{"id":83460,"date":"2024-01-23T08:00:40","date_gmt":"2024-01-23T07:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83460"},"modified":"2024-01-22T14:53:09","modified_gmt":"2024-01-22T13:53:09","slug":"cop28-breve-riassunto-del-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83460","title":{"rendered":"Cop28, breve riassunto del nulla"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Extinction Rebellion Italia)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-thumb-high size-ifq-thumb-high wp-post-image\" title=\"Vicki Hollub, president CEO Occidental, speaks during a session on eliminating methane emissions at the COP28 U.N. Climate Summit, Tuesday, Dec. 5, 2023, in Dubai, United Arab Emirates. (AP Photo\/Rafiq Maqbool) \n\nAssociated Press \/ LaPresse\nOnly italy and Spain\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/05\/cop28-dubai-1200-1-1-690x362.jpg\" alt=\"Cop28, breve riassunto del nulla\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<div class=\"social-article-wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<section id=\"article-body-7415692\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">La\u00a0<strong>Cop28<\/strong>, tenutasi quest\u2019anno, \u00e8 la 28esima edizione dell\u2019appuntamento annuale che riunisce, dal 1995, i Paesi firmatari della Convenzione quadro dell\u2019Onu sui\u00a0<strong>cambiamenti climatici<\/strong>. La grossa novit\u00e0 della Cop28 \u00e8 che anche la politica riconosce che bisogna abbandonare le\u00a0<strong>fonti<\/strong>\u00a0<strong>fossili<\/strong>, imprimendo un\u2019accelerata al processo in questo decennio critico. Tale riconoscimento sarebbe storico se non fosse meno del minimo indispensabile: nel 2023, infatti, la politica si \u00e8 allineata a quello che la comunit\u00e0 scientifica dice dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 stato approvato il\u00a0<strong>Global<\/strong>\u00a0<strong>StockTake<\/strong>, l\u2019accordo che istituisce la verifica formale ogni 5 anni degli impegni degli Stati firmatari dell\u2019<strong>accordo di Parigi del 2015<\/strong>\u00a0e che invita a una revisione al rialzo degli obiettivi in caso di disallineamento e introduce una serie di obiettivi per il futuro, invitando tutti i Paesi ad abbandonare i combustibili fossili, riducendo a zero le emissioni nette di gas serra entro il 2050 e investendo sul rinnovabile. Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che il linguaggio \u00e8 ingiustificabilmente\u00a0<strong>cauto<\/strong>, e il testo non vincola i Paesi a eliminare i combustibili fossili e contiene \u201cuna lunga serie di scappatoie\u201d. In realt\u00e0 anche che il \u201cnet-zero\u201d costituisce talvolta uno\u00a0<strong>specchietto per allodole<\/strong>\u00a0che permette alle compagnie maggiormente inquinatrici di continuare a fare \u201cbusiness as usual\u201d dietro alla promessa di tecnologie di mitigazione e riassorbimento delle emissioni il cui sviluppo \u00e8 ancora ai primordi.<\/p>\n<p>Da un punto di vista tecnico, 117 Paesi hanno concordato di triplicare la capacit\u00e0 di produzione di\u00a0<strong>energia<\/strong>\u00a0<strong>rinnovabile<\/strong>\u00a0(oltre gli 11000 GW, 5,7 volte il consumo annuo dell\u2019Unione Europea) e raddoppiare il tasso di interventi di efficientamento energetico entro il 2030. Per raggiungere questi obiettivi, sono stati mobilitati investimenti dai vari Paesi in causa, per un totale previsto di 85 miliardi di dollari. Di questi circa 700 milioni di dollari sono destinati al\u00a0<strong>fondo per Perdite e Danni<\/strong>, ma si stima che i Paesi pi\u00f9 vulnerabili potrebbero subire un totale di 580 miliardi di dollari di danni a causa del cambiamento climatico entro il 2030; parliamo di circa 730 volte la capacit\u00e0 prevista dal fondo!!<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-4\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-1738\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"2\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7415700 aligncenter\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19\/Screenshot-2024-01-19-105653.png\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"306\" \/><\/p>\n<p><strong>Panorama geofisico e impegni politici<\/strong><\/p>\n<p>Le emissioni totali di gas serra, in base agli impegni presi entro il 4 aprile 2016, potevano limitare le emissioni annuali a 54,7 \u00f7 62,5 Gt CO2 eq, dove 1 Gt CO2 eq \u00e8 la quantit\u00e0 di un gas serra generico che produce effetti pari a quelli di 1 Gt (miliardo di tonnellate) di CO2. Gli impegni aggiornati al 23 settembre 2023 porterebbero la stima a 53.4 (51.8\u00f755.0) Gt CO2 eq nel 2025 e 52.4 (49.1\u00f755.7) Gt CO2 eq nel 2030.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-7\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-2259\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"3\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7415704 size-full\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19\/Screenshot-2024-01-19-105710.png\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"290\" \/><\/p>\n<h5>Credit: UN Climate Change \u2013 Projected range and progression of emission levels according to nationally determined contributions<\/h5>\n<p>Previsioni comunque ottimistiche perch\u00e9, come da ultimo report dell\u2019Ipcc, secondo la letteratura scientifica fino al 2023, nel complesso c\u2019\u00e8 una discrepanza fra impegni dichiarati (Ndc,\u00a0<em>Nationally Determined Contributions<\/em>) dai Paesi firmatari e le misure effettivamente adottate.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-10\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-2765\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"4\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Le emissioni previste per il 2030 secondo le Ndc aggiornate all\u2019ottobre 2021 rendono probabile entro questo secolo l\u2019aumento della temperatura media della superficie terrestre\u00a0<strong>di almeno 1,5\u00baC<\/strong>\u00a0rispetto al 1850 (epoca preindustriale), e vi \u00e8 un certo grado di confidenza nel dire che per restare entro i 2\u00baC con il 67% di probabilit\u00e0 dovremo imprimere un\u2019accelerazione\u00a0<strong>senza precedenti<\/strong>\u00a0alla messa in atto di misure di riduzione delle emissioni fra il 2030 e il 2050. In termini pi\u00f9 semplici, il World Economic Forum riconosce che, gi\u00e0 impegnativo un decennio fa, l\u2019obiettivo di limitare il riscaldamento globale del 1,5\u00baC \u00e8 ora\u00a0<strong>praticamente<\/strong>\u00a0<strong>irraggiungibile<\/strong>\u00a0e richiederebbe una riduzione annuale delle emissioni del 7%, maggiore della pandemia di Covid-19 fino al 2030. Eppure ci si aspetta ancora che le emissioni per quest\u2019anno\u00a0<strong>aumentino<\/strong>!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7415706 size-full\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19\/Screenshot-2024-01-19-105721.png\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"267\" \/><\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-12\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-3372\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"5\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p>\u00c8\u00a0<strong>necessario<\/strong>\u00a0che i Paesi:<br \/>\n\u2013 formulino delle Ndc complete di numeri e previsioni quantitative, nonch\u00e9 di strategie e piani chiari finalizzati a tale scopo, ma che siano anche\u00a0<strong>in linea<\/strong>\u00a0con gli obiettivi chiaramente indicati dalle relazioni della comunit\u00e0 scientifica;<br \/>\n\u2013 rispettino gli impegni presi con la formulazione delle Ndc;<br \/>\n\u2013 ricalcolino, inevitabilmente<strong>\u00a0al rialzo<\/strong>, gli obiettivi quando questi non vengono raggiunti.<br \/>\nSu tutti questi fronti ci sono ancora amplissimi margini di miglioramento.<\/p>\n<p><strong>Le tendenze dei prossimi anni<\/strong><\/p>\n<p>Familiarizziamo con il concetto di\u00a0<strong>tipping<\/strong>\u00a0<strong>point<\/strong>. Fino a un certo punto, piccoli cambiamenti di alcune condizioni producono piccoli effetti su altri parametri del sistema, e se il sistema Terra \u00e8 stabile, le conseguenze possono essere minime e si pu\u00f2 perfino agevolmente tornare alle condizioni iniziali. Quando per\u00f2 questi cambiamenti sono sufficientemente grandi, oltre una certa soglia, possono portare qualche componente del sistema Terra a comportarsi in modo\u00a0<strong>inedito<\/strong>, potenzialmente innescando un circolo vizioso con conseguenze irreversibili di larga scala, che pu\u00f2 proseguire anche per secoli o millenni. Queste soglie sono i cosiddetti \u201ctipping points\u201d.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-15\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-3893\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"6\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Su questo tema, la valutazione pi\u00f9 esaustiva mai condotta \u00e8 il\u00a0<em>Global Tipping Points Report<\/em>, presentato a Cop28. In esso sono identificati almeno 26 tipping points, di cui 6 nella criosfera (la parte della superficie terrestre occupata da ghiacci), 16 nella biosfera e 4 nella circolazione delle correnti negli oceani e in atmosfera. Il Report avverte che, secondo le attuali tendenze, almeno 5 tipping points saranno innescati a causa degli attuali livelli di\u00a0<strong>riscaldamento globale<\/strong>, e altri tre nel prossimo decennio, con conseguenze anche sulla capacit\u00e0 di approvvigionamento e produzione del cibo.<\/p>\n<p>Nella stessa relazione si sottolinea l\u2019importanza di valutare l\u2019esistenza di tipping point\u00a0<strong>sociali<\/strong>, riconoscendo che una crescente instabilit\u00e0 sociale potrebbe minare la capacit\u00e0 della civilt\u00e0 umana di intervenire per la propria sopravvivenza e che tale effetto potrebbe essere aggravato da un\u00a0<strong>collasso dei sistemi democratici<\/strong>\u00a0e l\u2019emersione di sistemi autoritari.<\/p>\n<p><strong>La pagella fino a questo punto<\/strong><\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-18\" class=\"dfp-mh280\">\n<div id=\"ifq-intext-ad-4330\" class=\"ifq-intext-adv\" data-ad-unit=\"\/22248368690,22265506341\/ilfattoquotidiano.it_intext_dsk\" data-delayed=\"\" data-slot-pos=\"7\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Per quanto dal punto di vista del riconoscimento del problema alla Cop28 si sia fatto un grosso passo in avanti, la politica deve ancora dimostrare di riuscire a guidare la societ\u00e0 civile attraverso un cambiamento\u00a0<strong>epocale<\/strong>\u00a0che, ahinoi, la crisi climatica e ecologica ci porter\u00e0 ad affrontare comunque!<\/p>\n<p>Il 2023 \u00e8 appena stato presentato come l\u2019anno pi\u00f9 caldo di sempre: \u00e8 un\u00a0<strong>fallimento<\/strong>\u00a0implicito della politica che continua a tutelare interessi economico-lobbistici anzich\u00e9 della popolazione. Occorre una drastica riduzione del consumo energetico accompagnata da efficientamento energetico, parallelamente all\u2019abbandono delle fonti fossili: sfide che non possono essere ricondotte alle piccole o grandi scelte individuali, ma che possono essere affrontate solo con un cambiamento sistemico globale. La pagella dell\u2019anno scolastico 2023 \u00e8 ancora largamente e pericolosamente insufficiente.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/01\/21\/cop28-breve-riassunto-del-nulla\/7415692\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/01\/21\/cop28-breve-riassunto-del-nulla\/7415692\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Extinction Rebellion Italia) &nbsp; &nbsp; La\u00a0Cop28, tenutasi quest\u2019anno, \u00e8 la 28esima edizione dell\u2019appuntamento annuale che riunisce, dal 1995, i Paesi firmatari della Convenzione quadro dell\u2019Onu sui\u00a0cambiamenti climatici. La grossa novit\u00e0 della Cop28 \u00e8 che anche la politica riconosce che bisogna abbandonare le\u00a0fonti\u00a0fossili, imprimendo un\u2019accelerata al processo in questo decennio critico. 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