{"id":83798,"date":"2024-02-09T08:20:27","date_gmt":"2024-02-09T07:20:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83798"},"modified":"2024-02-08T09:28:21","modified_gmt":"2024-02-08T08:28:21","slug":"il-conflitto-del-dnestr-trentanni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83798","title":{"rendered":"Il conflitto del Dnestr, trent\u2019anni dopo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di\u00a0 OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Giorgio Comai)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Tiraspol, Transnistria (Moldavia) \u00a9 Calebowens1\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/aree\/transnistria\/il-conflitto-del-dnestr-trent-anni-dopo-229770\/2206220-5-ita-IT\/Il-conflitto-del-Dnestr-trent-anni-dopo.jpg\" alt=\"Tiraspol, Transnistria (Moldavia) \u00a9 Calebowens1\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Tiraspol, Transnistria (Moldavia) \u00a9 Calebowens1\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Un volume di recente pubblicazione esplora i retroscena sulla violenza che ha accompagnato la secessione de facto della Transnistria dalla Moldavia. Tre decenni dopo, trovare nuove risposte a vecchie questioni rimane fondamentale per evitare un inasprimento delle tensioni attualmente in corso<\/p>\n<div><\/div>\n<p>Nel 1992, quando le tensioni lungo il Dnestr aprirono la strada ad un confronto armato aperto, i morti si contavano a centinaia e gli sfollati a migliaia; i presidenti di Russia e Moldavia firmarono infine un cessate il fuoco che pose fine alle violenze, sancendo la creazione della Transnistria come entit\u00e0 indipendente\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0all\u2019interno dei confini internazionalmente riconosciuti della Moldavia.<\/p>\n<p>Ora come allora, le violenze in Moldavia sono state oscurate da guerre di magnitudine molto maggiore: in Caucaso, nei Balcani e, pi\u00f9 di recente, in Ucraina. Ciononostante, la brutalit\u00e0 degli eventi che si verificarono lungo il Dnestr hanno lasciato un segno nella memoria collettiva delle societ\u00e0 coinvolte. Trent\u2019anni dopo, il conflitto di lunga data tra Tiraspol e Chi\u0219in\u0103u \u00e8 ancora irrisolto,\u00a0<a title=\"Link a le dinamiche scaturite dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina contribuiscono ad aumentare la tensione\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Transnistria\/Transnistria-ultimo-anno-con-il-gas-russo-229417\">le dinamiche scaturite dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina contribuiscono ad aumentare la tensione<\/a>, e alcuni dei problemi principali alla base del conflitto restano senza risposta.<\/p>\n<p>Oggi come allora, infatti, c\u2019\u00e8 ancora disaccordo su quali siano\u00a0<em>effettivamente<\/em>\u00a0i problemi che stanno alla base di questo conflitto e che lo rendono irrisolvibile. Come descritto da Eugen Str\u0103u\u021biu nell\u2019introduzione ad un volume recentemente pubblicato sul tema, \u201c<a title=\"Link a The Armed Conflict of the Dniester, Three Decades Later\" href=\"https:\/\/www.peterlang.com\/document\/1319009\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Armed Conflict of the Dniester, Three Decades Later\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u201d, esistono in realt\u00e0 tre aspetti che vengono regolarmente considerati per tentare di spiegare cosa abbia determinato l\u2019emergere di questo conflitto.<\/p>\n<p>Alcuni studiosi evidenziano il risveglio delle coscienze nazionaliste in concomitanza con la fine dell\u2019Unione Sovietica: la presa del potere da parte delle nuove \u00e9lite nazionaliste di Chi\u0219in\u0103u fu presto seguita dall\u2019introduzione di\u00a0<a title=\"Link a nuove leggi sulla lingua\" href=\"https:\/\/giorgiocomai.eu\/post\/1989-language-laws-in-moldova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove leggi sulla lingua\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>che portarono rapidamente a una frattura con i residenti russofoni della Transnistria, molti dei quali provenivano da altre aree dell\u2019URSS. Secondo questa linea di pensiero, la principale causa del conflitto fu quindi la presenza di questioni identitarie che andavano ben al di l\u00e0 degli aspetti pi\u00f9 pratici relativi alle nuove leggi in materia di tutele linguistiche.<\/p>\n<p>Una spiegazione complementare si concentra invece sul ruolo delle \u00e9lite: il conflitto non scoppi\u00f2 a causa della ribellione dei gruppi minoritari marginalizzati, ma piuttosto dalle potenti \u00e9lite della Transnistria che temevano di perdere la loro posizione di primazia. Un terzo approccio mette invece in luce le interpretazioni geopolitiche del conflitto ed evidenzia il ruolo giocato dalla Russia, a partire dal suo coinvolgimento militare nel 1992 fino al supporto ricevuto da Tiraspol nei decenni seguenti.<\/p>\n<p>Quanto accaduto tra il 1989 e il 1992, quando il conflitto stava prendendo forma, potrebbe sembrare scarsamente rilevante per sviluppare approcci pragmatici in risposta alla trasformazione di questo conflitto nel 2024, in uno scenario radicalmente modificato dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e dal cammino verso l\u2019integrazione europea intrapreso dalla Moldavia. Tuttavia, nonostante siano trascorsi pi\u00f9 di tre decenni dalle fasi pi\u00f9 violente del conflitto, il fatto che persistano interpretazioni differenti delle cause scatenanti del conflitto ha ancora delle conseguenze sulle politiche adottate in questi mesi per superare lo stallo.<\/p>\n<p>Per esempio, se il conflitto viene inquadrato principalmente in termini di imperialismo russo ed \u00e9lite locali interessate solo ai propri vantaggi personali, ci\u00f2 avr\u00e0 sicuramente un impatto significativo sulla tipologia di politiche da considerare<em>.<\/em><\/p>\n<h3><strong>Tratti di continuit\u00e0, al di l\u00e0 dei tanti cambiamenti<\/strong><\/h3>\n<p>Per sua parte, \u201c<a title=\"Link a The Armed Conflict of the Dniester\" href=\"https:\/\/www.peterlang.com\/document\/1319009\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Armed Conflict of the Dniester\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u201d d\u00e0 meritevolmente spazio a diverse prospettive, e offre spunti interessanti sia ai lettori interessati a conoscere i dettagli degli eventi dei primi anni Novanta, sia a coloro i quali cercano un\u2019analisi pi\u00f9 ampia del ruolo degli attori esterni &#8211; e nello specifico della Russia &#8211; nei decenni successivi. Inoltre, leggere delle specifiche dinamiche del passato pu\u00f2 contribuire a guardare con maggior occhio critico ad alcune ipotesi sul presente.<\/p>\n<div class=\"panel panel-primary object-right hidden-xs hidden-sm\">\n<div class=\"panel-heading\">\n<table style=\"border-collapse: collapse;width: 100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%\">\n<div class=\"panel-heading\">\n<h3 class=\"panel-title\">The Armed Conflict of the Dniester, Three Decades Later<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"panel-body\">\n<div class=\"embed object-left\">\n<div class=\"content-view-embed\">\n<div class=\"class-image\">\n<div class=\"attribute-image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/media\/images\/libro-transinistria\/2206241-1-ita-IT\/libro-transinistria_large.png\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Eugen Str\u0103u\u021biu (editore del volume), Steven D. Roper (editore), William E. Crowther (editore), Dareg Zabarah-Chulak (editore), Victor Juc (editore), Robert E. Hamilton (editore)<\/em><\/p>\n<p>Il volume nasce da un bando pubblico lanciato dal Laboratorio per l\u2019Analisi del Conflitto in Transnistria (LACT, Universit\u00e0 Lucian Blaga di Sibiu) in collaborazione con l\u2019<em>Associazione Storia Balcanica<\/em>\u00a0(Bucarest).<\/p>\n<p>Il\u00a0<a title=\"Link a LACT\" href=\"https:\/\/centers.ulbsibiu.ro\/ccsprise\/lact\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LACT\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u00e8 da tempo un punto di riferimento per lo studio accademico del conflitto, ospita eventi e pubblica ricerche inedite, tra le quali anche un annuario.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"panel-body\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ad esempio, nel suo contributo al volume Keith Harrington analizza le pubblicazioni e le dichiarazioni rilasciate tra il 1989 e il 1992 dai Soviet locali nelle zone che sarebbero state poi controllate dalle autorit\u00e0\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0di Tiraspol, e rileva importanti critiche al progetto separatista da un punto di vista nazionale, legale e fattuale. Gesti di sfida, come sventolare la bandiera tricolore moldava, vennero tuttavia presto banditi, e altre forme pubbliche di opposizione divennero insostenibili negli anni successivi. Ad oggi, sarebbe impossibile valutare l\u2019apertura ad una fondamentale rinegoziazione dello stato della Transnistria basata su fonti pubbliche locali; ci\u00f2 non implica un sostegno incontestato per la causa separatista.<\/p>\n<p>Dareg Zabarah-Chulak definisce i volontari che arrivavano dalla Russia per combattere per la causa della Transnistria come \u201cvolontari non-residenti\u201d anzich\u00e9 \u201c<em>foreign fighters<\/em>\u201d (o \u201ccombattenti stranieri\u201d): il passato Sovietico era effettivamente cos\u00ec vicino che il loro essere stranieri non appariva ovvio. Per certi versi, ci\u00f2 potrebbe valere anche per la Quattordicesima Armata, sovietica prima e russa poi, che si rivel\u00f2 fondamentale per permettere il separatismo della Transnistria: si trovava infatti sotto il controllo formale delle autorit\u00e0 di Mosca, ma i suoi membri erano principalmente arruolati localmente, e nei momenti chiave sia la leadership che le truppe sembravano nettamente pi\u00f9 vicine a Tiraspol che a qualunque ordine proveniente dall\u2019amministrazione Yeltsin.<\/p>\n<p>Tre decenni dopo, la Quattordicesima Armata in quanto tale non esiste pi\u00f9, ma la Russia continua ad avere un\u00a0<a title=\"Link a contingente militare\" href=\"https:\/\/ru.wikipedia.org\/wiki\/%D0%9E%D0%BF%D0%B5%D1%80%D0%B0%D1%82%D0%B8%D0%B2%D0%BD%D0%B0%D1%8F_%D0%B3%D1%80%D1%83%D0%BF%D0%BF%D0%B0_%D1%80%D0%BE%D1%81%D1%81%D0%B8%D0%B9%D1%81%D0%BA%D0%B8%D1%85_%D0%B2%D0%BE%D0%B9%D1%81%D0%BA_%D0%B2_%D0%9F%D1%80%D0%B8%D0%B4%D0%BD%D0%B5%D1%81%D1%82%D1%80%D0%BE%D0%B2%D1%8C%D0%B5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contingente militare\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>composto in larga misura da residenti della zona: svolge diverse attivit\u00e0, dal partecipare a forze congiunte di peacekeeping, a sorvegliare un\u00a0<a title=\"Link a deposito di munizioni \" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Cobasna_ammunition_depot\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">deposito di munizioni\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>sovradimensionato (una rimanenza sovietica) a, presumibilmente, dimostrare anche militarmente la dedizione russa alla regione. Si tratta comunque di un piccolo contingente locale, a lungo isolato dalla madrepatria e per il quale nel contesto attuale \u00e8 difficile immaginare vie di approvvigionamento realistiche, n\u00e9 via terra n\u00e9 per via aerea: l\u2019esercito russo non \u00e8 nella posizione di imporre soluzioni con la forza, come invece riusc\u00ec a fare nel 1992.<\/p>\n<p>Il volume include inoltre un capitolo dedicato alle memorie pubblicate sugli anni del conflitto; in un momento storico in cui sia i protagonisti dei conflitti che chi li osserva condividono pubblicamente e ininterrottamente le loro prospettive in tempo reale, si tratta di un forte richiamo alla natura marcatamente pre-digitale del conflitto armato lungo il Dnestr.<\/p>\n<h3><strong>La Russia continua ad essere un interlocutore imprescindibile?<\/strong><\/h3>\n<p>Comprensibilmente, la Russia riceve importanti attenzioni sia nei capitoli che si concentrano sulle fasi iniziali sia in quelli che affrontano gli sviluppi degli ultimi trent\u2019anni, anche in riferimento a strategie di negoziazione e di risoluzione del conflitto. Gli interessi di Mosca nel conflitto sono stati effettivamente molto evidenti fin dai suoi albori.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, tuttavia, i tempi sembrerebbero essere maturi per chiedersi se Mosca continuer\u00e0 ad essere l\u2019inevitabile interlocutore che \u00e8 stato a lungo sia per Tiraspol che per Chi\u0219in\u0103u. A prescindere dagli aiuti russi, i collegamenti economici diretti sono sempre pi\u00f9 deboli: secondo le\u00a0<a title=\"Link a statistiche\u00a0rilasciate dalla Transnistria\" href=\"https:\/\/novostipmr.com\/ru\/news\/24-01-16\/pridnestrovskiy-eksport-v-rossiyu-v-2023-godu-snizilsya-na-44\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">statistiche<em>\u00a0<\/em>rilasciate dalla Transnistria\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, le esportazioni totali della regione verso la Russia nel 2023 ammontavano a meno di 50 milioni di dollari. Ancora pi\u00f9 importanti sono le dinamiche che riguardano Chi\u0219in\u0103u: la Moldavia \u00e8 oggi molto meno legata alla Russia da rimesse, commercio o forniture energetiche, ed \u00e8 dunque molto pi\u00f9 resiliente di fronte a potenziali misure ritorsive.<\/p>\n<p>Con il senno di poi, Anatoliy Dirun sembrerebbe aver ragione a suggerire, nel suo contributo al volume, che \u201cil principale errore di valutazione commesso dalla leadership militare moldava [nel 1992] fosse l\u2019infondata fiducia nel fatto che le unit\u00e0 russe della Quattordicesima Armata non sarebbero intervenute nel conflitto\u201d. Ad oggi, fintanto che l\u2019Ucraina resiste, la Russia non costituisce una minaccia militare per la Moldavia, ma Mosca ha chiaramente dimostrato la sua volont\u00e0 di tentare di interferire negli affari politici interni della Moldavia attraverso vari mezzi &#8211; un approccio che, per molti versi, \u00e8 molto pi\u00f9 insidioso e difficile da gestire senza intaccare eccessivamente i processi democratici.<\/p>\n<p>A distanza di tre decenni, il ruolo della Russia non dovrebbe essere sminuito. Ciononostante, se si considera quanti cambiamenti ci siano stati dagli anni di violenza descritti in \u201c<a title=\"Link a The Armed Conflict of the Dniester\" href=\"https:\/\/www.peterlang.com\/document\/1319009\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Armed Conflict of the Dniester\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>\u201d, potrebbe essere giunto il momento di inquadrare il conflitto in una prospettiva diversa. Per molti versi, riflettere su soluzioni al conflitto ha implicato per tanti anni un\u2019attenzione sproporzionata alle possibili reazioni del Cremlino davanti alle varie proposte. Concentrarsi sui processi che potrebbero portare a un esito migliore per le popolazioni che vivono su entrambe le sponde del Dnestr, anzich\u00e9 su cosa ne potrebbe pensare il Cremlino, sembra essere ora pi\u00f9 che mai una priorit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato scritto all\u2019interno del progetto \u201c<a title=\"Link a Analisi di contesto e di scenario di crisi in Moldavia e Transnistria\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Progetti\/Analisi-di-contesto-e-di-scenario-di-crisi-in-Moldavia-e-Transnistria\">Analisi di contesto e di scenario di crisi in Moldavia e Transnistria<\/a>\u201d, implementato in cooperazione con l\u2019<a title=\"Link a Agenzia per il Peacebuilding\" href=\"https:\/\/www.peaceagency.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agenzia per il Peacebuilding\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>e realizzato con il supporto del Ministero Italiano per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale ex art. 23 bis, D.P.R. 18\/1967. Tutte le opinioni espresse nell&#8217;ambito di questo progetto rappresentano l&#8217;opinione dei loro autori e non quelle del Ministero.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Transnistria\/Il-conflitto-del-Dnestr-trent-anni-dopo-229770\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Transnistria\/Il-conflitto-del-Dnestr-trent-anni-dopo-229770<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Giorgio Comai) Tiraspol, Transnistria (Moldavia) \u00a9 Calebowens1\/Shutterstock Un volume di recente pubblicazione esplora i retroscena sulla violenza che ha accompagnato la secessione de facto della Transnistria dalla Moldavia. 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