{"id":83495,"date":"2024-01-24T09:00:34","date_gmt":"2024-01-24T08:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83495"},"modified":"2024-01-23T21:07:44","modified_gmt":"2024-01-23T20:07:44","slug":"la-nato-e-partner-della-serbia-mentre-usa-e-turchia-armano-il-kosovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83495","title":{"rendered":"La NATO \u00e8 \u201cpartner\u201d della Serbia mentre USA e Turchia armano il Kosovo"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/javelin_hero_lg.jpg\" \/><\/p>\n<p>Dopo la consegna a Pristina dei droni turchi Bayraktar TB2 armati alla presenza del premier Albin Kurti (a sinistra nella foto sotto), le forze di sicurezza del Kosovo riceveranno presto 24 lanciatori e 246 missili anticarro Javelin statunitensi. Lo ha reso noto l\u201911 gennaio la Defense Securtty Cooperation Agency annunciando il via libera del Dipartimento di Stato (la cessione delle armi dovr\u00e0 avere anche l\u2019approvazione del Congresso) dalla vendita del valore di 75 milioni di dollari incluso addestramento, supporto e manutenzione.<\/p>\n<p>Questo accordo \u201cmigliorer\u00e0 la capacit\u00e0\u2019 a lungo termine del Kosovo di difendere la propria sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale. Il Kosovo non avr\u00e0 difficolt\u00e0 ad assorbire questo equipaggiamento nelle sue forze armate\u201d, ha aggiunto la nota della DSCA.<\/p>\n<p>Il ministro della difesa del Kosovo, Ejup Maqedonci, ha confermato l\u2019avvio delle procedure per l\u2019acquisto dagli Stati Uniti dei missili anticarro Javelin, affermando che la decisione su tale fornitura \u00e8 parte del piano di transizione della Forza di Sicurezza del Kosovo (KSF) verso un esercito regolare. Finora le unit\u00e0 militari kosovare non hanno potuto dotarsi di armamenti pesanti poich\u00e9 l\u2019integrit\u00e0 del suo territorio \u00e8 garantita dalla presenza di circa 4.500 militari dell\u2019operazione NATO K-FOR, forza alleata presente da 25 anni e dall\u2019ottobre scorso a guida turca.<\/p>\n<p>Il ministro kosovaro ha aggiunto che Pristina intende dotarsi anche di sistemi di difesa antiaerea aggiungendo che ha contratti per la fornitura di armamenti con Stati Uniti, Turchia e Germania e collabora nel campo della difesa con altri Paesi NATO quali Italia, Gran Bretagna e Croazia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-171886\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5017543257076378409_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1118\" height=\"745\" \/><\/p>\n<p>Il presidente serbo Aleksandar Vucic (nella foto sotto), in un colloquio con l\u2019ambasciatore americano a Belgrado Christopher Hill, ha espresso \u201cgrande delusione\u201d per la decisione di Washington di accogliere la richiesta del Kosovo sui missili anticarro. Da tempo Pristina ha annunciato la ferma decisione di trasformare la Forza di sicurezza del Kosovo a statuto civile, in una forza armata a statuto militare.<\/p>\n<p>Modifica che violerebbe la Risoluzione 1244 adottata dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU nel 1999 al termine della guerra (che vide il ritiro delle truppe di Belgrado dal Kosovo) che prevede che l\u2019unica forza militare autorizzata a stazionare sul territorio del Kosovo sia la K-FOR, ovviamente avversata dalla Serbia che non riconosce l\u2019indipendenza del Kosovo proclamata nel 2008. La provincia era infatti parte integrante del territorio nazionale serbo fino all\u2019intervento bellico della NATO del 1999.<\/p>\n<p>Il governo kosovaro non sembra preoccuparsene: gi\u00e0 l\u2019estate scorsa Kurti aveva annunciato che in due anni era stato aumentato il numero degli uomini della KSF di oltre l\u201980% e pi\u00f9 che raddoppiato\u00a0 il bilancio della Difesa e\u00a0il ministro Maqedonci\u00a0 ha confermato il 18 gennaio il rafforzamento militare annunciando l\u2019acquisizione di altri armamenti non meglio specificati.<\/p>\n<p>\u201cLa Serbia continua ad avere un approccio egemonico e aggressivo nei confronti del Kosovo. Tutto questo dispiegamento di forze serbe nel sud della Serbia e lungo il confine con il Kosovo \u00e8 solo un\u2019estensione militare della politica serba mirata alla tensione nei Balcani\u201d, ha detto il ministro. \u201cNon stiamo facendo nulla al di fuori del piano che abbiamo concordato per lo sviluppo delle Forze del Kosovo. Non tutte le operazioni sono note al pubblico perch\u00e9 ogni esercito ha le sue procedure di riservatezza\u201d.<\/p>\n<p>Pristina sta \u201cdiscutendo anche con altri Paesi oltre agli Stati Uniti per l\u2019acquisto di armi. Negli Stati Uniti abbiamo fatto altri acquisti ancor prima che quello dei Javelin fosse reso pubblico\u201d, ha concluso il ministro della Difesa del governo kosovaro guidato dal premier Albin Kurti dicendosi \u201cottimista\u201d per quanto riguarda l\u2019approvazione del Congresso statunitense all\u2019acquisto dei missili Javelin.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-171887 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/gol3130-1200x0-1.jpg\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/gol3130-1200x0-1.jpg 1200w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/gol3130-1200x0-1-1024x651.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"763\" \/><\/p>\n<p>Secondo il Military Balance la Kosovo Security Force conta su 2,500 effettivi e 800 riservisti equipaggiati con armi leggere ed \u00e8 dotata di veicoli blindati M1117 statunitensi e alcuni Cobra turchi. I droni armati TB2 \u00a0e i missili Javelin costituiranno quindi un\u00a0 considerevole incremento delle capacit\u00e0 della forza paramilitare kosovara bench\u00e9 il comunicato della DSCA precisi che \u201cla proposta vendita di tali attrezzature e supporto non alterer\u00e0 l\u2019equilibrio militare di base nella regione\u201d.<\/p>\n<p>Valutazione discutibile poich\u00e9 doter\u00e0 le forze kosovare di capacit\u00e0 mai avute prima e certo pi\u00f9 in linea con una forza armata che un corpo di sicurezza interna.<\/p>\n<p>Dopo i recenti incidenti nel nord del Kosovo che hanno fatto seguito alla nomina di sindaci albanesi in 4 comuni a maggioranza serba in seguito al boicottaggio delle elezioni locali da parte dell\u2019elettorato serbo (i serbi sono circa 120mila su 1,8 milioni di abitanti), l\u2019iniziativa kosovara di rafforzare e \u201cmilitarizzare\u201d la Kosovo Security Force potrebbe accendere ulteriori scintille con Belgrado che nei mesi scorsi aveva concentrato forze militari al confine.<\/p>\n<p>Nelle ultime ore sia Vucic sia la premier serba Ana Brnabic hanno protestato per l\u2019annuncio di Pristina che da febbraio vieter\u00e0 i pagamenti in contanti in dinari serbi utilizzata dalla popolazione serba in Kosovo, a favore dell\u2019euro impiegato in Kosovo come valuta ufficiale.<\/p>\n<p>La Banca centrale del Kosovo ha\u00a0 disposto che dal primo febbraio l\u2019euro sar\u00e0 l\u2019unica valuta consentita per operazioni di pagamento in contanti nel Paese. Le altre valute potranno essere utilizzate esclusivamente per depositi o conti bancari. In Kosovo, al pari del Montenegro, l\u2019euro \u00e8 stato adottato per convenzione come moneta nazionale ma la misura restrittiva \u00e8 evidentemente mirata a colpire la minoranza serba che utilizza il dinaro per tutti i pagamenti incluse le pensioni e le retribuzioni dei lavoratori delle istituzioni serbe in Kosovo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-172031\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FC371E62-98E4-4FB8-A7DD-563C08710238_w1080_h608-1024x576.jpg\" sizes=\"(max-width: 1120px) 100vw, 1120px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FC371E62-98E4-4FB8-A7DD-563C08710238_w1080_h608-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FC371E62-98E4-4FB8-A7DD-563C08710238_w1080_h608.jpg 1080w\" alt=\"\" width=\"1120\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p>Per Milovan Drecun, capo della commissione per il Kosovo in seno al parlamento serbo, il divieto per i pagamenti in dinari costituisce il pi\u00e0 grave attacco alla sopravvivenza stessa della popolazione serba in Kosovo. Senza il sostegno finanziario che arriva da Belgrado, ha detto Drecun, sar\u00e0 difficile garantire la permanenza dei serbi del Kosovo nei loro luoghi di residenza. \u201cPristina intende con ci\u00f2 rendere impossibile ai serbi di restare in Kosovo\u201d, ha osservato Drecun parlando di pulizia etnica strisciante.<\/p>\n<p>\u201cUn gran numero di persone, la gran parte dei serbi del Kosovo vivono con i proventi elargiti dal governo serbo, e con tale misura molto pericolosa di Pristina si mette in pericolo la loro sopravvivenza\u201d, ha affermato Zoran Andjelkovic, alto funzionario rappresentante della comunit\u00e0 serba in Kosovo.<\/p>\n<p>Questa nuova crisi si inserisce peraltro in un contesto di tensione in tutta l\u2019area che vede da un lato la regione serba della Bosnia -Erzegovina (nota come Republika Srpska) puntare decisamente per il ricongiungimento con Belgrado, mentre USA e UE hanno aumentato la pressione economica e diplomatica sulla Serbia (candidata all\u2019ingresso nell\u2019Unione Europea ma con una robusta partnership con la Russia) in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina che vede Belgrado non fornire armi a Kiev e rifiutarsi di imporre sanzioni a Mosca.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ha visto quindi l\u2019Occidente cercare di forzare l\u2019equilibrio mantenuto dal presidente Vucic tra UE\/NATO da una parte e la Russia dall\u2019altra, a cui la Serbia \u00e8 unit\u00e0 da forti relazioni storiche, culturali, politiche e militari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-171885 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Aleksandar-Vulin--360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Prima gli statunitensi hanno s<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/11\/le-pressioni-occidentali-dietro-le-dimissioni-del-capo-dellintelligence-serba\/?swcfpc=1\">anzionato il capo dei servizi segreti serbi Alek<\/a><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/11\/le-pressioni-occidentali-dietro-le-dimissioni-del-capo-dellintelligence-serba\/?swcfpc=1\">sander Vulin\u00a0<\/a>(nella foto a lato) fino a imporne le dimissioni ma pi\u00f9 recentemente gli anglo-americani e alcune nazioni europee hanno sostenuto apertamente le contestazioni di piazza che a Belgrado hanno fatto seguito alle ultime elezioni che hanno confermato la maggioranza parlamentare alla guida della nazione balcanica.<\/p>\n<p>Risultati elettorali contestati da alcune forze di opposizione che lamentavano brogli con manifestazioni e disordini di cui i servizi d\u2019intelligence russi avrebbero intercettato i preparativi e i supporti internazionali, informandone Belgrado. Elemento quest\u2019ultimo che rischia inevitabilmente di aumentare la diffidenza di Belgrado\u00a0 nei confronti di diverse nazioni occidentali.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 la destabilizzazione dei Balcani non rientri (o meglio, non dovrebbe rientrare) negli interessi delle nazioni europee e in particolare dell\u2019Italia (che ha comandato a lungo K-FOR di cui oggi ha vice comando\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Primo_Piano\/Pagine\/Missione-in-Kosovo-non-si-fermano-le-attivita-di-pattugliamento.aspx\">e schiera in Kosovo oltre 600 militari<\/a>), negli ultimi due anni sono progressivamente aumentate le tensioni tra Serbia e Kosovo e non sono mancate le perplessit\u00e0 di Belgrado dopo la nomina (per la prima volta) di un comandante turco di KFOR, considerando la posizione dichiaratamente filo-kosovara e filo-albanese di Ankara.<\/p>\n<p>In questo contesto, che rischia di surriscaldare la regione balcanica geograficamente contigua all\u2019Ucraina e al Medio Oriente gi\u00e0 in fiamme, non sorprende che il documento della DSCA precisi che la proposta di vendita dei missili Javelin \u201csosterr\u00e0 gli obiettivi di politica estera e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti migliorando la sicurezza di un partner europeo che \u00e8 una forza importante per la stabilit\u00e0 politica ed economica in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Inevitabilmente, come spesso \u00e8 accaduto anche in passato, l\u2019iniziativa unilaterale statunitense in un\u2019area dove sono presenti anche interessi e contingenti militari europei mette in qualche imbarazzo la NATO, o almeno alcuni alleati.<\/p>\n<p>Come ha riportato l\u2019ANSA, il 15 gennaio a Belgrado, il generale italiano Giampiero Romano, capo dell\u2019Ufficio militare di collegamento della NATO in Serbia\u00a0 ha precisato che la NATO non ha alcun ruolo nella vendita di armi al Kosovo. Intervenendo a un dibattito pubblico sulla neutralit\u00e0 militare della Serbia e sui suoi rapporti con l\u2019Alleanza Atlantica, Romano si \u00e8 riferito in particolare al recente annuncio sull\u2019acquisto da parte di Pristina di missili anticarro Javelin dagli Stati Uniti, riporta l\u2019ANSA.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-171888 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GDp0svfWcAIj1Um.jpg\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GDp0svfWcAIj1Um.jpg 1600w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GDp0svfWcAIj1Um-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GDp0svfWcAIj1Um-1536x1152.jpg 1536w\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019operazione, ha osservato, che non riguarda in nessun modo l\u2019Alleanza. \u201cNon la fa la NATO ma uno Stato che ha diritto a farlo\u201d. Il generale \u2013 confermando la contrariet\u00e0 della NATO alla trasformazione della Forza di Sicurezza del Kosovo (nelle foto sopra e sotto) in un esercito regolare \u2013 si \u00e8 pronunciato al tempo stesso in termini positivi sul partenariato tra Serbia e NATO che, ha detto, progredisce di anno in anno, con le relazioni tra Belgrado e Alleanza Atlantica che sono pi\u00f9 strette di quanto possa sembrare.<\/p>\n<p>\u201cLa\u00a0Serbia\u00a0\u00e8 un nostro partner importante poich\u00e9 essa non solo sostiene i nostri obiettivi ma \u00e8 anche un Paese nostro amico che lavora con noi per promuovere la sicurezza e la stabilit\u00e0 in varie aree balcaniche e atlantiche. La\u00a0Serbia\u00a0collabora con l\u2019Alleanza Atlantica a svariati livelli \u2013 politico, militare, scientifico\u201d, ha detto il generale Romano, confermando il pieno rispetto della politica di neutralit\u00e0 militare della\u00a0Serbia.<\/p>\n<p>La collaborazione fra le parti si tiene nell\u2019ambito della Partnership per la pace, il programma offerto dalla NATO ai Paesi dell\u2019ex blocco socialista e sovietico, al quale la\u00a0Serbia\u00a0ha aderito 17 anni or sono.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-171889 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/F_8xw1VXQAAWrwe.jpg\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/F_8xw1VXQAAWrwe.jpg 1600w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/F_8xw1VXQAAWrwe-1024x736.jpg 1024w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/F_8xw1VXQAAWrwe-1536x1104.jpg 1536w\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1150\" \/><\/p>\n<p>Dichiarazioni che fanno trasparire qualche disallineamento tra la posizione ufficiale della NATO e quella di qualche stato membro,\u00a0 soprattutto se si tratta dei \u201cmaggiori azionisti\u201d dell\u2019alleanza. Difficile infatti credere che il progetto di militarizzazione della KSF, a cui ha riferito pubblicamente il ministro della Difesa di Pristina, possa concretizzarsi e svilupparsi in violazione alla risoluzione dell\u2019ONU nonostante il parere negativo della NATO, senza avere avuto il via libera preventivo da Stati Uniti, Turchia e altri partner dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p>Il ministro Maqedonci ha citato il \u201cpiano che abbiamo concordato per lo sviluppo delle Forze del Kosovo\u201d ma non ha detto con chi lo abbia concordato.<\/p>\n<p>Tecnicamente la NATO non \u00e8 neppure coinvolta nella fornitura di armi all\u2019Ucraina, affare gestito dai singoli stati membri ma, anche ascoltando le continue dichiarazioni del segretario generale Lens Stoltenberg circa la necessit\u00e0 che ogni partner dell\u2019Alleanza aumenti gli sforzi per sostenere militarmente Kiev, non si pu\u00f2 certo nascondere o sminuire la postura che la NATO ha assunto in quel conflitto.<\/p>\n<p>La differenza tra la NATO e uno stato membro che ha diritto di vendere armi a chi vuole verrebbe rispettata da tutti senza polemiche anche qualora un alleato\u00a0 vendesse oggi missili o altri sistemi d\u2019arma alla Serbia?\u00a0 Domanda non casuale considerato che un anno or sono Roma ha sottoscritto con Belgrado un Technical Arrangement riguardante la cooperazione nel campo degli armamenti e dell\u2019industria della Difesa.<\/p>\n<p>In0ltre, il pieno rispetto della politica di neutralit\u00e0 militare della Serbia, cui ha fatto riferimento il generale Romano, non si sposa con le costanti pressioni esercitate da UE e NATO su Belgrado affinch\u00e9 aderisca alle sanzioni a Mosca e agli aiuti militari a Kiev.<\/p>\n<p>Del resto non \u00e8 certo la prima volta che gli Stati Uniti operano in un\u2019area di crisi sia all\u2019interno di alleanze e coalizioni sia al tempo stesso in modo autonomo e unilaterale con iniziative politiche e militari. I risultati, dall\u2019Iraq all\u2019Afghanistan alla Siria, non sono stati entusiasmanti e hanno contribuito pi\u00f9 a destabilizzare che a stabilizzare tali aree. Non vi sono dubbi che premere sull\u2019acceleratore della destabilizzazione del Balcani significa infliggere un ulteriore colpo alla sempre pi\u00f9 fragile Europa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Foto:\u00a0 Raytheon, Presidenza Serba, Governo del Kosovo, RFE\/RFL e Tanjug<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/01\/la-nato-e-partner-della-serbia-ma-usa-e-turchia-armano-il-kosovo\/\">La NATO \u00e8 \u201cpartner\u201d della Serbia mentre USA e Turchia armano il Kosovo \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Dopo la consegna a Pristina dei droni turchi Bayraktar TB2 armati alla presenza del premier Albin Kurti (a sinistra nella foto sotto), le forze di sicurezza del Kosovo riceveranno presto 24 lanciatori e 246 missili anticarro Javelin statunitensi. Lo ha reso noto l\u201911 gennaio la Defense Securtty Cooperation Agency annunciando il via libera del Dipartimento di Stato (la cessione delle armi dovr\u00e0 avere anche l\u2019approvazione del Congresso) dalla vendita del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lIH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83495"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83495"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83502,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83495\/revisions\/83502"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}