{"id":83841,"date":"2024-02-12T11:03:47","date_gmt":"2024-02-12T10:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83841"},"modified":"2024-02-12T11:03:47","modified_gmt":"2024-02-12T10:03:47","slug":"a-che-ora-e-la-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83841","title":{"rendered":"A che ora \u00e8 la fine del mondo?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-83842 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fate-presto-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fate-presto-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fate-presto.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 essere ambientalisti in tanti modi, anche senza per forza sposare un riduzionismo elitario e apocalittico all\u2019insegna del \u201cFate presto!\u201d. D\u2019altra parte la storia pi\u00f9 recente ci rende istruiti circa il segno regressivo di tale logica, non solo perch\u00e9 essa deprime la vitalit\u00e0 democratica e alimenta false polarizzazioni, ma anche perch\u00e9, di austerit\u00e0 in decrescita, pu\u00f2 essere facilmente curvata a vantaggio degli interessi di pochi privilegiati e declinata in termini di impoverimento generalizzato. Sullo sfondo il tentativo\u00a0della macchina occidentale in crisi di strumentalizzare, ancora adesso, la questione green per rilanciare e rilegittimare se stessa sia sul fronte produzione-consumo, sia sul fronte ideologico e di lotta geopolitica. Senza dimenticare l\u2019emergenzialismo come sottosuolo spirituale del nostro tempo circondato da un misto di chiusura asfittica di orizzonti e di \u201cedonia depressa\u201d. Soprattutto, l\u2019emergenza \u2013 scrive\u00a0<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/democrazia-ultimo-atto-carlo-galli-9788806257736\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carlo Galli<\/a>\u00a0\u2013 \u201ccomprime il diritto di critica, le voci di dissenso, e implica una tendenziale uniformazione, la discriminazione del non-conforme, del nemico interno \u2013 l\u2019accusa di essere \u00abno-vax\u00bb ha colpito chiunque chiedesse spiegazioni, o eccepisse in qualsivoglia modo le misure decise dalla politica e legittimate dalla scienza -: il che \u00e8 ovviamente pericoloso per la democrazia\u201d. L\u2019uso politico-mediatico delle emergenze, reali o enfatizzate che siano, diventa cio\u00e8 lo sfondo e la copertura ideologica per assolutizzare alcuni temi e sottrarli alla discussione pubblica, sancendo tanto l\u2019insindacabilit\u00e0 del bene superiore (nel nome del quale vengono richiesti sacrifici continui che non possono essere oggetto di dissenso), quanto l\u2019intrascendibilit\u00e0 dell\u2019ordine esistente, falsamente ricomposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma forse c\u2019\u00e8 qualcosa di ancora pi\u00f9 profondo. In questo senso c\u2019\u00e8 chi vede nell\u2019appello ecologista i segni di una nuova religione, che partecipa in una forma pi\u00f9 igienizzata, fra profezie di catastrofe e speranze di salvezza, alle nuove forme di spiritualit\u00e0 che attraversano l\u2019Occidente secolarizzato e in crisi di identit\u00e0: una sorta di paganesimo, secondo alcuni, rivisitato alla luce dell\u2019ecologia con i suoi riferimenti a un divino naturale. Si passa cos\u00ec da un\u2019idea di natura \u201cmatrigna\u201d ad una concezione salvifica della stessa, mentre antropocentrismo e volont\u00e0 di potenza rimangono elementi centrali ma celati dietro sembianze rovesciate (il suprematismo etico pu\u00f2 forse essere considerato espressione di tutto ci\u00f2). D\u2019altronde lo spirito religioso, tra ansie apocalittiche, attese palingenetiche e tendenze ad assolutizzare, non scompare mai del tutto, ma si sposta, pi\u00f9 o meno sottobanco, da un \u201ccentro spirituale di riferimento\u201d ad un altro. Di conseguenza non sbaglia chi ritiene manicheismo (che ci chiama ad una eterna lotta del Bene contro il Male, assuma quest\u2019ultimo il fantasma delle autocrazie o del negazionista di turno) e millenarismo (si veda l\u2019ossessione da fine del mondo imminente) le coordinate di senso del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 veramente paradossale, per\u00f2, \u00e8 come i rischi pi\u00f9 grandi di catastrofe, legati ai nuovi scenari di \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, vengano invece ampiamente sottovalutati, cos\u00ec come viene costantemente misconosciuta, nella rappresentazione edulcorante e priva di senso storico-dialettico dei nostri giorni, la natura opaca, ambivalente e problematica dell\u2019umano, abitata da un \u201cimpasto pulsionale\u201d di tendenze contrarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostenere tutto questo non significa comunque sottovalutare il problema concernente i cambiamenti climatici che, al netto dei toni apocalittici, producono effetti sempre pi\u00f9 tangibili. Oppure negare l\u2019impatto delle attivit\u00e0 umane sulle accelerazioni riguardanti gli incrementi di temperatura attuali, un dato questo riconosciuto da larga parte della comunit\u00e0 scientifica. Quello che si vuole qui criticare \u00e8 il rapporto tra tali evidenze e la loro declinazione tanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41558-023-01784-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">catastrofista e allarmistica<\/a>, quanto pauperistica e tecnocratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da pi\u00f9 parti ci giunge il lamento: \u201cnon c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 tempo\u201d o addirittura \u201cormai \u00e8 finito il tempo\u201d. Eppure non si capisce perch\u00e9 non si possa assumere un approccio pi\u00f9 laico e meno enfatico, perch\u00e9 non si possa ragionare anche nell\u2019ottica della mitigazione del danno e in termini di adattamento a situazioni inedite piuttosto che assumere esclusivamente la prospettiva dell\u2019azzeramento totale dei processi: pretendere di\u00a0governare per intero il clima ci pare illusorio, ma \u00e8 comprensibile che l\u2019uomo non si rassegni alla perdita di centralit\u00e0 nell\u2019universo e continui a credere che tutto dipenda nel bene e nel male dalle sue opere. Inoltre, non si comprende perch\u00e9 ci\u00f2 che ispira il principio di precauzione in fatto di ridimensionamento delle azioni clima-alternanti (prudenza, equit\u00e0, proporzionalit\u00e0, adeguatezza e ragionevolezza) non debba valere anche quando si riflette sugli effetti delle azioni da intraprendere, sui diversi interessi da contemperare, sull\u2019impatto che tali misure possono avere sulle condizioni di vita concreta delle persone qui ed ora, quindi ancora una volta sul rapporto tra la certezza dei costi attuali e la possibilit\u00e0 dei benefici futuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo assistiamo a questo paradosso: c\u2019\u00e8 da \u201cfare presto\u201d quando si tratta di chiedere sacrifici e cambiamenti immediati nelle abitudini di vita della maggioranza della popolazione, ma la stessa urgenza non vale quando si denunciano ben pi\u00f9 consistenti minacce per l\u2019ambiente, quali ad esempio le dinamiche di guerra o le vie assai trafficate del commercio internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio, quanto mai evidente, \u00e8 che anche in questo caso si riproponga il nesso di consequenzialit\u00e0 tra (presunta) neutralit\u00e0 della tecno-scienza e azzeramento della politica democratica nel nome del celebre motto \u201cThere is no alternative\u201d di matrice liberal-tecnocratico, con tutte le conseguenze che ben conosciamo in fatto di austerit\u00e0 per il 99%, di eterni benefici per l\u20191% e di spoliticizzazione integrale. Il tutto condito da dosi massicce di fanatismo, moralismo e caccia alle streghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto questo, la questione ambientale resta un terreno di battaglia centrale e ineludibile. Si tratta tuttavia di pensare ad un ecologismo del 99% capace di intrecciare quella grande domanda di una qualit\u00e0 della vita diversa che attraversa la nostra societ\u00e0. Ricercando un nesso profondo tra questione sociale, questione ecologica e questione democratica\/nazionale, nel nome di un\u2019idea di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/democrazia-stato-rivoluzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">socialismo comunitario del vivir bien<\/a>\u00a0e in vista di un ecologismo che non si esaurisca nell\u2019esemplarit\u00e0 dei gesti individuali, ma si ponga l\u2019obiettivo di ribaltare le fondamenta dei processi di integrazione sovranazionale degli ultimi decenni, a partire dal dogma della libera circolazione di merci e capitali. Le istanze da rivendicare sono molteplici: dalla riduzione dell\u2019orario di lavoro alla mobilit\u00e0 sostenibile, dalla lotta agli sprechi e all\u2019inquinamento alla messa in sicurezza del territorio, dal contrasto alla speculazione edilizia alla\u00a0tutela del\u00a0patrimonio storico-artistico\u00a0del nostro Paese, passando per un nuovo paradigma urbanistico che favorisca relazioni diverse contro i tanti fattori di solitudine ed esclusione del nostro tempo. Questi alcuni temi, ma l\u2019elenco delle urgenze \u00e8 troppo lungo per ricondurre il tutto ad una sintesi efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ogni caso abbiamo gi\u00e0 sperimentato in passato esperienze di successo capaci di coinvolgere un\u2019ampia fascia di popolazione, basti pensare alla battaglia referendaria in difesa dell\u2019acqua pubblica del 2011: esempio di ecologismo egemonico che oggi forse sarebbe considerato troppo al di sotto del firmamento retorico dei tanti manifesti strumentalmente alimentati da ampi settori del\u00a0<em>mainstream<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec come viene comunemente declinato e propagandato (tutto schiacciato in maniera spesso isterica e dogmatica sul tema comunque importante dei cambiamenti climatici), il messaggio ecologista, questa almeno \u00e8 la sensazione di chi scrive, rischia invece di rimanere confinato a un circolo ristretto di pochi ma rumorosi affezionati e risolversi in un conflitto a bassa intensit\u00e0 politica cavalcato cinicamente dai nuovi poteri globali.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/12\/a-che-ora-e-la-fine-del-mondo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/12\/a-che-ora-e-la-fine-del-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Giulio Di Donato) Si pu\u00f2 essere ambientalisti in tanti modi, anche senza per forza sposare un riduzionismo elitario e apocalittico all\u2019insegna del \u201cFate presto!\u201d. 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