{"id":83036,"date":"2023-12-15T08:30:21","date_gmt":"2023-12-15T07:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83036"},"modified":"2023-12-13T11:05:34","modified_gmt":"2023-12-13T10:05:34","slug":"dobbiamo-smettere-di-insegnare-leconomia-neoclassica-perpetuarla-non-aiuta-gli-studenti-dicono-gli-economisti-rochon-e-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83036","title":{"rendered":"Dobbiamo smettere di insegnare l&#8217;economia neoclassica? Perpetuarla non aiuta gli studenti, dicono gli economisti Rochon e Rossi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di KRITICA ECONOMICA (Louis-Philippe\u00a0Rochon,\u00a0Sergio\u00a0Rossi)<\/strong><\/p>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ff33495 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"ff33495\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div data-id=\"1ae9618\" data-element_type=\"column\">\n<div>\n<div data-id=\"73a3aa4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div>\n<h2>Dobbiamo insegnarla, ma solo per confutarla, per rendere gli studenti consapevoli di ci\u00f2 che vi \u00e8 di sbagliato ed estraneo al funzionamento dei mercati. Occorre fare una distinzione: se \u00e8 vero che i mercati non seguono le leggi dell&#8217;economia neoclassica, il mondo \u00e8 per\u00f2 dominato dalla sua pratica. Gli specialisti del governo, i politici, i banchieri e i professori preferiscono ignorare questa linea di separazione. Ma sono proprio questa consapevolezza e questa distinzione che dobbiamo insegnare ai nostri studenti.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5b0fa4e elementor-hidden-mobile ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"5b0fa4e\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1c43a67 elementor-hidden-mobile ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"1c43a67\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3e57304 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"3e57304\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-106e79c ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"106e79c\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2617fe7 elementor-widget elementor-widget-ae-post-content\" data-id=\"2617fe7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"ae-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"ae-element-post-content\">\n<p>Ci sono molti articoli, blog e libri che criticano l&#8217;economia neoclassica &#8211; l&#8217;economia &#8220;volgare&#8221; &#8211; e che mettono in luce i suoi numerosi fallimenti. L&#8217;elenco \u00e8 troppo lungo per discuterli tutti in questa sede, ma \u00e8 abbastanza facile trovarli elencati nel canone della letteratura post-keynesiana ed eterodossa.<\/p>\n<p>Autori come Paul Davidson hanno messo ripetutamente in discussione il\u00a0<strong>realismo<\/strong>\u00a0delle ipotesi neoclassiche, che non sono una descrizione adeguata del &#8220;mondo reale&#8221;. Altri ancora, come Vicky Chick, hanno lamentato i\u00a0<strong>difetti metodologici<\/strong>\u00a0dell&#8217;economia neoclassica e la sua dipendenza dall&#8217;individualismo atomistico, dalla convergenza all&#8217;equilibrio, da meccanismi di autoregolazione e simili. Per alcuni, l&#8217;economia neoclassica\u00a0<em>&#8220;\u00e8 morta&#8221;<\/em>, come sostiene\u00a0<a href=\"https:\/\/evonomics.com\/klees-neoclassical-economics-failed-what-comes-next\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Steven Klees<\/a>, dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland.<\/p>\n<p>Eppure, una rapida occhiata a quasi tutte le riviste e ai dipartimenti universitari conferma che\u00a0<strong>l&#8217;economia neoclassica non \u00e8 morta, anzi<\/strong>. Essa prospera nei dipartimenti universitari ed \u00e8 ancora considerata l&#8217;unica opzione disponibile, nonostante l&#8217;ascesa di punti di vista alternativi, come la\u00a0<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/la-mmt-spiegata-in-modo-chiaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Modern Money Theory<\/a>, o di idee eterodosse che lentamente si insinuano negli approcci tradizionali.<\/p>\n<p><mark>Dalla teoria al mondo reale<\/mark><\/p>\n<p>Una descrizione forse pi\u00f9 accurata la d\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.routledge.com\/In-Defense-of-Post-Keynesian-and-Heterodox-Economics-Responses-to-their\/Lee-Lavoie\/p\/book\/9781138799196\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">John King<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;La teoria macroeconomica\u00a0<\/em>mainstream<em>\u00a0\u00e8 sbagliata e ha conseguenze perniciose quando viene presa a fondamento della politica economica&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ovviamente, queste parole riecheggiano quelle di Keynes stesso nel paragrafo iniziale de\u00a0<em>&#8220;<\/em><em>La teoria generale&#8221;<\/em>, dove scriveva:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Le caratteristiche del caso speciale ipotizzato dalla teoria classica<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\">1<\/a><\/sup>\u00a0<em>non sono quelle della societ\u00e0 economica in cui viviamo realmente, con il risultato che il suo insegnamento \u00e8 fuorviante e disastroso se tentiamo di applicarlo ai fatti dell&#8217;esperienza&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Disastroso<\/strong>, per l&#8217;appunto. Le conseguenze sono fin troppo evidenti, come ci ricorda ancora Keynes in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economicsnetwork.ac.uk\/archive\/keynes_persuasion\/The_Great_Slump_of_1930.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">saggio scritto nel 1930<\/a>. Riferendosi all'&#8221;incubo&#8221;, Keynes scrive:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Ci siamo cacciati in un pasticcio colossale: abbiamo preso un abbaglio nel tentare di controllare una macchina delicata, di cui non comprendiamo il funzionamento. Il risultato \u00e8 che le nostre possibilit\u00e0 di ricchezza potrebbero andare sprecate per un po&#8217; di tempo, forse per molto tempo&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_2084\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-2084\"><figcaption id=\"caption-attachment-2084\" class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p>Oggi, per trovare la prova di tali &#8220;abbagli&#8221;, non dobbiamo cercare troppo lontano. Certo, c&#8217;\u00e8 la depressione di cui parlava Keynes, ma si pensi, pi\u00f9 di recente, alle\u00a0<strong>politiche di austerit\u00e0 fiscale e monetaria<\/strong>\u00a0che hanno causato e causano ancora notevoli sofferenze ai lavoratori, nell&#8217;errata ipotesi che &#8220;non esiste alternativa&#8221;. Tali misure di austerit\u00e0 (e persino misure di liberalit\u00e0 monetaria, come gli interventi di\u00a0<em>quantitative easing<\/em>, che hanno arricchito in modo specifico e deliberato parecchie persone), adottate da vari governi di vari Paesi in vari momenti, ma soprattutto a partire dagli anni Ottanta, hanno corrisposto all&#8217;ascesa delle politiche neoliberiste culminate nella crisi finanziaria globale del 2007-2008. In questo senso, la\u00a0<strong>crisi finanziaria globale<\/strong>\u00a0era una &#8220;crisi in attesa&#8221;: era inevitabile, ed era semplicemente una questione di tempo prima che il sistema crollasse, cos\u00ec come crediamo succeder\u00e0 con la prossima crisi.<\/p>\n<p>Questo, naturalmente, solleva la discussione sul fatto che le\u00a0<strong>politiche economiche derivate dalla teoria neoclassica<\/strong>, con la sua enfasi sul &#8220;mercato&#8221; come perno ideale dell&#8217;economia, trasformate in politiche pubbliche con privatizzazioni, liberalizzazioni e deregolamentazioni, tendono a favorire alcuni pi\u00f9 di altri. Certo, tutte le politiche, anche quelle ispirate alle idee post-keynesiane, generano vincitori e vinti. Ma le\u00a0<strong>politiche post-keynesiane<\/strong>\u00a0cercano almeno di ridistribuire il reddito, la ricchezza e il potere, mentre quelle neoliberiste vogliono concentrarli nelle mani del minor numero possibile di individui.<\/p>\n<p>Ovviamente, i nostri fratelli neoclassici sostengono che tali politiche di austerit\u00e0 sono necessarie per\u00a0<strong>combattere l&#8217;inflazione<\/strong>, considerata un male economico e sociale: dobbiamo garantire un&#8217;inflazione bassa e stabile, partendo dal presupposto che questo \u00e8 ci\u00f2 che conta di pi\u00f9. Come non citare\u00a0<strong>Joan Robinson<\/strong>, che\u00a0<a href=\"https:\/\/ia802806.us.archive.org\/16\/items\/essaysinthetheor032827mbp\/essaysinthetheor032827mbp.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scriveva<\/a>\u00a0che uno degli obiettivi dell&#8217;<em>&#8220;economia tradizionale ortodossa era&#8230; uno schema per spiegare alla classe privilegiata che la loro posizione era moralmente giusta e necessaria per il benessere della societ\u00e0&#8221;<\/em><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_1\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Eppure, ci aveva avvertito\u00a0<strong>James Tobin<\/strong>\u00a0in un brillante\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/1974\/09\/06\/archives\/there-are-three-types-of-inflation-we-have-two.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">editoriale sul New York Times<\/a>\u00a0quasi cinque decenni fa, nel 1974,\u00a0<em>&#8220;l&#8217;isteria per l&#8217;inflazione pu\u00f2 portare a politiche che mantengono il progresso economico ben al di sotto del suo potenziale&#8221;<\/em>. In altre parole, per dirla con Keynes, l&#8217;austerit\u00e0<em>\u00a0&#8220;fa parte di quei rimedi che curano la malattia uccidendo il paziente&#8221;<\/em>. La\u00a0<strong>lotta contro l&#8217;inflazione<\/strong>, a tutti i costi e molto probabilmente sulle spalle dei lavoratori, \u00e8 diventata un grido di battaglia accettabile per le \u00e9lite benestanti, dato che l&#8217;inflazione sgonfia il valore reale della loro ricchezza.<\/p>\n<p>La lotta contro l&#8217;inflazione, per essere chiari, aumenta la ricchezza dei\u00a0<em>rentier<\/em>\u00a0e allo stesso tempo riduce il tenore di vita dei lavoratori\u00a0<strong>creando disoccupazione<\/strong>. Ci\u00f2 riecheggia, o meglio parafrasa, le parole rivoluzionarie di Madame Roland, nella Francia del XVIII secolo:\u00a0<em>&#8220;Inflation, que de crimes on commet en ton nom!<\/em><sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"2\" data-mfn-post-scope=\"00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\">2<\/a><\/sup><em>&#8220;<\/em>.<\/p>\n<p>Alla luce di tutto ci\u00f2, troviamo strano che i post-keynesiani e gli economisti eterodossi abbiano criticato la teoria e le politiche neoclassiche, ma\u00a0<strong>si siano fermati<\/strong>\u00a0di fronte a quella che riteniamo essere la domanda pi\u00f9 importante e ovvia: dovremmo scomodarci a insegnare l&#8217;economia neoclassica agli studenti universitari? Dovremmo semplicemente smettere di insegnarla?<\/p>\n<p>Dopotutto, i fisici non insegnano la teoria della Terra piatta nei corsi universitari, n\u00e9 i modelli geocentrici dell&#8217;universo;\u00a0<strong>la biologia non insegna il creazionismo<\/strong>. Queste teorie sono semplicemente sbagliate e non trovano spazio nell&#8217;insegnamento universitario, a meno che non siano l&#8217;oggetto di qualche scherzo di cattivo gusto. Allora\u00a0<strong>perch\u00e9 gli economisti eterodossi continuano a insegnare l&#8217;economia neoclassica?<\/strong>\u00a0In un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bu.edu\/eci\/2020\/10\/26\/the-problem-with-the-way-economists-are-educated\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog del 2020<\/a>, Tim Thornton della Boston University rispondeva cos\u00ec a questa domanda:\u00a0<em>&#8220;\u00c8 importante, perch\u00e9 il modo in cui viene insegnata l&#8217;economia ha conseguenze che vanno ben oltre le mura universitarie: forma le menti della prossima generazione di politici, elettori e cittadini&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><mark>La moralit\u00e0 dell&#8217;economia neoclassica<\/mark><\/p>\n<p>Conveniamo che l&#8217;economia neoclassica \u00e8 sbagliata, che la teoria neoclassica non \u00e8 rappresentativa del mondo reale e che le sue politiche possono essere disastrose. E\u00a0<strong>queste ragioni<\/strong>\u00a0da sole dovrebbero convincerci tutti a smettere di insegnarla agli studenti universitari. Probabilmente, molti di noi hanno avuto questa discussione con alcuni colleghi a un certo punto della loro carriera.\u00a0<strong>Stiamo davvero facendo del bene ai nostri studenti<\/strong>\u00a0insegnando loro qualcosa di sbagliato?<\/p>\n<p>Secondo noi, per\u00f2, bisogna considerare anche qualcosa d&#8217;altro: l&#8217;etica (o la moralit\u00e0) dell&#8217;economia neoclassica &#8211;\u00a0<strong>un tema sempre pi\u00f9 diffuso<\/strong>\u00a0nell&#8217;ambito dell&#8217;economia eterodossa, esemplificato, ad esempio, dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.e-elgar.com\/shop\/usd\/handbook-of-teaching-ethics-to-economists-9781802207156.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente libro di Negru, Duckworth e Meyenburg<\/a>. Come spiegano i curatori nell&#8217;introduzione al libro, nell&#8217;economia neoclassica\u00a0<em>&#8220;l&#8217;etica non trova posto&#8221;<\/em>\u00a0&#8211; facendo eco alla conclusione di Joan Robinson, nel 1978, secondo cui nell&#8217;economia neoclassica\u00a0<em>&#8220;il problema morale \u00e8 abolito&#8221;<\/em>. Per noi, questa \u00e8 forse la ragione pi\u00f9 importante per smettere di insegnare l&#8217;economia neoclassica:\u00a0<strong>l&#8217;economia neoclassica \u00e8 priva di empatia<\/strong>. Se questo sia in qualche modo importante rivela molto su chi risponde.<\/p>\n<p>In tale contesto, cosa insegniamo esattamente agli studenti quando ci affidiamo all&#8217;economia neoclassica? Al di l\u00e0 delle solite critiche sui presupposti irrealistici,\u00a0<strong>quali valori stiamo inculcando ai nostri studenti?<\/strong>\u00a0Insegnando la micro o la macroeconomia, diciamo agli studenti che l&#8217;<em>homo oeconomicus<\/em>\u00a0\u00e8 governato dall&#8217;interesse personale, che ci\u00f2 che conta \u00e8 il perseguimento della propria utilit\u00e0; che la societ\u00e0 va meglio se ignoriamo tutti gli altri (trascurando l&#8217;ipotesi irrealistica dell&#8217;assenza di classi sociali, ovviamente) e se facciamo solo ci\u00f2 che pensiamo sia bene per noi. Affidarsi a qualcun altro o prendersene cura porta a\u00a0<em>&#8220;quei banali e burocratici strumenti di coercizione, tassazione confiscatoria, nazionalizzazione e regolamentazione oppressiva&#8221;<\/em>, come proclam\u00f2 una volta\u00a0<strong>Margaret Thatcher<\/strong>\u00a0(citata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/michael-gerson-margaret-thatcher-the-moral-capitalist\/2013\/04\/11\/92e2a994-a1fd-11e2-9c03-6952ff305f35_story.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_141\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-141\"><figcaption id=\"caption-attachment-141\" class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p>In altre parole, insegniamo agli studenti che il perseguimento dell&#8217;interesse personale \u00e8 la strategia ottimale per la crescita economica e che in realt\u00e0 l&#8217;empatia \u00e8 dannosa per il benessere della societ\u00e0. Come scrive\u00a0<a href=\"https:\/\/www.elibrary.imf.org\/view\/journals\/022\/0055\/001\/article-A016-en.xml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Annett<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Il paradigma etico dell&#8217;economia neoclassica \u00e8 incentrato sull&#8221;homo economicus&#8217;, spinto dall&#8217;interesse personale a cercare la massimizzazione delle preferenze materiali soggettive, che risulta essere realizzabile (sotto ipotesi altamente restrittive) attraverso mercati competitivi&#8221;<\/em><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h mPS2id-highlight mPS2id-highlight-first\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_3\"><sup>3<\/sup><\/a><em>.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Di conseguenza, come scrive\u00a0<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/referenceworkentry\/10.1007\/978-3-319-23514-1_1236-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Morris Altman<\/a>,\u00a0<em>&#8220;un assunto di fondamentale importanza nell&#8217;economia convenzionale o neoclassica \u00e8 che comportarsi in modo etico \u00e8 molto probabilmente dannoso per l&#8217;economia&#8221;<\/em><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h mPS2id-highlight\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_4\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Un famoso sociologo americano,\u00a0<strong>Amitai Etzioni<\/strong>, ha studiato gli effetti che l&#8217;insegnamento dell&#8217;economia (neoclassica) ha sugli studenti, in uno studio intitolato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.uv.es\/sasece\/docum2015\/Etzioni-2015-Sociological_Forum.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&#8220;The Moral Effects of Economic Teaching&#8221;<\/em><\/a><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h mPS2id-highlight\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_5\"><sup>5<\/sup><\/a>. Si \u00e8 chiesto se gli studenti &#8220;moralmente sviliti&#8221;<sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"3\" data-mfn-post-scope=\"00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-00000000311fa6b4000000003f51e05b_8211\">3<\/a><\/sup>\u00a0fossero portati a studiare economia mediante un qualche processo di autoselezione, o se l&#8217;insegnamento dell&#8217;economia neoclassica contribuisse a questo svilimento. Conclude l&#8217;autore:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Gli studi rilevano che gli economisti e gli studenti di economia hanno maggiori probabilit\u00e0 di mostrare una serie di comportamenti e atteggiamenti morali &#8216;sviliti&#8217;&#8230; Il fatto che anche un solo corso di economia neoclassica possa rendere le persone meno responsabili dal punto di vista morale pu\u00f2 riflettere il fatto che il corso si limita a rafforzare le inclinazioni preesistenti verso tale posizione&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In un mondo sempre pi\u00f9 dominato dalla finanza e dall&#8217;avidit\u00e0, le conseguenze sono fin troppo preoccupanti. Siamo semplicemente arrivati ad\u00a0<strong>accettare l&#8217;avidit\u00e0<\/strong>, come spiega\u00a0<a href=\"https:\/\/sites.tufts.edu\/gdae\/files\/2019\/10\/12-07Nelson_PoisoningWell.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Julie Nelson<\/a>?<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;L&#8217;immagine della vita economica come intrinsecamente caratterizzata dall&#8217;interesse personale, dalla massimizzazione dell&#8217;utilit\u00e0 e del profitto e dalla controllabilit\u00e0 meccanica ha fatto s\u00ec che molti imprenditori, giudici, sociologi, filosofi, politici, critici dell&#8217;economia e il pubblico in generale siano giunti a tollerare l&#8217;avidit\u00e0 e l&#8217;opportunismo, o addirittura ad aspettarseli o a<\/em>\u00a0<em>incoraggiarli&#8221;<\/em><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h mPS2id-highlight\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_6\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 in linea con le conclusioni di Gintis e Khurana<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h mPS2id-highlight mPS2id-highlight-last\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/#Nota_7\"><sup>7<\/sup><\/a>, che sottolineano apertamente come la teoria neoclassica abbia\u00a0<strong>&#8220;corrotto&#8221;<\/strong>\u00a0la categoria e la societ\u00e0. Per non parlare della lunga lista di litanie elencate da William Black. Mentre Alain Parguez una volta descrisse l&#8217;economia neoclassica come\u00a0<em>&#8220;l&#8217;esercito intellettuale di riserva della classe dirigente che gode di una grande quota dei profitti aggregati, come la burocrazia statale di alto livello&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi l&#8217;economia neoclassica \u00e8\u00a0<strong>molto meno in grado di integrare l&#8217;etica al suo interno<\/strong>, soprattutto a causa di una maggiore dipendenza dai modelli e dalla sofisticazione matematica, che rafforzano l&#8217;idea dominante dell&#8217;<em>homo oeconomicus<\/em>. Dopo tutto,\u00a0<strong>qual \u00e8 l&#8217;equazione matematica di un comportamento etico?<\/strong><\/p>\n<p><mark>Il linguaggio dell&#8217;economia<\/mark><\/p>\n<p>A questo punto, prima di concludere, lasciateci menzionare quella che \u00e8 invece\u00a0<strong>una buona ragione per continuare a insegnare l&#8217;economia neoclassica<\/strong>\u00a0agli studenti universitari. Si dice che, senza conoscerla, gli studenti non riuscirebbero a trovare lavoro. Il mondo in cui viviamo \u00e8 dominato dall&#8217;economia neoclassica e, per trovare lavoro, gli studenti devono parlarne la lingua.<\/p>\n<p>Dopo tutto, diranno i detrattori, la teoria della Terra piatta, i modelli geocentrici e il creazionismo non sono il pensiero dominante nelle scienze. Quindi, non insegnarli non pone gli studenti in una posizione di svantaggio. Ma in economia dobbiamo essere\u00a0<strong>pragmatici<\/strong>\u00a0e quindi occorre insegnare l&#8217;economia neoclassica.<\/p>\n<p>Rimaniamo fedeli a quello che Joan Robinson diceva riguardo all&#8217;importanza di imparare l&#8217;economia\u00a0<em>&#8220;per non essere ingannati dagli economisti&#8221;<\/em>. In tal senso, \u00e8 nostra responsabilit\u00e0 riconoscere che il mondo reale \u00e8 fatto, a torto o a ragione, di un&#8217;economia neoclassica che\u00a0<em>&#8220;si ramifica&#8230; in ogni angolo della nostra vita&#8221;<\/em>, per parafrasare Keynes.<\/p>\n<p>Per questo motivo,\u00a0<strong>dobbiamo insegnarla, ma solo per confutarla<\/strong>, per rendere gli studenti consapevoli di ci\u00f2 che vi \u00e8 di sbagliato ed estraneo al funzionamento dei mercati. Quindi, occorre fare una distinzione: se \u00e8 vero che i mercati non seguono le leggi dell&#8217;economia neoclassica, il mondo \u00e8 per\u00f2 dominato dalla sua pratica. Gli specialisti del governo, i politici, i banchieri e i professori preferiscono ignorare questa linea di separazione. Ma sono proprio questa consapevolezza e questa distinzione che dobbiamo insegnare ai nostri studenti.<\/p>\n<p><mark>Conclusione<\/mark><\/p>\n<p>In conclusione, sosteniamo e appoggiamo pienamente l&#8217;idea che dovremmo a tutti i costi\u00a0<strong>evidenziare le fallacie dell&#8217;economia neoclassica<\/strong>. In tutta onest\u00e0, non stiamo facendo del bene ai nostri studenti quando insegniamo loro il\u00a0<em>self-interest<\/em>\u00a0e quanto il mondo sia migliore se si pensa solo a se stessi. Come ha scritto John King,\u00a0<strong>la teoria neoclassica \u00e8 semplicemente sbagliata<\/strong>\u00a0e, dal momento che domina il mondo in cui viviamo, dobbiamo confutarla a tutti i costi, per poi insegnare agli studenti a prendersi cura: dell&#8217;altro, del pianeta, delle &#8220;possibilit\u00e0 economiche per i nostri nipoti&#8221;, come ci disse Keynes.<\/p>\n<p>Keynes ci disse anche che:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Il bravo economista deve possedere una rara combinazione di talenti&#8230; Deve essere matematico, storico, statista, filosofo &#8211; in una certa misura. Deve capire i simboli ed esprimersi con le parole.<\/em><\/p>\n<p><em>Deve contemplare il particolare, in termini di generale, e toccare l&#8217;astratto e il concreto nello stesso lampo di pensiero. Deve studiare il presente alla luce del passato per i progetti del futuro.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuna parte della natura dell&#8217;uomo o delle sue istituzioni deve essere completamente estranea alla sua attenzione. Deve essere propositivo e disinteressato allo stesso tempo, distaccato e incorruttibile come un artista, ma talvolta vicino alla terra come un politico&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo ci sembra ancora pi\u00f9 urgente in un&#8217;epoca di\u00a0<strong>policrisi<\/strong>: cambiamento climatico\/problemi ecologici, disuguaglianza sociale ed economica\/povert\u00e0, instabilit\u00e0 finanziaria, disuguaglianza di genere, crisi del debito delle famiglie, crisi dell&#8217;edilizia sociale, crisi dell&#8217;insicurezza alimentare, guerre e conflitti geopolitici, problemi etici e cos\u00ec via. Se \u00e8 impossibile prosperare con le strategie derivate dalla teoria neoclassica, insegnandola diventiamo complici delle crisi di cui tanto parliamo.<\/p>\n<p>Dobbiamo ora andare oltre la sfera dell&#8217;economia e proporre\u00a0<strong>nuovi modi di pensare alle crisi<\/strong>. A nostro avviso questo obiettivo pu\u00f2 essere raggiunto solo considerando la societ\u00e0 e gli individui insieme. Qualcosa che \u00e8 semplicemente al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 degli economisti di formazione neoclassica, forse pi\u00f9 adatti a rimanere degli apprendisti stregoni.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em><strong>Aggiornamento dell&#8217;11 dicembre 2023<\/strong>: il sommario dell&#8217;articolo \u00e8 stato modificato per meglio rispecchiare il messaggio del testo.<br \/>\n<\/em><em>La versione attuale recita: &#8220;Dobbiamo insegnarla, ma solo per confutarla, per rendere gli studenti consapevoli di ci\u00f2 che vi \u00e8 sbagliato ed estraneo al funzionamento dei mercati. Occorre fare una distinzione: se \u00e8 vero che i mercati non seguono le leggi dell&#8217;economia neoclassica, il mondo \u00e8 per\u00f2 dominato dalla sua pratica. Gli specialisti del governo, i politici, i banchieri e i professori preferiscono ignorare questa linea di separazione. Ma sono proprio questa consapevolezza e questa distinzione che dobbiamo insegnare ai nostri studenti&#8221;.<br \/>\n<\/em><em>La versione originaria recitava: &#8220;Se vogliamo rimanere fedeli al nostro intento di seguire la rivoluzione di Keynes, l&#8217;unica conclusione a cui si pu\u00f2 giungere da una prospettiva post-keynesiana o eterodossa \u00e8 smettere di insegnare l&#8217;economia neoclassica. Punto e basta. Rendiamo un servizio migliore ai nostri studenti insegnando loro come funziona il mondo reale&#8221;.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1c00766 ae-acf-repeater-layout-grid elementor-widget elementor-widget-ae-acf-repeater\" data-id=\"1c00766\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"ae-acf-repeater.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"ae-widget-title-wrap\">\n<div class=\"ae-widget-title-inner\">\n<h2 class=\"ae-widget-title\">Note<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-widget-wrapper ae-masonry-\" data-pid=\"8211\" data-wid=\"1c00766\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-wrapper\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_1\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">1. Robinson, J. (1937).\u00a0<i>Essays in the Theory of Employment<\/i>. Basil Blackwell: Oxford, p.176.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_2\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">2. Negru, I., Duckworth, C., &amp; Meyenburg, I. (2023). <i>Handbook of Teaching Ethics to Economists: A Plurality of Perspectives<\/i>. Edward Elgar Publishing, p.1.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_3\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t mPS2id-target mPS2id-target-first\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">3. Annett, A. M. (2018). <i>Point of View: Restoring Ethics to Economics &#8211; Modern economics should return to its roots<\/i>. IMF eLibrary. https:\/\/doi.org\/10.5089\/9781484343418.022.A016<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_4\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t mPS2id-target\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">4. Altman, M. (2021). &#8220;Ethical Behavior and Economics&#8221;. In: Poff, D.C., Michalos, A.C. (eds.) <i>Encyclopedia of Business and Professional Ethics<\/i>. Springer, Cham, p.1.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_5\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t mPS2id-target\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">5. Etzioni, A. (2015). <i>The Moral Effects of Economic Teaching<\/i>. Sociological Forum, 30(1), 228\u2013233.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_6\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t mPS2id-target\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">6. Nelson, J. (2012). <i>Poisoning the Well, or How Economic Theory Damages Moral Imagination.<\/i>\u00a0No 179107, Working Papers, Tufts University, Global Development and Environment Institute.<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_7\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t mPS2id-target mPS2id-target-last\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><span style=\"font-size: 12pt\">7. Gintis, H., e Khurana, R. (2016). <i>Corporate Corruption and the Failure of Business School Education<\/i>.\u00a0https:\/\/www.umass.edu\/preferen\/gintis\/corporatehonesty.pdf<\/span><\/h2>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/\">https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-economia-neoclassica-smettere-rochon-rossi\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Louis-Philippe\u00a0Rochon,\u00a0Sergio\u00a0Rossi) Dobbiamo insegnarla, ma solo per confutarla, per rendere gli studenti consapevoli di ci\u00f2 che vi \u00e8 di sbagliato ed estraneo al funzionamento dei mercati. 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