{"id":83267,"date":"2024-01-11T09:01:43","date_gmt":"2024-01-11T08:01:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83267"},"modified":"2024-01-11T09:00:25","modified_gmt":"2024-01-11T08:00:25","slug":"chi-vuole-allargare-la-guerra-in-medio-oriente-e-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83267","title":{"rendered":"Chi vuole allargare la guerra in Medio Oriente (e perch\u00e9)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36174\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/photo_2023-12-28_03-14-29.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1062\" height=\"708\" \/><\/figure>\n<p>Per tutta la prima fase del rinnovato conflitto palestinese, a partire dall\u2019attacco della Resistenza del 7 ottobre, la stampa israeliana ha martellato sul pericolo costituito da Hezbollah; del resto, quando Israele tent\u00f2 di invadere (nuovamente) il Libano, nel 2006, prese una bella batosta proprio dalla milizia sciita, che all\u2019epoca era assai meno potente. Non a caso, oltre 230.000 israeliani sono stati fatti sfollare dal nord del paese, proprio per timore degli attacchi dal Libano, e l\u2019IDF mantiene l\u00ec gran parte dei suoi sistemi antimissile Iron Dome.<\/p>\n<p>Il governo israeliano \u00e8 ben consapevole che un confronto con Hezbollah \u00e8 potenzialmente devastante, anche perch\u00e9 mobiliterebbe immediatamente, ad un livello ben maggiore dell\u2019attuale, tutte le formazioni dell\u2019Asse della Resistenza; non solo in Libano, ma anche in Iraq, in Yemen ed in Siria. Gi\u00e0 ora si ritiene che nel paese dei cedri vi siano alcune migliaia di combattenti iracheni. E chiaramente il supporto americano \u2013 che certamente non mancherebbe \u2013 non potrebbe andare molto oltre un appoggio aereo-navale: le poche migliaia di militari statunitensi presenti nell\u2019area sono praticamente quasi ovunque circondati da forze ostili.<\/p>\n<p>Di fondo, quindi, per quanto potrebbe piacergli, a Tel Aviv sanno bene che una guerra con Hezbollah avrebbe un costo assai elevato; ma, oltre al desiderio di eliminare quella che considerano una spina nel fianco, l\u2019ambizione maggiore \u00e8 riuscire a colpire l\u2019Iran, almeno in modo tale da rinviare il pi\u00f9 possibile la possibilit\u00e0 di costruire un ordigno nucleare, e di effettuare un first-strike contro Israele. Ma anche l\u2019Iran non \u00e8 pi\u00f9 quello di qualche anno fa, ed un conflitto con Teheran avrebbe costi enormi per Israele. A meno, ovviamente, di trascinarvi dentro anche gli USA. O meglio, il calcolo israeliano prevede comunque di subire grossi danni, ma grazie all\u2019intervento americano \u2013 ritiene \u2013 il potenziale bellico (nucleare e non) iraniano verrebbe annientato, e quindi il gioco varrebbe la candela.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che a Washington non sono affatto dell\u2019idea di farsi coinvolgere in un conflitto del genere, adesso. Intanto, perch\u00e9 paralizzerebbe le rotte commerciali e farebbe salire alle stelle il prezzo del petrolio: Bab el Mandeeb ed Hormuz verrebbero immediatamente chiusi totalmente al traffico marittimo. Poi perch\u00e9 stanno ancora cercando come uscire dal pantano ucraino, e Israele dipende al 100% dai rifornimenti statunitensi. Per non parlare del fatto che in quell\u2019area gli USA hanno moltissime basi militari, che si trasformerebbero in un attimo in altrettanti obiettivi. E non per i razzetti con cui le punzecchiano le milizie irachene, ma con gli ipersonici iraniani. E non solo le basi in Iraq e Siria, ma quelle strategiche a Gibuti ed in Qatar. Gli USA vogliono distruggere il regime degli ayatollah almeno quanto gli israeliani, ma non adesso.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che Israele \u00e8 in un cul-de-sac. La campagna genocida nella Striscia di Gaza ha chiaramente fallito l\u2019obiettivo di provocare un esodo dei palestinesi verso l\u2019Egitto o altrove, non solo perch\u00e9 non se ne vanno, ma anche perch\u00e9 il progetto di una nuova Nakba appare inaccettabile persino ai migliori amici di Israele. La guerra contro la Resistenza poi \u00e8 un fallimento totale. A quasi tre mesi dal 7 ottobre, l\u2019IDF non \u00e8 riuscita n\u00e9 a prendere il controllo della Striscia, n\u00e9 a distruggere la rete infrastrutturale di Hamas e degli altri gruppi armati, n\u00e9 tanto meno a liberare anche un solo prigioniero. Al contrario, le perdite \u2013 per quanto cerchino di nasconderle \u2013 sono elevatissime, sia in termini di uomini che di mezzi. Nei primi tre giorni dell\u2019anno, l\u2019IDF ha ammesso la perdita di oltre 70 militari ed ufficiali. Un disastro, preludio alla sconfitta conclamata.<\/p>\n<p>Da qui, l\u2019urgenza spostare non solo l\u2019attenzione, ma l\u2019intero asse del conflitto. Tutta la banda di fanatici estremisti che governa il paese sa bene di avere i giorni contati, e che la fine della guerra significa anche la loro fine politica; tanto pi\u00f9 se dovesse finire appunto con una sconfitta. Uno shock per l\u2019intera Israele, che all\u2019inizio si scaricherebbe proprio sui vertici politici e militari.<br \/>\nDunque, mentre gli Stati Uniti ritirano dal Mediterraneo orientale la squadra navale guidata dalla portaerei G. Ford, e balbettano alle porte del mar Rosso con la fallimentare \u2018missione navale internazionale\u2019, ecco che vengono messi a segno in brevissimo tempo tre attacchi miratissimi (anche e soprattutto in senso politico): un attacco aereo in Siria uccide un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, poi l\u2019uccisione del numero due di Hamas a Beirut, nel cuore di un quartiere controllato da Hezbollah, ed infine il devastante attentato terroristico in Iran (oltre 100 morti) a pochi passi dalla tomba del generale Soleimani e nel giorno dell\u2019anniversario dell\u2019attentato in cui fu ucciso. L\u2019intento di provocare una reazione \u00e8 smaccatamente evidente, e lo scopo \u00e8 proprio quello di rilanciare per coprire il fatto che Israele sta perdendo.<\/p>\n<p>Una mossa azzardatissima, che rischia di scatenare un conflitto potenzialmente devastante bel oltre l\u2019ambito regionale, e che darebbe fuoco alle polveri in un\u2019area di interesse strategico mondiale, in cui tra l\u2019altro militari russi e americani si trovano a pochi chilometri gli uni dagli altri (in Siria). Senza dimenticare che, se per gli USA \u00e8 inimmaginabile lasciar distruggere Israele, per la Russia (ma anche per la Cina) \u00e8 inaccettabile lasciar distruggere l\u2019Iran; che, non va dimenticato, \u00e8 non solo un importante partner militare \u2013 soprattutto per Mosca \u2013 ed un membro dei BRICS+, ma anche uno snodo fondamentale nelle rotte commerciali euroasiatiche che Russia e Cina stanno sviluppando.<\/p>\n<p>Scatenare un conflitto in quell\u2019area, in cui si intrecciano molteplici interessi strategici, sarebbe una vera e propria follia. Ma Israele ha sempre mostrato di essere totalmente disinteressata al resto del mondo, e di considerare solo e soltanto quello che crede il proprio interesse. Per di pi\u00f9, in questa fase lo stato ebraico si trova in una congiuntura particolare, con un governo fanatico ma fragile, con le forze armate che hanno perso in 48 ore l\u2019aura di invincibilit\u00e0 e che annaspano in palese difficolt\u00e0, e con un paese stordito e spaventato, che si rifugia nel fanatismo religioso e nel razzismo esasperato come antidoto alla paura.<\/p>\n<p>Siamo insomma ad un passaggio in cui le possibilit\u00e0 di evitare un disastro epocale sono quasi esclusivamente in carico a coloro che consideriamo barbari, autocrati e terroristi, poich\u00e9 \u00e8 dalla loro lungimiranza, dalla loro capacit\u00e0 di non cadere nelle gravissime provocazioni, che dipende l\u2019esplosione o meno del conflitto pi\u00f9 prossimo ad una guerra mondiale.<br \/>\nFortunatamente per noi, Khamenei, Nasrallah, Haniyeh, Jibril e gli altri, hanno sinora dimostrato di possedere questa capacit\u00e0. Resta da vedere sin dove si spinger\u00e0 Israele, se questo non dovesse bastare, e quanto loro sapranno e potranno non prestare il fianco al nemico.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2024\/01\/04\/chi-vuole-allargare-la-guerra-in-medio-oriente-e-perche\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2024\/01\/04\/chi-vuole-allargare-la-guerra-in-medio-oriente-e-perche\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Per tutta la prima fase del rinnovato conflitto palestinese, a partire dall\u2019attacco della Resistenza del 7 ottobre, la stampa israeliana ha martellato sul pericolo costituito da Hezbollah; del resto, quando Israele tent\u00f2 di invadere (nuovamente) il Libano, nel 2006, prese una bella batosta proprio dalla milizia sciita, che all\u2019epoca era assai meno potente. 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