{"id":83872,"date":"2024-02-13T11:00:44","date_gmt":"2024-02-13T10:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83872"},"modified":"2024-02-12T23:39:28","modified_gmt":"2024-02-12T22:39:28","slug":"vero-o-falso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83872","title":{"rendered":"Vero o falso?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Francesco Prandel)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-83873 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/finzione-e-realta-300x197.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/finzione-e-realta-300x197.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/finzione-e-realta-768x503.jpeg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/finzione-e-realta.jpeg 781w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo scienziato teorico non \u00e8 da invidiare. Perch\u00e9 la natura, o pi\u00f9 esattamente l\u2019esperimento, \u00e8 un giudice inesorabile e poco benevolo del suo lavoro. Non dice mai \u201cS\u00ec\u201d a una teoria: nei casi pi\u00f9 favorevoli risponde: \u201cForse\u201d; nella stragrande maggioranza dei casi, dice semplicemente: \u201cNo\u201d. Quando un esperimento concorda con una teoria, per la Natura significa \u201cForse\u201d; se non concorda, significa \u201cNo\u201d. Probabilmente ogni teoria un giorno o l\u2019altro subir\u00e0 il suo \u201cNo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Albert Einstein\u00a0<strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche anno dopo la pubblicazione della teoria della relativit\u00e0 generale, durante una\u00a0 conferenza viennese del 1919, Einstein sosteneva che \u00abse non esistesse lo spostamento delle righe spettrali verso il rosso a opera del campo gravitazionale, allora la teoria della relativit\u00e0 generale risulterebbe insostenibile\u00bb. In buona sostanza, il fisico tedesco proponeva di eseguire un esperimento che avrebbe potuto confutare la sua stessa teoria. Popper, che era tra il pubblico, cos\u00ec ricorda quel momento: \u00abSentivo che era questo il vero atteggiamento scientifico. Era completamente differente dall\u2019atteggiamento dogmatico, che continuamente affermava di trovare \u201cverificazioni\u201d delle sue teorie preferite. Giunsi cos\u00ec, sul finire del 1919, alla conclusione che l\u2019atteggiamento scientifico era l\u2019atteggiamento critico, che non andava in cerca di verificazioni, bens\u00ec di controlli cruciali; controlli che avrebbero potuto confutare la teoria messa alla prova, pur non potendola mai confermare definitivamente\u00a0\u00bb. Fu cos\u00ec che il filosofo della scienza austriaco elabor\u00f2 il criterio che stabilisce a quale condizione una teoria pu\u00f2 essere considerata\u00a0<em>scientifica<\/em>. Se una teoria pu\u00f2 essere messa alla prova, se \u00e8 possibile eseguire un controllo che potrebbe confutarla, allora \u00e8 scientifica, altrimenti non lo \u00e8. Se la teoria non supera il controllo, \u00e8 semplicemente\u00a0<em>falsa<\/em>. Se invece lo supera, non \u00e8 semplicemente vera: la si pu\u00f2 considerare\u00a0<em>vera fino a prova contraria<\/em>, cio\u00e8 fino a quando viene sottoposta a un controllo che non riesce a superare. Per questo la scienza propriamente detta non ha un \u00abatteggiamento dogmatico\u00bb. Anzi, \u00e8 continuamente alla ricerca di \u00abcontrolli cruciali\u00bb, di \u00abfalsificatori potenziali\u00bb. Cerca continuamente di smentire s\u00e9 stessa. Chi dice di credere nella scienza, intendendo con ci\u00f2 affermare che le affermazioni apodittiche di certi sedicenti scienziati non sono in discussione, non sa di che cosa sta parlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi sono concesso questo preambolo solo perch\u00e9 mette a nudo un\u2019asimmetria la cui importanza pu\u00f2 essere difficilmente sopravvalutata, anche fuori dall\u2019ambito strettamente scientifico: \u00e8 possibile stabilire ci\u00f2 che \u00e8 falso, ma non ci\u00f2 che \u00e8 vero. E sarebbe terribilmente ingenuo pensare che, una volta tolto il falso, ci rimanga in mano la verit\u00e0: depurandolo dal falso, il panorama cambia, e si aprono sempre nuovi scorci da controllare. Al limite pu\u00f2 accadere che, riconoscendo come falsi certi enunciati portanti, cambi l\u2019intero paradigma, nel qual caso i critici trovano nuovo filo da torcere. Debbono rimboccarsi le maniche, perch\u00e9 il loro lavoro ricomincia quasi daccapo. Cos\u00ec, quello di smascherare il falso, si presenta come un lavoro incessante, un\u2019impresa che non pu\u00f2 mai ritenersi conclusa. Una partita che non pu\u00f2 essere vinta, neanche in linea di principio: ben che ci vada riusciamo a mantenerla aperta. Se siamo bravi, riusciamo a rimanere in gioco. Se invece rinunciamo a giocare la carta della confutazione, se lasciamo che il falso dilaghi indisturbato, la partita \u00e8 chiusa. Ed \u00e8 persa, per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La ragione della disfatta, che appare ogni giorno pi\u00f9 imminente, \u00e8 presto detta: \u00abl\u2019uomo non ha mai abitato il mondo, ma sempre e solo la sua rappresentazione\u00bb. L\u2019unica cosa che abbiamo in mano \u00e8 una \u201cmappa\u201d. Crediamo di osservare il \u201cterritorio\u201d, e invece vediamo solo la \u201cmappa\u201d che ce ne siamo fatti. \u00ab\u00c8 la teoria a decidere che cosa possiamo osservare\u00bb faceva notare Einstein al giovane Heisenberg il quale, durante una conferenza berlinese del 1925 in cui esponeva la prima formalizzazione della meccanica quantistica, sosteneva di aver basato la nascente teoria \u00absolamente sulla base di grandezze osservabili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mappa che stiamo seguendo \u00e8 \u00e8videntemente falsa. Non lo si intuisce dal confronto col territorio che, come dicevo, \u00e8 fuori dalla nostra portata, n\u00e9 lo si pu\u00f2 evincere dal confronto con la mappa vera, che nessuno ha in tasca: lo si capisce semplicemente dal fatto che, ad ogni pi\u00e8 sospinto, inciampiamo o andiamo a sbattere. Lo si pu\u00f2 facilmente dedurre dal fatto che, il pi\u00f9 delle volte, il cosiddetto \u201cprogresso\u201d crea pi\u00f9 problemi di quelli che pretenderebbe di risolvere. \u00c8 chiaro che, di questo passo, ci stiamo infilando in un vicolo cieco dal quale non si torna indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda, a questo punto, \u00e8 pi\u00f9 che matura: chi falsa la mappa, chi ci fa girare in tondo nelle lande desolate in cui ci siamo incautamente addentrati? Chi ha messo la calamita nella bussola, chi ci costringe a navigare a vista tra le secche di una politica ridotta a servit\u00f9 volontaria e gli scogli dei mercati finanziari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni forma di potere si regge, in ultima analisi, sul falso. Prova ne sia il fatto che il potere non \u00e8 mai stato degli onesti. Il \u201ccontratto sociale\u201d altro non \u00e8 se non un modo elegante per dissimulare questa ovviet\u00e0. Chiedetelo alla miriade di piccoli commercianti messi sulla strada da Amazon &amp; Co., e ai neoschiavi sulla cui pelle hanno fatto fortuna, \u00a0se la legge del pi\u00f9 forte \u00e8 stata abrogata o se \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai in vigore. Chiedetelo alla classe politica che ha riempito le scuole di schermi per assecondare le multinazionali del digitale, che ha smantellato la sanit\u00e0 pubblica per compiacere gli interessi di affaristi che lucrano sulla salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl mondo \u00e8 dei furbi\u00bb ricordava ogni tanto mio padre allargando le dita mangiate dal cemento, quasi a rimarcare l\u2019amarezza delle parole che uscivano dai denti mancanti. Il furbo riunisce in s\u00e9 due caratteristiche che lo rendono vincente. Non \u00e8 solo intelligente: al bisogno, sa anche mentire. \u00c8 soprattutto questa la sua forza, che riserva l\u2019onest\u00e0 intellettuale ai perdenti. Immaginate di giocare a scacchi con qualcuno che bara. A parit\u00e0 di bravura, chi vince secondo voi? Il baro ha a disposizione tutta una serie di mosse che al giocatore onesto sono precluse. Muove la torre in diagonale, e il vostro re \u00e8 gi\u00e0 andato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella nostra civilt\u00e0 il falso riveste un ruolo strutturale. Basti a pensare alla pubblicit\u00e0, cio\u00e8 a quella menzogna sistematica, continua e capillare che ci esorta a circondarci di cose delle quali non abbiamo bisogno: se ne avessimo davvero bisogno, non occorrerebbe pubblicizzarle, ce le procureremmo da soli senza che qualcuno ci spinga a farlo. Dal punto di vista ambientale la pubblicit\u00e0 \u00e8 quanto di pi\u00f9 tossico l\u2019uomo abbia prodotto, molto pi\u00f9 delle scorie nucleari. La menzogna pubblicitaria divora il mondo, ne dissipa le risorse. Lo riempie di spazzatura. Ci riempie di spazzatura. Ma \u00e8 una menzogna di cui la nostra societ\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno. Se domani sparisse la pubblicit\u00e0, dopodomani collasserebbe il sistema. Si dice che \u00abla pubblicit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima del commercio\u00bb. Falso: il commercio \u00e8 ben pi\u00f9 datato della pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La menzogna strutturale che tiene in piedi la nostra economia non esaurisce certo lo spettro della falsit\u00e0. Dalla gestione della pandemia alla narrazione dei conflitti che si sono riaccesi, dai vantaggi sociali della digitalizzazione alle ragioni della transizione ecologica, il falso \u00e8 stato interiorizzato al punto tale da colonizzare ormai gran parte dell\u2019immaginario collettivo. La menzogna corrode il bene pi\u00f9 prezioso di ogni collettivit\u00e0 che vuole avere un futuro: la fiducia. Chi si metterebbe in strada se non avesse fiducia negli altri automobilisti? Una societ\u00e0 che dissipa la fiducia \u00e8 una societ\u00e0 che corre verso la paralisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dilagare del falso \u00e8 sintomatico del fatto che il nostro paradigma \u00e8 alla frutta. Tanto pi\u00f9 il venditore d\u2019auto ha bisogno di mentire, quanto pi\u00f9 da rottamare \u00e8 la macchina che vuole rifilarci. Pi\u00f9 menzogne occorrono al potere per mantenere il proprio assetto, pi\u00f9 barcollante \u00e8 il palazzo che tenta di puntellare, pi\u00f9 fatiscente \u00e8 la rappresentazione del mondo su cui si regge. \u00abNon si pu\u00f2 fermare una frana\u00bb disse Planck ad Heisenberg, riferendosi alla piega che le cose stavano prendendo nella Germania del 1933. Quando il falso viene naturalizzato, \u00e8 solo questione di tempo. No, non si pu\u00f2 fermare una frana. Si pu\u00f2 solo sperare di non rimanerci sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I furbi hanno vinto \u2013 e stanno vincendo \u2013 tutte le battaglie, ma perderanno la guerra. Chi la vincer\u00e0? Nessuno. Non \u00e8 un film a lieto fine, dove vincono i buoni. A furia di mentire per salire pi\u00f9 in alto, i furbi stanno trascinando a fondo tutti quanti, loro compresi. Perderemo tutti, perch\u00e9 la mappa che distribuiscono \u00e8 falsa, e la bussola che vendono \u00e8 truccata. In un certo senso, mentire vuol dire contrarre un debito, e prima o poi arriva il conto da pagare. Con cospicui interessi, naturalmente. Non ne faccio una questione morale: denunciare la menzogna \u00e8 una questione di sopravvivenza. E lo si pu\u00f2 fare senza avere la verit\u00e0 in tasca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il problema \u00e8 a questo punto quanto pu\u00f2 durare una menzogna di questo tipo. \u00c8 probabile che prima o poi la si lascer\u00e0 semplicemente cadere, per sostituirla immediatamente con una nuova menzogna, e cos\u00ec via \u2013 ma non all\u2019infinito, perch\u00e9 la realt\u00e0 che non si \u00e8 pi\u00f9 voluto vedere si presenter\u00e0 alla fine a esigere le sue ragioni, anche se al prezzo di catastrofi e sciagure non indifferenti, che sar\u00e0 difficile se non impossibile evitare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgio Agambem<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/07\/vero-o-falso\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/07\/vero-o-falso\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/02\/07\/vero-o-falso\/\" data-a2a-title=\"Vero o falso?\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Francesco Prandel) Lo scienziato teorico non \u00e8 da invidiare. 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