{"id":83614,"date":"2024-02-01T08:30:50","date_gmt":"2024-02-01T07:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83614"},"modified":"2024-01-30T17:05:30","modified_gmt":"2024-01-30T16:05:30","slug":"lepoca-dellintranquillita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83614","title":{"rendered":"L\u2019epoca dell\u2019intranquillit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Riccardo Mazzeo)<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa Zygmunt Bauman ha introdotto la ormai abusata ma ancora pulsante dizione \u201cmodernit\u00e0 liquida\u201d per mettere in luce la trasformazione avvenuta nel nostro mondo. Se postuliamo come elemento primordiale l\u2019acqua al posto della terra, \u00e8 la struttura di tutto lo spazio che cambia, un elemento straniero che ha la meglio sulla stabilit\u00e0 della patria, un processo fluido che ha la meglio sulla stabilit\u00e0 di una sostanza solida. \u017di\u017eek in\u00a0<em>Disparit\u00e0\u00a0<\/em>(Ponte alle Grazie, 2017)<em>\u00a0<\/em>ha identificato il vampiro della finanziarizzazione con il\u00a0<em>Kraken<\/em>, cio\u00e8 il calamaro gigante. Un\u2019immagine perfetta del capitale globale, onnipotente e stupido, astuto e cieco, i cui tentacoli determinano le nostre vite. Negli anni Sessanta Deleuze aveva descritto i mutamenti in atto con il termine rizoma, una complessa rete di interconnessioni priva di un ente di controllo centrale. E prima Shakespeare nell\u2019<em>Amleto<\/em>\u00a0e poi Marx avevano identificato con la talpa la protagonista di un sovvertimento del mondo. Ma restava sempre uno scenario terrestre, mentre il Kraken prospera nell\u2019acqua. E oggi i mercanti del passato invocano un ritorno a un\u2019acqua addomesticata, come pettinata e vetrificata, immobile.<\/p>\n<p>Il cambio di paradigma dell\u2019ultimo trentennio ha determinato nuovi assetti nelle famiglie alimentando il loro disagio. Si \u00e8 passati da un\u2019etica kantiana, improntata al sacrificio di qualche godimento presente in vista di una realizzazione futura, a un\u2019etica sadiana, in cui l\u2019ingiunzione \u00e8 quella di godere\u00a0<em>adesso<\/em>, sempre e comunque, prescindendo dagli altri, ponendo sempre al centro s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Tutto secondo Bauman ha avuto inizio con il walkman. Il mantra era: \u201cNon sarai mai pi\u00f9 solo!\u201d. Ma poich\u00e9 noi non esistiamo se non in relazione, \u00e8 stato l\u2019input per scegliere proprio la solitudine, la\u00a0<em>freedom<\/em>\u00a0(fare quello che vogliamo senza pensare agli altri) al posto della\u00a0<em>liberty<\/em>, ovvero una libert\u00e0 rispettosa dei bisogni e dei diritti di chi ci circonda. E a buon diritto Tommaso Labranca ha parlato del cialtronismo, il motore della cosiddetta nes-cultura, cio\u00e8 la cultura al tempo del Nescaf\u00e9. Una spruzzolata di polverina che alluda al caff\u00e8 \u00e8 sufficiente. Citare libri di cui si conosce solo quel che si dice all\u2019aperitivo.<\/p>\n<p>In questo scenario depauperato di relazioni autentiche, Luigi Zoja ha descritto nel suo penultimo libro (<em>Il declino del desiderio<\/em>.\u00a0<em>Perch\u00e9 il mondo sta rinunciando al sesso<\/em>, Einaudi, 2022) il declino del desiderio. I dati Ansa ci informano che un giovane su tre fa sesso solo virtuale, 1.600.000 giovani fra i 18 e i 35 anni non ha mai avuto rapporti sessuali, e 220.000 coppie stabili della stessa fascia d\u2019et\u00e0 si astengono dal sesso. L\u2019uso degli antidepressivi \u00e8 aumentato del 40%. Si \u00e8 registrato un aumento di ricoveri e ricorso a specialisti per disagio mentale. \u00c8 molto pi\u00f9 semplice fare sesso online o grazie a un algoritmo, non investire emotivamente in una relazione, nemmeno nell\u2019amicizia. affermasse in tutta la sua evidenza. Una volta il cinema e la tv ci fornivano dei modelli, ma allora erano loro i protagonisti, non noi che ci autocelebriamo sui social.<\/p>\n<p>Sembrerebbe non esserci via d\u2019uscita, ma \u00e8 da poco uscito un libro caldo, appassionato, generoso di Miguel Benasayag e Teodoro Cohen,\u00a0<em>L\u2019epoca dell\u2019intranquillit\u00e0. Lettera alle nuove generazioni<\/em>, (Vita e pensiero, 2023) in cui si prova a offrire piste per uscire dall\u2019impasse. Il libro viene descritto come un \u201cmessaggio in bottiglia\u201d destinato a un naufrago che d\u2019un tratto si ritrova in una realt\u00e0 totalmente diversa da quella in cui aveva fino allora vissuto. Gi\u00e0 Zygmunt Bauman, quando gli era stato chiesto quale fosse oggi il ruolo dell\u2019intellettuale passato da \u201clegislatore\u201d a \u201cinterprete\u201d, aveva usato la stessa metafora: in un mondo radicalmente cambiato, in cui le coordinate sono state smarrite e tutto fluisce in una costante trasformazione, l\u2019unica dimensione che possa avere un monito o un\u2019intuizione potenzialmente salvifici \u00e8 quella di un \u201cmessaggio in bottiglia\u201d.<\/p>\n<p>Benasayag lamenta la perdita del contatto con ci\u00f2 che non \u00e8 umano ma vive in armonia e sintonia con l\u2019uomo: gli animali, le foreste, la transumanza delle mucche nella Pampa a cui si dedicava l\u2019autore a tredici anni per guadagnare qualche soldo per poi tornare a casa e quindi, dopo un poco, ripartire. Tutto questo oggi non esiste quasi pi\u00f9, ciascuno \u00e8 assorbito totalmente da s\u00e9 stesso e non si cura di un mondo che considera al suo servizio, che deve essere sfruttato per il benessere e il piacere dell\u2019uomo, la convinzione non solo del Tea Party statunitense ma della maggior parte delle destre di tutto il mondo. Certo, il problema dell\u2019ecosistema viene posto al centro dell\u2019attenzione da parte di giovani non egoisti n\u00e9 alienati che per\u00f2 non riescono a fare breccia e spesso vengono ridicolizzati come Greta Thunberg sarcasticamente ribattezzata \u201cGretina\u201d. Ma restano la chiusura, la noncuranza, il rifiuto di considerare il resto del creato come parte preziosa del nostro essere nel mondo.<\/p>\n<p>Siamo ormai definitivamente usciti dalla Modernit\u00e0, e la \u201cintranquillit\u00e0\u201d, diversa dall\u2019inquietudine perch\u00e9 spinge all\u2019azione e ad assumere le sfide situazionali poste dalla distruzione del mondo in atto, \u00e8 indispensabile per non subire passivamente il colonialismo algoritmico e i tentacoli di una\u00a0<em>comfort zone<\/em>\u00a0inertizzante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/81rUnf8BuEL._SL1500_.jpg\" alt=\"n\" width=\"800\" height=\"1253\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"16d48224-b77f-482f-8ebf-02c9d350cdde\" \/><\/p>\n<p>Insieme a Galimberti e a G\u00fcnther Anders, gli autori sottolineano la dominazione schiacciante di una tecnica autopoietica e ormai indipendente dagli umani, che sospinge sempre pi\u00f9 avanti le sue conquiste anche quando si rivelano palesemente disastrose. Si \u00e8 ritenuto che gli avanzamenti tecnico-scientifici potessero coincidere con il \u201cprogresso\u201d mentre costituiscono solo uno sviluppo che procede alla cieca e diventa sempre pi\u00f9 pericoloso perch\u00e9 pi\u00f9 aumenta la potenza tecnologica, pi\u00f9 aumenta l\u2019impotenza degli umani. Delegando a ChatGPT la stesura di articoli o la creazione di disegni, l\u2019uomo rimpicciolisce e la progressiva rinuncia a usare il proprio cervello, come avviene per l\u2019uso del GPS, atrofizza le zone cerebrali responsabili di cartografare lo spazio. Anche l\u2019effetto semi-ipnotico che provocano gli schermi a cui ci esponiamo volontariamente per pi\u00f9 ore al giorno modifica la percezione del tempo e ci fa funzionare come l\u2019artefatto che maneggiamo. L\u2019intento dichiarato \u00e8 quello di vivere sempre meglio, di allontanare sempre di pi\u00f9 la morte (o addirittura di conquistare l\u2019immortalit\u00e0) e di cancellare ogni negativit\u00e0. Ma \u201cil male, sinonimo della negativit\u00e0, non ha un\u2019esistenza in s\u00e9, sostanziale. Per questo non pu\u00f2 essere sconfitto una volta per tutte: perch\u00e9, in realt\u00e0, esso esiste come l\u2019ombra del bene\u201d (<em>L\u2019epoca dell\u2019intranquillit\u00e0<\/em>, pp. 28-29).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 una cosa \u00e8 possibile, diventa obbligatoria. Lo smartphone ha reso possibili mirabilia prima impensabili, ma questi vantaggi hanno un costo: infatti, come si pu\u00f2 vivere oggi senza questi device elettronici per viaggiare, creare gli account di cui si ha bisogno, e accedere a documenti importanti? La presenza umana nei servizi \u00e8 ogni giorno pi\u00f9 rarefatta e, chiamando un ente, si viene rimpallati da una voce virtuale all\u2019altra e si \u00e8 costretti a procedure via via pi\u00f9 sofisticate senza riuscire a parlare con un operatore in carne e ossa. E se pu\u00f2 essere pi\u00f9 agevole lavorare da remoto, questo implica che si debba essere sempre raggiungibili. Peraltro, l\u2019esaltazione della performance e l\u2019ingiunzione a condurre la propria vita come la costruzione ininterrotta di un curriculum fanno perdere la distinzione tra lavoro e attivit\u00e0: \u201cL\u2019attivit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che, nella nostra concezione, segue il senso del desiderio, della creazione, partecipa al tessuto comune ed \u00e8 affine alla geografia interna di ciascuno. Niente di meno serio, quindi, che mettere da parte le proprie affinit\u00e0 e desideri, per dedicarsi totalmente al lavoro. Si tratta infatti di tentare, il pi\u00f9 possibile, di far coincidere il lavoro retribuito con l\u2019attivit\u00e0 che si ama svolgere e che corrisponde alla propria indole\u201d (Ivi p. 75).<\/p>\n<p>Rodolfo Kusch ha distinto il mondo del\u00a0<em>ser\u00a0<\/em>(essere) da quello dell\u2019<em>estar siendo\u00a0<\/em>(star essendo). Il primo per secoli ha costituito l\u2019unica cultura possibile, affermandosi come contrapposto ad altri modi di vivere ritenuti sbagliati, da correggere, possibilmente con la forza, in sostanza negando l\u2019alterit\u00e0. Nel secondo, ben rappresentato dagli indios, \u201cla persona [\u2026] \u00e8 sempre pensata come elemento di un insieme organico che la include e senza il quale non potrebbe esistere. L\u2019ecosistema, le cime imbiancate delle Ande, l\u2019arida steppa, il condor e il lama non sono una cornice o il palcoscenico su cui si esibisce l\u2019individuo umano, ma sono parte di esso\u201d (Ivi, pp. 54-55).<\/p>\n<p>Il \u201cpanopticon\u201d \u00e8 risorto sotto mentite spoglie. Se l\u2019edificio concentrazionario ideato da Jeremy Bentham e discusso da Foucault consentiva a un guardiano invisibile di controllare le celle dei prigionieri (o le postazioni di lavoro degli operai, o gli alunni di una scuola), inducendo comportamenti \u201cadeguati\u201d nei soggetti suscettibili di essere controllati in qualunque momento, oggi i social media consentono di essere osservati costantemente, non in isolamento ma in costante comunicazione, e ci\u00f2 induce di incorporare lo sguardo del \u201cpoliziotto\u201d. Questo significa \u201cschiacciare la propria interiorit\u00e0, scatenare una serie di meccanismi d\u2019inibizione, tendenze, pulsioni, desideri e azioni [\u2026] appiattendo l\u2019interiorit\u00e0 complessa che costituisce ognuno di noi\u201d (Ivi, pp. 97-98). L\u2019abolizione del chiaroscuro che consente di individuarsi, di trovare la propria vocazione, di crescere in modo sano, ha ricadute terribili. Se dal panopticon di Bentham si era passati al \u201cbanopticon\u201d di Didier Bigo e di Bauman (poich\u00e9 ciascuno \u00e8 imprenditore di s\u00e9 stesso, se non \u00e8 idoneo viene \u201cban\u201ddito, tenuto fuori), Peter Gabriel parla in una sua canzone di\u00a0<em>banopticom<\/em>, dove \u201ccom\u201d sta per la comunicazione tanto incessante quanto ingannevole del flusso di informazioni in cui siamo immersi. E allora, visto che \u201cl\u2019immediatezza\u201d, ovvero la spinta indotta a eseguire subito qualsiasi azione risulti utile o conveniente o piacevole per s\u00e9 stessi, agisce come il mal di denti perch\u00e9, lancinante, satura la percezione e oscura tutto il resto, qual \u00e8 il messaggio per i giovani? \u00c8 quello di \u201cvivere in grande, non nella piccolezza della propria vita personale, lasciarsi attraversare dall\u2019epoca e dalle sue sfide, partecipare al desiderio di libert\u00e0 e giustizia evitando che resti intrappolato nell\u2019ipotesi moderna di una globalit\u00e0 da conquistare per cambiare il mondo\u201d (Ivi, p. 123). Perch\u00e9 il pensiero di una globalit\u00e0 da conquistare \u00e8 un pensiero astratto, mentre la vita e le lotte vanno affrontate oggi. E quindi \u00e8 necessario agire concretamente nelle situazioni asimmetriche in cui si pu\u00f2 fare la differenza: battersi affinch\u00e9 una famiglia possa occupare un alloggio, per difendere un territorio da grandi opere inquinanti e potenzialmente letali, per impedire che migranti giunti sulle nostre coste vengano rinchiusi in centri di detenzione, per difendere la vita penetrando nelle crepe e nelle fessure che si intravvedono creando alternative pi\u00f9 giuste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/lepoca-dellintranquillita-395639.jpg?itok=WIAbV1Vt\" \/><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/lepoca-dellintranquillita\">https:\/\/www.doppiozero.com\/lepoca-dellintranquillita<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Riccardo Mazzeo) Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa Zygmunt Bauman ha introdotto la ormai abusata ma ancora pulsante dizione \u201cmodernit\u00e0 liquida\u201d per mettere in luce la trasformazione avvenuta nel nostro mondo. Se postuliamo come elemento primordiale l\u2019acqua al posto della terra, \u00e8 la struttura di tutto lo spazio che cambia, un elemento straniero che ha la meglio sulla stabilit\u00e0 della patria, un processo fluido che ha la meglio sulla stabilit\u00e0 di una sostanza solida. \u017di\u017eek&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lKC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83614"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83614"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83615,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83614\/revisions\/83615"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}