{"id":83019,"date":"2023-12-13T10:30:38","date_gmt":"2023-12-13T09:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83019"},"modified":"2023-12-13T10:02:55","modified_gmt":"2023-12-13T09:02:55","slug":"le-trappole-della-comunicazione-bias-cognitivi-e-camere-deco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83019","title":{"rendered":"Le trappole della comunicazione. Bias cognitivi e camere d\u2019eco"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ILARIA BIFARINI (Ilaria Bifarini)<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019era dell\u2019<strong>iperinformazione<\/strong>, avviata con lo sviluppo della rete e amplificata dall\u2019utilizzo dei social media, abbiamo accesso a una <strong>quantit\u00e0 di notizie pressoch\u00e9 sconfinata<\/strong>. Come reagisce il nostro cervello a questo flusso continuo di stimoli?<\/p>\n<p>Per dare una risposta a un quesito cos\u00ec complesso ci viene in aiuto una nuova, o meglio giovane, branca della scienza economica, l\u2019<strong>economia comportamentale<\/strong>, che <strong>integra la teoria economica con le conoscenze della ricerca psicologica<\/strong>.<\/p>\n<p>Personaggio centrale nello sviluppo di tale disciplina \u00e8 lo psicologo <strong>Daniel Kahneman<\/strong>, <strong>premio Nobel per l\u2019economia <\/strong>nel 2002. Le sue ricerche sperimentali hanno rivelato come il nostro cervello utilizzi delle <strong>scorciatoie mentali semplificatrici<\/strong>, le cosiddette <strong>euristiche<\/strong>, frutto del processo di adattamento della specie. In pratica mette in atto <strong>procedimenti mentali intuitivi e veloci, quasi istintivi<\/strong>, che lo portano a valutare e a prendere decisioni secondo schemi che non richiedono uno sforzo cognitivo per l\u2019individuo. Le manifestazioni di queste euristiche sono gli errori sistematici che tendiamo a commettere utilizzando costrutti fondati al di fuori del giudizio critico, i cosiddetti <strong>bias cognitivi. <\/strong>Si tratta per lo scienziato americano di \u201c<em>preconcetti che ricorrono in maniera prevedibile in particolari circostanze<\/em>\u201d, come se un\u2019entit\u00e0 fuori dal nostro controllo scegliesse automaticamente al nostro posto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1594\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-1594\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1594\" src=\"https:\/\/ilariabifarini.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Daniel-Kahneman.jpg\" alt=\"\" width=\"586\" height=\"449\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1594\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il premio Nobel per l\u2019economia Daniel Kahneman<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2>Quali sono i bias cognitivi?<\/h2>\n<p>I bias cognitivi sono numerosi, ma esaminiamo qui i pi\u00f9 rilevanti, che adottiamo quando siamo sommersi da una marea di informazioni tra le quali districarsi, come avviene nel caso dei <strong>social network.<\/strong><\/p>\n<p>A giocare un ruolo da protagonista \u00e8 senz\u2019altro il <strong>bias di conferma, <\/strong>ossia la tendenza a <strong>ricercare e prediligere le informazioni che confermano le nostre credenze iniziali<\/strong>. Esperimenti psicologici hanno dimostrato come gli individui raccolgano o ricordino le informazioni in modo selettivo e interpretino prove ambigue a sostegno della loro posizione preesistente. L\u2019azione di tale bias provoca un <strong>eccesso di fiducia nelle opinioni personali <\/strong>e impedisce persino di mutare posizione di fronte a prove contrarie evidenti. Alla base di questo automatismo mentale c\u2019\u00e8 sia l\u2019attitudine a credere che si realizzi qualcosa in cui speriamo (<strong>wishful thinking<\/strong>) sia la limitata capacit\u00e0 umana di rielaborare le informazioni. Inoltre, per il singolo individuo \u00e8 certamente meno oneroso convalidare le proprie idee iniziali piuttosto che impegnarsi in una faticosa analisi comparativa e scientifica che ne testi la validit\u00e0.<\/p>\n<p>A rafforzare questo comportamento concorre un altro bias, quello <strong>dello status quo<\/strong>, una distorsione valutativa legata alla <strong>resistenza al cambiamento<\/strong>, per cui si tende a non prendere decisioni che possano alterare lo stato attuale, anche se potrebbero essere convenienti. <strong>Ogni cambiamento \u00e8 percepito come una perdita.<\/strong><\/p>\n<p>A influenzare le nostre opinioni c\u2019\u00e8 poi il <strong>bias di ancoraggio<\/strong>, che porta a <strong>legarsi a un\u2019informazione iniziale con cui si \u00e8 venuti a contatto<\/strong>, considerata come \u201cancora\u201d, per formulare giudizi successivi durante il processo decisionale. I contenuti affini ad essa tendono ad essere assimilati, mentre quelli che si discostano solitamente vengono allontanati.<\/p>\n<p>Effetti analoghi al bias di conferma sono indotti dal <strong>bias di gruppo<\/strong>, che induce a <strong>sopravvalutare le capacit\u00e0 e il valore del proprio gruppo<\/strong>, qualunque natura esso abbia (sociale, culturale, ecc.) e a sminuire e discriminare qualsiasi gruppo estraneo. Questo errore cognitivo genera l\u2019attitudine, molto frequente negli ambienti culturali e accademici, a favorire persone appartenenti al proprio gruppo e a escludere persone esterne, evitando cos\u00ec il confronto e rafforzando le proprie credenze.<\/p>\n<h2>Effetto camera d\u2019eco<\/h2>\n<p>L\u2019azione congiunta di tali bias ha una portata esplosiva all\u2019interno del <strong>microcosmo dei social<\/strong>, divenuto proiezione del mondo reale. La mole infinita di contenuti veicolati non solo non aumenta il livello di conoscenza dell\u2019utente, ma al contrario <strong>porta a rafforzare le proprie idee iniziali e a identificarsi con un gruppo virtuale che le rappresenta<\/strong>. Anzich\u00e9 approfondire e analizzare in modo comparativo argomentazioni diverse dalle proprie, si tender\u00e0 a ignorarle e perfino a denigrarle.<\/p>\n<p>Si viene cos\u00ec a creare il fenomeno delle \u201c<strong>camere d\u2019eco<\/strong>\u201d, ossia delle <strong>campane di vetro in cui i preconcetti personali sono amplificati dalla comunicazione e dalla ripetizione <\/strong><strong>degli stessi messaggi all\u2019interno di un sistema chiuso<\/strong>. Dentro una camera d\u2019eco gli utenti possono trovare informazioni che convalidano le loro opinioni preesistenti e attivare il bias di conferma. Questo <strong>fenomeno rafforza le credenze e le radicalizza<\/strong>, senza nulla aggiungere all\u2019informazione e alla conoscenza. Il risultato \u00e8 l\u2019oltranzismo ideologico al quale assistiamo e partecipiamo, in cui <strong>il dibattito e il confronto politico sono stati sostituiti dalla tifoseria e della violenza verbale<\/strong>. Non vi \u00e8 alcuno spazio per elaborare un pensiero critico e svincolato dai bias, vince la legge tribale.<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/ilariabifarini.com\/bias-cognitivi-e-camere-deco-la-trappola-dei-social\/\">https:\/\/ilariabifarini.com\/bias-cognitivi-e-camere-deco-la-trappola-dei-social\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ILARIA BIFARINI (Ilaria Bifarini) Nell\u2019era dell\u2019iperinformazione, avviata con lo sviluppo della rete e amplificata dall\u2019utilizzo dei social media, abbiamo accesso a una quantit\u00e0 di notizie pressoch\u00e9 sconfinata. Come reagisce il nostro cervello a questo flusso continuo di stimoli? 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