{"id":83544,"date":"2024-01-26T15:16:48","date_gmt":"2024-01-26T14:16:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83544"},"modified":"2024-01-26T15:16:48","modified_gmt":"2024-01-26T14:16:48","slug":"operazione-aspis-lo-scudo-europeo-nel-mar-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83544","title":{"rendered":"Operazione Aspis: lo \u201cscudo\u201d europeo nel Mar Rosso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-83545\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/572360_image_2-300x151.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/572360_image_2-300x151.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/572360_image_2-768x385.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/572360_image_2.jpg 817w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Unione Europea si appresta a varare l\u2019Operazione Aspis (\u201cscudo\u201d in greco) che vedr\u00e0 alcune unit\u00e0 navali pattugliare l\u2019imboccatura meridionale del Mar Rosso tra il Golfo di Aden e lo Stretto di Bab el Mandeb per proteggere i mercantili in transito dalla minaccia di missili e droni lanciato dalle milizie Houthi che dalla fine di novembre dello scorso anno minacciano il traffico marittimo commerciale diretto in Israele o facente riferimento ad armatori e interessi israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una minaccia estesa dal 12 gennaio alle navi militari e commerciali britanniche e statunitensi, considerati obiettivi legittimi dalle milizie Houthi in seguito alle quattro ondate di attacchi condotti dalle armi di aerei e navi anglo-americani contro postazioni Houthi sul territorio dello Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAbbiamo concordato in principio di istituire un\u2019operazione di sicurezza marittima dell\u2019Ue. Abbiamo discusso delle varie opzioni di questa missione che io ho proposto agli Stati membri. Adesso dobbiamo andare verso l\u2019unanimit\u00e0 per vedere quando potremo mettere in piedi questa missione\u201d ha dichiarato il 22 gennaio l\u2019Alto rappresentante dell\u2019Ue per la Politica estera, Josep Borrell.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia ha ricevuto \u201cmolti appoggi da parte dei Paesi Ue, anche Borrell si \u00e8 detto assolutamente favorevole e si \u00e8 impegnato a far s\u00ec che la proposta dell\u2019Italia possa essere quanto prima approvata\u201d ha detto lo stesso giorno il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Affari Esteri a Bruxelles, sulla proposta di una missione navale Ue che l\u2019Italia ha presentato insieme a Francia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cOra ci sono i comitati tecnici che dovranno studiare tutti gli aspetti tecnici e le regole d\u2019ingaggio\u201d ha detto Tajani aggiungendo che Borrell \u201cha assicurato che si cercher\u00e0 di fare pi\u00f9 in fretta possibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro e vicepremier italiano ha sottolineato che la missione europea nel Mar Rosso non prevede attacchi in territorio yemenita. Aspis \u201cnon prevede attacchi in territorio yemenita per\u00f2 ci sar\u00e0 una protezione militare molto forte, determinata, e mi auguro con tutti gli strumenti necessari per abbattere missili e droni, quindi per colpire gli attacchi\u201d degli Houthi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNaturalmente, anche per colpire via mare tutti coloro che attaccano\u201d, ha aggiunto. \u201cQuindi una difesa rinforzata dei mercantili, per il momento senza partecipazione\u201d ad attacchi in territorio yemenita, \u201cperch\u00e9 in quel caso servirebbe un\u2019ulteriore voto del Parlamento\u201d, ha poi specificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cCredo che la nuova missione possa essere un passo in avanti verso una vera difesa europea. Non si pu\u00f2 essere presenti nel mondo e nel Medio Oriente e fare politica estera se non si ha una vera politica di difesa europea e uno strumento di politica di difesa\u201d. Il 23 gennaio ancora Tajani si \u00e8 augurato che \u201centro la prima met\u00e0 di febbraio possa partire l\u2019operazione sottolineando che la nostra missione \u201cnon sar\u00e0 assolutamente contro l\u2019Iran ma per proteggere dagli attacchi degli Houthi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata \u00e8 che una nave della Marina Militare italiana partecipi alla nuova missione nel Mar Rosso ora in fase di pianificazione ma che potrebbe dispiegarsi entro met\u00e0 febbraio tenuto conto che due fregate tipo FREMM, una italiana (Martinengo) e una francese (Languedoc) sono gi\u00e0 nell\u2019area di operazioni sotto comando nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La FREMM Martinengo dall\u20198 febbraio assumer\u00e0 l\u2019incarico di ammiraglia dell\u2019Operazione europea Atalanta che si sviluppa da anni nel Golfo di Aden e nell\u2019Oceano Indiano per contrastare la pirateria somala. Dall\u2019Italia potrebbe quindi venire inviata un\u2019altra FREMM (secondo alcune voci la Bergamini o il cacciatorpediniere Caio Duilio classe Orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Missione UE o francese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I dettagli sul contributo dei singoli Paesi alla nuova missione verranno definiti a fine gennaio a Bruxelles, dove \u00e8 in programma una riunione dei ministri della Difesa Ue, ma sembra tramontata l\u2019idea di aggregare i compiti dell\u2019Operazione Aspis a quelli dell\u2019Operazione Atalanta mentre appare pi\u00f9 probabile che la nuova missione si innesti sull\u2019Operazione Agenor nello Stretto di Hormuz, nata sull\u2019iniziativa francese European-led Maritime Awareness in the Strait of Hormuz (EMASoH), operazione multinazionale varata il 20 gennaio 2020 per la sorveglianza dello Stretto di Hormuz volta ad assicurare la libert\u00e0 di navigazione ed evitare possibili rischi a navi ed equipaggi in transito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad Agenor, che non \u00e8 una operazione della Ue ma \u00e8 nata da un\u2019iniziativa di Parigi che ne mantiene la guida, ha aderito anche l\u2019Italia che ha fornito diverse navi negli ultimi anni assumendo anche il comando della forza in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo di Agenor era garantire la sicurezza marittima nell\u2019area del Golfo con un\u2019operazione che si differenziasse da quella composta da navi USA, britanniche e australiane a guida statunitense, la Operation Sentinel, con fini analoghi ma attiva su un\u2019area pi\u00f9 vasta e pi\u00f9 decisamente incentrata sul contrasto in mare all\u2019Iran e ai suoi interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Differenza non dissimile da quella che a quanto pare assumer\u00e0 Aspis, tesa a proteggere le navi mercantili in transito anche abbattendo missili o droni ma che si differenzia dall\u2019operazione anglo-americana Prosperity Guardian non intende attaccare gli Houthi n\u00e9 compiere attacchi contro il territorio yemenita n\u00e8 minacciare l\u2019Iran e i suoi interessi nell\u2019a regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Aspis, missione della Ue, si innester\u00e0 sull\u2019operazione a guida francese Agenor \u00e8 possibile immaginare che Parigi ne abbia il comando anche per ragioni meramente pragmatiche. Il supporto logistico e aereo alla flotta Ue verr\u00e0 garantito probabilmente dalle installazioni militari francesi nella vicinissima Gibuti, inclusa la base aerea che consente il rischieramento anche di aerei radar AWACS E-3A Sentry e aerei da sorveglianza, ricognizione e intelligence (ISR) Falcon 8X Archange dell\u2019Arm\u00e9e de l\u2019Air et de l\u2019Espace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla stessa base potranno venire rischierati anche velivoli italiani con gli stessi compiti Gulfstream G550 CAEW e Super King Air 350 SIGINT, oppure droni MQ9 Reaper in dotazione sia alle forze aeree francesi che italiane. Assetti basati a Gibuti in grado di mantenere una stretta sorveglianza anche sul vicino territorio e spazio aereo yemenita individuando eventuali missili rilevandone la traiettoria. Senza dimenticare che anche l\u2019Italia ha una piccola base logistica a Gibuti, adibita soprattutto alla rotazione di reparti destinasti a operare con compiti di addestramento in Somalia e nella stessa Gibuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra che per ora la forza navale di Aspis sar\u00e0 composta solo da navi francesi, italiane e tedesche: il Portogallo ha annunciato che parteciper\u00e0 alla missione, come ha dichiarato il ministro degli Esteri Joao Gomes Cravinho che ha negato vi sar\u00e0 la presenza di navi lusitane ma solo \u201cuna sorta di partecipazione da parte nostra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se non vi saranno altre adesioni significative in termini di navi e aerei (non di personale di staff da inserire nel quartier generale utile solo ad allungare la lista delle bandierine dei partecipanti alla missione) Aspis manterr\u00e0 le caratteristiche di una missione a leadership francese che raccoglie l\u2019adesione di altri partner europei pi\u00f9 che di un\u2019operazione targata UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto Parigi da anni si pone da anni come promotore e acceleratore nella costituzione di forze congiunte europee con la European Intervention Initiative (EI2), proposta da Emmanuel Macron nel settembre 2017 e costituita a Parigi il 25 giugno 2018 al di fuori sia dagli ambiti NATO sia della PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente nel settore della Difesa) prevista dai Trattati dell\u2019Unione Europea e a cui ha aderito anche l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Diritto e munizioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Natalino Ronzitti, professore emerito di Diritto Internazionale all\u2019universit\u00e0 Luiss, in merito alla missione europea Aspis ha detto all\u2019agenzia Adnkronos che \u201cIn una situazione di conflitto armato tra Stati, ovviamente i belligeranti hanno il diritto di visitare le navi mercantili neutrali per controllare se abbiano carichi di contrabbando di guerra, armi in sostanza. Ma la situazione attuale non \u00e8 questa, non ci sono Stati belligeranti, ma si tratta di ribelli, gli Houthi, che non hanno alcun diritto di fermare o attaccare una nave. Questa \u00e8 una missione contro la pirateria come ve ne sono altre in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aspetto importante di queste missioni \u00e8 come verr\u00e0 impegnata la forza qualora si verifichino degli attacchi, vengano lanciati dei missili che attaccano navi mercantili: sono importanti a questo punto le regole d\u2019ingaggio che si vogliono seguire e il coordinamento della missione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il generale Vincenzo Camporini, gi\u00e0 capo di stato maggiore di Aeronautica e Difesa, mette invece in guardia dal rischio che le navi europee dispongano di poche munizioni, soprattutto missili, per far fronte ad attacchi massicci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia sembra essere consapevole di tali rischi. Come ha ricordato Luca Peruzzi in un articolo pubblicato ieri da Analisi Difesa circa l\u2019impiego di missili Aster dalla fregata Languedoc. \u201cE\u2019 interessante notare come il Ministero della Difesa francese, secondo quanto dichiarato da OCCAR, abbia organizzato un efficiente trasferimento da parte dell\u2019Arm\u00e9e de l\u2019Air e de l\u2019Espace di munizioni Aster 15 dalla Francia continentale alla base aerea di Gibuti (BA 188) sfruttamento le capacit\u00e0 di carico e prontezza operativa dell\u2019A400M, al fine di consentire all\u2019unit\u00e0 schierata in zona d\u2019operazioni di rimpiazzare i missili impiegati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Stabilizzazione o escalation?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le Forze armate statunitensi hanno effettuato oggi due nuovi attacchi contro obiettivi delle milizie Houthi sul territorio dello Yemen, distruggendo due missili antinave pronti al lancio. Lo ha annunciato tramite una nota lo US Central Command (CENTCOM) precisando che gli attacchi sono stati sferrati nelle prime ore di oggi dopo una serie di raid contro obiettivi sul territorio dello Yemen cui ha preso parte anche il Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLe forze Usa hanno identificato i missili in aree dello Yemen controllate dagli Houthi e hanno stabilito che presentassero una minaccia imminente per i vascelli mercantili e le navi della Marina Usa nella regione\u201d, afferma la nota del CENTCOM secondo cui \u201cle forze Usa hanno conseguentemente colpito e distrutto i missili in un atto di autodifesa\u201d. Le Forze armate statunitensi hanno iniziato a colpire obiettivi degli Houthi sul territorio dello Yemen l\u201911 gennaio scorso, e da allora il Pentagono ha rivendicato la distruzione e il danneggiamento di 25 siti di lancio e stoccaggio e di diversi missili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Houthi hanno accusato il 23 gennaio Stati Uniti e Regno Unito di aver lanciato nelle ultime ore \u201c18 attacchi aerei\u201d contro il territorio yemenita, 12 dei quali hanno colpito Sana\u2019a e l\u2019area intorno alla capitale. \u201cQuesti attacchi non passeranno senza risposta, n\u00e9 impuniti\u201d, ha minacciato un portavoce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante i diversi raid condotti in meno di due settimane gli anglo-americani non sono riusciti a stabilizzare la situazione nell\u2019area di crisi privando gli Houthi dei loro strumenti offensivi. \u201cCi\u00f2 che abbiamo fatto ancora una volta \u00e8 stato inviare il messaggio pi\u00f9 chiaro possibile che continueremo a indebolire la loro capacit\u00e0 di effettuare questi attacchi\u201d, ha detto il ministro degli Esteri britannico David Cameron alla BBC riferendo della nuova incursione di quattro aerei da combattimento Typhoon della Royal Air Force per \u201cdanneggiare ulteriormente\u201d la capacit\u00e0 degli Houthi di effettuare attacchi alle navi che transitano nel Mar Rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto \u00e8 proprio questo: distruggere gli arsenali degli Houthi consentirebbe di ristabilire la libert\u00e0 di navigazione nel Mar Rosso mentre le incursioni che ne \u201cindeboliscono\u201d solamente le capacit\u00e0 generano invece un\u2019escalation e quindi ulteriore destabilizzazione come dimostra l\u2019ampliamento dei \u201cbersagli legittimi\u201d degli Houthi alle navi mercantili britanniche e statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto non tranquillizza la notizia che l\u2019Amministrazione Biden stia definendo i piani per una campagna militare prolungata contro gli Houthi come scrive il Washington Post evidenziando che i raid non sono riusciti a fermare gli attacchi al traffico marittimo. Le fonti del WP esprimono il timore che un\u2019operazione a tempo indefinito possa \u201cfar deragliare la fragile pace\u201d nello Yemen e \u201ctrascinare\u201d gli Stati Uniti in un \u201caltro conflitto imprevedibile\u201d anche perch\u00e9 non vi sono idee chiare per prevedere quando saranno seriamente intaccate le capacit\u00e0 militari degli Houthi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i funzionari americani sentiti dal giornale c\u2019\u00e8 chi teme che gli USA si siano spinti in un conflitto senza una exit strategy e con un sostegno limitato da parte dei principali alleati (all\u2019Operazione Prosperity Guardian non partecipano navi alleate n\u00e9 occidentali (esclusa la gran Bretagna) n\u00e9 di nazioni arabe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Washington il senatore Jack Reed, presidente della commissione forze armate, si preoccupa per i costi elevati di una missione che richiede un ampio impiego di missili da difesa aerea, alcuni dei missili sinora impiegati costano due milioni di dollari ciascuno. E il senatore Richard Blumenthal non dimentica che gli Stati Uniti in passato hanno tentato di indebolire altri gruppi, come i Talebani, da oltre due anni di nuovo al potere in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Houthi, con un gesto propagandistico teso a ribadire contro chi \u00e8 rivolta la minaccia, hanno annunciato che 64 navi hanno attraversato il Mar Rosso \u201cin sicurezza\u201d, dopo aver issato uno striscione \u201cNon abbiamo nulla a che fare con Israele\u201d. Lo ha scritto su \u2018X\u2019 Mohammed Ali al- Houthi del Consiglio Politico Supremo del movimento. \u201cLa soluzione pi\u00f9 semplice per consentire alle navi di passare in sicurezza mentre transitano dal Mar Rosso \u00e8 quella di mettere in mostra le parole \u2018Non abbiamo nulla a che fare con Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Risvolti economici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La minaccia Houthi ha fatto crollare del 90% il traffico marittimo attraverso il Canale di Suez che vede il transito di quasi il 20% delle merci trasportate su mare nel Mondo, percentuale che sale al 30% se si contano solo le navi porta container. Sulla rotta pi\u00f9 battuta, quella che va da Shangai a Rotterdam, i costi di trasporto per ogni singolo container sono lievitati fra i 5 e i 6 mila dollari a causa del prolungamento della navigazione richiesto dalla circumnavigazione dell\u2019Africa, come riferisce uno rapporto del Centro studi di Unimpresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">QatarEnergy ha lanciato oggi l\u2019allarme perch\u00e9 la mancanza di sicurezza nel Mar Rosso potrebbe causare il ritardo delle consegne di gas naturale liquefatto (Gnl). \u201cGli sviluppi in corso nella regione del Mar Rosso potrebbero avere un impatto sulla programmazione di alcune consegne, che prenderanno percorsi alternativi\u201d, ha dichiarato la compagnia nazionale del Qatar in una nota. A met\u00e0 gennaio, il primo ministro del Qatar, Mohammed ben Abdelrahmane Al-Thani, il cui Paese \u00e8 uno dei maggiori produttori mondiali di Gnl, aveva dichiarato che i carichi di gas, \u201ccome tutti gli altri carichi mercantili\u201d, sarebbero stati colpiti. Ha inoltre descritto la crisi nel Mar Rosso come \u201cl\u2019escalation pi\u00f9 pericolosa\u201d nella regione a causa del suo impatto sul commercio mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019agenzia di stampa Bloomberg ha riferito che almeno cinque navi di Gnl gestite dal Qatar e dirette verso lo strategico stretto di Bab el-Mandeb, che separa la penisola araba dal Corno d\u2019Africa, hanno dovuto fermarsi al largo delle coste dell\u2019Oman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Banca Mondiale ha gi\u00e0 fatto sapere che l\u2019interruzione di rotte marittime chiave sta \u201cerodendo la flessibilit\u00e0\u2019 delle reti di approvvigionamento e aumentando la probabilit\u00e0 di strozzature inflazionistiche\u201d. Nelle ultime settimane, il pericolo per l\u2019equipaggio, il carico e le navi hanno costretto i vettori a dirottare le navi intorno al Capo di Buona Speranza in Sudafrica, con conseguenti ritardi fino a tre settimane. Vincent Clerc, amministratore delegato di Maersk che rappresenta una delle 10 maggiori compagnie di navigazione container, ha dichiarato al Financial Times che per ristabilire un passaggio sicuro attraverso il Mar Rosso potrebbero volerci \u201cmesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019istituto Kiel ha quantificato come il commercio globale abbia registrato tra novembre e dicembre una battuta d\u2019arresto dell\u20191,3% oltre all\u2019aumento dei costi di spedizione. Secondo gli economisti Simon MacAdam e Lily Millard, \u201cuna marcata escalation del conflitto militare sottostante potrebbe far aumentare i prezzi dell\u2019energia, che si ripercuoterebbero sui consumatori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oxford Economics ritiene invece che se i costi di trasporto dei container si mantengono sui livelli attuali, quasi il doppio rispetto all\u2019inizio di dicembre, l\u2019inflazione mondiale potrebbe aumentare di circa 0,6 punti percentuali. A ben guardare l\u2019impatto della crisi nel Mar Rosso colpisce circa l\u201911% del commercio globale ma si concentra sulle rotte di trasporto Asia-Europa e sono soprattutto i Paesi europei a risentirne maggiormente e tra questi quelli Mediterranei, in parte svuotati dal crollo del traffico via Suez. Un quarto delle importazioni europee dall\u2019Asia viaggia via mare e l\u2019industria europea \u00e8 molto dipendente dai componenti importati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Considerazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto l\u2019Operazione Aspis, se riuscir\u00e0 a dispiegarsi in tempi ragionevoli e ad avere le dimensioni e le capacit\u00e0 militari necessarie a proteggere il traffico mercantile, potr\u00e0 ridare all\u2019Europa, o a una coalizione europea, un ruolo distinto e autonomo dall\u2019egemonia anglo-americana. Gli europei, gi\u00e0 economicamente e militarmente provati dal conflitto in Ucraina, non hanno alcun interesse a farsi coinvolgere in una guerra in Medio Oriente anche in considerazione del fatto che le iniziative militari anglo-americane, dall\u2019Iraq all\u2019Ucraina al Mar Rosso, hanno il brutto difetto di influire pesantemente e su molti fronti in modo negativo sull\u2019economia e la sicurezza dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora una volta semmai, da un\u2019Europa militarmente debole e disunita, sarebbe lecito aspettarsi qualche robusta iniziativa diplomatica tesa quanto meno a cercare di ottenere dagli Houthi garanzie circa il transito dei mercantili europei e dei flussi commerciali strategici per la nostra economia dallo Stretto del Bab el-Mandeb. Un risultato da ricercare attraverso un negoziato con gli Houthi (e del resto si negozia proprio con \u201cnemici\u201d o controparti) ma che non risulta essere mai stato avviato. Qualcuno \u00e8 mai andato a Sana\u2019a a parlare con gli Houthi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Affermare che essi non rappresentano uno stato ma una milizia ribelle con cui non \u00e8 lecito negoziare \u00e8 una scusa che non regge: Israele ha negoziato e negozia con Hamas e Hezbollah, Londra negozi\u00f2 con l\u2019IRA, gli Stati Uniti hanno negoziato e fatto accordi con i talebani e l\u2019Arabia Saudita sta chiudendo un accordo di pace proprio con gli Houthi per far cessare il conflitto yemenita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Riad e prima ancora gli Emirati Arabi Uniti hanno negoziato la fine degli attacchi Houthi con missili e droni sui loro porti, aeroporti e raffinerie, la Ue non pu\u00f2 provare a imbastire un dialogo per ottenere il via libera per le navi dirette nei suoi porti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Borrell, che non risparmia critiche al governo israeliano per la battaglia di Gaza potrebbe avere buoni argomenti con cui dialogare con gli Houthi, strenui difensori della causa palestinese, o inviare qualche alto funzionario della UE a farlo. Del resto, proprio l\u2019anno scorso, la Commissione Europea ha nominato un inviato speciale per il Golfo Persico: Luigi Di Maio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/01\/operazione-aspis-lo-scudo-europeo-nel-mar-rosso\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/01\/operazione-aspis-lo-scudo-europeo-nel-mar-rosso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) L\u2019Unione Europea si appresta a varare l\u2019Operazione Aspis (\u201cscudo\u201d in greco) che vedr\u00e0 alcune unit\u00e0 navali pattugliare l\u2019imboccatura meridionale del Mar Rosso tra il Golfo di Aden e lo Stretto di Bab el Mandeb per proteggere i mercantili in transito dalla minaccia di missili e droni lanciato dalle milizie Houthi che dalla fine di novembre dello scorso anno minacciano il traffico marittimo commerciale diretto in Israele o facente riferimento ad&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lJu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83544"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83547,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83544\/revisions\/83547"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}