bruxelles rischiano di prendere un ictus&quot;, dice. Poi torna a insistere: &quot;L&#39;Unione europea ha in s&eacute;, fin dalla nascita, i germi di una cultura autoritaria&quot;. E il Moloch che governa ormai mezzo miliardo d&#39;europei &quot;pensa pure d&#39;essere pi&ugrave; buono e salutista che mai&quot;. Il sogno &egrave; stabilire cosa dobbiamo mangiare e bere, e cosa sia vietato sulla nostra tavola. Enzensberger &egrave; in ottima forma. Ci tiene al suo vizio del fumo. E a bersi un buon bicchiere. &quot;Ogni antropologo sa&quot;, provoca, &quot;che l&#39;uomo non campa senza droghe. In Italia avete ancora le drogherie o solo ipermarket?&quot;. Il trend di un&#39;Europa &quot;ipersana&quot; sfocia nel paradosso di miliardi per campagne anti-fumo, norme anti-nicotina sempre pi&ugrave; tassative, &quot;e 650 mila europei che&quot;, riassume, &quot;secondo le statistiche ogni anno il fumo uccide&quot;. <\/p>\n<p>\tFuori dalla metafora: Enzensberger &egrave; sempre rimasto un anarchico: &quot;Anzi&quot;, precisa, &quot;pi&ugrave; passa il tempo e pi&ugrave; decido di testa mia cosa fare e cosa no&quot;. Tre anni fa ha scritto un libro, &quot;Hammerstein&quot; (Einaudi), la biografia del primo comandante di Stato maggiore della Wehrmacht di Hitler. Un ufficiale prussiano, conservatore e integerrimo, che dopo tre mesi si dimise. &quot;Der Eigensinn&quot; (l&#39;ostinazione) era il vero tema di quel libro. E lui, Hans Magnus, &egrave; il prototipo della &quot;testardaggine&quot;. Un esempio, e sempre nell&#39;ambito del linguaggio? Qualche anno fa ci fu una riforma dell&#39;ortografia tedesca. Venne eliminata la lettera &quot;&szlig;&quot; (la doppia s). Lui non ha obbedito: il pamphlet &quot;Monster Br&uuml;ssel&quot; pullula di &szlig;. Non si tratta di fare il bastian contrario. &quot;Ma di non farci usurpare la vita&quot;, spiega, &quot;dai vari mostri&quot;. E allora che fare? Quello che Kant suggeriva rispondendo alla questione cosa sia l&#39;Illuminismo: &quot;Avere il coraggio e il gusto&quot;, sintetizza Enzensberger, &quot;di pensare con la propria testa, e dirlo con la propria lingua&quot;. Tra tutti i veleni, &egrave; questo &#8211; la mancanza di gusto individuale &#8211; il pi&ugrave; nocivo. Il budget per la cultura della Ue, conclude, &egrave; la miseria di 54 milioni di euro: 11 centesimi l&#39;anno per ogni cittadino. &quot;Per fortuna il Mostro &egrave; avaro quando si tratta di cultura&quot;, sorride: &quot;Pensi cosa succederebbe se, oltre a prescrivere le misure di cetrioli e preservativi, a Bruxelles iniziassero a dettarci come ballare, e quali libri scrivere&quot;. <\/p>\n<p>\t<b>Molti commissari poca democrazia<\/b><\/p>\n<p>\tNel suo saggio Enzensberger, in nove capitoli, seziona &quot;il Mostro&quot; di Bruxelles. Si parte dalle cose positive: i pregi della Unione europea, nonostante tutto. Grazie ad essa abbiamo vissuto &quot;decenni di pace. Un&#39;intera epoca senza guerra: anomalia di cui il Continente pu&ograve; esser fiero!&quot;. Altro pregio sono le sovvenzioni (con cui iniziano, per&ograve;, le &quot;mostruosit&agrave;&quot; ): &quot;Per la politica agraria vi sono nel budget di Bruxelles circa 59 miliardi. Al secondo posto con 49 miliardi, ci sono 455 &quot;programmi&quot; per lo sviluppo regionale. Secondo la Corte dei Conti per&ograve; il 36 per cento di questi progetti non &egrave; sovvenzionato in modo corretto&quot;. I burocrati di Bruxelles lamentano di non esser ascoltati dai loro sudditi. Ma il &quot;Mostro&quot; paga milioni per la sua inconfondibile &quot;Voce del padrone&quot;: &quot;Con cinque milioni di euro all&#39;anno sovvenziona l&#39;emittente Euronews; e con sei Euranet, la sua sconosciuta stazione radio. Anche il Parlamento europeo ha un suo canale tv di nome &quot;EuroparlTv&quot;, cui vanno altri 10 milioni sebbene abbia pochi spettatori. Molto di ci&ograve; che in quei canali si dice, ricorda bollettini di Corte: l&#39;autocritica non &egrave; la virt&ugrave; dei nostri controllori&quot;. <\/p>\n<p>\tI padroni di Bruxelles soffrono poi di una forte &quot;amnesia storica&quot;: come dimostra il fatto di aver chiamato i ministri dell&#39;Ue commissari. &quot;Commissari del popolo c&#39;erano dal 1917 al 1946 nell&#39;Unione Sovietica; sorvegliavano nell&#39;Armata Rossa che si rispettasse la linea di Partito. E nel Reich tedesco, dal 1871 al 1945, a Kommisaren furono affidati grandi poteri, e dopo l&#39;invasione dell&#39;Urss, dal 1941 al 1944, in Ucraina si istituirono dei Kommissariat del Reich&quot;.<\/p>\n<p>\tPi&ugrave; grave dell&#39;amnesia, la politica della sanit&agrave; del Mostro &quot;per proteggere gli europei, moralmente in pericolo, da se stessi&quot;. Gi&agrave; il modo di vendere &quot;sigarette, libri pornografici e preservativi ricorda l&#39;assolutismo, le nevrosi sessuali della Chiesa o il mercato-nero nell&#39;ex Rdt&quot;. La dice lunga sulla morale del Mostro che &quot;non abbia vietato armi da fuoco e motociclette che notoriamente aumentano la mortalit&agrave;. In questo punto l&#39;Europa segue gli Stati Uniti in cui a ogni angolo si pu&ograve; acquistare un mitra, ma non fumare una sigaretta&quot;. <\/p>\n<p>\tUno dei tic pi&ugrave; devastanti del Mostro sono gli acronimi, mai un potere ha creato pi&ugrave; istituzioni con sigle diverse: &quot;Queste istituzioni crescono sul terreno come cavoli, e non per niente in inglese si chiamano Brussel sprouts. Piante che obbediscono al principio autoreferenziale: non appena nate ne riproducono di simili&quot;. Difetti che rimontano al pap&agrave; del Mostro, che ha instillato &quot;un germe antidemocratico&quot; nella sua creatura. Chi era? Il manager francese Jean Monnet, il primo presidente dell&#39;Unione, &quot;uno che pensava francese, non era nazionalista. Un pragmatico, mai entrato in nessun partito. E che al contrario dei suoi eredi, nella Ue non costruiva piramidi politiche per distibuirne i posti&quot;. Famoso per&ograve; il suo &quot;metodo Monnet&quot;: &quot;Prendeva decisioni solo tra le &eacute;lites senza mai consultare cittadini e parlamenti. Di referendum non ne aveva la minima stima, e l&#39;integrazione a cui mirava aveva caratteri tecnocratici e decisionistici&quot;. <\/p>\n<p>\tLo slogan del Mostro &egrave; &quot;It&#39;s the economy, stupid!&quot;: &quot;L&#39;intera integrazione &egrave; stata portata avanti senza alcun rispetto per le diversit&agrave; economiche, territoriali, etniche e religiose dei suoi membri: una sordit&agrave; storica assoluta a cui nessun discorso al Premio Carlo Magno pu&ograve; porre rimedio&quot;. Non c&#39;&egrave; Trattato di Maastricht, Patto di stabilit&agrave; o Fondo monetario che tenga: il Mostro ha in pancia &quot;contraddizioni immanenti per comprenderle bastano gli strumenti della teoria dei sistemi. I quali dicono che per ridurre le complessit&agrave; d&#39;una Comunit&agrave; come la Ue, che a sua volta produce nuove complessit&agrave;, bisogner&agrave; sopportare nuovi costi che faranno saltare il sistema dai cardini. Detto un po&#39; a sangue freddo, ma almeno &egrave; chiaro!&quot;. <\/p>\n<p>\tUltima contraddizione del sistema, gli euro-bond: &quot;Appellandosi alla solidariet&agrave;&quot;, il presidente dell&#39;Eurogruppo vorrebbe portare sul mercato eurobonds per coprire il 60 per cento del fabbisogno dei membri pi&ugrave; deboli. La &quot;solidariet&agrave;&quot; ha visto tempi migliori: nessuno ricorda che il concetto deriva da &quot;Solidus&quot;, &quot;affidabile, ben fondato&quot;. Cos&igrave; si chiamava anche una preziosa moneta d&#39;oro che l&#39;Imperatore Costantino introdusse nel IV secolo&quot;.<\/p>\n<p>\t<i>l&#39;Espresso &#8211; Cultura<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio libro Un violento pamphlet di Hans Magnus Enzensberger suscita polemiche in Germania. La tesi: la burocrazia di Bruxelles &egrave; un mostro che sta instaurando un regime autoritario. E qui lo scrittore spiega le sue ragioni. Berlino. Poco prima del crollo del Muro di Berlino, quando pensava al Vecchio Continente, a Hans Magnus Enzensberger veniva un melanconico sospiro: &quot;Ach, Europa!&quot;. 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