{"id":83735,"date":"2024-02-06T10:43:20","date_gmt":"2024-02-06T09:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83735"},"modified":"2024-02-06T09:51:29","modified_gmt":"2024-02-06T08:51:29","slug":"la-rivolta-dei-contadini-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83735","title":{"rendered":"La rivolta dei contadini in Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-83736 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/contadini-rivolta-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/contadini-rivolta-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/contadini-rivolta-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/contadini-rivolta.jpg 917w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Perch\u00e9 in tutta Europa gli agricoltori scendono in piazza? Quali sono le dinamiche politiche e i nodi strutturali alla base delle proteste?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In diversi paesi europei \u00e8 esplosa la rivolta dei contadini. I dimostranti bloccano strade e citt\u00e0 con i loro veicoli, sfilano e manifestano a migliaia. Chi pensava che si dovesse archiviare il mondo contadino a favore della modernit\u00e0 industriale o delle dinamiche cos\u00ec\u00a0<em>smart<\/em>\u00a0del digitale, dovr\u00e0 ricredersi. Ma come interpretare questo \u201critorno\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno pensa di avere le idee chiare. Alla trasmissione\u00a0<em>l\u2019Aria che tira<\/em>\u00a0il giornalista Stefano Feltri ha sintetizzato in poche frasi una narrativa facile, quasi infantile: i blocchi del traffico di Ultima Generazione erano per salvaguardare l\u2019ambiente, mentre gli agricoltori rivendicano il diritto di produrre con modalit\u00e0 inquinanti e a spese nostre. Insomma, ecologisti buoni, contadini cattivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Buoni (ecologisti) vs. cattivi (contadini)? La narrazione tossica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Progressismo, ecologia, europeismo vs. reazionari (o senza mezzi termini:\u00a0<em>fascisti<\/em>!), coltivatori, egoismi nazionali. Uno schema confortevole e menzognero, che occulta i problemi reali e\u00a0<em>strutturali<\/em>. Una narrazione tossica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 uno sguardo meno superficiale fa intravede un panorama pi\u00f9 articolato e complesso. A partire dal fatto che nel campo progressista (in senso lato) non tutti sono cos\u00ec beoti. Una cinquantina di associazioni ecologiste fra le pi\u00f9 famose e con credenziali insindacabili\u00a0<a href=\"https:\/\/lareleveetlapeste.fr\/agriculteurs-et-ecolos-nous-refusons-detre-catalogues-comme-ennemis-de-la-mobilisation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rifiuta di essere derubricata come nemici degli agricoltori<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi, organizzazioni ecologiste, contadine e militanti per un altro modello agricolo attive da decenni, condividiamo la vostra [degli agricoltori] rabbia e rifiutiamo il discorso dominante che vorrebbe fare di noi i vostri nemici.<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\" style=\"text-align: justify\">Siamo arrabbiati perch\u00e9 sappiamo che la distruzione delle condizioni di vita dei contadini come quella degli ecosistemi vanno a vantaggio delle stesse persone, e queste non siamo n\u00e9 noi n\u00e9 voi.<\/p>\n<p class=\"has-small-font-size\" style=\"text-align: justify\">Nel proseguo dell\u2019appello gli ecologisti ricordano che essi hanno partecipato alle mobilitazioni assieme alle associazioni contadine come le lotte contro i trattati di libero scambio e contro il modello industrialista e tecnocratico di agricoltura imposto a tutto il mondo da istituzioni e Stati al servizio dell\u2019agrobusiness delle multinazionali. Infine l\u2019appello si chiude con l\u2019invito a scendere i piazza per sostenere le mobilitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 pur vero che realt\u00e0 identitarie e di destra radicale hanno dichiarato il loro sostegno alle proteste, cercando di accreditarsi come sponda politica di esse, come\u00a0<a href=\"https:\/\/stream24.ilsole24ore.com\/video\/mondo\/le-pen-cerca-cavalcare-rabbia-agricoltori-francesi\/AFhXeWTC?refresh_ce=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sta cercando di fare Marine Le Pen<\/a>\u00a0\u2013 al governo italiano la cosa riesce un po\u2019 peggio dato che in finanziaria<a href=\"https:\/\/agronotizie.imagelinenetwork.com\/agricoltura-economia-politica\/2024\/01\/15\/tasse-torna-l-irpef-per-gli-agricoltori-con-la-dichiarazione-dei-redditi-2025\/81013\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0hanno appena reinserito l\u2019irpef sui terreni agricoli tolto da Renzi<\/a>. Ma ci\u00f2 non rappresenta che un tentativo di mettere il cappello sulle manifestazioni, che non \u00e8 detto abbia successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Germania, per esempio, dal 13 gennaio 2024 vi sono state manifestazioni in diverse citt\u00e0 tedesche molto partecipate contro il partito AFD, bollato come estremista e neonazista, con cifre che si aggirano sull\u2019ordine di grandezza di 30-70mila di manifestanti (a Monaco sono arrivati circa in 100mila). Il movimento ambientalista Fridays for Future \u00e8 stato in prima fila, eppure i suoi membri hanno manifestato anche a favore dei contadini (<a href=\"https:\/\/www.lvz.de\/lokales\/leipzig\/leipzig-fridays-for-future-demonstriert-in-solidaritaet-mit-den-bauern-VWVF7SSVXRBRRNSXG6YSDDDOCA.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per esempio a Lipsia<\/a>). In Francia la Conf\u00e9d\u00e9ration Paysanne sostiene entusiasticamente le mobilitazioni, e nessuno sano di mente le definirebbe nazionaliste o fascistoidi. Ci\u00f2 \u00e8 un chiaro indice che le piazze degli agricoltori\u00a0<em>hanno anime diverse<\/em>, e semplicemente per membri dell\u2019opposizione \u00e8 pi\u00f9 facile sostenere proteste che hanno nel mirino le misure dell\u2019Esecutivo. Ovviamente l\u2019elitismo di certo progressismo liberale, che ha gi\u00e0 regalato battaglie importanti alla destra identitaria, fa di tutto per spingerle verso gli estremisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Motivi comuni, contesti diversi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le proteste degli agricoltori si sono diffuse in diversi paesi europei: Romania, Belgio, Olanda, Germania, Francia, Italia, Lituania e Grecia. Una infografica di Politico ci mostra dove sono le maggiori manifestazioni:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11775 lazyloaded\" title=\"La rivolta dei contadini in Europa\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image.png\" alt=\"La rivolta dei contadini in Europa\" width=\"323\" height=\"344\" data-srcset=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image.png 619w, https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image-282x300.png 282w\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/image.png\" data-sizes=\"(max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si vede c\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto: il centro della Ue franco-tedesco, il sud dei PIGS, il nord austero e l\u2019est ex sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La partecipazione \u00e8 imponente, talvolta con\u00a0<em>decine di migliaia di persone<\/em>; il\u00a0<em>Corriere<\/em>\u00a0ha definito le manifestazioni che sono arrivate ad occupare il centro di Berlino \u201cla pi\u00f9 grande protesta che il paese abbia visto dal dopoguerra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune motivazioni sono comuni, mentre nei diversi contesti ci sono specificit\u00e0. In diversi casi i coltivatori citano eventi meteorologici che hanno rovinato i racconti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Olanda la protesta si \u00e8 fatta avanti nel 2019, ed \u00e8 esplosa ciclicamente negli anni successivi \u2013 in un\u2019occasione \u00e8 dovuto intervenire l\u2019esercito. Nel 2023 un partito politico ispirato dalle rivendicazioni degli agricoltori, il BBB \u2013 Movimento contadino-cittadino, \u00e8 divenuto la prima forza politica del paese. Si trattava delle elezioni provinciali; quelle nazionali, che esprimono di fatto il governo, ha visto un loro forte ridimensionamento, ma si \u00e8 trattato di un vero terremoto politico nel paese. Molti commentatori pensano di tratti della rivincita di una destra populista sul campo progressista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Germania un buco di bilancio determinato da una sentenza della Corte costituzionale \u2013 che ha dichiarato nullo l\u2019utilizzo di una autorizzazione all\u2019indebitamento per riempeire un fondo l\u2019anno successivo per obiettivi diversi \u2013 ha spinto il governo a tagliare sussidi per il carburante ad usi agricolo e a istituire una nuova tassa per tali veicoli. Cos\u00ec gli agricoltori sono scesi in piazza il 18 dicembre, e quando l\u2019esecutivo, impaurito, ha sospeso le misure il 4 gennaio, il movimento si considerava sufficientemente forte la rigettare tali concessioni come troppo esigue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Francia l\u2019Occitania ha visto un primo vagito delle proteste ad ottobre, con una intensificazione a met\u00e0 gennaio. A fine mese \u00e8 stata bloccata la capitale, strappando al giovane primo ministro di Macron delle concessioni, che i dimostranti hanno ovviamente considerato non sufficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei paesi confinanti col l\u2019Ucraina le proteste si sono rivolte contro un import di prodotti da essa: per favorire Kiev la Commissione (che, si ricordi ha la competenza\u00a0<em>esclusiva<\/em>\u00a0sulla politica commerciale estera) ha esentato gli ucraini dei dazi, ma si \u00e8 trovata contro i governi degli stati limitrofi, spinti dalla rabbia degli agricoltori locali. In Polonia il ministro dell\u2019Agricoltura ad aprile 2023 ha dovuto dimettersi, e Varsavia ha dovuto annunciare, assieme all\u2019Ungheria lo stop al grano di Zelensky. Anche la Bulgaria ad aprile ha considerato tale possibilit\u00e0, e a settembre gli agricoltori hanno bloccato le strade. In Romania le proteste sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/romania-farmers-truckers-protests-ukraine-grain-government-fail\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziate il 10 gennaio<\/a>\u00a0e un confronto infruttuoso con le autorit\u00e0 qualche giorno dopo non \u00e8 servito a nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La gravit\u00e0 della questione \u2013 che ovviamente ha avuto zero rilievo nei\u00a0<em>media<\/em>\u00a0\u2013 non va sottovalutata: la Polonia \u00e8 assieme al Regno Unito il pi\u00f9 fervente paese antirusso del continente, che sta sfruttando il favore degli Usa per il sostegno all\u2019Ucraina per un maggiore ruolo geopolitico e militare. La dedizione alla causa di Kiev, con un fanatismo bellicista impressionante, a quanto pare non \u00e8 tale da sacrificare la propria classe contadina per fare favori a Zelensky. \u00c8 la Commissione che decide le politiche commerciali, e l\u2019adozione di misure unilaterali non approvate da essa \u00e8 un atto eversivo rispetto ai Trattati di quella Ue che secondo gli occidentalisti pi\u00f9 oltranzisti (in realt\u00e0 quasi tutti) dovrebbe muoversi come un sol uomo contro la Russia. Il presidente ucraino, da parte sua, ha detto a settembre scorso in sede ONU che i paesi che rifiutano l\u2019importazione del suo grano di lavorare per il Cremlino. Il premier polacco ha rimarcato a stretto giro che le relazioni erano diventate difficili, soggiungendo che non avrebbe pi\u00f9 inviato armi a Kiev. Va notato che Morawiecki, allora in carica, rappresentava la maggioranza pi\u00f9 fanaticamente antirussa dello spettro politico polacco, e si pu\u00f2 immaginare la reazione dal sentirsi bollare come utile idiota di Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Condizioni lavorative e rivendicazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In merito alle rivendicazioni delle proteste, le motivazioni comuni riguardano le difficolt\u00e0 economiche degli agricoltori, i costi crescenti, la concorrenza eccessiva da altri paesi, la burocrazia asfissiante e le norme della Ue a finalit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Francia, per esempio, una commissione del Senato si \u00e8 occupata dei suicidi dei contadini, un fenomeno che ha fatto scalpore con uno studio che ne rilevava\u00a0<em>uno ogni due giorni<\/em>. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senat.fr\/rap\/r20-451\/r20-4513.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto<\/a>\u00a0(2021) metteva in rilievo una quantit\u00e0 di fattori, fra cui le basse retribuzioni:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bfmtv.com\/politique\/colere-des-agriculteurs-la-premiere-des-problematiques-c-est-le-revenu-affirme-henri-cabanel-senateur-rassemblement-democratique-et-social-europeen-de-l-herault_VN-202401190976.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uno dei senatori che l\u2019ha redatto stima il compenso medio nei termini di 1030,00 \u20ac mensili con un carico di 70 ore<\/a>\u00a0lavorative\u00a0<em>settimanali<\/em>. Cifre diverse da quelle che giravano \u2013 lo stesso Macron in campagna elettorale aveva parlato di 350,00 mensili \u2013 ma che costituiscono una condizione evidentemente problematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le misure politiche nel mirino sono in parte collegate al\u00a0<em>Green Deal<\/em>\u00a0della Commissione von der Leyden, presentato a dicembre 2019. L\u2019attenzione dei media si \u00e8 focalizzate su di esse, spingendo quella semplicistica narrativa che abbiamo visto, in cui l\u2019 \u201cambientalismo\u201d della Commissione si scontra con la protesta dal basso \u2013 dipinta, a seconda dei casi come la genuina espressione di ceti popolari o l\u2019egoismo piccolo-borghese di destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019opposizione a tali misure \u00e8 reale \u2013 si dovr\u00e0 citare la Legge sul Ripristino della Natura, che impone fra l\u2019altro ai terreni agricoli un obbligo di \u201criposo\u201d per una percentuale della sua superficie. Ma vanno considerati gli elementi di lungo periodo che hanno portato alla situazione odierna, nella quale la perentoria necessit\u00e0 della salvaguardia ambientale fa passare in secondo piano un dibattito ragionato su \u201cchi paga il conto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli elementi strutturali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per restituire la complessit\u00e0 della situazione si devono invece citare tre ordini di fattori, che restituiscono alcuni dei nodi strutturali sottostanti alle proteste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo \u00e8 la\u00a0<strong>mercantilizzazione del settore in un quadro di crescente concorrenza<\/strong>, che favorisce le aziende agricole\u00a0<em>pi\u00f9 grandi<\/em>\u00a0(si pensi alla distribuzione iniqua delle risorse comunitarie della PAC) con un\u00a0<strong>modello produttivo<\/strong>\u00a0sempre pi\u00f9 dipendente da pacchetti tecnologici elaborati dai giganti dell\u2019agrobusiness. Il mondo tradizionale dei contadini e le piccole imprese sono crescentemente marginalizzate ed indebitate, strette in una morsa. Da una parte i fattori produttivi sono sempre pi\u00f9 riconducibili al mercato globale dominato da un oligopolio molto made in Usa, in balia di prezzi fluttuanti per motivi completamente estranei alle dinamiche del territorio. Dall\u2019altra stanno i veri soggetti forti del sistema: la grande distribuzione, che assume un potere spropositato, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 centralizzata in poche mani. I contadini si trovano a divenire come un ingranaggio mediano di una filiera dominata da una logica ben precisa, con l\u2019alternativa di adeguarsi o morire; le aziende che riescono ad adeguarsi, anche in termini dimensionali, sopravanzano coloro che non riescono a fare il \u201csalto\u201d. Le nicchie di sopravvivenza sono pochissime, soprattutto in tempi di crisi in cui l\u2019abbattimento di costi consentito dalle gigantesche economie di scala diventa attrattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va aggiunto che il costo dei fertilizzanti \u00e8 esploso a motivo dell\u2019aumento del prezzo del gas con la guerra di sanzioni lanciato da Usa e Ue contro la Russia. Per citare un articolo di Politico \u201ci margini di profitto degli agricoltori [sono] stati indeboliti da periodi di espansione e recessione non solo nei prezzi ottenuti dai loro prodotti, ma anche nei costi di produzione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il modello agroindustriale attuale \u00e8 stato sistematicamente promosso dalla Ue, una istituzione notoriamente permeabile alle lobby, fra le quali il settore alimentare \u00e8 fortissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La incoerenza di\u00a0<em>promuovere per decenni l\u2019agrobusiness e di cercare una compensazione sul piano ambientale<\/em>\u00a0(senza modificare tale assetto!)\u00a0<em>facendo pagare il conto agli agricoltori<\/em>\u00a0non sfugge a chi, come gli aderenti a Via Campesina (una associazione mondiale di agricoltori che ha coniato l\u2019espressione sovranit\u00e0 alimentare) si vede di fronte lo stesso sistema che cerca di gestire le proprie ricadute ecologiche preservando tutte le sue gerarchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo \u00e8 l<strong>a concorrenza sempre pi\u00f9 esasperata da vari accordi di libero scambio<\/strong>\u00a0come il CETA (Ue-Canada, in applicazione provvisoria), Ue-MERCOSUR (con vari paesi dell\u2019America Latina, non ancora in vigore). L\u2019opposizione a tali trattati \u2013 che la stampa ha visto bene di glissare \u2013 \u00e8 esplicita, ed ha spinto il ministro francese delle Finanze ad esprimere la sua contrariet\u00e0 al trattato coi paesi del Sudamerica, promettendo l\u2019opposizione della Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo \u00e8\u00a0<strong>la oscillazione dei prezzi dei prodotti agricoli e dei loro fattori produttivi<\/strong>, in specie i fertilizzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il ruolo della finanza speculativa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ultimo problema \u00e8 di natura finanziaria, e gli anni seguenti lo scoppio della crisi del 2007-08 ne ha dato una illustrazione eloquente. I prezzi delle derrate alimentari si sono impennati perch\u00e9 nelle maggiori borse mondiali c\u2019\u00e8 un interscambio di prodotti finanziari legati ad esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come gi\u00e0 spiegava nel 2011 Jayati Gosh, importante economista indiana, il problema nasce da prodotti finanziari (<em>derivati<\/em>) che consentono l\u2019acquisto del bene in un secondo momento a prezzo invariato. Per chi vuole comprarlo davvero \u00e8 una assicurazione contro il rischio del rialzo di prezzi. Chi invece la merce in senso materiale non la guarder\u00e0 nemmeno compra il prodotto finanziario e basta agendo solo sul piano virtuale. Ma perch\u00e9 lo fa? Per rivenderlo a prezzo maggiorato, conseguendo un profitto da una mera variazione di prezzo. Se per esempio, per un motivo qualsiasi il prezzo del grano aumenta, i derivati diventano molto richiesti, e si attiva una domanda (cio\u00e8 degli acquirenti) che comprano attendendosi una crescita ulteriore del prezzo. Potremmo dire che la domanda \u00e8\u00a0<em>drogata<\/em>\u00a0(nel senso di \u201caumentata artificialmente\u201d da una componente illusoria) da un andamento crescente dei prezzi: a chi compra non interessa trattare con i beni in senso materiale, ma solo di operare sulla composizione del proprio portafogli di attivit\u00e0 finanziarie e sul relativo rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo per\u00f2 orienta anche i prezzi di chi i beni<em>\u00a0li vende davvero<\/em>, e ricade alla fine su tutti gli anelli di quella catena che \u00e8 la filiera produttiva. Se questo pu\u00f2 essere un disastro per l\u2019economia (pensiamo alla oscillazione del prezzo della benzina, dell\u2019energia, dei metalli), quando vengono coinvolte le materie prime alimentari, una impennata dei prezzi si traduce in morti di fame e disordini sociali. Ed in ogni caso la oscillazione dei prezzi crea problemi per la produzione \u2013 cio\u00e8 coltivazione \u2013 di cibo, che essendo necessario alla sussistenza umana richiederebbe una tutela diversa da beni meno necessari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 passato nell\u2019arco di due-tre anni dagli studi accademici alla divulgazione di massa. Se nel 2007 tali analisi era praticamente riservata a specialisti di carattere quasi iniziatico, nel 2010-12 il dibattito politico se n\u2019era impossessato. Molti studi divulgativi risalgono a tale periodo, e a mano a mano che la crisi si allontanava la memoria collettiva di tali meccanismi \u00e8 inevitabilmente sbiadita. Ma ci\u00f2 \u00e8 confermato puntualmente da ricerche pi\u00f9 recenti: ad esempio Manogna-Kulkurni 2024 secondo cui \u201cmaggiore \u00e8 il grado di finanziarizzazione dei prodotti agricoli, pi\u00f9 drammatica \u00e8 la volatilit\u00e0 dei loro prezzi e pi\u00f9 significativo \u00e8 l\u2019impatto negativo sulla sicurezza alimentare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il provvedimento che apre la strada alla speculazione nell\u2019ambito agricolo \u00e8 una legge Usa del 2000 e si chiama CFMA (Commodity Futures Modernization Act). Poco dopo (nel 2004) la Ue approvata la direttiva MiFiD (Markets in Financial Instruments Directive ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Viste le catastrofiche conseguenze di tale liberalizzazione si era annunciato che la direttiva sarebbe stata cambiata. E cos\u00ec fu: nel 2018 \u00e8 stata varata la MiFiD II. Con quali risultati? Nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una ricerca del 2021 stima quanto essa abbia rallentato la volatilit\u00e0 dei prezzi, ed il risultato \u00e8 sconfortante: \u201cLa conclusione principale \u00e8 che le disposizioni legali della MiFID II non hanno portato ad alcuna diminuzione della volatilit\u00e0 nel caso delle borse valori dell\u2019Europa occidentale considerate\u201d. Fiasco totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fronte di questi problemi, le politiche della Commissione legate al Green Deal aggiungono maggiore pressione ad una situazione gi\u00e0 molto deteriorata. Coloro che contrastano l\u2019ambientalismo di establishment (specialmente coloro che hanno una spiccata e dogmatica propensione antiambientalista) si concentrano su un problema reale, ma\u00a0<em>senza vedere il quadro completo<\/em>\u00a0della situazione accorceranno solo dell\u2019ultimo miglio un percorso che viene da molto, molto lontano, al massimo guadagneranno tempo prima che qualcos\u2019altro faccia esplodere la situazione. L\u2019opzione di affrontare i problemi strutturali del mondo dell\u2019agricoltura semplicemente non ha nessuna reale alternativa.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/06\/la-rivolta-dei-contadini-in-europa\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/06\/la-rivolta-dei-contadini-in-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon) Perch\u00e9 in tutta Europa gli agricoltori scendono in piazza? Quali sono le dinamiche politiche e i nodi strutturali alla base delle proteste? In diversi paesi europei \u00e8 esplosa la rivolta dei contadini. I dimostranti bloccano strade e citt\u00e0 con i loro veicoli, sfilano e manifestano a migliaia. Chi pensava che si dovesse archiviare il mondo contadino a favore della modernit\u00e0 industriale o delle dinamiche cos\u00ec\u00a0smart\u00a0del digitale, dovr\u00e0 ricredersi. 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