{"id":83845,"date":"2024-02-12T11:30:13","date_gmt":"2024-02-12T10:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83845"},"modified":"2024-02-12T11:12:03","modified_gmt":"2024-02-12T10:12:03","slug":"tutto-cio-che-fai-per-me-senza-di-me-lo-fai-contro-di-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83845","title":{"rendered":"Tutto ci\u00f2 che fai per me senza di me, lo fai contro di me"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Francesco Pietrobelli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-83846 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gazzetta-popolo-300x159.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gazzetta-popolo-300x159.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gazzetta-popolo-1024x542.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gazzetta-popolo-768x406.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gazzetta-popolo.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Quando si parla di politica, si tende a distinguere fra l\u2019efficacia \u2013 il riuscire a ottenere risultati concreti in tempo breve \u2013 e la legittimit\u00e0 \u2013 il fatto che un\u2019azione di governo sia supportata dai cittadini, che chi \u00e8 al governo sia stato votato e riconosciuto dal popolo come suo rappresentante. Come se un governo potesse essere efficiente ma non avere il sostegno popolare, oppure essere appoggiato dai cittadini ma dimostrarsi incompetente. Pu\u00f2, per\u00f2, davvero esistere, in assenza di legittimit\u00e0 e voce popolare, un governo che favorisca il bene comune in modo efficace?\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"cc-m-12048665477\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00abTutto ci\u00f2 che fai per me senza di me, lo fai contro di me\u00bb<\/strong>. Un detto spesso attribuito a Gandhi, ma che proviene dall\u2019Africa centrale, come riportato da David Von Reybrouck in\u00a0<em>Contro le elezioni. Perch\u00e9 votare non \u00e8 pi\u00f9 democratico<\/em>. Un detto che, per certi aspetti, sembrerebbe contraddire i luoghi comuni su quella che \u00e8 la politica al giorno d\u2019oggi, la quale sembra spesso\u00a0mostrare\u00a0<strong>l\u2019elettore che supporta e vota forze politiche incapaci, le quali\u00a0poi contraddicono la maggiore parte delle promesse con cui avevano convinto i cittadini in campagna elettorale<\/strong>.\u00a0<strong>Realt\u00e0 politiche legittime, ma non efficaci<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come sottolinea Reybrouck,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab La legittimit\u00e0 risponde alla domanda: in che misura il popolo \u00e8 d\u2019accordo con queste soluzioni? Fino a che punto riconosce l\u2019autorit\u00e0 del governo? \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un governo legittimo, cio\u00e8, sarebbe, a prima vista, quello il cui potere deriva dal popolo, rivelandosi cos\u00ec democratico.\u00a0<strong>Io agisco e divento l\u2019autorit\u00e0 politica perch\u00e9 i cittadini mi ritengono loro rappresentante.<\/strong>\u00a0Da questo punto di vista, sembra fondamentale che siano i cittadini a decidere chi deve governarli. Un concetto diffuso nella societ\u00e0 contemporanea:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Il\u00a0<em>World Values Survey<\/em>, un programma di ricerca internazionale su vasta scala, ha intervistato negli ultimi anni pi\u00f9 di 73.000 persone, in 57 paesi diversi, per un totale che rappresenta quasi l\u201985 per cento della popolazione mondiale. Alla domanda se la democrazia sia un buon metodo per governare il loro paese, non meno del 91,6 per cento delle persone interrogate ha risposto affermativamente. La percentuale della popolazione mondiale favorevole al concetto di democrazia non \u00e8 mai stata cos\u00ec elevata come ai giorni nostri. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro di Reybrouck \u00e8 del 2015, ma la centralit\u00e0 del concetto di\u00a0<strong>democrazia<\/strong>\u00a0\u00e8 tutt\u2019ora presente. Concetto che, seppur vago e soggetto a molteplici declinazioni, richiama con forza\u00a0<strong>l\u2019idea che il potere politico debba avere un fondamento popolare.<\/strong>\u00a0Che chi governa non pu\u00f2 farlo per imposizione, arbitrio, grazie all\u2019uso della forza, ecc.: deve farlo perch\u00e9 il popolo \u00e8 d\u2019accordo e lo dimostra tramite sistemi democratici, come le elezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ma siamo sicuri che questa fiducia nella democrazia sia cos\u00ec salda?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Succede una cosa strana con la democrazia: tutti sembrano aspirarvi, ma nessuno ci crede pi\u00f9. [\u2026] Lo stesso\u00a0<em>World Value Survey<\/em>\u00a0ha fatto notare che, nel mondo intero, il bisogno affermato di leader forti, \u201cche non necessitino di tenere conto di elezioni o di un Parlamento\u201d, \u00e8 considerevolmente aumentato negli ultimi dieci anni e che, al contrario, la fiducia nei parlamenti, nei governi e nei partiti politici ha raggiunto un livello storicamente basso. \u00c8 come se avessimo aderito all\u2019idea della democrazia, ma non alla sua pratica, per lo meno non alla sua pratica attuale. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La fiducia nei partiti, nel sistema elettorale, nei parlamentari che rappresentano i cittadini\u2026 cala sempre di pi\u00f9. Tutti gli organi centrali per le democrazie attuali sembrano godere di un supporto popolare misero:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab La sfiducia politica \u00e8 solo un elemento di uno stato d\u2019animo molto pi\u00f9 generale. Ma per quanto riguarda le istituzioni democratiche, \u00e8 chiaro che sono i partiti politici a confrontarsi con la crisi di fiducia pi\u00f9 grave: su una scala da 1 a 10, essi ottengono dai cittadini europei il voto medio di 3,9, seguiti dai governi (4 su 10), dai parlamenti (4,2 su 10) e dalla stampa (4,3 su 10). \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I politici eletti sembrano cos\u00ec lontani dal volere dei cittadini che la legittimit\u00e0 che scaturisce dal voto pare, per assurdo, illegittima.<\/strong>\u00a0E cos\u00ec, quei politici \u2013 i quali, dice Reybrouck,\u00a0<strong>\u00abper lo pi\u00f9, partono dal principio che i cittadini hanno valori diversi e meno elevati dei loro\u00bb<\/strong>, a sottolineare che la sfiducia popolo-politici \u00e8 reciproca \u2013 sembrano essere ci\u00f2 che di pi\u00f9 lontano si possa avere da delle persone che sappiano con coerenza sviluppare un\u2019azione di governo efficace e che tuteli il bene comune. Questo perch\u00e9 tali governi, che scaturiscono dalla democrazia contemporanea (di stampo occidentale, ma la cui diffusione ha preso direzioni globali), non risultato essere efficaci:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab L\u2019efficienza risponde alla domanda: di quanto tempo ha bisogno un governo per mettere in atto soluzioni reali ai problemi che si presentano? \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tempo di cui hanno bisogno i governi democratici per risolvere problemi reali pare, spesso, infinito:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab I parlamenti impiegano a volte una quindicina d\u2019anni per riuscire a votare una legge. I governi fanno sempre pi\u00f9 fatica a formarsi, sono spesso meno stabili e, alla fine del loro mandato, sono puniti sempre pi\u00f9 severamente dagli elettori. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12048665577\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12048665577\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0e009777537a5c6b\/version\/1706957164\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"553\" data-src-height=\"245\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i0e009777537a5c6b\/version\/1706957164\/image.jpg\" data-image-id=\"7767527677\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12048665677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elettori che votano sempre meno, non aderiscono a partiti politici, cambiano partito da un\u2019elezione all\u2019altra. Coi fatti dimostrano cio\u00e8 la sfiducia in politici che sembrano avvinghiati da un sistema di governo farraginoso, in cui si spende pi\u00f9 tempo in campagne elettorali, accordi di governo che vadano bene a tutti i partiti della coalizione e favoriscano gli interessi di ognuno, piuttosto che nell\u2019attuare pratiche politiche che sappiano essere efficaci e direzionate al bene comune.\u00a0<strong>Ecco, dunque, che sorge la necessit\u00e0 dell\u2019uomo forte.<\/strong>\u00a0Figura simbolica che sta a rappresentare la politica efficace, ma non legittima. Stufi di accordi politici, interessi personali e corruzione, campagne elettorali che sono solo un\u2019accozzaglia di bugie,\u00a0<strong>perch\u00e9 non affidarsi a un sistema politico che punti su chi \u00e8 competente?<\/strong>\u00a0Liberandolo dalla necessit\u00e0 di perdere tempo in campagne elettorali, siccome sar\u00e0 la stessa efficacia dell\u2019azione politica a legittimarlo. La vera rappresentanza, infatti, non sta tanto nell\u2019azione formale di un voto, quanto nel fare ci\u00f2 che il cittadino vuole. Ecco che compare il concetto di\u00a0<strong>tecnocrazia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab La lentezza e la complessit\u00e0 del processo decisionale democratico portano alcuni a dubitare della democrazia stessa. Di fronte alle sfide colossali e urgenti sollevate dalla crisi dell\u2019euro, per esempio, si cercano sistemi pi\u00f9 efficaci. La tecnocrazia \u00e8 allora rapidamente percepita come la soluzione. In una tecnocrazia si affida la gestione degli affari pubblici a degli specialisti, la cui competenza tecnica deve permettere ai paesi di navigare in acque agitate evitando gli scogli. I tecnocrati sono dei manager che sostituiscono i politici: non devono preoccuparsi delle elezioni, possono riflettere sul lungo termine, possono annunciare delle misure poco popolari. In mano loro, la politica da adottare \u00e8 una questione di ingegneria civica, di \u201cgestione dei problemi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[\u2026] Ma la tecnocrazia si esercita anche in molti altri luoghi, meno visibili. In questi ultimi anni, una parte cospicua del potere dei parlamenti nazionali \u00e8 stata trasferita a delle istituzioni transnazionali come la Banca centrale europea, la Commissione europea, la Banca mondiale e l\u2019Fmi. Non essendo eletti democraticamente, questi organismi portano a una tecnocratizzazione considerevole del processo decisionale. Le banche, gli economisti e gli analisti delle condizioni monetarie hanno in mano, anche loro, le leve del potere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo non vale solo per le organizzazioni internazionali. Ogni stato-nazione moderno ha assunto un carattere tecnocratico togliendo competenze allo spazio democratico per attribuirle altrove. Il potere delle banche centrali e delle corti costituzionali, per esempio, si \u00e8 considerevolmente rafforzato. Ovviamente, le autorit\u00e0 hanno ritenuto opportuno togliere delle mansioni cruciali, come la sorveglianza monetaria e il controllo della costituzionalit\u00e0, dalle grinfie della sfera politica dei partiti e dei loro relativi calcoli elettoralistici. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 questa parte potrebbe far storcere il naso a qualcuno.\u00a0<strong>Davvero governi tecnici<\/strong>\u00a0(come, in Italia, il governo Monti o il governo Draghi)\u00a0<strong>hanno compiuto scelte efficaci per il bene comune?<\/strong>\u00a0<strong>Davvero realt\u00e0 internazionali slegate da una diretta legittimazione popolare hanno attuato ci\u00f2 che era meglio per la popolazione nella sua complessit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molto spesso, si ha assistito a scelte impopolari in un doppio senso: che non erano volute dai cittadini\u2026 e che non hanno arrecato benefici ai cittadini. Si potrebbe entrare in esempi concreti in ambito politico, ma non \u00e8 questo il focus dell\u2019articolo. Ci\u00f2 su cui preferisco concentrarmi \u00e8 questa tematica:\u00a0<strong>un governo efficace lo si ottiene a discapito della legittimit\u00e0? O, in realt\u00e0, togliendo legittimit\u00e0 a un governo \u2013 riducendo o eliminando la partecipazione popolare \u2013 si crea un governo ancora meno efficace?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00abTutto ci\u00f2 che fai per me senza di me, lo fai contro di me\u00bb<\/strong>: un detto che potrebbe essere letto secondo diversi aspetti di verit\u00e0. Innanzitutto,\u00a0<strong>la mancanza di legittimit\u00e0 preclude la possibilit\u00e0 di giudicare l\u2019azione di governo<\/strong>. \u201cA governare devono essere i migliori\u201d: un\u2019affermazione che pare tanto banale quanto vera, ma chi decide chi sono i migliori?\u00a0<strong>La mancanza di una decisione democratica su chi governa pone il problema del modo in cui si decide chi sia il competente<\/strong>. Si rischia che poi, a governare, siano posti coloro che fanno l\u2019interesse solo di una fetta di popolazione, favoriti dalle classi che hanno il maggiore potere economico e sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, inoltre, ci si potrebbe chiedere:\u00a0<strong>come\u00a0si pu\u00f2 fare qualcosa in favore del popolo\u2026 se non\u00a0si d\u00e0\u00a0voce al popolo?<\/strong>\u00a0\u00c8 facile pensare che i migliori sappiano valutare le esigenze della moltitudine meglio della moltitudine stessa. Tale idea ha un fondo di verit\u00e0: vado dal medico per farmi curare, perch\u00e9 lui pu\u00f2 capire il mio dolore meglio di me; chiedo a un architetto di progettare la mia casa, perch\u00e9 lui sa svilupparla meglio di me. Tuttavia, il medico non pu\u00f2 davvero curarmi se non si confronta col paziente, se non ascolta il giudizio del paziente anche a distanza di tempo, per vedere se le cure proposte sono efficaci o meno, per capire se la sua azione medica ha mostrato degli errori da sistemare; l\u2019architetto non progetta una casa non tenendo conto delle esigenze, degli interessi e della disponibilit\u00e0 del cliente, e mentre la casa viene creata non pu\u00f2 esimersi dal parere del cliente se il progetto, mentre si sviluppa, mostra contraddizioni rispetto a quanto richiesto o problematiche che vanno risolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo stesso vale per il politico: come pu\u00f2 fare il bene comune, se non si apre a un continuo confronto col popolo, con coloro a cui il bene comune fa riferimento? Arrogarsi l\u2019idea di sapere cos\u2019\u00e8 giusto per tutti, evitando il contraddittorio, nega l\u2019idea dell\u2019esperto: colui che dimostra la propria capacit\u00e0 nel risolvere un problema, nel senso che ottiene\u00a0la conferma della sua efficacia tramite l\u2019approvazione altrui.<\/strong>\u00a0<strong>La legittimit\u00e0 \u00e8 infatti la conferma che l\u2019azione di governo \u00e8 efficace: che si sta davvero attuando il bene comune. Senza legittimit\u00e0, non si d\u00e0 efficacia:\u00a0\u00abTutto ci\u00f2 che fai per me senza di me, lo fai contro di me\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12048665777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12048665777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=554x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i35231d3db1c29775\/version\/1706957201\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"804\" data-src-height=\"450\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=554x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i35231d3db1c29775\/version\/1706957201\/image.jpg\" data-image-id=\"7767527777\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12048665877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto, si aprirebbe un altro capitolo:\u00a0<strong>la legittimit\u00e0 sta semplicemente nel votare?<\/strong>\u00a0La partecipazione e il sostegno popolare si sviluppano esclusivamente in un\u2019ottica di voto? Come diceva Gramsci, se la democrazia si riduce a votare ogni tot anni,\u00a0<strong>\u00abbasta avere il predominio ideologico (o meglio emotivo) in quel giorno determinato per avere una maggioranza che dominer\u00e0 per 3-4-5 anni\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Quaderni<\/em>): basta che un partito si giochi tutto nei mesi pre-elettorali, per ottenere un governo che poi, del volere popolare, possa farsene beffe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ne consegue allora la domanda:\u00a0<strong>cos\u2019\u00e8 davvero la legittimit\u00e0?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma questo \u00e8 argomento per un altro articolo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/febbraio\/tutto-ci%C3%B2-che-fai-per-me-senza-di-me-lo-fai-contro-di-me\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/febbraio\/tutto-ci%C3%B2-che-fai-per-me-senza-di-me-lo-fai-contro-di-me\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Francesco Pietrobelli) Quando si parla di politica, si tende a distinguere fra l\u2019efficacia \u2013 il riuscire a ottenere risultati concreti in tempo breve \u2013 e la legittimit\u00e0 \u2013 il fatto che un\u2019azione di governo sia supportata dai cittadini, che chi \u00e8 al governo sia stato votato e riconosciuto dal popolo come suo rappresentante. 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