{"id":83889,"date":"2024-02-15T09:20:31","date_gmt":"2024-02-15T08:20:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83889"},"modified":"2024-02-13T09:23:49","modified_gmt":"2024-02-13T08:23:49","slug":"i-contadini-una-categoria-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83889","title":{"rendered":"I contadini: una categoria politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI ASINI (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/SNIFF-Pag-12514-1024x453.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"453\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p>Nel 2019 sono stati pubblicati in Italia tre libri che, in maniere differenti, hanno contribuito a discutere quella che potremmo chiamare la \u201cquestione contadina\u201d: le relazioni di produzione e distribuzione nelle filiere agroalimentari, le condizioni di lavoro e di vita di chi produce cibo, i poteri pubblici e privati e le politiche che intervengono sui sistemi agroalimentari, il rapporto citt\u00e0-campagna e, in definitiva, quello tra gli esseri umani e gli ambienti naturali da cui essi traggono il proprio nutrimento. Due di questi libri riguardano il presente, il terzo \u00e8 una ricerca storica.<\/p>\n<p><em>Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo<\/em>, di Fabio Ciconte e Stefano Liberti (Laterza) e\u00a0<em>Food Governance. Dare autorit\u00e0 alle comunit\u00e0, regolamentare le imprese\u00a0<\/em>di Nora McKeon (Jaca Book) ci aiutano a capire quali sono gli attori pubblici e privati che intervengono nel determinare le condizioni di produzione, distribuzione e consumo di cibo oggi.\u00a0<em>Il grande carrello<\/em>\u00a0racconta con uno stile semplice ed efficace le caratteristiche del sistema di distribuzione del cibo dominato dalle grandi catene di supermercati: da un lato, la capacit\u00e0 di soddisfare \u2013 e, quindi, controllare \u2013 tutte le tipologie di consumatori; dall\u2019altro, il potere di comprimere i prezzi pagati ai fornitori (industrie alimentari e agricoltori) e di determinare cosa questi produrranno e come, anche comprimendo i salari dei braccianti. Il libro aggiunge un pezzo di analisi che mancava nell\u2019inchiesta precedente di Liberti,\u00a0<em>I signori del cibo<\/em>\u00a0(minimum fax, 2016), che descriveva i disastri sociali e ambientali causati a livello mondiale dalle grandi corporation dell\u2019agrobusiness che producono e commercializzano sui mercati internazionali carne di maiale, soia, tonno, conserve di pomodoro.\u00a0<em>Food Governance<\/em>, di Nora McKeon, si concentra invece su alcuni attori pubblici del governo mondiale del cibo, in particolare nell\u2019ambio della Fao. Per chi non \u00e8 uno specialista di questi temi, il libro \u00e8 certamente pi\u00f9 ostico, in quanto parte dall\u2019analisi dei food regimes (concetto tradotto in italiano come \u201cregimi alimentari\u201d o \u201cregimi del cibo\u201d), proposta dagli studiosi statunitensi Philip McMichael e Harriet Friedmann per comprendere in una prospettiva storica lunga le dinamiche globali di produzione, distribuzione e consumo del cibo. Inoltre, esso fa luce su processi che sono meno comprensibili all\u2019opinione pubblica, in quanto si svolgono nelle stanze spesso chiuse delle negoziazioni globali invece che tra gli scaffali dei supermercati; in questo senso i due libri possono essere letti come complementari l\u2019uno all\u2019altro.<\/p>\n<p>Nora McKeon ci appare per\u00f2 pi\u00f9 convincente nella sua proposta politica. Il libro di Liberti e Ciconte sembra indicare (sembra, perch\u00e9 nel libro non ci sono delle \u201cConclusioni\u201d) come strada possibile per il cambiamento di un sistema agroalimentare insostenibile e ingiusto quella di una (auto-)regolazione delle grandi catene di supermercati, finalizzata a mitigare gli effetti distruttivi derivanti dal loro potere sulle filiere (certo, una auto-regolazione possibile solo sulla spinta delle esigenze di quella parte crescente di consumatori che sembrano pi\u00f9 consapevoli in merito ai propri consumi e che chiedono di poter consumare con meno sensi di colpa). Il libro di Nora McKeon ricostruisce invece la lunga e paziente azione dei movimenti globali dei contadini (e non solo: pastori, pescatori, popolazioni indigene, lavoratori rurali in generale\u2026), in particolare La Via Campesina, da un lato per creare e difendere nella pratica quotidiana alternative concrete al sistema produttivo agroindustriale globalizzato e, dall\u2019altro lato, per incidere sulle politiche globali del cibo: in alcuni casi, attraverso un conflitto aperto e radicale, come nei confronti dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio, giudicata irriformabile; in altri casi, costruendo forum globali inclusivi, in particolare con la Fao (un organismo delle Nazioni Unite), per cui Nora McKeon racconta dettagliatamente il processo che ha portato negli anni scorsi alla riforma del \u201cComitato per la sicurezza alimentare globale\u201d, al fine di includere, attraverso il \u201cMeccanismo della societ\u00e0 civile\u201d, le organizzazioni di massa dei piccoli produttori nei dibattiti sulla \u201cgovernance\u201d del cibo, mettendoli in condizione di negoziare direttamente con Stati e grandi corporation private. In questo numero de \u201cGli asini\u201d, Nora McKeon ritorna su La Via Campesina, approfondendone non solo le battaglie per la sovranit\u00e0 alimentare e l\u2019agroecologia, ma anche le posizioni in relazione alla giustizia climatica, mentre Federico Pacheco racconta le attivit\u00e0 del Sindicato de Obreros del Campo, un combattivo sindacato di contadini e braccianti andaluso, che \u00e8 anche membro di La Via Campesina.<\/p>\n<p>Il terzo libro \u00e8\u00a0<em>Un volgo disperso. Contadini d\u2019Italia nell\u2019Ottocento<\/em>\u00a0di Adriano Prosperi (Einaudi), che ci riporta alle drammatiche e insalubri condizioni di vita e alle relazioni di sfruttamento nelle campagne italiane prima che sorgessero i movimenti sociali e politici che avrebbero portato i contadini e i braccianti sulla ribalta della storia. Questo testo, su cui Prosperi torna in queste pagine intervistato da Mauro Boarelli, ci consente qui anche di chiarire i diversi significati attribuiti alla parola \u201ccontadini\u201d ieri e oggi. Oltre che una categoria socio-economica, infatti, quella di contadino \u00e8 oggi una categoria politica. I produttori di cibo che negli ultimi vent\u2019anni hanno (ri)cominciato a definirsi contadini \u2013 un termine che ha avuto connotazioni dispregiative per anni, anzi per secoli, come mostra la ricerca di Prosperi \u2013 non esprimono tanto il desiderio romantico e irrealistico di tornare a un modo tradizionale di fare agricoltura, ma rivendicano una radicale alterit\u00e0 e contrapposizione all\u2019agricoltura industriale, intensiva e capitalista che sta contribuendo a distruggere l\u2019ecosistema naturale, spossessando le comunit\u00e0 locali e sfruttando piccole e medie aziende agricole e lavoratori migranti (come mostrano, su queste pagine, la corrispondenza di Mohamed Bouchelkha sull\u2019agricoltura intensiva per l\u2019esportazione nella regione marocchina del Souss-Massa e l\u2019inchiesta di Valeria Piro e Devi Sacchetto sul lavoro nei macelli nel Nord Italia).<\/p>\n<p>Di pi\u00f9, i contadini contemporanei \u2013 non \u201cvolgo disperso\u201d, n\u00e9 \u201cclasse oggetto\u201d \u2013 (soprattutto nel Sud globale: non stiamo parlando della nostrana Coldiretti filo-leghista) faticosamente, consapevolmente e collettivamente costruiscono futuro, a partire da modi nuovi, pi\u00f9 giusti, pi\u00f9 equilibrati di produrre e scambiare cibo. (<em>Gli asini<\/em>)<\/p>\n<p><em>Disegno tratto da\u00a0<\/em>Sniff<em>\u00a0di Antonio Pronostico e Fulvio Risuleo (Coconino press 2019)<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/i-contadini-una-categoria-politica\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/i-contadini-una-categoria-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (Redazione) &nbsp; Nel 2019 sono stati pubblicati in Italia tre libri che, in maniere differenti, hanno contribuito a discutere quella che potremmo chiamare la \u201cquestione contadina\u201d: le relazioni di produzione e distribuzione nelle filiere agroalimentari, le condizioni di lavoro e di vita di chi produce cibo, i poteri pubblici e privati e le politiche che intervengono sui sistemi agroalimentari, il rapporto citt\u00e0-campagna e, in definitiva, quello tra gli esseri umani e gli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72676,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/io-imparo-da-solo-sulla-rivista-gli-asini-445.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lP3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83889"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83890,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83889\/revisions\/83890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}