{"id":83174,"date":"2024-01-08T09:30:46","date_gmt":"2024-01-08T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83174"},"modified":"2024-01-06T13:51:39","modified_gmt":"2024-01-06T12:51:39","slug":"dal-traliccio-al-bluetooth-levoluzione-del-radio-telefono-in-auto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83174","title":{"rendered":"Dal traliccio al Bluetooth: l&#8217;evoluzione del radio-telefono in auto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIFESA ONLINE (Gianluca Celentano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-83175\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto-80x80.jpg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/030124-Ericsson-auto.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In molte occasioni abbiamo visto come le invenzioni pi\u00f9 rivoluzionarie, prima di entrare nell\u2019utilizzo civile, sono state impiegate dalla \u201cdifesa\u201d per scopi militari. L\u2019abitudine alle comodit\u00e0 ci fa dimenticare questo aspetto, come nel caso delle comunicazioni internet o della geolocalizzazione \u2013 Global Positioning System \u2013 tecnologie di cui per primi i militari hanno compreso le ampie potenzialit\u00e0 anche in termini di sicurezza del personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel campo delle telecomunicazioni (Tlc) assumono oggi aspetti quasi fantascientifici gli sviluppi civili dell\u2019Intelligenza Artificiale. Suonano quasi profetiche le parole del presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di fine anno quando a proposito della I. A. afferma: &#8221; \u2026 un progresso inarrestabile che per\u00f2 deve restare umano&#8221;. Capirne l\u2019impiego e gli effetti su una larga scala nel mondo civile richiede necessariamente delle regole per essere preparati a una nuova frontiera, probabilmente con effetti ancor pi\u00f9 rivoluzionari rispetto alla diffusione del telefono e di internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nomi e idee per la comunicazione elettrica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la prima realizzazione di un rudimentale telegrafo ottico da parte di Claude Chappe nel 1794, gli studi sui segnali elettromagnetici portarono ad altre invenzioni promettenti. Samuel Morse nel 1837 brevett\u00f2 il codice Morse per il suo telegrafo elettrico, Carlo Matteucci costru\u00ec un telegrafo magnetico nel 1847, mentre Antonio Meucci gi\u00e0 nel 1848 ide\u00f2 il primo sistema per la trasmissione della voce. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 da ricordare anche il nome di Innocenzo Manzetti sul primo elementare apparecchio di comunicazione vocale presentato alla stampa nel 1865. Manzetti tuttavia non lo brevett\u00f2, lasciando quindi a Meucci il primato dell\u2019invenzione del primo telefono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso Napoleone Buonaparte aveva compreso l\u2019importanza in ambito militare di un sistema mobile, magari criptato, sui campi di battaglia. Grazie all\u2019impiego militare, i sistemi di telecomunicazioni hanno visto un\u2019ascesa tecnologica molto pi\u00f9 rapida rispetto a quello che poteva avvenire attraverso la minore platea di utilizzatori civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo il nuovo continente era gi\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 avanti e lo scozzese Alexander Graham Bell, emigrato a Boston, riusc\u00ec a far realizzare la prima linea telefonica facendo s\u00ec che gi\u00e0 nel 1880 gli Stati Uniti contassero ben 49.000 utenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il telefono in auto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti ricorderanno qualche grossa berlina di lusso negli anni \u201870 con il classico antennone e una sorta di grossa scatola posta tra i sedili anteriori munita di cornetta telefonica. Si trattava del primo telefono in automobile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pu\u00f2 \u201csuonare\u201d irreale, ma il primo esempio di telefono in un\u2019automobile risale al 1910. In effetti, la bizzarra idea di dotare le auto di un telefono nasceva proprio dall\u2019inaffidabilit\u00e0 delle prime automobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lars Magnus Ericsson, il pioniere svedese delle telecomunicazioni, era costretto a muoversi per la Scandinavia anche in automobile. Con la complicit\u00e0 della consorte signora Hilda, mise a punto il primo sistema veicolare di comunicazione solo in uscita, utile per chiamare i soccorsi in caso di un guasto alla vettura. L\u2019apparecchio prevedeva una sosta in corrispondenza di un traliccio telefonico di rete mentre la paziente Hilda, con due lunghe aste, creava il contatto fra i cavi telefonici (scoperti) e la grossa scatola a bordo munita di generatore a manovella. Il ruolo delle aste era quello di una sorta di prolunga elettrica, e in effetti, prima di arrivare a un vero e proprio radio telefono, era necessario capire come connettersi alla linea di rete senza di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il concetto di onde radio da inviare a una stazione ricevente connessa con il filo arriver\u00e0 dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tipi di trasmissione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulle tipologie dei canali di comunicazione e la loro evoluzione, ci si imbatte in tre concetti tlc a cui \u00e8 possibile associare l\u2019evoluzione della \u201ccomunicazione elettrica\u201d. In sintesi questa si collega a tre tipologie: Simplex o Half Duplex e Full Duplex. La differenza risiede nella modalit\u00e0 di trasmissione dei dati ovvero: i simplex inviano in una direzione, il semi-duplex in due direzioni, ma alternativamente, mentre il full duplex contemporaneamente. Le prime stazioni telegrafiche riceventi o la televisione fanno parte del concetto simplex, i walkie-talkie al half-duplex e il telefono al full duplex.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli Stati Uniti un primo sviluppo della telefonia mobile con segnale radio \u2013 Bell System-Motorola \u2013 avvenne intorno agli anni \u201840; si trattava di installare un\u2019ingombrante centrale nel bagagliaio per garantire solo poche telefonate che scaricavano la batteria dell\u2019auto. Era una tecnologia radio- analogica quindi pre-digitale e pre-cellulare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che forse molti non ricordano era che fino a met\u00e0 anni \u201860 ogni telefonata (anche fissa) doveva passare da un centralino che provvedeva a connettere l\u2019utente alla rete. Grazie a Bell System si \u00e8 ottimizzato il sistema promiscuo tra il segnale radio dall\u2019auto e la connessione alle stazioni telefoniche sul territorio. L\u2019aumento dislocato delle stazioni riceventi era l\u2019obbiettivo principale e nel \u201850 in USA, era solo la costa est, quella pi\u00f9 interessata dagli affari, ad avere un po&#8217; di ripetitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sei oggi ci soffermiamo sui segreti della Cadillac One o la &#8220;Bestia&#8221; (the Beast), l\u2019auto corazzata del presidente degli Stati Uniti, scopriremo che ha due linee telefoniche interne. Si tratta di due linee con un segnale satellitare collegato con il vice presidente e la Casa Bianca. Il sistema, ampiamente impiegato anche militarmente, non utilizza delle celle terrestri, cio\u00e8 dei ripetitori di onde radio capaci di coprire un&#8217;area, ma un segnale che raggiunge da qualsiasi posto sul globo il primo satellite geostazionario utile. Questo a sua volta elabora e riflette il segnale al destinatario, che pu\u00f2 essere anche un classico cellulare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dalla rete Zero G al Bluetooth<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla met\u00e0 del secolo scorso l\u2019idea di comunicazione veicolare con telefono era, come abbiamo visto, relegata alla ricerca di un allacciamento a un ponte radio e poi a una stazione telefonica ordinaria. In compenso le ricetrasmittenti militari o civili assolvevano gi\u00e0 molto bene come potenza il loro ruolo, ma certo non si potevano chiamare propriamente dei telefoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il decorso di questo sviluppo inizia negli anni \u201870 ma si pu\u00f2 considerare rivoluzionario con la rete Zero G o &#8220;0G&#8221;, la quale per\u00f2, presentava un\u2019elevata vulnerabilit\u00e0 e bassa efficienza e rischi di hacking. Ben presto ridotti con le reti su area geografica (e non locale) a bassa potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il grande sviluppo del radiotelefono parte dalla obsoleta e pesante valigetta con cornetta degli anni \u201880 e termina, almeno per il momento, nella tasca della giacca. La prima generazione di telefonia mobile, ovvero la 1G (G sta per generation) ancora in parte analogica, supera in un certo senso il concetto di linea telefonica in auto quando, nel \u201879, viene presentata l\u2019ambiziosa e futuristica novit\u00e0 a Tokyo dalla Nippon Telegraph and Telephone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la seconda evoluzione il 2G, fa ingresso il concetto digitale ossia il GSM. Ogni paese adotta particolari sistemi tlc e, a differenza di oggi, l\u2019impiego del telefono \u201ccellulare\u201d, \u00e8 limitato ad area geografiche e nazioni e ha costi molto elevati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019escalation continua con il 2,5G e 3G, poi 4 G; ormai si parla di cellulari, quindi di cellule ripetitive e un consolidato segnale radio e linee digitali dedicate. Inizialmente in auto bastava inserire una sim per connettersi, ma poco dopo, fra il \u201894 e il \u201897, sar\u00e0 il cellulare a sfruttare anche in automobile il segnale Bluetooth grazie alla svedese Ericsson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, i meriti e l\u2019idea del telefono portatile, partono da un traliccio in Svezia e ritornano al punto di partenza, un secolo dopo, grazie allo sviluppo di un sistema standard per trasmissioni di dati per reti senza fili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/mezzi\/dal-traliccio-al-bluetooth-levoluzione-del-radio-telefono-auto\">https:\/\/www.difesaonline.it\/mondo-militare\/mezzi\/dal-traliccio-al-bluetooth-levoluzione-del-radio-telefono-auto<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIFESA ONLINE (Gianluca Celentano) In molte occasioni abbiamo visto come le invenzioni pi\u00f9 rivoluzionarie, prima di entrare nell\u2019utilizzo civile, sono state impiegate dalla \u201cdifesa\u201d per scopi militari. 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