{"id":83064,"date":"2023-12-18T08:30:19","date_gmt":"2023-12-18T07:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83064"},"modified":"2023-12-17T14:25:26","modified_gmt":"2023-12-17T13:25:26","slug":"sincronicita-come-principio-di-connessioni-acausali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83064","title":{"rendered":"Sincronicit\u00e0 come principio di connessioni acausali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Alberto Giovani Biuso)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-83065\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/0-14606-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/0-14606-300x231.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/0-14606.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: GRECE Italia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto al dogmatismo monocorde della psicoanalisi freudiana, la psicologia dinamica \u2013 o analitica \u2013 di Carl Gustav Jung (1875-1961) non scambia le funzioni della mente per realt\u00e0 assolute e per strutture empiriche. Delinea invece un quadro mosso e profondo dell\u2019unit\u00e0 psicosomatica che siamo. L\u2019idea di dinamismo psichico, infatti, non si fonda \u00absul bipolarismo coscienza-inconscio n\u00e9 sull\u2019antitesi mentecorpo, con ci\u00f2 superando il dualismo psicofisico e rifiutando una originaria separazione tra psiche e corpo, cos\u00ec come tra ordine culturale e ordine naturale\u00bb.1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Jung la mente \u00e8 un evento plurale, intersoggettivo, cangiante. \u00c8 un dispositivo di comunicazione dentro il quale si crea una realt\u00e0 nomade e complessa al cui interno prevalgono di volta in volta determinate sensazioni, credenze, sentimenti, poich\u00e9 la vita psichica \u00e8 frutto di un dinamismo senza posa tra elementi molto diversi. La salute mentale consiste nella accettazione e gestione della pluralit\u00e0 che ci costituisce, mentre la malattia mentale deriva in gran parte dal prevalere di una sola istanza su tutte le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Razionalit\u00e0 e irrazionalit\u00e0 sono categorie insufficienti \u2013 se opposte l\u2019una all\u2019altra \u2013 a cogliere il flusso potente e antico della vita psichica, l\u2019\u00abordito, misterioso e ignoto, in cui un significato porta a un altro, in cui tutto \u00e8 distinto e a un tempo collegato\u00bb, tanto che alla coscienza come funzione che crea le differenze \u00abJung correla l\u2019inconscio come tendenza psichica all\u2019unificazione\u00bb2. Vige una dinamica di identit\u00e0 e differenza tra, da una parte, le capacit\u00e0 logiche e formali di raffreddamento del vissuto e, dall\u2019altra, la potenza dei desideri, dell\u2019inspiegabile e dell\u2019immotivato. Queste strutture pulsano in un movimento prima di tutto emotivo, poich\u00e9 \u00e8 proprio la ragione a operare sull\u2019inconscio e sulle sue passioni ed \u00e8 la passione ad offrire alla razionalit\u00e0 la capacit\u00e0 di agire nel tessuto quotidiano della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche per questo n\u00e9 lo psicologo n\u00e9 la psicologia possono tirarsi fuori dalla dimensione dell\u2019analisi, che non soltanto le investe in pieno ma consente la loro stessa esistenza. Al fondo di ogni psicologia sta per Jung una antropologia di quel soggetto concreto che \u00e8 il rapporto tra analizzante e analizzato. Il metodo junghiano \u00e8, in questo, interamente socratico e permette di raggiungere risultati fecondi e significativi al di l\u00e0 della sola psicoterapia, toccando alcuni dei nuclei fondamentali della vita collettiva, mediante il dispositivo che Jung chiama \u00abarchetipo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli archetipi sono delle strutture innate che organizzano le rappresentazioni. Non sono quindi degli enti, delle cose, ma costituiscono una dinamica che non si ferma mai: \u00abmentre l\u2019inconscio personale \u00e8 formato essenzialmente da contenuti che sono stati un tempo consci, ma sono poi scomparsi dalla coscienza perch\u00e9 dimenticati o rimossi, i contenuti dell\u2019inconscio collettivo non sono mai stati nella coscienza e perci\u00f2 non sono mai stati acquisiti individualmente, ma devono la loro esistenza esclusivamente all\u2019ereditariet\u00e0. L\u2019inconscio personale consiste soprattutto di \u201ccomplessi\u201d; il contenuto dell\u2019inconscio collettivo, invece, \u00e8 formato essenzialmente da \u201carchetipi\u201d\u00bb3. Il rapporto tra inconscio collettivo e archetipi \u00e8 una delle radici pi\u00f9 ricche e pi\u00f9 complesse dell\u2019esistenza comunitaria e individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un concetto che rappresenta un esempio concreto di tale dinamica\/struttura \u00e8 quello di sincronicit\u00e0. Il libro che ne parla conferma quanto sia profondo, inquietante e discutibile tutto il pensiero di Jung. Profondo perch\u00e9 il concetto\/principio di sincronicit\u00e0 \u00e8 appunto legato a quello di Archetipo, essendo una delle strutture della mente e della vita che vanno al di l\u00e0 dei luoghi, dei tempi, dei singoli e delle circostanze e dalle quali gorgogliano le mentalit\u00e0, i principi, i sogni, i racconti, le paure ancestrali, i desideri insopprimibili e costanti. Inquietante perch\u00e9 la complessit\u00e0 della natura e del corpo-mente appare sempre assai pi\u00f9 ricca e rischiosa di quanto le prospettive soltanto razionalistiche sostengano. Discutibile perch\u00e9, da un lato, lo studioso esprime delle riserve nei confronti dei metodi statistici delle scienze empiriche e formula una peculiare difesa della \u201csuperstizione\u201c \u2013 \u00ab\u00e8 un\u2019esperienza frequente che opinioni cosiddette superstiziose contengano un nucleo di verit\u00e0 che merita d\u2019esser saputo\u00bb \u2013; dall\u2019altro, anche Jung tenta di ancorare i propri risultati a quelli della fisica, in particolare della meccanica quantistica, che \u00e8 stata sin dall\u2019inizio \u2013 e sempre pi\u00f9 va diventando \u2013 una specie di sigillo di garanzia per troppe prospettive a volte ambiziose e a volte confuse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E infatti Jung scrive che \u00abi risultati della fisica moderna hanno prodotto, com\u2019\u00e8 noto, una modificazione significativa della nostra immagine scientifico-naturale del mondo, avendo scosso la validit\u00e0 assoluta delle leggi naturali e tramutata in una validit\u00e0 relativa. Le leggi naturali sono verit\u00e0 statistiche, cio\u00e8 sono valide, per cos\u00ec dire, senza eccezioni solo l\u00e0 dove si tratta di grandezze cosiddette macrofisiche\u00bb. Il che \u00e8 vero, naturalmente, ma il riferimento alla teoria dei quanti non \u00e8 necessario per chi intenda attingere alle forze e agli archetipi pi\u00f9 profondi e pi\u00f9 nascosti dello \u201cspirito\u201d e della \u201cmateria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa intende dunque Jung con Synchronizit\u00e4t \/ Sincronicit\u00e0? Anzitutto, essa non \u00e8 n\u00e9 sincronismo (Synchronismus) n\u00e9 sincronia (Synchronie) Sincronismo \u00e8 \u00abla mera contemporaneit\u00e0 di due eventi\u00bb; sincronia \u00e8 la reciproca relazione causale tra due eventi. La psicologia analitica si pone invece ed esplicitamente al di l\u00e0 dei principi fondamentali della filosofia e delle scienze della natura: spazio, tempo, causalit\u00e0, e quindi ritiene quest\u2019ultimo \u2013 la causalit\u00e0 \u2013 un caso circoscritto e particolare di una struttura assai pi\u00f9 ampia e complessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Jung, infatti, come tanti altri prima e dopo di lui, ritiene che \u00abin s\u00e9 spazio e tempo non hanno alcuna sussistenza\u00bb, siano \u00abconcetti ipotizzati solo dall\u2019attivit\u00e0 discriminante della coscienza, e costituiscono le coordinate indispensabili alla descrizione del comportamento di corpi in moto\u00bb; aggiunge poi che, qualsiasi struttura abbiano, spazio e tempo \u00absono senz\u2019altro un\u2019unica e medesima cosa\u00bb. In generale, Jung distingue tra un concetto di tempo quantitativo, fisico e convenzionale, legato strettamente allo spazio, e un concetto di tempo qualitativo, simbolico, ancestrale e sostanzialmente numinoso\/divino. \u00abPotremmo anche nominarli rispettivamente tempo-segno e tempo-simbolo\u00bb4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda il terzo concetto\/principio, la causalit\u00e0, a esso Jung rivolge riserve pi\u00f9 radicali e articolate, scrivendo che \u00abper quanto questo possa apparire incomprensibile, alla fine si \u00e8 comunque costretti a ipotizzare che ci sia nell\u2019inconscio qualcosa come un sapere a priori o meglio una \u201cpresenza\u201d a priori di eventi sprovvista di qualsiasi fondamento causale. In ogni caso il nostro concetto di causalit\u00e0 si dimostra inadatto alla spiegazione dei fatti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si vede, \u00e8 quest\u2019ultimo punto il nucleo del problema. La sincronicit\u00e0, infatti, viene presentata sin dal titolo come \u00abprincipio di connessioni acausali\u00bb e come \u00absoltanto un caso particolare dell\u2019universale coordinatezza acausale\u00bb (il corsivo \u00e8 di Jung). La sua struttura\/definizione sarebbe questa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl fenomeno di sincronicit\u00e0 consiste dunque di due fattori: un\u2019immagine inconscia viene alla coscienza direttamente (alla lettera) o indirettamente (per simbolo o allusione) come sogno, trovata o presentimento; 2 ) una situazione fattuale oggettiva coincide con questo contenuto. Ci si pu\u00f2 meravigliare tanto del primo quanto del secondo fattore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, ci si pu\u00f2 meravigliare, anche perch\u00e9 dimostrare un simile principio \u00e8 assai difficile, per la stessa definizione che se ne d\u00e0. Jung utilizza a questo fine buona parte della sua strumentazione di psicologo esoterico: sogni, oroscopi, mantica e specialmente I Ching, uno dei libri\/metodi pi\u00f9 antichi dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019intenzione di rompere i confini metodologici e culturali \u00e8 comunque condivisibile, specialmente quando si tratta di andare oltre i dualismi. Un\u2019espressione efficace di tale intenzione \u00e8 quella che traspare nelle parole del filosofo cinese, contemporaneo di Aristotele, Chuang-Tzu (Zhu\u0101ngz\u01d0), il cui concetto del Tao indica anche \u00ablo stato in cui Io e non-Io non formano pi\u00f9 un\u2019opposizione\u00bb e questo \u00absi chiama cardine del Senso (Tao)\u00bb (Il vero libro della terra meridionale dei fiori, libro II).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tao \u00e8 il Senso dell\u2019intero e dunque di ogni ente, e vento e processo. Jung accosta l\u2019olismo della cultura cinese all\u2019olismo della cultura greca almeno sino a Eraclito: \u00abPer noi i particolari contano in s\u00e9 e per s\u00e9: per lo spirito orientale essi integrano sempre un\u2019immagine totale. [\u2026] In questo contesto rientra la dottrina filosofico-naturale della correspondentia, in particolare la concezione \u2013 gi\u00e0 propria dell\u2019antichit\u00e0 \u2013 della simpatia di tutte le cose (\u03c3\u03c5\u03bc\u03c0\u03ac\u03b8\u03b5\u03b9\u03b1 \u03c4\u1ff6\u03bd \u1f44\u03bb\u03bf\u03bd). Il principio universale si trova anche nella parte piu\u2019 piccola, la quale perci\u00f2 \u00e8 in accordo con il tutto\u00bb. Al Tao come Senso si coniuga, platonicamente, il Numero, che per Jung \u00e8 insieme una realt\u00e0 che viene scoperta e una struttura che viene inventata. E in questo il numero sarebbe simile agli archetipi, in quanto entrambi forme a priori della rappresentazione. E come gli archetipi, anche i numeri sarebbero una realt\u00e0 numinosa: \u00abl\u2019inconscio impiega il numero come fattore ordinatore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sincronicit\u00e0 tra eventi che non abbiano tra di loro una percepibile relazione causale appare dunque come forma ed espressione del Tao \u00abindifferenziato, anteriore alla genesi di cielo e terra, calmo, vuoto, dal moto circolare, madre dell\u2019universo; identico al Nulla, in quanto antitetico alla realt\u00e0; scopo inapparente e ordinatore del mondo\u00bb. Qualcosa di simile all\u2019\u1f04\u03c0\u03b5\u03b9\u03c1\u03bf\u03bd di Anassimandro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Coincidenza e analogia, questa tra l\u2019Oriente e Anassimandro, che rappresentano un buon esempio di archetipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1 Paolo Francesco Pieri, Introduzione a Jung, Laterza, Roma-Bari<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2003, pag. 16.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2 Ivi, pp. 12 e 114.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3 Carl Gustav Jung, Il concetto di inconscio collettivo (1936), in Opere, Bollati Boringhieri, Torino 1965 sgg, vol. 9, tomo 1, p. 43.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4 Lucia Guerrisi a p. 11 della sua Introduzione al volume.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Recensione a:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Carl Gustav Jung<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sincronicit\u00e0 come principio di connessioni acausali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(Synchronizit\u00e4t als ein Prinzip akausaler Zusammanh\u00e4nge, 1952)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Antologia ragionata con testo tedesco a fronte<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>A cura di Lucia Guerrisi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Traduzione e Nota editoriale di Vincenzo Cicero<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>ELS La Scuola \/ Editrice Morcelliana, 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pagine 240<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>in Diorama Letterario \u2013 numero 376 \u2013 Novembre\/Dicembre 2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>pagine 39-40<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/sincronicita-come-principio-di-connessioni-acausali\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/sincronicita-come-principio-di-connessioni-acausali<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Alberto Giovani Biuso) Fonte: GRECE Italia Rispetto al dogmatismo monocorde della psicoanalisi freudiana, la psicologia dinamica \u2013 o analitica \u2013 di Carl Gustav Jung (1875-1961) non scambia le funzioni della mente per realt\u00e0 assolute e per strutture empiriche. 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