{"id":83090,"date":"2023-12-19T10:30:05","date_gmt":"2023-12-19T09:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83090"},"modified":"2023-12-18T20:58:12","modified_gmt":"2023-12-18T19:58:12","slug":"quando-la-rivoluzione-idealizza-il-sistema-che-dovrebbe-combattere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83090","title":{"rendered":"Quando la Rivoluzione idealizza il sistema che dovrebbe combattere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1968 Mario Capanna e soci andavano a contestare una Prima della Scala che rappresentava un rituale di autocelebrazione dell\u2019establishment. Ai primi dell\u2019800 la borghesia aveva gi\u00e0 dimostrato la sua inconsistenza non solo come classe dirigente ma anche come classe sociale, perci\u00f2 si era aggrappata prima al cesarismo napoleonico, poi alla Restaurazione, poi alla parodia del bonapartismo di Napoleone III. In Inghilterra, in Germania e nel resto d\u2019Europa la mitica borghesia cercava i suoi punti di riferimento nei residui dell\u2019aristocrazia, di cui imitava anche i rituali, dalle prime dell\u2019Opera ai balli delle debuttanti. Nel \u2018900 la cosiddetta borghesia avrebbe addirittura abbandonato la sua retorica liberale per gettarsi nelle braccia del fascismo e del nazismo, che vennero coltivati e vezzeggiati non solo in Italia e Germania ma da tutte le oligarchie del mondo. Fino a qualche decennio fa per\u00f2 il mito borghese permaneva e l\u2019establishment italico andava a specchiarcisi ogni anno, fingendo di ascoltare un\u2019opera di cui non fregava nulla a nessuno dei presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma adesso alla Scala cosa celebra l\u2019establishment? I media ci fanno sapere che il pubblico della Scala ha riservato oltre dieci minuti di ovazione a Liliana Segre, una sopravvissuta di Auschwitz, che nel 1945 era stata liberata grazie all\u2019arrivo dei russi, con i quali oggi siamo in guerra, alleandoci con dei nazisti. Durante l\u2019ovazione qualcuno avrebbe gridato \u201cviva l\u2019Italia antifascista\u201d, prendendosela con un governo guidato da nostalgici fascisti, di cui fa parte un Matteo Salvini che fa il raccattanazisti in giro per l\u2019Europa a fini elettorali, ma poi a Roma \u00e8 la star della manifestazione contro l\u2019antisemitismo, e plaude ad un genocidio di palestinesi commesso sempre in nome della lotta all\u2019antisemitismo; un genocidio supportato e finanziato da armi, copertura diplomatica e soprattutto soldi degli Stati Uniti, il cui Congresso \u00e8 dominato da una \u201cIsrael lobby\u201d, composta in stragrande maggioranza non da ebrei ma da cristiani evangelici, antisemiti ma sionisti. L\u2019attuale establishment va quindi alla Scala a celebrare la propria confusione, il proprio caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 stata una recentissima occasione (finora mancata) per riproporre la questione sulla fondatezza della mitologia borghese. La scorsa settimana a Trieste \u00e8 morto Alfredo Maria Bonanno, la figura pi\u00f9 nota dell\u2019anarchismo italiano del dopoguerra, considerato dai media l\u2019ideologo della cosiddetta \u201cgalassia\u201d anarco-insurrezionalista. I media non hanno neanche parlato male di Bonanno, solo che, come prevedibile, tutto si \u00e8 ridotto alle solite questioni: lotta armata, violenza, eccetera. L\u2019attenzione mediatica si \u00e8 concentrata soprattutto su un suo opuscolo del 1977, \u201cLa gioia armata\u201d; un testo che \u00e8 diventato un best-seller internazionale, e pare che faccia parte dei testi d\u2019esame per entrare a lavorare alla Digos. Bonanno aveva intuito, molto prima di tutti gli altri, che la questione della violenza sarebbe diventata la forca caudina nella quale ogni opposizione sarebbe andata a strisciare e sottomettersi. Il mantra ricattatorio del politicamente corretto ormai \u00e8 risaputo; s\u00ec, hai rinunciato alla violenza ma non l\u2019hai condannata del tutto; s\u00ec, forse l\u2019hai condannata ma non come dovevi condannarla; per cui si \u00e8 sotto esame all\u2019infinito. A furia di condanne della violenza anche la nozione di terrorismo si \u00e8 dilatata, basta un\u2019invettiva o una semplice critica ai potenti sui social, per ritrovarsi la Digos alle calcagna. La strategia di Bonanno per non cadere nella trappola \u00e8 stata quella di andarci allo scontro, di scandalizzare i politicorretti: non solo non condanno la lotta armata, ma ne faccio pure un percorso edonistico ad uso degli oppressi. Il problema per\u00f2 \u00e8 che nella teoria di Bonanno il tema della lotta armata non \u00e8 affatto quello centrale. Fare citazioni si presta all\u2019obiezione di aver operato una decontestualizzazione; ma fare una citazione precisa \u00e8 pur sempre meglio dell\u2019andazzo attuale, che \u00e8 quello di attribuire a qualcuno frasi che non ha mai detto, perci\u00f2 \u00e8 il caso di rileggere due piccoli brani tratti da \u201cLa gioia armata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuesta idealizzazione del lavoro ha ucciso, fino ad oggi, la rivoluzione. Il movimento degli sfruttati \u00e8 stato corrotto tramite l\u2019immissione della morale borghese della produzione, cio\u00e8 di qualcosa che non \u00e8 solo estranea al movimento, ma gli \u00e8 anche contraria. Non \u00e8 un caso che la parte a corrompersi per prima sia stata quella sindacale, proprio perch\u00e9 pi\u00f9 vicina alla gestione dello spettacolo produttivo\u201d \u2026 \u201cIn sostanza, il capitale, nella sua estensione fisica attuale, \u00e8 vulnerabile da parte di una struttura rivoluzionaria che pu\u00f2 decidere i tempi e i modi dell\u2019attacco. Il capitale sa perfettamente questa debolezza e corre ai ripari. La polizia non gli basta. Nemmeno l\u2019esercito. Ha bisogno di una vigilanza continua da parte della gente. Anche della pi\u00f9 umile parte del proletariato. Per far ci\u00f2 deve dividere il fronte di classe. Deve diffondere tra la povera gente il mito della pericolosit\u00e0 delle organizzazioni armate, il mito della santit\u00e0 dello Stato, il mito della moralit\u00e0, della legge e cos\u00ec via.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bonanno ci parlava dunque di \u201cmorale borghese della produzione\u201d e di un \u201ccapitale\u201d che si difende dagli attacchi non soltanto con eserciti e polizie ma anche con i miti imposti alla povera gente, come la santit\u00e0 della legge e dello Stato. E se invece il principale mito fosse proprio il \u201ccapitale\u201d? Siamo sicuri di essere davvero dominati da questo meccanismo razionale, quantitativo ed economicistico? Esiste davvero questa \u201cmorale borghese della produzione\u201d, oppure se l\u2019\u00e8 sognata Max Weber? Lo stesso concetto di borghesia sarebbe tutto da verificare, dato che l\u2018osmosi con la delinquenza comune \u00e8 un elemento costitutivo di qualsiasi establishment. Il rischio \u00e8 infatti quello di analizzare e contrastare un sistema di potere in base ai suoi spot pubblicitari, per cui la rivoluzione finisce per idealizzare il sistema che dovrebbe combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su una cosa Bonanno aveva sicuramente ragione: il lavoro non ha mai \u201cliberato\u201d nessuno. D\u2019altro canto nella societ\u00e0 industriale le grandi concentrazioni di centinaia di migliaia di operai in uno stesso territorio erano comunque un contrappeso sociale, un fattore di riequilibrio dei rapporti di forza tra le classi; quindi si \u00e8 avuto un po\u2019 di ascensore sociale ed un po\u2019 di redistribuzione del reddito; tutto ci\u00f2 poteva comportare l\u2019apparenza di una societ\u00e0 tendente ad un ordine e ad un \u201cprogresso\u201d. Ma dietro queste apparenze rassicuranti covava nelle oligarchie l\u2019ombrosa gelosia del privilegio e un desiderio di vendetta sociale, che in Italia gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201960 era leggibile nelle relazioni del governatore della Banca d\u2019Italia. Dalla fine degli anni \u201970 infatti si \u00e8 assistito nelle societ\u00e0 occidentali ad una deindustrializzazione ed una finanziarizzazione dell\u2019economia. E perch\u00e9 mai le lobby finanziarie dovrebbero temere gli \u201cattacchi\u201d e i disordini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Guerre, terrorismo, pandemie, cio\u00e8 tutte le combinazioni dell\u2019allarmismo e dell\u2019emergenzialismo, fanno lievitare gli indici di Borsa, indirizzano la spesa pubblica verso il business delle armi, il business della sicurezza e il business farmaceutico. In altri termini, il business della confusione e del caos. E tutto \u00e8 regolato da trattative dirette tra le multinazionali ed i loro politici di riferimento, mentre il \u201clibero mercato\u201d lo si lascia ai gonzi che ci credono. Il bello dell\u2019essere criminali, come la Ursula von der Leyen e Robert Bourla, \u00e8 che non c\u2019\u00e8 bisogno di complottare per comportarsi da criminali; viene naturale, tanto poi le complicit\u00e0 scattano in automatico. Per capire come funziona la cleptocrazia del capitalismo reale forse \u00e8 meglio lasciar perdere il manuale di economia e consultare invece il codice penale, quando si parla di reati finanziari come l\u2019aggiotaggio e la manipolazione del mercato. Tutte le bolle mediatico-finanziarie rientrano in quelle categorie di reato. Nessun sistema finanziario pu\u00f2 funzionare senza il suo risvolto illegale, come nessuna banca pu\u00f2 sottrarsi al ruolo \u201cistituzionale\u201d di lavanderia del denaro sporco. La legge non \u00e8 fatta per essere rispettata, bens\u00ec per creare uno spazio vantaggioso di illegalit\u00e0, riservato per\u00f2 ai privilegiati. Le cosiddette teorie cospirative presuppongono una visione ultra-ottimistica del potere, per la quale compiere abusi ed illegalit\u00e0 non rappresenterebbe la consueta routine del sistema di dominio, bens\u00ec una deroga che richiederebbe una congiura preventiva. Va anche detto per\u00f2 che molto spesso l\u2019etichetta mediatica di \u201cteoria della cospirazione\u201d viene applicata apposta per ridicolizzare coloro che in realt\u00e0 stanno parlando di pratica della corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La magistratura \u00e8 costretta a garantire l\u2019impunit\u00e0 ai privilegiati perch\u00e9 purtroppo deve occuparsi di pericoli ben pi\u00f9 seri, come la \u201cgalassia\u201d anarco-insurrezionalista. Il fatto di sottovalutare il loro grado di criminalit\u00e0 non \u00e8 l\u2019unico torto che si fa alle nostre oligarchie, in quanto non si apprezza a sufficienza quanto si curino persino della nostra vena ludica, proprio come gli animatori nei villaggi turistici. Siamo infatti comandati da criminali che offrono ai propri sudditi un \u201cluna park\u201d in cui divertirsi, giocando a farsi da poliziotti gli uni con gli altri, come si \u00e8 visto durante la psicopandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1189\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1189<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD Nel 1968 Mario Capanna e soci andavano a contestare una Prima della Scala che rappresentava un rituale di autocelebrazione dell\u2019establishment. Ai primi dell\u2019800 la borghesia aveva gi\u00e0 dimostrato la sua inconsistenza non solo come classe dirigente ma anche come classe sociale, perci\u00f2 si era aggrappata prima al cesarismo napoleonico, poi alla Restaurazione, poi alla parodia del bonapartismo di Napoleone III. In Inghilterra, in Germania e nel resto d\u2019Europa la mitica borghesia cercava i&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":47877,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/comidad.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lCa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83090"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83091,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83090\/revisions\/83091"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}