{"id":83548,"date":"2024-01-29T10:30:38","date_gmt":"2024-01-29T09:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83548"},"modified":"2024-01-27T14:57:02","modified_gmt":"2024-01-27T13:57:02","slug":"usa-il-ritiro-da-siria-e-iraq-ambiguita-e-speranze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83548","title":{"rendered":"Usa, il ritiro da Siria e Iraq: ambiguit\u00e0 e speranze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di PICCOLE NOTE (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-83550\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FB_IMG_1706363263854-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FB_IMG_1706363263854-300x191.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/FB_IMG_1706363263854.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Secondo Foreign Policy, nell&#8217;amministrazione Biden si discute di un possibile ritiro da Iraq e Siria. Gli attacchi ai porti israeliani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019interno dell\u2019amministrazione Biden si sta discutendo di un possibile ritiro delle truppe Usa da Siria e Iraq. Lo riferisce Foreign Policy, che scrive: \u201cQuattro informatori del dipartimento della Difesa e del dipartimento di Stato hanno affermato che la Casa Bianca vuole disimpegnarsi da una missione che percepisce come non necessaria. Sono attualmente in corso vivaci discussioni interne per determinare come e quando potr\u00e0 avvenire il ritiro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I neocon impazziti di rabbia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A rilanciare la notizia \u00e8 Daniel McAdams sul sito del Ron Paul Institute (1), che aggiunge come solo l\u2019idea di un ritiro delle forze di \u201coccupazione\u201d americane dai due Paesi mediorientali stia facendo \u201cimpazzire\u201d i neoconservatori repubblicani e democratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ritiro sarebbe \u201ccatastrofico\u201d secondo essi, perch\u00e9 lascerebbe campo libero all\u2019Isis e sarebbe celebrato come una vittoria dall\u2019Iran. McAdams ironizza sul ritorno dello spauracchio dell\u2019Isis, scomparso dai radar negli ultimi anni, ma brandito come una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti allo scopo di continuare l\u2019occupazione. Quanto all\u2019Iran, l\u2019ironia di McAdams raddoppia: \u201cQuei vili mullah! Come osano celebrare l\u2019assenza di truppe ostili al loro confine?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al di l\u00e0 dell\u2019ironia, la notizia \u00e8 davvero interessante, perch\u00e9 sarebbe un segnale molto forte per la destra israeliana che si riconosce in Netanyahu e i neocon di cui sopra: sfumerebbe l\u2019opzione di una guerra contro l\u2019Iran, pi\u00f9 vicina che mai e agognata da decenni da tali ambiti. Il disimpegno, infatti, sarebbe un tacito veto a tale prospettiva e un gesto distensivo nei confronti dell\u2019Iran, obiettivo reale delle forze americane stanziate in Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Iraq ha chiesto il ritiro delle forze Usa fin dal 2020\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019opzione di un ritiro non nasce ora: le pressioni perch\u00e9 gli americani riportino a casa le loro forze di occupazione sono via aumentate negli anni e oggi sono pi\u00f9 forti che mai. Infatti, le basi Usa in Iraq sono bersagliate quasi ogni giorno dalle milizie sciite del ramo iracheno di Hezbollah, che stanno accompagnando la guerra intrapresa dai vari attori mediorientali legati a Teheran contro l\u2019invasione israeliana di Gaza e i suoi supporter Usa (e alleati vari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La posizione americana in Iraq \u00e8 complicata dal fatto che gi\u00e0 nel 2020 il Parlamento iracheno aveva votato all\u2019unanimit\u00e0 una mozione che chiedeva il ritiro americano, impegnando in tal modo il governo, Tanto che il 6 gennaio scorso, partecipando al Forum di Davos, il primo ministro Mohamed Shia al-Sudani ha affermato chiaramente che \u201cla fine della missione della coalizione internazionale \u00e8 una necessit\u00e0 per la sicurezza e la stabilit\u00e0 dell\u2019Iraq\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al-Sudani ha toccato anche il tema del\u2019Isis, il cui spettro viene agitato per continuare la missione, spiegando che \u201cattualmente, secondo i pareri espressi da tutti gli esperti di Iraq e dei nostri amici, l\u2019Isis non rappresenta una minaccia per lo stato iracheno\u201d. I militanti residui, infatti, operano come \u201cgruppi isolati [\u2026] e vengono inseguiti ed eliminati dalle forze di sicurezza\u201d irachene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il riflesso neo-coloniale dell\u2019America<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019America finora ha fatto orecchie da mercante, perseverando nell\u2019occupazione, con il Capo del Pentagono, Lloyd Austin, che ha pi\u00f9 volte dichiarato che gli americani non si ritireranno. Affermazione che riecheggia il pi\u00f9 oscuro colonialismo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma le operazioni contro le basi americane delle milizie sciite pesano, anche perch\u00e9 le ritorsioni americane contro di esse suscitano l\u2019irritazione del governo, dal momento che tali milizie sono parte integrante delle forze di Difesa nazionali. E, peraltro, a proposito di Isis, sono esse a conseguire i pi\u00f9 importanti risultati contro i terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quadro complesso, che peraltro sta pesando non poco sull\u2019esercito americano, che, seppure deve subire attacchi simbolici. pi\u00f9 che altro a mezzi e strutture, deve tenere alte le difese, cio\u00e8 deve spendere molto pi\u00f9 per la sicurezza,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">N\u00e9 Washington pu\u00f2 scatenare una guerra contro le milizie sciite con leggerezza: le forze Usa sparse sul territorio iracheno rischiano di essere spazzate via prima che si dispieghi un\u2019operazione americana in grande stile. E c\u2019\u00e8 il rischio che l\u2019intero Paese si rivolti: sarebbe una nuova guerra irachena, difficile da giustificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Siria e il suo petrolio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto alla Siria, da tempo Assad chiede inutilmente il ritiro Usa, che hanno occupato il territorio sul quale insistono i giacimenti di petrolio siriani. Anche qui le basi Usa sono attaccate, anche se con meno frequenza, dalle milizie sciite. Da cui i problemi di cui sopra, anche se l\u2019occupazione della Siria trova pi\u00f9 giustificazioni, per quanto del tutto infondate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, mentre l\u2019Iraq \u00e8 stato liberato (?) dagli Usa, da cui un rapporto formalmente amichevole col nuovo corso politico, con Assad persiste un\u2019ostilit\u00e0 feroce, alimentata da una propaganda del tutto infondata sui suoi asseriti crimini (ce ne siamo occupati a distesa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di oggi la notizia rilanciata da Iraqinews: \u201cAlcuni fonti hanno hanno rivelato alla Reuters mercoled\u00ec che l\u2019Iraq e gli Stati Uniti avvieranno i negoziati per porre fine alla missione della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte l\u2019Isis in Iraq\u201d. Lo scetticismo \u00e8 di rigore, ma occorre lasciare aperto qualche spiraglio alla speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I porti israeliani nel mirino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In calce a questa nota, registriamo un cambio di paradigma nel confronto tra le milizie sciite e Israele \u2013 che si dispiega dal Libano al Mar Rosso fino a Iraq e Siria \u2013 volto a far pressioni su Tel Aviv perch\u00e9 cessi la guerra di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi giorni, le milizie irachene di al-Hachd al-Shaabi hanno annunciato che avrebbero iniziato a colpire i porti israeliani per disabilitarli. Dopo aver attaccato il porto di Haifa alcuni giorni fa, negli ultimi giorni il duplice attacco al porto di Ashdod, in parallelo con quello messo a segno dagli gli Houti contro il porto di Eliat. Attacchi al momento simbolici, volti a far pressione pi\u00f9 che distruggere, ma che hanno certa efficacia di prospettiva. Segnale forte, Israele rischia l\u2019isolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo scritto in altre note, in parallelo al conflitto vero e proprio \u2013 feroce a Gaza, a bassa-media intensit\u00e0 altrove \u2013 il Medio Oriente vede dipanarsi una sorta di partita a scacchi, nella quale, peraltro, \u00e8 difficile rovesciare il tavolo senza subire danni devastanti. Vedremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1) https:\/\/www.piccolenote.it\/mondo\/usa-il-ritiro-da-siria-iraq-ambiguita<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #USA #Siria #Iraq<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.piccolenote.it\/mondo\/usa-il-ritiro-da-siria-iraq-ambiguita]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02dsdSVbBySBMifSrvpFVDQoh2p4uQ7T32z9Jgs8v58pTytqEGYoRAw6ZMuEtSe329l&amp;id=100063728463465\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02dsdSVbBySBMifSrvpFVDQoh2p4uQ7T32z9Jgs8v58pTytqEGYoRAw6ZMuEtSe329l&amp;id=100063728463465<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) Secondo Foreign Policy, nell&#8217;amministrazione Biden si discute di un possibile ritiro da Iraq e Siria. Gli attacchi ai porti israeliani. 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