{"id":83646,"date":"2024-02-02T09:00:06","date_gmt":"2024-02-02T08:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83646"},"modified":"2024-01-31T21:08:48","modified_gmt":"2024-01-31T20:08:48","slug":"scholz-e-leuropa-che-ansima-per-il-gas-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83646","title":{"rendered":"Scholz e l&#8217;Europa che ansima per il gas"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LETTERA DA MOSCA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/scholz.jpg\" alt=\"Scholz\" width=\"800\" height=\"569\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p>Dunque, il trucchetto immaginato dal cancelliere tedesco <strong>Olaf Scholz<\/strong> sarebbe dovuto funzionare cos\u00ec: bilancio per il 2023 in apparenza legato a un passivo massimo dello 0,35%, come da obbligo costituzionale. Spendendo per\u00f2 a lato, fuori dal bilancio, <strong>60 miliardi per il clima e 200 miliardi per stabilizzare i costi dell\u2019energia.<\/strong> La Corte Costituzionale tedesca ha dato un\u2019occhiata, si \u00e8 fatta una risata e ha rispedito il tutto al mittente, cio\u00e8 allo stesso Scholz. Che non ha avuto scelta: ha dovuto abolire il blocco del debito statale per il 2023 e far capire che facilmente lo si dovr\u00e0 fare anche nel 2024. Bilancio in questo modo approvabile ma reputazione di Scholz (che fu ministro delle Finanze con Angela Merkel) e della sua coalizione di Governo nel baratro.<\/p>\n<p>Vale la pena di raccontare la vicenda non tanto per Scholz, figura indubbiamente di secondo piano, ma per ci\u00f2 che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/23_novembre_28\/scholz-deriso-parlamento-cdu-caduta-libera-sondaggi-crisi-bilancio-40ac12e6-8e32-11ee-80d7-6428e39ac8b7.shtml\">ha portato alla necessit\u00e0 di stanziare 200 miliardi<\/a>, mica bruscolini, per intervenire sul mercato dell\u2019energia, in Germania persino pi\u00f9 che altrove devastato dalla decisione di rinunciare al gas russo. Una decisione politica, che in quanto tale pu\u00f2 essere pure capita: la Russia ha invaso l\u2019Ucraina, \u00e8 un atto che mette a rischio anche l\u2019Europa, rinunciamo al suo gas per punirla e ridurre la ricchezza che pu\u00f2 spendere nella guerra. Se il ragionamento fosse stato quello, ripeto lo si sarebbe potuto accettare. Chi non fosse stato d\u2019accordo avrebbe potuto poi farsi sentire alle elezioni, come infatti <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/23\/la-guerra-di-colpo-non-ci-piace-piu\/\">sta succedendo in tutta l\u2019Europa dove si va a votare<\/a>. Patti chiari e amicizia lunga.<\/p>\n<p>Ma solo gli sprovveduti possono dimenticare gli anni in cui la propaganda e i media compiacenti ci hanno martellato con l\u2019idea che <strong>comprare tanto gas dalla Russia era una forma di servit\u00f9<\/strong>, una sudditanza politica che ci metteva a rischio. Tutte frottole. Comprare tanto gas dalla Russia per tanti anni (l\u2019Europa ha cominciato a importarlo gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni Sessanta) a un buon prezzo e con forniture sicure (due sole crisi, di breve durata: nel 2005 e nel 2008) \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi fortune dell\u2019economia europea. Infatti che cos\u2019\u00e8 successo dopo l\u2019invasione russa del 24 febbraio 2022?<\/p>\n<p>La \u201cservit\u00f9\u201d, che a quanto pare non era cos\u00ec ferrea, \u00e8 scomparsa. Ma ancor pi\u00f9 scomparso \u00e8 il vantaggio economico. Il gas \u00e8 arrivato a costare anche 14 volte pi\u00f9 di prima dell\u2019invasione (poi il prezzo \u00e8 calato, per fortuna) e l\u2019Europa, dal primo trimestre 2023, \u00e8 entrata in recessione tecnica, con, <a href=\"https:\/\/lab24.ilsole24ore.com\/recessione-dati-grafici\/\">spiegano gli esperti<\/a>, <strong>\u201cuna contrazione dell\u2019economia del -0,1%, spinta al ribasso in particolare dalla Germania\u201d.<\/strong> La Germania di Scholz, quella che si \u00e8 fatta distruggere i gasdotti Nord Stream senza dire una parola. La Germania che una volta, prima di Scholz, era il motore pi\u00f9 potente dell\u2019economia europea.<\/p>\n<p>Nel frattempo le esportazioni di gas naturale liquefatto dagli USA alla UE e alla Gran Bretagna sono aumentate del 12%, e dovrebbero crescere ancora fino a raggiungere i 50 miliardi di metri cubi entro il 2030. <strong>Il 71% di tutte le esportazioni USA di gas GNL oggi \u00e8 diretto a quelle due destinazioni.<\/strong> Vista cos\u00ec, la situazione porterebbe a concludere che se prima subivamo una \u201cservit\u00f9\u201d rispetto al gas naturale russo, ora ne subiamo una quasi analoga rispetto al GNL americano. Ma sono cose che non si possono dire, pena la definizione immediata di \u201cputiniano\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/30\/scholz-e-leuropa-che-ansima-per-il-gas\/\">https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/30\/scholz-e-leuropa-che-ansima-per-il-gas\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LETTERA DA MOSCA (Redazione) Dunque, il trucchetto immaginato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz sarebbe dovuto funzionare cos\u00ec: bilancio per il 2023 in apparenza legato a un passivo massimo dello 0,35%, come da obbligo costituzionale. Spendendo per\u00f2 a lato, fuori dal bilancio, 60 miliardi per il clima e 200 miliardi per stabilizzare i costi dell\u2019energia. 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