{"id":83923,"date":"2024-02-16T08:30:33","date_gmt":"2024-02-16T07:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83923"},"modified":"2024-02-14T11:06:45","modified_gmt":"2024-02-14T10:06:45","slug":"rotta-balcanica-i-morti-senza-nome-ai-confini-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83923","title":{"rendered":"Rotta balcanica: i morti senza nome ai confini d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E\u00a0 BALCANI (\u00a0May Bulman,\u00a0\u00a0Maria Chereseva,\u00a0\u00a0Stavros Malichudis)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Foto Galatia Iatraki - Solomon\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/rotta-balcanica-i-morti-senza-nome-ai-confini-d-europa-229860\/2207199-5-ita-IT\/Rotta-balcanica-i-morti-senza-nome-ai-confini-d-Europa.png\" alt=\"Foto Galatia Iatraki - Solomon\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Foto Galatia Iatraki &#8211;\u00a0<a title=\"Link a Solomon\" href=\"https:\/\/wearesolomon.com\/mag\/focus-area\/migration\/dead-refugees-in-the-balkans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Solomon\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Da un&#8217;inchiesta realizzata da una cordata di media e Lighthouse Reports, emerge che i morti lungo le frontiere della rotta balcanica sono aumentati del 46% rispetto al 2022. Ben 92 dei 155 corpi che giacciono negli obitori sono stati trovati nel 2023. E ai familiari viene resa impossibile la ricerca dei propri cari<\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p><em>(Originariamente pubblicato da\u00a0<a title=\"Link a Solomon\" href=\"https:\/\/wearesolomon.com\/mag\/focus-area\/migration\/dead-refugees-in-the-balkans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Solomon\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>)<\/em><\/p>\n<p>Inizialmente sperava di trovare suo figlio in un campo per rifugiati. Dopo averlo cercato per tre settimane, si era preparato anche alla possibilit\u00e0 di trovarlo in un ospedale.<\/p>\n<p>Mai per\u00f2 si sarebbe aspettato di ritrovare il suo corpo in un cimitero.<\/p>\n<p>Quando un agente con il distintivo della polizia bulgara gli aveva mostrato una foto di suo figlio che giaceva esanime sull\u2019erba, si era sentito mancare la terra sotto i piedi. \u201cAvrei voluto almeno vedere Majd un\u2019ultima volta. Ancora non riesco a credere che la persona sepolta in questa tomba sia mio figlio\u201d, afferma Husam Adin Bibars.<\/p>\n<p>Husam, 56 anni, rifugiato siriano, padre di cinque figli, per ventidue giorni aveva cercato di rintracciare Majd da remoto, per poi decidere di spendere i pochi soldi risparmiati per fare un viaggio, che dalla Danimarca lo avrebbe portato in Bulgaria, alla ricerca di suo figlio. Era per\u00f2 troppo tardi.<\/p>\n<p>Giunto in Bulgaria, Husam \u00e8 venuto a sapere che il corpo di Majd, all\u2019epoca ventisettenne, era stato inumato a soli quattro giorni dal ritrovamento. Majd era stato sepolto come persona non identificata. Non c\u2019era nulla che indicasse che il corpo deposto sotto quel mucchio di terra, che Husam avrebbe visitato in seguito, appartenesse a suo figlio.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo sentito dire che l\u2019Europa \u00e8 una terra di libert\u00e0, democrazia e diritti. Che fine hanno fatto i diritti umani se non ho potuto vedere mio figlio prima della sua sepoltura?\u201d, chiede Husam sobriamente.<\/p>\n<h3>I morti non identificati<\/h3>\n<p>Majd era giunto in Bulgaria passando dalla Turchia con un gruppo di circa venti persone, sperando di ricongiungersi con i suoi genitori e fratelli in Europa, per poi far arrivare anche la moglie incinta e la figlia Hannah.<\/p>\n<p>Verso la fine di settembre [del 2023] Majd aveva smesso di rispondere a chiamate e messaggi. Successivamente, un trafficante ha raccontato a Husam che Majd si era ammalato, e quindi lo avevano lasciato indietro. Le autorit\u00e0 hanno detto a Husam che suo figlio \u00e8 morto di sete, stanchezza e freddo.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, i paesi dei Balcani \u2013 con il sostegno finanziario dell\u2019UE e un maggior coinvolgimento dell\u2019agenzia Frontex \u2013 hanno intensificato i controlli alle frontiere, costruendo recinzioni e ricorrendo a droni e altri meccanismi di sorveglianza. Anzich\u00e9 scoraggiare i rifugiati, queste misure li costringono a intraprendere percorsi pi\u00f9 lunghi e pericolosi.<\/p>\n<p>Un\u2019inchiesta condotta da\u00a0<em>Solomon<\/em>\u00a0\u2013 in collaborazione con\u00a0<a title=\"Link a Lighthouse Reports\" href=\"https:\/\/www.lighthousereports.com\/investigation\/europes-nameless-dead\/\"><em>Lighthouse Reports<\/em><\/a>,\u00a0<em>Der Spiegel<\/em>, la televisione pubblica tedesca ARD, il quotidiano britannico\u00a0<em>i\u00a0<\/em>e Radio Free Europe \u2013 dimostra che i rifugiati vengono trattati in modo ostile ai confini d\u2019Europa sia da vivi che da morti.<\/p>\n<p>Abbiamo scoperto che dall\u2019inizio del 2022 i corpi senza vita di 155 persone, che si presume fossero migranti, sono finiti negli obitori vicino alle frontiere lungo la rotta che attraversa tre paesi: Bulgaria, Serbia e Bosnia Erzegovina.<\/p>\n<p>Stando ai dati raccolti, nel 2023 il numero di morti \u00e8 aumentato del 46% rispetto al 2022.<\/p>\n<p>Nei Balcani, oltre che con un clima avverso, le persone in movimento devono fare i conti con i respingimenti, la crescente violenza delle guardie di frontiera e dei trafficanti, i furti e persino la detenzione in carceri segrete.<\/p>\n<p>I familiari delle persone scomparse o morte lungo la rotta dei Balcani sono costretti a cercare i loro cari negli obitori e negli ospedali, appoggiandosi ai gruppi creati appositamente su Facebook e WhatsApp. Una sfida altrettanto ardua \u00e8 quella di scavalcare il muro dell\u2019indifferenza delle autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Dall\u2019inchiesta \u00e8 emerso che in Bulgaria i familiari dei migranti spesso sono costretti a pagare tangenti per ottenere informazioni sui loro cari scomparsi.<\/p>\n<div class=\"embed object-center\">\n<div class=\"content-view-embed\">\n<div class=\"class-image\">\n<div class=\"attribute-image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/media\/images\/tombe-anonime-al-cimitero-di-loznica-serbia-may-bulman-lighthouse-reports\/2207413-1-ita-IT\/Tombe-anonime-al-cimitero-di-Loznica-Serbia-May-Bulman-Lighthouse-Reports.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"attribute-caption\">\n<p>Tombe anonime al cimitero di Loznica, Serbia &#8211;\u00a0<a title=\"Link a May Bulman\/Lighthouse Reports\" href=\"https:\/\/wearesolomon.com\/mag\/focus-area\/migration\/dead-refugees-in-the-balkans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">May Bulman\/Lighthouse Reports\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h3>Le dieci principali rivelazioni dell\u2019inchiesta<\/h3>\n<p>\u2022 Nel 2022 il numero di persone che hanno attraversato i Balcani nel tentativo di raggiungere l\u2019Europa occidentale ha raggiunto la cifra pi\u00f9 alta dal 2015: l\u2019agenzia Frontex ha registrato 144.118 attraversamenti irregolari delle frontiere.<\/p>\n<p>\u2022 Nel 2023 il numero di attraversamenti \u00e8 sceso a 79.609 (dati aggiornati a settembre), restando comunque ben al di sopra della cifra registrata nel 2019 (15.127) e di quella del 2018 (5.844).<\/p>\n<p>\u2022 La rotta balcanica \u00e8 pi\u00f9 pericolosa che mai: in assenza di un sistema di registrazione centralizzato, la\u00a0<a title=\"Link a piattaforma Missing Migrants\" href=\"https:\/\/missingmigrants.iom.int\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piattaforma Missing Migrants\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>dell\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni suggerisce che nel 2022 lungo la rotta dei Balcani sono morte e scomparse pi\u00f9 persone che nel 2015.<\/p>\n<p>\u2022 Stando ai dati raccolti nell\u2019ambito della nostra inchiesta, almeno 155 corpi non identificati sono finiti in sei obitori lungo un tratto della rotta balcanica che attraversa la Bulgaria, la Serbia e la Bosnia Erzegovina. La maggior parte dei cadaveri (92) \u00e8 stata recuperata nel 2023.<\/p>\n<p>\u2022 Nel 2023 il numero di morti \u00e8 aumentato del 46% rispetto al 2022.<\/p>\n<p>\u2022 Alcuni obitori in Bulgaria (Burgas, Jambol) fanno fatica a trovare spazio per i cadaveri dei rifugiati; in altri, in Serbia (Loznica), non c\u2019\u00e8 spazio alcuno.<\/p>\n<p>\u2022 Questa carenza contribuisce alla tendenza a seppellire i corpi non identificati nelle cosiddette tombe \u201csenza nome\u201d a pochi giorni dal ritrovamento, precludendo cos\u00ec alle famiglie la possibilit\u00e0 di trovare i loro cari.<\/p>\n<p>\u2022 In Bulgaria, alcune famiglie ci hanno raccontato che, durante la ricerca dei loro cari, hanno dovuto corrompere non solo il personale delle strutture ospedaliere e obitoriali, ma anche le guardie di frontiera. Le nostre fonti confermano questa pratica, di cui abbiamo prova in formato audio.<\/p>\n<p>\u2022 In Bosnia, dall\u2019inizio del 2023 [al momento della pubblicazione di questo articolo] almeno 28 persone, che si presume fossero rifugiati, sono morte nel fiume Drina, cifra di gran lunga superiore a quelle registrate negli anni precedenti (cinque nel 2022 e tre nel 2021).<\/p>\n<p>\u2022 La burocrazia e la mancanza di interesse da parte degli stati coinvolti ostacolano i tentativi di identificare i rifugiati morti.<\/p>\n<h3>Causa di morte sconosciuta<\/h3>\n<p>Cosa puoi fare se si perdono le tracce del tuo fratello minore, ma non hai la possibilit\u00e0 di andare a cercarlo a causa dello status di cui godi nel paese in cui vivi?<\/p>\n<p>Asmattulah Sediqi, 29 anni, richiedente asilo, si trovava nel suo alloggio nel Regno Unito quando i compagni di viaggio di suo fratello minore lo hanno informato che Rahmattulah, all\u2019epoca ventiduenne, con ogni probabilit\u00e0 era morto.<\/p>\n<p>Il ministero dell\u2019Interno del Regno Unito non ha consentito ad Asmattulah, proprio a causa del suo status di richiedente asilo, di recarsi in Bulgaria per cercare suo fratello. Anche Asmattulah aveva attraversato la Bulgaria nel suo viaggio verso l\u2019Europa occidentale.<\/p>\n<p>Quindi, ci \u00e8 andato un suo amico. La polizia bulgara per\u00f2 non ha voluto fornirgli alcuna informazione. Secondo la testimonianza di Asmattulah, il personale di un obitorio ha chiesto 300 euro al suo amico per mostrargli alcuni cadaveri.<\/p>\n<p>\u201cIn queste situazione bisognerebbe aiutare chi \u00e8 in difficolt\u00e0 \u2013 afferma Asmattulah &#8211; per loro invece esistono solo i soldi. Delle vite umane non gliene frega nulla\u201d.<\/p>\n<p>Alla fine Asmattulah \u00e8 riuscito a prendere in prestito la somma richiesta e nel luglio 2022, cinquantacinque giorni dopo la scomparsa di suo fratello, l\u2019ospedale di Burgas ha confermato che uno dei corpi conservati nell\u2019obitorio apparteneva a Rahmattulah. Poi Asmattulah ha dovuto prendere in prestito altri 3000 euro per il rimpatrio della salma di suo fratello in Afghanistan, dove la aspettavano i loro genitori.<\/p>\n<p>Una domanda per\u00f2 continua ad assillare Asmattulah \u2013 non ha mai scoperto come e perch\u00e9 suo fratello \u00e8 morto.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 bulgare non gli hanno mai fatto vedere i risultati dell\u2019autopsia perch\u00e9 non aveva un visto per recarsi in Bulgaria. \u201cQuando la polizia lo ha trovato nel bosco, hanno scattato alcune foto, ne sono certo. Non sapere cosa sia successo a mio fratello \u00e8 molto doloroso. \u00c8 devastante\u201d.<\/p>\n<h3>\u201cNessuna denuncia\u201d<\/h3>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta condotta da\u00a0<em>Solomon<\/em>\u00a0insieme ai suoi media partner, alcune persone hanno raccontato di essere state costrette a corrompere il personale dell\u2019obitorio dell\u2019ospedale di Burgas per scoprire se i corpi dei loro familiari fossero tra quelli conservati nella struttura.<\/p>\n<p>Alla domanda dei giornalisti di\u00a0<em>Solomon<\/em>\u00a0se fosse a conoscenza di queste pratiche, Galina Mileva, direttrice del dipartimento di medicina legale dell\u2019ospedale di Burgas, ha risposto di non aver mai ricevuto \u201calcuna segnalazione o denuncia di tali episodi\u201d, precisando che \u201cl\u2019identificazione dei corpi avviene sempre in presenza di un agente di polizia coinvolto nelle indagini e di un esperto forense\u201d.<\/p>\n<p>Nella sua risposta, l\u2019amministrazione dell\u2019ospedale ha anche affermato che non vi \u00e8 alcuna disposizione di legge che permetta al personale ospedaliero di chiedere soldi ai familiari delle persone scomparse per la procedura di identificazione dei cadaveri.<\/p>\n<p>\u201cVi invitiamo ad inviare queste denunce a noi e alle autorit\u00e0 inquirenti attraverso le vie ufficiali. Qualora dovesse essere accertata l\u2019esistenza di tali pratiche, i dipendenti [dell\u2019ospedale] saranno chiamati ad assumersi la loro responsabilit\u00e0\u201d, si legge nella risposta dell\u2019ospedale di Burgas.<\/p>\n<h3>\u201cCi chiedono soldi in continuazione\u201d<\/h3>\n<p>Un\u2019altra persona, i cui familiari si erano recati in Bulgaria alla fine del 2022 in cerca di un membro della famiglia, ci ha raccontato che, dopo aver dato soldi al personale di un obitorio per poter vedere i cadaveri, la sua famiglia \u00e8 stata costretta a corrompere anche le guardie di frontiera. Altrimenti le sue richieste non sarebbero mai state prese sul serio.<\/p>\n<p>Quando i familiari della persona con cui abbiamo parlato hanno chiesto di prendere visione delle fotografie di persone trovate morte, le guardie di frontiera hanno risposto di non avere tempo di mostrargliele. Quando poi la famiglia ha accettato di pagare 20 euro per ogni foto mostrata, le guardie hanno improvvisamente trovato tempo.<\/p>\n<p>Georgi Voynov, avvocato del\u00a0<a title=\"Link a Comitato di Helsinki per i diritti umani in Bulgaria\" href=\"https:\/\/www.bghelsinki.org\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comitato di Helsinki per i diritti umani in Bulgaria\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, conferma che alcune persone si sono rivolte al Comitato denunciando i casi in cui gli ospedali hanno chiesto loro ingenti somme di denaro per confermare che tra i corpi ritrovati c\u2019erano anche quelli dei loro cari.<\/p>\n<p>\u201cDenunciano il fatto che, durante il percorso [di ricerca dei loro cari] vengono loro chiesti soldi\u00a0<em>ad ogni passo<\/em>\u201d, spiega Voynov.<\/p>\n<p>Anche altre organizzazioni internazionali, tra cui la Croce Rossa, affermano che alcune persone a cui hanno fornito sostegno sono state costrette a corrompere il personale delle strutture ospedaliere e obitoriali.<\/p>\n<p>\u201cSiamo consapevoli del fatto che questo personale \u00e8 sopraffatto e deve essere ricompensato per ogni lavoro straordinario che svolge. Ma questo dovrebbe essere fatto in modo conforme alla legge\u201d, ha commentato un funzionario della Croce Rossa bulgara che ha preferito mantenere l\u2019anonimato.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Rotta-balcanica-i-morti-senza-nome-ai-confini-d-Europa-229860\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Rotta-balcanica-i-morti-senza-nome-ai-confini-d-Europa-229860<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E\u00a0 BALCANI (\u00a0May Bulman,\u00a0\u00a0Maria Chereseva,\u00a0\u00a0Stavros Malichudis) Foto Galatia Iatraki &#8211;\u00a0Solomon\u00a0 Da un&#8217;inchiesta realizzata da una cordata di media e Lighthouse Reports, emerge che i morti lungo le frontiere della rotta balcanica sono aumentati del 46% rispetto al 2022. Ben 92 dei 155 corpi che giacciono negli obitori sono stati trovati nel 2023. 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