{"id":83488,"date":"2024-01-25T11:11:41","date_gmt":"2024-01-25T10:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83488"},"modified":"2024-01-23T13:14:10","modified_gmt":"2024-01-23T12:14:10","slug":"nagorno-karabakh-ce-ancora-molto-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83488","title":{"rendered":"Nagorno Karabakh, c\u2019\u00e8 ancora molto da fare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Marilisa Lorusso)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"La Commissaria per i diritti Umani del Coe Dunja Mijatovi\u0107 - Foto Coe\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/nagorno-karabakh-c-e-ancora-molto-da-fare-229491\/2203219-1-ita-IT\/Nagorno-Karabakh-c-e-ancora-molto-da-fare.jpg\" alt=\"La Commissaria per i diritti Umani del Coe Dunja Mijatovi\u0107 - Foto Coe\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>La Commissaria per i diritti Umani del Coe Dunja Mijatovi\u0107 &#8211; Foto\u00a0<a title=\"Link a Coe\" href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/commissioner\/-\/armenia-and-azerbaijan-effective-human-rights-protection-of-all-persons-affected-by-the-conflict-over-the-karabakh-region-is-key-to-the-success-of-the-peace-process\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Coe\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>La fine del Nagorno Karabakh armeno, dopo gli sconvolgimenti che hanno interessato la regione nel 2023, non ha messo fine alle questioni aperte, sia per la regione contesa che nei rapporti travagliati tra Armenia e Azerbaijan. Una panoramica su situazione attuale e sfide future<\/p>\n<div><\/div>\n<p>Per il Nagorno Karabakh si entra nel nuovo anno con il fardello di un 2023 sconvolgente. Da un lato c\u2019\u00e8 il territorio di quella che \u00e8 stata la repubblica secessionista armena dell\u2019Artsakh, che si va ripopolando di cittadini azeri con il cosiddetto \u201cgrande ritorno\u201d. Nel frattempo, si continuano a\u00a0<a title=\"Link a trovare armi\" href=\"https:\/\/mod.gov.az\/en\/news\/another-ammunition-storage-found-in-karabakh-region-video-50669.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trovare armi\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>.<\/p>\n<p>La riappropriazione del territorio da parte del governo di Baku passa per la messa in sicurezza, per il\u00a0<a title=\"Link a ripopolamento \" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Cosa-resta-del-Nagorno-Karabakh-228779\">ripopolamento\u00a0<\/a>e, purtroppo, anche attraverso la rimozione della memoria dei precedenti residenti. Sono circolate\u00a0<a title=\"Link a immagini \" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JButw96OfLk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">immagini\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>della distruzione e della profanazione delle tombe del memoriale dei soldati armeni caduti durante le guerre del Karabakh.<\/p>\n<p>A febbraio in quella che ora \u00e8 chiamata la zona economica del Karabakh si voter\u00e0. In Azerbaijan si tengono infatti, a sorpresa, le elezioni presidenziali anticipate il prossimo 7 febbraio. Sette i candidati, esito scontato a favore dell&#8217;attuale capo di stato Ilham Aliyev. Saranno ridottissime le missioni di monitoraggio, l\u2019Unione Europea non parteciper\u00e0 ad elezioni assolutamente non competitive che appaiono pi\u00f9 un rituale che un atto di esercizio di diritti politici e democrazia.<\/p>\n<p>In\u00a0<a title=\"Link a Karabakh ci saranno ventisei seggi \" href=\"https:\/\/en.apa.az\/election-2024\/there-are-about-22000-voters-in-the-liberated-areas-3700-of-them-are-permanent-residents-423275\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Karabakh ci saranno ventisei seggi\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>e 22.000 votanti, composti da 3.700 residenti e 18.000 lavoratori dislocati nell\u2019area, impiegati nel settore edilizio e delle infrastrutture e coinvolti nel \u201cgrande ritorno\u201d .<\/p>\n<h3>I karabakhi armeni<\/h3>\n<p>Dall\u2019altro lato del confine restano gli ex abitanti del Karabakh, i 101.000 armeni circa che si trovano ora in Armenia. Lo stato di protezione temporanea \u00e8 stato loro garantito da Yerevan come rifugiati, ed \u00e8 rinnovabile su base annua. Sono state semplificate le procedure per ottenere la cittadinanza e il governo armeno ha recentemente attivato un training per facilitare l\u2019ingresso nel mondo del lavoro degli sfollati.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Armenia sono ancora 55 gli armeni detenuti come prigionieri di guerra, ma per Baku sarebbero invece 23. Sempre stando ai\u00a0<a title=\"Link a dati armeni\" href=\"https:\/\/armenpress.am\/eng\/news\/1127400.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati armeni\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, 223 persone, di cui 25 civili, sono state uccise a seguito nell\u2019offensiva del 19-20 settembre 2023. Altre 244 persone sono rimaste ferite, tra cui 76 civili.<\/p>\n<p>Risultano ancora disperse 20 persone, tra cui 5 civili. Sarebbero stati documentati oltre 20 casi di profanazione di corpi. La grande fuga dal Karabakh ha avuto un suo ulteriore drammatico conteggio: oltre 70 morti nei pochi e drammatici giorni che hanno portato allo svuotamento della regione, oltre alle circa 270 vittime dell\u2019esplosione di un deposito di carburante.<\/p>\n<p>Il governo e le strutture statuali della repubblica di Artsakh, che avrebbero dovuto disciogliersi al primo gennaio 2024, sono rimaste in essere. Il presidente de facto\u00a0<a title=\"Link a Samvel Shahramanyan ha annullato il decreto sullo scioglimento\" href=\"https:\/\/hraparak.am\/post\/89a6e46023c084e29b988ef414f5e275\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Samvel Shahramanyan ha annullato il decreto sullo scioglimento\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>e rimane non chiaro come e cosa verr\u00e0 fatto dagli organi di questo stato de facto scomparso, il cui parlamento si sarebbe riunito in sessione segreta a fine anno.<\/p>\n<h3>Le osservazioni sui Diritti Umani<\/h3>\n<p>Il Consiglio d\u2019Europa (Coe), organizzazione di cui sia l\u2019Azerbaijan che l\u2019Armenia fanno parte, ha pubblicato le \u201c<a title=\"Link a Osservazioni sulla situazione dei diritti umani della popolazione colpita dal conflitto fra Armenia e Azerbaijan per il Nagorno Karabakh\" href=\"https:\/\/rm.coe.int\/observations-on-the-human-rights-situation-of-people-affected-by-the-c\/1680ae228c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Osservazioni sulla situazione dei diritti umani della popolazione colpita dal conflitto fra Armenia e Azerbaijan per il Nagorno Karabakh\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u201d, frutto del viaggio della Commissaria per i Diritti Umani Dunja Mijatovi\u0107, effettuato dal 16 al 23 ottobre 2023. La visita ha toccato Armenia, Karabakh e Azerbaijan e aveva lo scopo di identificare una roadmap per indicare le priorit\u00e0 nel percorso di riconciliazione.<\/p>\n<p>Il rapporto offre uno spaccato della situazione nella regione nell\u2019autunno 2023, con il Karabakh gi\u00e0 svuotato dalla popolazione armena. Si articola in una ricostruzione delle cause della fuga, riassunte come la combinazione \u201cdi paura radicata per la propria vita e il proprio futuro durante le escalation armate e il controllo dell&#8217;Azerbaijan derivante da precedenti atrocit\u00e0 irrisolte e atti intimidatori in corso, il senso di abbandono da parte di tutti gli attori interessati, comprese le autorit\u00e0 de facto e le forze di pace russe, l&#8217;alto livello di vulnerabilit\u00e0 sperimentato durante il blocco e l\u2019improvvisa riapertura del corridoio di Lachin alla fine di settembre 2023\u201d, che hanno portato i locali ad un esodo in massa ed improvviso.<\/p>\n<p>Si ripercorrono poi le condizioni nel paese di arrivo, l\u2019Armenia, le questioni del diritto al ritorno e gli obblighi dell\u2019Azerbaijan in merito, della bonifica del territorio da mine ed esplosivi, dei prigionieri di guerra e di quanti mancano all\u2019appello, delle violazioni del diritto umanitario.<\/p>\n<p>Si esorta a far accedere al territorio organizzazioni di tutela dei diritti umani e l\u2019impegno ad una autentica riconciliazione, mettendo da parte la retorica dell\u2019odio, che \u00e8 stata molto attiva per trent\u2019anni e che non \u00e8 andata stemperandosi dopo il conflitto, continuando ad essere uno dei principali nemici del processo di pace.<\/p>\n<h3>Pace o terre irridente<\/h3>\n<p>Al rapporto ha\u00a0<a title=\"Link a risposto il ministero degli Esteri dell\u2019Azerbaijan\" href=\"https:\/\/mfa.gov.az\/en\/news\/no00724\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risposto il ministero degli Esteri dell\u2019Azerbaijan\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>. Il ministero prende nota che la Commissaria riconosce che questa \u00e8 stata la prima visita del Coe, che mai aveva avuto accesso al Karabakh nel periodo di secessionismo armeno. Il ministero, sottolineando quindi che l\u2019Azerbaijan si sta dimostrando collaborativo, ritiene che il report della Commissaria confermi che non vi sia stata pulizia etnica, che infatti non viene menzionata come tale, anche se in pi\u00f9 punti del rapporto si ricorda il clima di intimidazione e le oggettive minacce per la sicurezza poste sia dal lungo blocco che c\u2019era stato sia dall\u2019attivit\u00e0 militare.<\/p>\n<p>L\u2019Azerbaijan continua a respingere l\u2019accusa di aver attivato un blocco di nove mesi nel periodo precedente all\u2019attacco, appellandosi ai diritti di sovranit\u00e0 ed amministrazione del proprio territorio, che ritiene di aver legittimamente esercitato su Lachin.<\/p>\n<p>Baku si compiace che trovino eco nel report le proprie valutazioni sull\u2019impatto di lungo termine del conflitto per distruzione di infrastrutture e per la questione delle mine, annoso problema che travaglier\u00e0 probabilmente la regione per altre tre decadi, e altres\u00ec che venga riconosciuto che ha attivato dei meccanismi istituzionali e concreti per il reintegro degli armeni che \u2013 su base volontaria \u2013 hanno deciso di tornare o che sono rimasti in Karabakh.<\/p>\n<p>Il governo azero esprime invece rammarico per il fatto che la posizione degli sfollati azeri non ha trovato sufficiente posto nel report, in particolare \u201cche gli incontri della Commissaria con i sopravvissuti al genocidio di Khojaly perpetrato dall&#8217;Armenia, cos\u00ec come con i membri della comunit\u00e0 azera occidentale espulsi dalle loro case nell&#8217;Armenia moderna, non siano stati ripresi nel rapporto. Ci\u00f2 avrebbe garantito una riflessione accurata sulla visita della Commissaria, nonch\u00e9 un approccio pi\u00f9 completo alle questioni relative ai diritti umani che il rapporto intendeva trattare, compreso il diritto al ritorno. Ci\u00f2 \u00e8 di particolare importanza, poich\u00e9 la stessa Commissaria ribadisce nelle sue osservazioni che tutte le persone sfollate a causa del conflitto di lunga durata hanno il diritto di tornare alle proprie case o ai luoghi di residenza abituale, indipendentemente dal fatto che siano state sfollate all\u2019interno o oltre frontiera.\u201d<\/p>\n<p>Il cosiddetto &#8220;Azerbaijan occidentale&#8221; e la sua comunit\u00e0 restano intanto uno dei cavalli di battaglia di Baku nella attuale negoziazione con Yerevan. Gli azeri sfollati dall\u2019Armenia, da territori che secondo il presidente Aliyev sono storicamente azeri, inclusa la stessa capitale Yerevan, dovrebbero poter ritornare, avere diritti culturali e linguistici salvaguardati non meno degli armeni che volessero rientrare in Karabakh.<\/p>\n<p>Certo, definire l\u2019Armenia come Azerbaijan occidentale non \u00e8 affatto nello spirito di quella riconciliazione tanto auspicata dal Consiglio d\u2019Europa e suona pi\u00f9 di ambizioni revansciste territoriali che di pace.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Nagorno-Karabakh-c-e-ancora-molto-da-fare-229491\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Nagorno-Karabakh\/Nagorno-Karabakh-c-e-ancora-molto-da-fare-229491<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Marilisa Lorusso) La Commissaria per i diritti Umani del Coe Dunja Mijatovi\u0107 &#8211; Foto\u00a0Coe\u00a0 La fine del Nagorno Karabakh armeno, dopo gli sconvolgimenti che hanno interessato la regione nel 2023, non ha messo fine alle questioni aperte, sia per la regione contesa che nei rapporti travagliati tra Armenia e Azerbaijan. 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