{"id":83956,"date":"2024-02-15T19:00:18","date_gmt":"2024-02-15T18:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83956"},"modified":"2024-02-16T10:14:43","modified_gmt":"2024-02-16T09:14:43","slug":"poor-things-finalmente-un-femminismo-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=83956","title":{"rendered":"\u201cPoor Things!\u201d Finalmente un femminismo di classe!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SIMONE GARILLI<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Impiego di solito qualche giorno a comprendere il significato profondo di un\u2019opera cinematografica. \u201cPoor Things!\u201d (traduzione italiana: \u201cPovere creature!\u201d), del regista greco Yorgos Lanthimos, non ha fatto eccezione. In un momento qualsiasi di una giornata qualsiasi, molti fili si sono riannodati, e mi hanno consentito di dare un senso pi\u00f9 o meno compiuto alle tante scene apparentemente surreali che avevo osservato, con un misto di sorpresa e scetticismo, qualche sera prima. Del resto, se l\u2019opera d\u2019arte si rivelasse immediatamente, smetterebbe subito di essere tale, perch\u00e9 si limiterebbe a parlare al nostro Io pi\u00f9 conscio, quello ben piantato nel qui e ora, imprigionato dall\u2019infuriare di stimoli, notizie e parole d\u2019ordine diffuse dal centro del sistema sociale e poi riciclate senza fantasia dalla maggior parte di noi, in un ritorno stanco e stordito dell\u2019uguale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Che il film in questione avesse da dire qualcosa di diverso, non risolvendosi nella semplice ripetizione del pi\u00f9 classico romanzetto emancipatorio piccolo borghese, si poteva ipotizzare sin dall\u2019inizio, non fosse altro che per la scelta disorientante del bianco e nero e per l\u2019ambientazione, calata in un tempo storico non meglio definito. Non che questo sia di per s\u00e9 sufficiente. Di tentativi cinematografici eretici nella forma ma ordinari nella sostanza ne sono piene le sale, anche di recente. Basti pensare al tentativo caricaturale di restituire la societ\u00e0 patriarcale firmato da Paola Cortellesi con \u201cC\u2019\u00e8 ancora domani\u201d, eccellente prova tecnica, di recitazione e scenografia, dalla trama ispirata, arricchita appunto dalla scelta del bianco e nero, ma del tutto priva di qualsivoglia alterit\u00e0 culturale rispetto alla narrazione dominante.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">E il primo confronto che emerge quasi spontaneo a un osservatore italiano dalla visione di Poor Things! \u00e8 proprio quello con il film della Cortellesi, perch\u00e9 Poor Things! \u00e8 un film femminista, ma lo \u00e8 in un senso radicalmente differente. Innanzitutto, ha il buon gusto di non farlo pesare, di non ostentare il suo messaggio di fondo, ci\u00f2 che appunto distingue l\u2019arte dalla propaganda. In secondo luogo, e pi\u00f9 importante, ad entrare in scena \u00e8 finalmente un femminismo di classe, che individua nel sistema di pensiero e potere capitalistico l\u2019oggetto su cui far valere la critica e l\u2019azione, e non invece l\u2019ostilit\u00e0 al genere e al potere maschile, come se entrambi fossero congelati in un eterno e indifferenziato machismo interclassista.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La pellicola tratta della storia di una ragazza suicida a cui viene impiantato, da un geniale e folle chirurgo (William Dafoe), il cervellino dell\u2019infante ancora vivo che portava in grembo. L\u2019esperimento riporta alla vita una donna-bambino, che ben presto arriva a maturare l\u2019intenzione di esplorare l\u2019esterno, fugge dalla sua vita predeterminata dopo l\u2019incontro con un avvocato libertino, gira l\u2019Europa e fa esperienza della prostituzione, fino a quando, dopo varie vicissitudini, decide di tornare a casa. \u00c8 qui che sul letto di morte il suo creatore le rivela il mistero all\u2019origine della sua vita e l\u2019ex marito la porta a rivivere per qualche momento la durezza dell\u2019esistenza precedente, provocando in lei, al posto di un secondo suicidio, una ribellione catartica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00c8 come un cerchio che non si chiude. Il ritorno dell\u2019uguale, rappresentato dal marito oppressivo, viene superato da un atto creativo, che consiste nel ribaltare le gerarchie trasformando le costrizioni sociali in libert\u00e0. \u00c8 chiaro che una simile conclusione del racconto potrebbe ben adattarsi a un messaggio puramente individualista, come da dettame del femminismo liberal oggi imperante. Il punto dirimente, per\u00f2, \u00e8 come si arriva all\u2019atto liberatorio, ossia attraverso quali passaggi, incontri ed esperienze la protagonista impersonata da Emma Stone, Bella, costruisce la sua soggettivit\u00e0 emancipata. E qui l\u2019opera si discosta potentemente dalla mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Perch\u00e9 in fondo il vero protagonista \u00e8 il cervellino dell\u2019infante, che consente a una donna adulta nella sua corporeit\u00e0 di fare esperienza del mondo al riparo dalle sovrastrutture del suo tempo. L\u2019eco del fanciullino pascoliano, attraverso il quale \u00e8 possibile intuire poeticamente l\u2019essenza del reale affiancando alla razionalit\u00e0 la potenza conoscitiva della meraviglia, \u00e8 forte. Ed \u00e8 per questo che l\u2019epoca storica in cui si svolgono gli eventi \u00e8 lasciata imprecisata, con richiami futuristici che si intrecciano ad architetture vittoriane, in una esplosione di colori che fa propendere per l\u2019onirico. Il suggerimento implicito \u00e8 che una liberazione \u00e8 sempre possibile, qualunque sia il sistema sociale che ingessa le nostre possibilit\u00e0 espressive. Eppure, a questa critica generale del potere, se ne affianca man mano una pi\u00f9 precisa e tagliente verso il sistema di oppressione capitalistico, preso sempre pi\u00f9 di mira da Bella insieme all\u2019accumularsi delle sue esperienze fanciullesche, e in quanto tali pure, disintermediate, essenziali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Secondo il modello del romanzo di formazione, Bella attraversa diverse fasi di crescita.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La prima \u00e8 quella erogena, nella quale, ancor prima di partire per il suo viaggio, scopre il piacere fisico, prima con la masturbazione e poi per mezzo della sessualit\u00e0. L\u2019avvocato libertino che libera la protagonista dalle mura di casa e l\u2019accompagna per un bel pezzo nelle sue esplorazioni, \u00e8 inchiodato a questa fase e non ha gli strumenti per superarla, come \u00e8 testimoniato dalla sua incredula impotenza non appena scopre di essersi innamorato di Bella. Nello sperimentare quella nuova sensazione, l\u2019amore, l\u2019avvocato se ne far\u00e0 travolgere, fino ad allontanarsi impaurito dalla sua amata convincendosi che sia una figura diabolica. La prima forma di libert\u00e0 messa sotto accusa, dunque, risulta essere proprio quella strettamente individualistica, condannata alla ripetizione sempre uguale del consumo fine a se stesso (di persone, oggetti ed esperienze) e incapace di gestire altre forme relazionali. Non risiede a questo livello il potere, dato che l\u2019avvocato viene raffigurato pi\u00f9 che altro come una vittima del meccanismo sociale nichilista di cui crede di essere padrone.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Sempre meno interessata al sesso e al piacere immediato, Bella si imbatte curiosa in due altri personaggi, entrando nella seconda fase, quella della conoscenza. Una donna di et\u00e0 matura accompagna Bella alla lettura, mentre il suo compagno di viaggio, un giovane e colto uomo di colore, rappresenta la corrente filosofica del cinismo. \u00c8 a questo punto che emerge con forza la radicalit\u00e0 della critica sociale e politica veicolata dall\u2019opera. Il cinico \u00e8 colui che, avendo sperimentato le cose del mondo, se ne distacca altezzosamente, compatendo chi si illude di trasformarlo attraverso qualsiasi forma di conoscenza e prassi. La cultura del cinico \u00e8 pura erudizione, inutile alla causa, ripiegata in se stessa. Il suo insegnamento \u00e8 ancora e sempre individualistico: accetta l\u2019esistente come il migliore dei mondi possibili, pur sapendo che \u00e8 profondamente ingiusto. Molti dei film pi\u00f9 ispirati degli ultimi decenni, quantomeno in Occidente, si fermano qui, sposando silenziosamente l\u2019atteggiamento del cinico e risolvendosi in una sorta di legittimazione negativa del modello di produzione capitalistico e del suo contraltare sovrastrutturale: il liberalismo. Cos\u00ec non fa \u201cPoor Things\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Bella impiega poco a mettere a fuoco la vera natura dell\u2019atteggiamento cinico, identificando il suo nuovo compagno di viaggio come un uomo debole che non riesce a gestire il dolore del mondo. Di fronte all\u2019ingiustizia, che Bella scopre in quel frangente e dalla quale si fa solo inizialmente sopraffare, il cinico si ritrae nel porto sicuro del fatalismo pseudo-razionalista e rifiuta di agire. Non aderisce per convinzione al modello sociale vigente, ma si lascia dominare per paura di affrontarlo. In altre parole, il cinismo viene identificato come malattia infantile del socialismo. E non si tratta di una forzatura interpretativa, perch\u00e9 \u00e8 proprio in questo passaggio del film che Bella inizia a transitare verso la terza e decisiva tappa del suo percorso, quella militante, scoprendo niente di meno che la vulgata marxista.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Solo poco prima, in una delle scene pi\u00f9 evocative del film, una volta scoperta l\u2019esistenza delle classi inferiori, Bella aveva messo a fuoco con rara lucidit\u00e0 il cuore del sistema di sfruttamento capitalistico, fondato non sul denaro in s\u00e9, ma sulla sua indotta scarsit\u00e0. Una perla che da sola meriterebbe il prezzo del biglietto. D\u2019altra parte, non serve essere economisti keynesiani per afferrare il concetto, \u00e8 sufficiente essere\u2026greci, come il regista.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il viaggio prosegue cos\u00ec in una Parigi innevata, nella quale la giovane donna-bambino, pur non avendone necessit\u00e0, decide di guadagnarsi da vivere nel modo pi\u00f9 misero possibile, vendendo il suo corpo. Nei bassifondi della societ\u00e0, tuttavia, non si lascia alienare, ma si muove con fare scientifico, mettendo a fuoco i meccanismi pi\u00f9 oliati della societ\u00e0 di mercato. \u00c8 nella casa chiusa parigina che Bella trover\u00e0 un amore disinteressato in una giovane prostituta socialista, che poi l\u2019accompagner\u00e0 nel suo ritorno a casa, non lasciandola pi\u00f9. Nella sua dimora, tuttavia, ad aspettarla non ci sar\u00e0 solo lo scienziato morente che l\u2019ha generata, ma anche l\u2019assistente dello stesso, a cui Bella era stata promessa sposa prima della fuga. Anch\u2019esso, come la prostituta socialista, \u00e8 una figura atipica, irriducibile alle relazioni di mercato, dotato di anima pura, candidamente innamorato di Bella, e ancora deciso a sposarla. La stessa Bella che all\u2019inizio del film vedeva nell\u2019assistente un inutile orpello, perch\u00e9 indisposto a donarle un piacere fisico puramente meccanico, viene a questo punto catturata dall\u2019amore discreto dell\u2019uomo e si convince a sposarlo. Ma nel momento della consacrazione di una libert\u00e0 matura, rappresentata in questo caso dal vincolo matrimoniale, un\u2019ultima tentazione si fa largo, con la ricomparsa del marito di un tempo. \u00c8 l\u2019ultimo sussulto della libert\u00e0 infantile, che trova nell\u2019esperienza &#8211; in qualsiasi esperienza purch\u00e9 apparentemente innovativa &#8211; la sua ragion d\u2019essere. Bella fugge dall\u2019altare e si rituffa inconsapevole in un rapporto soffocante, nel quale il marito, generale dell\u2019esercito e autoritario padrone di un castello, la intende alla stregua di un oggetto. Forte della maturazione acquisita, per\u00f2, Bella impiega poco a divincolarsi dalla morsa, sottraendosi a quel vincolo gerarchico che l\u2019aveva condotta al suicidio.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La scena conclusiva \u00e8 un quadretto simbolico, che raffigura la donna-bambino nella sua dimora con in mano un libro di anatomia, avviata a divenire medico, affiancata da un lato dall\u2019assistente e dall\u2019altro dalla giovane socialista incontrata a Parigi, quasi a significare che la liberazione femminile non sta nella scelta trasgressiva di un amore omossessuale, che \u00e8 pur possibile, ma che tuttavia appartiene alla sfera privata, dell\u2019intimit\u00e0. Ci\u00f2 che davvero conta \u00e8 che il soggetto, reso tale dai vincoli affettivi e dalla conoscenza &#8211; filosofica e scientifica insieme &#8211; afferri la dimensione sociale del suo sfruttamento e agisca per sovvertirla. Che \u00e8 poi la ragione per cui il quadretto si completa con la figura dell\u2019ex marito impegnato a brucare erba e a belare, dopo che Bella gli aveva fatto impiantare al posto del cervello originario quello di una capra, in un capovolgimento compiuto dei rapporti di forza iniziali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ma in tutto questo scintillante intrecciarsi di riferimenti al potere e alla libert\u00e0, possibile che non ci sia spazio per Dio? Cos\u00ec pare, se non fosse che il novello dottor Frankestein che ha \u201ccostruito\u201d Bella si chiama Godwin, \u201cDio vinca\u201d. \u00c8 sufficiente riavvolgere il nastro del racconto, allora, per concludere che il Dio di Yorgos Lanthimos assomiglia molto al Dio cristiano, per lo meno nella sua sistemazione teologica moderna. Un Dio che non si lascia sedurre dalla sua onnipotenza creatrice, ma consente al soggetto di esistere come centro di esperienza e di elaborazione autonomo. Un Dio in sottofondo, ma non per questo meno decisivo, purch\u00e9 si scelga infine di dargli ascolto. \u00c8 nel ritorno al dottor Godwin che Bella afferra definitivamente quale sia la sua vocazione, decidendo poi di perseguirla. In due parole: la libert\u00e0 come dovere di scoprire chi siamo, nella nostra unicit\u00e0, e onorare il dono di Dio, realizzandoci.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI Impiego di solito qualche giorno a comprendere il significato profondo di un\u2019opera cinematografica. \u201cPoor Things!\u201d (traduzione italiana: \u201cPovere creature!\u201d), del regista greco Yorgos Lanthimos, non ha fatto eccezione. In un momento qualsiasi di una giornata qualsiasi, molti fili si sono riannodati, e mi hanno consentito di dare un senso pi\u00f9 o meno compiuto alle tante scene apparentemente surreali che avevo osservato, con un misto di sorpresa e scetticismo, qualche sera prima. Del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":83959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240215-WA0018.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lQ8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83956"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83956"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83960,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83956\/revisions\/83960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/83959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}