{"id":83404,"date":"2024-01-19T10:46:52","date_gmt":"2024-01-19T09:46:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83404"},"modified":"2024-01-17T18:48:34","modified_gmt":"2024-01-17T17:48:34","slug":"lai-taiwan-ha-scelto-lo-status-quo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83404","title":{"rendered":"Lai, Taiwan ha scelto lo status quo"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>FULVIO SCAGLIONE<\/strong> (www.fulvioscaglione.com)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fulvioscaglione.com\/fulvioscaglione\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/lai-1.jpg\" alt=\"lai\" \/><\/p>\n<p>A dispetto della retorica, in parte giustificata, del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2021\/10\/07\/taiwan-schiacciata-tra-cina-e-usa\/\">duello tra \u00abautocrazia\u00bb e \u00abdemocrazia\u00bb<\/a>, \u00e8 difficile capire chi abbia davvero vinto a Taiwan, il primo appuntamento elettorale di peso di un 2024 che, in decine di Paesi, mander\u00e0 alle urne met\u00e0 della popolazione mondiale. Il Partito progressista democratico (Dpp) \u00e8 riuscito a far eleggere alla presidenza\u00a0<strong>Lai Ching-te, noto come William Lai<\/strong>, fino a ieri vice-presidente. E questa \u00e8 la parte positiva per la formazione politica che si batte per l\u2019indipendenza dell\u2019isola, un allontanamento dalla Cina e un maggiore avvicinamento all\u2019Occidente, e che con questa elezione ha ottenuto la terza presidenza consecutiva. Lai, un medico con studi a Harvard che \u00e8 stato anche primo ministro (2017-2019), ha vinto in modo netto sui candidati del Kuomintang (distacco del 6,7%) e del Partito popolare di Taiwan (Tpp, meno 13,5%) e su questo non v\u2019\u00e8 alcun dubbio. In una prospettiva pi\u00f9 ampia, per\u00f2, le cose si fanno pi\u00f9 complicate.\u00a0<strong>Lai ha ottenuto il 40,1% dei voti,<\/strong>\u00a0per il candidato del Dpp la percentuale pi\u00f9 bassa dal 2000: Tsai Ing-wen, che lo ha preceduto ed era stata la prima donna a salire alla presidenza, era stata eletta con ben pi\u00f9 del 50%. Non solo:\u00a0<strong>in Parlamento il Dpp non \u00e8 il primo partito<\/strong>, superato 52 a 51 dal Kuomintang nel Parlamento monocamerale con 113 seggi. Ovvio che le leggi pi\u00f9 impegnative, per esempio quelle sull\u2019incremento della difesa militare dell\u2019isola, siano costrette alle forche caudine di estenuanti trattative e compromessi con gli altri partiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"article-body\">\n<p>I numeri, quindi, e la pratica politica che i numeri impongono, ridimensionano gli slogan sia del fronte vincitore (libert\u00e0, sconfitta del comunismo e cos\u00ec via) sia della Cina, che ha accompagnato la marcia di William Lai con epiteti vari (\u00abpiantagrane indipendentista\u00bb il pi\u00f9 delicato) e con le abituali parole d\u2019ordine sulla riunificazione di Taiwan alla Cina continentale. Nella realt\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/01\/13\/il-nuovo-presidente-di-taiwan-evita-per-ora-lo-scontro-con-la-cina-e-mira-allo-status-quo-manca-la-maggioranza-e-unarma-per-pechino\/7409296\/\">poco dovrebbe cambiare rispetto a quanto abbiamo visto finora.<\/a>\u00a0Certo,\u00a0<strong>Xi Jinping<\/strong>\u00a0non rinuncer\u00e0 alle sue pressioni: gli analisti gi\u00e0 prevedono un\u2019altra tornata di esercitazioni militari in primavera, quando a Taipei sar\u00e0 celebrato l\u2019insediamento di Lai. I funzionari di Pechino, poi, non mancheranno di far balenare qualche calibrata lusinga, soprattutto commerciale, ai leader degli altri partiti taiwanesi, quelli che possono decidere, in Parlamento, dell\u2019approvazione o della modifica di qualunque legge.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"half-story\" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371=\"167137\">Chi si aspettava una resa dei conti a breve termine nel Mar cinese meridionale, dunque, dovr\u00e0 portare pazienza. Anche perch\u00e9 lo stallo, anzi la difesa dello\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Political_status_of_Taiwan\">\u00abstatus quo\u00bb<\/a>\u00a0(la situazione per cui tutti trattano Taiwan come uno Stato autonomo senza riconoscerne l\u2019indipendenza), conviene alle grandi potenze che su quel braccio di mare si fronteggiano. Da un lato la Cina, che considera l\u2019isola parte integrante del proprio territorio. Pechino per\u00f2 non ha la forza politica per affermare le proprie convinzioni, come l\u2019elezione di Lai tra le altre cose conferma. E non ha neppure quella militare per imporle.\u00a0<strong>La guerra tra Russia e Ucraina \u00e8 stata di lezione a Xi Jinping<\/strong>: un colpo di mano contro Taiwan metterebbe Pechino in una situazione simile a quella di Mosca, con un ampio fronte anticinese (Corea del Sud, Giappone, Australia\u2026) che sarebbe pronto a radunarsi sotto le insegne degli Usa, con le sanzioni e quant\u2019altro \u00e8 gi\u00e0 stato deciso nei confronti della Russia.<\/div>\n<div data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371=\"167137\"><\/div>\n<div class=\"half-story\" data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371=\"167137\">Dall\u2019altro gli Usa, che \u00abusano\u00bb Taiwan come baluardo economico (\u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/97087\/taiwan-la-capitale-mondiale-dei-chip\/\">un polo dell\u2019industria dei microchip<\/a>) e politico (\u00e8 al centro di rotte marittime decisive per i commerci mondiali) nei confronti dell\u2019espansione della Cina, sono\u00a0<strong>refrattari a provocare o gestire un conflitto da quelle parti<\/strong>. In parte perch\u00e9 sono gi\u00e0 impegnati su molti fronti e in autunno andranno a elezioni presidenziali che si annunciano drammatiche. E in parte perch\u00e9 uno scontro aperto sconvolgerebbe proprio quel quadro di vantaggio economico e politico che Taiwan oggi garantisce. La vittoria di William Lai, cio\u00e8 dell\u2019esponente di un partito che a Taiwan presiede ma non pu\u00f2 governare, diventa cos\u00ec la soluzione migliore per tutti. La pi\u00f9 gradita anche a chi, a parole, sembrava auspicare proprio quella opposta.<\/div>\n<div data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371=\"167137\"><\/div>\n<div data-gtm-vis-first-on-screen7174058_371=\"167137\">FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.fulvioscaglione.com\/2024\/01\/15\/lai-taiwan-ha-scelto-lo-status-quo\/\">LAI, TAIWAN HA SCELTO LO STATUS QUO &#8211; Fulvio Scaglione<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da FULVIO SCAGLIONE (www.fulvioscaglione.com) A dispetto della retorica, in parte giustificata, del\u00a0duello tra \u00abautocrazia\u00bb e \u00abdemocrazia\u00bb, \u00e8 difficile capire chi abbia davvero vinto a Taiwan, il primo appuntamento elettorale di peso di un 2024 che, in decine di Paesi, mander\u00e0 alle urne met\u00e0 della popolazione mondiale. Il Partito progressista democratico (Dpp) \u00e8 riuscito a far eleggere alla presidenza\u00a0Lai Ching-te, noto come William Lai, fino a ieri vice-presidente. 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