{"id":83139,"date":"2023-12-20T13:19:02","date_gmt":"2023-12-20T12:19:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83139"},"modified":"2023-12-20T13:19:02","modified_gmt":"2023-12-20T12:19:02","slug":"cattivi-maestri-e-pessimi-maestrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83139","title":{"rendered":"Cattivi maestri e pessimi maestrini"},"content":{"rendered":"<p><strong>da MARCELLO VENEZIANI (Marcello Veneziani)<\/strong><\/p>\n<div id=\"post-featured-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"w-full mb-4 lg:mb-8  wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Progetto-senza-titolo-2023-12-20T001637.432-620x350.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"lg:px-10\">\n<p>Appena citavi i cattivi maestri il primo nome che ti veniva in mente era Toni Negri. Era lui il cattivo maestro per antonomasia e per definizione. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? No, non intendo redimere post mortem il professore padovano e rivalutare il suo velleitario radicalismo rivoluzionario, la sua sciagurata utopia. Ma ho uno sciame di obiezioni da muovere a quella facile, sbrigativa etichetta. Per cominciare Negri ha inciso poco su coloro che hanno seguito la via della lotta armata e della violenza radicale. Per essere un maestro ha avuto pochi allievi. I veri cattivi maestri dei pessimi allievi militanti e terroristi si chiamavano\u00a0<strong>Marx e Lenin, e per taluni Mao, Ho-chi-min e Che Guevara<\/strong>. Negri era al pi\u00f9 uno dei mediatori teorici con i primi due; la sua originalit\u00e0 teorica \u00e8 stata quella di ibridare l\u2019impianto ideologico Marx-leninista col pensiero francese di Foucault, Deleuze e Guattari.<\/p>\n<p>In compenso,\u00a0<strong>Toni Negri<\/strong>\u00a0\u00e8 stato il marxista italiano pi\u00f9 letto e tradotto nel mondo, soprattutto da quando era latitante. E i suoi studi saranno velleitari e farneticanti se pretendono di tradursi nella prassi, ma non mancano di lucidit\u00e0 e di spessore teorico. Si pensi pure alla sua lettura di Spinoza e poi di Leopardi; radicalmente confutabili, a mio parere, ma notevoli.<\/p>\n<p>Le sue opere, in particolare Impero e Moltitudine, hanno avuto uno straordinario successo editoriale e un totale fallimento teorico-politico perch\u00e9 la loro prospettiva \u00e8 stata esattamente rovesciata: lui pensava che la moltitudine, il nuovo soggetto globale dopo la classe operaia e il proletariato, avrebbe usato gli strumenti e i processi del capitalismo globale per invertire la marcia e intraprendere una rivoluzione comunista. Invece \u00e8 accaduto esattamente il contrario: il suo comunismo global, la sua moltitudine desiderante sono rimasti interamente irretiti nel capitalismo globale e nelle sue macchine desideranti (come le chiama Deleuze). Altro che antagonismo. Dopo il fallimento dell\u2019operaismo, a cui credettero in origine i Negri e i Tronti e molte belle teste del comunismo, ossia la fede in un soggetto rivoluzionario d\u2019avanguardia che avrebbe cambiato il mondo, Negri ha condotto il comunismo a un\u2019altra tappa ingloriosa: il fallimento delle moltitudini, arrese al liberismo e\u00a0integrate nei suoi apparati tecno-consumisti; al loro posto ha avuto pi\u00f9 vitalit\u00e0 e pi\u00f9 successo l\u2019antagonismo dei sovranisti, anche se pure il sovranismo finisce con l\u2019essere assorbito, neutralizzato e pastorizzato nella rete del sistema capitalistico globale e dei suoi assetti tecnologici, militari e nei\u00a0dispositivi di potere.<\/p>\n<p>Negri voleva far saltare tutti i compromessi tra lo stato sociale e lo stato liberale, rigettava le costituzioni e gli statuti dei lavoratori, ma cos\u00ec facendo ha lavorato per togliere gli ultimi ostacoli alla definitiva dominazione del sistema tecno-liberista e turbo-capitalista.<\/p>\n<p>Anche il sabotaggio proposto da Toni Negri si \u00e8 rivelato velleitario e fallimentare sul piano politico, sociale e insurrezionale. Ricordo nei giorni delle banlieu in rivolta a Parigi, Toni Negri rivolgere dalle colonne del quotidiano fiat un appello alla violenza e all\u2019uso delle armi, naturalmente per incitare alla \u201cresistenza\u201d. Sappiamo come \u00e8 andata a finire; l\u2019unica minaccia all\u2019establishment, a Parigi come altrove, giunge semmai dal fanatismo islamico di ritorno, non certo dall\u2019antagonismo rivoluzionario alla Negri.<\/p>\n<p>Toni Negri \u00e8 stato un cattivo maestro soprattutto per chi ha creduto di poter fondare sulla sua teoria un nuovo antagonismo marxista e rivoluzionario. Pi\u00f9 che condurre al conflitto e all\u2019alternativa, Negri ha condotto al disastro e alla conseguente uniformit\u00e0. Le folle sradicate si sono convertite ai consumi e la rete ha ingigantito le solitudini e le rivalse narcisistiche pi\u00f9 che le comunit\u00e0 antagoniste e i comunismi.<\/p>\n<p>Chi resta sul terreno del materialismo e nell\u2019orizzonte puramente strumentale ed economico, alla fine viene assorbito da un pi\u00f9 potente e seduttivo materialismo: che \u00e8 poi quanto sosteneva gi\u00e0 a fine ottocento un giovane filosofo, ventiquattrenne, di nome Giovanni Gentile, a proposito del marxismo. E lo diceva senza aver conosciuto i suoi esiti storici, prima che il comunismo diventasse rivoluzione, potere e regime.<\/p>\n<p>Ma se torniamo al nostro presente, il discorso dei cattivi maestri assume un\u2019altra piega. Non ci sono maestri, nemmeno cattivi; al pi\u00f9 maestrini e funzionari dell\u2019Intolleranza, al servizio del pensiero vuoto e della visione cieca. Non c\u2019\u00e8 nessun maestro in grado di insegnare qualcosa e di orientare il pensiero verso una prospettiva realmente divergente rispetto allo status quo. Se c\u2019\u00e8, \u00e8 ai margini, inavvertito, nascosto, non pervenuto, non riconosciuto, border line, anzi oltre la linea. Mancando un pensiero, dispersi gli intellettuali, sparito ogni orizzonte di attesa, i maestri sono finiti insieme ai loro insegnamenti. Sono finiti pure i cattivi maestri che come angeli ribelli all\u2019ordine divino si fecero demoni, insegnando la via dell\u2019inferno come riscatto degli oppressi.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 maestro? Non solo chi trasmette un sapere ma chi diventa un punto di riferimento, un modello a cui ispirarsi, un faro che non esprime solo una teoria o compie una ricerca ma rischiara una via, indica un cammino. Maestro \u00e8 uno che ti cambia la vita o almeno lo sguardo con cui vedi la vita. Uno che leggendolo, ascoltandolo, trasforma il tuo modo di pensare e di vedere le cose.<\/p>\n<p><strong>Al posto dei cattivi maestri oggi chi c\u2019\u00e8? Ci sono al pi\u00f9 gli influencer, i manipolatori dei desideri, sull\u2019onda delle tendenze e delle mode<\/strong>; ci sono gli agenti pubblicitari che veicolano voglie di merci anche a cavallo di modelli ideologici e canoni prescritti; ci sono i top model dello star system, gl\u2019impresari della comunicazione che non insegnano ma seducono e conformano, agendo sul linguaggio, sull\u2019immaginario globale e sul narcisismo individuale di massa.<\/p>\n<p>Mentre ci attardiamo a inveire contro i toni negri del passato, perdenti e perduti, ci mangiamo i pandori finto-solidali delle chiare ferragni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/cattivi-maestri-e-pessimi-maestrini\/\">https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/cattivi-maestri-e-pessimi-maestrini\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MARCELLO VENEZIANI (Marcello Veneziani) Appena citavi i cattivi maestri il primo nome che ti veniva in mente era Toni Negri. 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