{"id":83093,"date":"2023-12-20T09:10:28","date_gmt":"2023-12-20T08:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83093"},"modified":"2023-12-18T21:12:47","modified_gmt":"2023-12-18T20:12:47","slug":"una-forza-navale-occidentale-nel-mar-rosso-per-contrastare-gli-attacchi-houthi-ai-mercantili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83093","title":{"rendered":"Una forza navale occidentale nel Mar Rosso per contrastare gli attacchi Houthi ai mercantili"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/USS-Carney-1-800x445-1.jpg\" \/><\/p>\n<p>Finora il rischio che la \u201cguerra di Gaza\u201d potesse scatenare un conflitto pi\u00f9 ampio in grado di infiammare il Medio Oriente \u00e8 stato scongiurato ma quanto sta accadendo nell\u2019area dello Stretto di Bab el Mandeb e nel Mar Rosso potrebbe costituire una miccia altrettanto pericolosa<\/p>\n<p>Le milizie scite yemenite Houthi dello Yemen, sostenuti dall\u2019Iran e che dispongono di forze militari ben strutturate, hanno minacciato il 16 dicembre di continuare ad attaccare le navi mercantili in transito nello stretto ritenute in qualche modo collegate a Israele a sostegno della causa palestinese e finch\u00e9 non cesseranno le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Gli Houthi \u201cnon abbandoneranno la causa palestinese a prescindere da qualsiasi minaccia americana, israeliana o occidentale\u201d, ha detto Ali al-Qahoum, dell\u2019ufficio politico degli Houthi, alla tv al-Mayadeen. Al-Qahoum ha minacciato \u201cconseguenze disastrose\u201d in caso di \u201cazioni ostili contro lo Yemen\u201d e ha sostenuto che esista un \u201cimpegno\u201d degli Houthi a tutela \u201cdella navigazione marittima internazionale nel rispetto del diritto internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Nelle ultime due settimane due cacciatorpediniere statunitensi (USS Carney e USS Manson), una fregata francese (la FEMM Languedoc) e un cacciatorpediniere della Royal Navy britannica (HMS Diamond) \u2013 le cui foto che illustrano questo articolo \u2013 hanno intercettato con propri missili droni diretti a colpire navi mercantili in transito mentre gli Houthi hanno gi\u00e0 cercato di colpire senza successo il porto israeliano di Eilat impiegando missili balistici e da crociera di concezione iraniana ma probabilmente assemblati nello Yemen.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170977\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/GA8afIsWQAAxyx0.jpg\" alt=\"\" width=\"1125\" height=\"761\" \/><\/p>\n<p>Israele ha fatto sapere che in assenza di iniziative militari occidentali contro le milizie Houthi saranno le Forze di Difesa Israeliana (IDF) a occuparsene. Il presidente Houthi, Mehdi al Mashat, ha dichiarato il 5 dicembre che il movimento continuer\u00e0 a prendere di mira Israele finch\u00e9 non verr\u00e0\u00a0posto fine agli scontri nella Striscia di Gaza e in precedenza Mashart aveva detto che le pressioni degli Stati Uniti non avrebbero cambiato le sue politiche nei confronti del conflitto Hamas-Israele.<\/p>\n<p>Il governo yemenita degli\u00a0Houthi ha rivendicato il 15 dicembre l\u2019attacco contro le navi cargo MSC Alanya e MSC Palatium dirette in Israele nei pressi dello Stretto di Bab al Mandeb. Lo stesso giorno la compagnia di navigazione danese Maersk ha sospeso la navigazione nel Mar Rosso dopo che era stata attaccata anche la portacontainer Maersk Gibilterra.<\/p>\n<p>Qualche ora prima un funzionario del Pentagono aveva riferito che un\u2019altra nave cargo, la Al Jasrah battente bandiera della Liberia e gestita dal trasportatore tedesco Hapag-Lloyd, era stata colpita da un proiettile lanciato dai ribelli yemeniti nel Mar Rosso e aveva preso fuoco; Hapag-Lloyd aveva riferito che nessun membro dell\u2019equipaggio era rimasto ferito. Nel caso del primo attacco non \u00e8 chiaro se fosse stato coinvolto un drone o un missile. Anche la MSC Palatium III ha preso fuoco dopo l\u2019attacco.<\/p>\n<p>Nelle ultime ore l\u2019UKMTO, l\u2019agenzia britannica per la sicurezza marittima, ha segnalato in uno dei suoi report \u201cun incidente\u201d nei pressi del porto yemenita di Mokha. \u201cLe autorit\u00e0 stanno indagando \u2013 si legge nel bollettino \u2013 Le navi sono invitate a transitare con cautela e riferire ogni attivit\u00e0 sospetta\u201d.<\/p>\n<p>Del resto l\u2019impatto economico degli attacchi al traffico marittimo non ha tardato a manifestarsi: oggi anche la compagnia di logistica Orient Overseas Container Line (Oocl), con sede a Hong Kong, ha annunciato che fermer\u00e0 il transito delle proprie portacontainer attraverso il Mar Rosso dopo che almeno 5 tra le principali compagnie di navigazione hanno annunciato lo stop al transito che costringe le navi a circumnavigare l\u2019Africa con costi e tempi dilatati.<\/p>\n<p>Il Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 del Canale di Suez, il tenente generale egiziano Osama Rabie, ha rivelato che 55 navi sono state dirottate attorno al Capo di Buona Speranza, viaggio di due settimane pi\u00f9 lungo di quello attraverso lo stretto di Bab al-Mandab e il canale di Suez.<\/p>\n<p>Conseguenze anche sui mercati energetici con rialzi nelle ultime ore delle quotazioni del greggio compresi tra lo 0,20 e lo 0,75 per cento oltre i 77 dollari al barile per il Brent.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170979\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/A77QYIJZ2FKFVC2RRZCQVCLMDM.jpg\" alt=\"\" width=\"1114\" height=\"742\" \/><\/p>\n<p>Il 14 dicembre gli Stati Uniti hanno ammonito gli Houthi sottolineando la necessit\u00e0 di fermare i loro attacchi alle navi nel Mar Rosso e contro Israele, attacchi definiti \u201cinaccettabili\u201d e dal 16 dicembre hanno cominciato a diffondersi voci di un possibile blitz militare statunitense contro gli Houthi in territorio yemenita teso a distruggere le postazioni di lancio di missili e droni.<\/p>\n<p>Fonti dell\u2019Amministrazione USA citate dal sito d\u2019intelligence statunitense\u00a0<a href=\"https:\/\/www.semafor.com\/\">Semafor<\/a>\u00a0hanno riferito che il Pentagono sta valutando se colpire direttamente obiettivi militari del gruppo\u00a0Houthi\u00a0il cui obiettivo \u00e8 colpire il commercio marittimo globale, indebolire il commercio con Israele e aumentare i costi del sostegno a Israele per Stati Uniti e alleati.<\/p>\n<p>\u201cTutte le opzioni sono sul tavolo\u201d ha riferito il 17 dicembre un funzionario del dipartimento di Stato americano, citato dal quotidiano \u201cThe National\u201d, sottolineando come \u201cquesti attacchi stiano coinvolgendo direttamente una decina di Paesi ed equipaggi e navi di tutto il mondo\u201d. Fonti del Pentagono hanno confermato il dispiegamento del Gruppo navale guidato dalla portaerei Dwight D. Eisenhower, spostata dal Golfo Persico al Golfo di Aden, davanti alle coste yemenite-<\/p>\n<p>Washington punterebbe a costituire una forza navale multinazionale composta da marine NATO e arabe (anche quella italiana secondo indiscrezioni di stampa non smentite) per scortare i mercantili e difenderli da droni e missili lanciati dallo Yemen. Una forza la cui presenza potrebbe non risultare gradita alle nazioni che si affacciano sul Mar Rosso e anche per questo gli Stati Uniti punterebbero a coinvolgere anche la Marina Egiziana che gi\u00e0 aveva partecipato negli anni scorsi alle operazioni della coalizione araba contro gli Houthi nel conflitto yemenita.<\/p>\n<p>Secondo le anticipazioni del quotidiano The Guardian e del sito War Zone, gli Stati Uniti intendono varare una forza di protezione marittima che coinvolger\u00e0 anche gli stati arabi. L\u2019iniziativa, denominata Operazione Prosperity, dovrebbe essere annunciata dal Segretario alla Difesa, Lloyd Austin, in visita questa settimana in Medio Oriente. Proprio come la Task Force 153 gi\u00e0 operante nel Golfo Persico con base presso il quartier generale della 5\u00b0 Flotta della US Navy a Manama (Bahrein), la nuova forza di protezione multinazionale sar\u00e0 pi\u00f9 ampia, progettata per fornire rassicurazione alle compagnie di navigazione commerciale che gli attacchi Houthi saranno respinti.<\/p>\n<p>Alcuni funzionari ritengono sia certo il coinvolgimento nell\u2019Operazione Prosperity di Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Egitto e Bahrein. Il Consigliere per la Sicurezza nazionale della casa Bianca, Jake Sullivan, ha incontrato il 15 dicembre il suo omologo emiratino per discutere l\u2019adesione della nazione araba alla flotta multinazionale che avrebbe gi\u00e0 avuto il pieno appoggio da Gran Bretagna e Francia, che gi\u00e0 schierano navi nell\u2019area, come pure dall\u2019Italia \u2013 secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore.<\/p>\n<p>Roma avrebbe dato il via libera riservandosi di definire in seguito il coinvolgimento della nostra Marina che potrebbe inviare una fregata del tipo FREMM, unit\u00e0 recentemente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/05\/formidable-shield-2023-la-fremm-margottini-intercetta-con-un-aster-30-un-bersaglio-supersonico-coyote\/?swcfpc=1\">distintesi in esercitazioni proprio nell\u2019intercettazione di missili<\/a>\u00a0balistici e da crociera con i missili da difesa aerea MBDA Aster impiegati nei giorni scorsi anche dal cacciatorpediniere britannico Diamond contro i droni Houthi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-170973\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/GBe0AfhX0AAVShe.jpg\" alt=\"\" width=\"1118\" height=\"745\" \/><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei temi legati alla sicurezza marittima resta da comprendere, in termini strategici e geopolitici, quale peso reale abbia oggi l\u2019influenza dell\u2019Iran sugli Houthi, aspetto rilevante per valutare se un futuro accordo sulla Striscia di Gaza che risultasse accettabile anche per l\u2019Iran possa far cessare o meno gli attacchi ai mercantili.<\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 evidente che una flotta internazionale posta a protezione del traffico mercantile avrebbe un impatto tutto sommato limitato e certo non paragonabile a quello di un attacco statunitense in territorio yemenita che inevitabilmente riaccenderebbe le tensioni tra Teheran e Washington con possibili riflessi anche sulla sicurezza del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz. Conseguenze oggi non accettabili dalle monarchie sunnite del Golfo.<\/p>\n<p>Infine, nell\u2019aderire all\u2019Operazione Prosperity va valutato che un attacco statunitense alle forze Houthi nello Yemen potrebbe coinvolgere direttamente l\u2019Iran nel conflitto e determinerebbe inevitabilmente il rischio di rappresaglie contro le unit\u00e0 navali che compongono la flotta multinazionale.<\/p>\n<p>Foto: Marine Nationale, Royal Navy e US Navy<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/12\/una-forza-navale-occidentale-nel-mar-rosso-per-contrastare-gli-houthi\/\">Una forza navale occidentale nel Mar Rosso per contrastare gli attacchi Houthi ai mercantili \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Finora il rischio che la \u201cguerra di Gaza\u201d potesse scatenare un conflitto pi\u00f9 ampio in grado di infiammare il Medio Oriente \u00e8 stato scongiurato ma quanto sta accadendo nell\u2019area dello Stretto di Bab el Mandeb e nel Mar Rosso potrebbe costituire una miccia altrettanto pericolosa Le milizie scite yemenite Houthi dello Yemen, sostenuti dall\u2019Iran e che dispongono di forze militari ben strutturate, hanno minacciato il 16 dicembre di continuare ad&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lCd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83093"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83093"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83093\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83094,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83093\/revisions\/83094"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}