{"id":84000,"date":"2024-02-21T09:00:22","date_gmt":"2024-02-21T08:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84000"},"modified":"2024-02-19T15:26:48","modified_gmt":"2024-02-19T14:26:48","slug":"i-timori-della-sardegna-per-la-saras-nelle-mani-di-una-multinazionale-da-eurallumina-alla-glencore-i-precedenti-che-allarmano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84000","title":{"rendered":"I timori della Sardegna per la Saras nelle mani di una multinazionale: da Eurallumina alla Glencore, i precedenti che allarmano"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Cinzia Simbula)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"wrapper-article-top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-primo-piano-small size-ifq-primo-piano-small wp-post-image\" title=\"GLENCORE\nACCIAIERIA\nOPERAIO SPECIALIZZATO METALMECCANICO\nFUSIONE METALLO METALLI\nMATERIE PRIME\nFONDERIA DI NICHEL \nSTABILIMENTO DI SUDBURY\nLEGA METALLICA LEGHE METALLICHE\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/14\/Operai_Crisi_Sardegna-690x362.jpg\" alt=\"I timori della Sardegna per la Saras nelle mani di una multinazionale: da Eurallumina alla Glencore, i precedenti che allarmano\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<div class=\"social-article-wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<section id=\"article-body-7446822\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">La sede legale rester\u00e0 in Italia e il cuore produttivo a\u00a0<strong>Sarroch<\/strong>. Il nuovo corso della\u00a0<strong>Saras<\/strong>, raffineria che d\u00e0 lavoro a 1.200 dipendenti diretti e altri 2mila (fino a 4 mila, a seconda dei periodi) indiretti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/02\/12\/i-moratti-vendono-saras-agli-olandesi-di-vitol-passa-di-mano-la-raffineria-di-sarroch-tra-le-piu-grandi-deuropa\/7443697\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sar\u00e0 all\u2019insegna della continuit\u00e0 anche ora che \u00e8 passata dalla\u00a0<strong>famiglia Moratti<\/strong>\u00a0all\u2019olandese\u00a0<strong>Vitol<\/strong><\/a>. Cos\u00ec \u00e8 stato comunicato ai\u00a0<strong>sindacati<\/strong>\u00a0nel corso dell\u2019incontro che\u00a0<strong>Massimo Moratti<\/strong>, il figlio\u00a0<strong>Giovanni<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Russel Hardy<\/strong>, Ceo di Vitol, hanno tenuto a Sarroch. Il primo a distanza di 24 ore dall\u2019annuncio del passaggio del 35 per cento delle azioni alla multinazionale olandese che, concretamente, dovrebbe subentrare il\u00a0<strong>prossimo autunno<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I timori per l\u2019ex impero dei Moratti<\/strong><br \/>\nRassicurazioni che, tuttavia, non bastano a tranquillizzare i rappresentanti dei lavoratori. \u201cIl nostro auspicio \u00e8 che la Vitol mantenga da subito gli impegni presi con le organizzazioni sindacali, i lavoratori e il territorio, scongiurando il pericolo di vuoti gestionali che creerebbero tensioni pericolose per la raffineria\u201d hanno detto i segretari territoriali\u00a0<strong>Filctem Cgil<\/strong>,\u00a0<strong>Femca Cisl<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Uiltec Uil<\/strong>\u00a0all\u2019indomani dell\u2019incontro con il presidente Massimo Moratti e il Ceo di Vitol Russel Hardy. \u201cNoi, come organizzazioni sindacali \u2013 hanno aggiunto Giampiero Manca, Marco Nappi e Pierluigi Loi \u2013 continueremo a fare tutto il possibile per sostenere qualunque iniziativa che produca benefici economici ai lavoratori diretti, a quelli delle imprese d\u2019appalto, a tutto il territorio\u201d. Il colosso di Rotterdam \u00e8 tra i maggiori<strong>\u00a0trader<\/strong>\u00a0di materie prime e petrolio. Presente in maniera importante in\u00a0<strong>Australia<\/strong>, Europa e\u00a0<strong>Medio Oriente<\/strong>, ha un fatturato di oltre\u00a0<strong>500 miliardi di dollari<\/strong>. Un gruppo solido, certo. \u201cMa metterci nelle mani di una\u00a0<strong>multinazionale<\/strong>\u00a0desta anche una certa preoccupazione, visto che in Sardegna ci siamo trovati spesso di fronte a brutte esperienze\u201d, ha aggiunto Nappi. Il che destabilizza un po\u2019 i lavoratori: \u201cCi sembra di uscire dalla comfort zone, anche perch\u00e9 Saras sta andando bene, lo ha ricordato lo stesso Moratti, e lo sappiamo anche noi\u201d. La Saras, con una capacit\u00e0 di lavorazione pari a\u00a0<strong>15 milioni di tonnellate<\/strong>\u00a0annue, \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi raffinerie del Mediterraneo e di Europa. Non tutto il panorama industriale sardo \u00e8 come la Saras. In particolare nel\u00a0<strong>Sulcis Iglesiente<\/strong>, polo dei\u00a0<strong>metalli non ferrosi<\/strong>, da anni si fanno i conti con\u00a0<strong>cassa integrazione<\/strong>, procedure per la riapertura, promesse e proteste.<\/p>\n<p><strong>I russi di Eurallumina<\/strong><br \/>\n<strong>Eurallumina<\/strong>, primo anello della filiera dell\u2019alluminio controllata dalla russa\u00a0<strong>Rusal<\/strong>, nel 2009 ha fermato gli impianti della raffineria che trasforma la\u00a0<strong>bauxite<\/strong>\u00a0in allumina (la materia prima da cui si ricava l\u2019alluminio primario) per via degli alti costi dell\u2019<strong>olio combustibile<\/strong>, carburante utilizzato per la produzione di vapore e per far andare avanti gli impianti. Nel corso degli anni l\u2019azienda ha presentato una serie di progetti per riavviare gli impianti. Il primo fu quello per la costruzione di una\u00a0<strong>centrale a carbone<\/strong>\u00a0per la cogenerazione del vapore. Progetto poi accantonato per fare spazio al\u00a0<strong>vapordotto<\/strong>\u00a0che doveva collegare la fabbrica con la vicina centrale elettrica. Poi \u00e8 stata la volta della\u00a0<strong>gasiera<\/strong>, da ormeggiare nel\u00a0<strong>porto di Portovesme<\/strong>. Accantonato anche quel progetto, ora si pensa al collegamento con la dorsale e i rigassificatori. Attualmente i lavoratori hanno ottenuto la cassa integrazione per un altro anno. Per portare avanti il piano da 300 milioni di euro deve essere per\u00f2 firmato l\u2019addendum al memorandum, indispensabile per far partire gli interventi. La firma slitta di mese in mese. Ogni anno, per garantire il pagamento degli\u00a0<strong>stipendi<\/strong>\u00a0e integrazione, l\u2019Eurallumina spende circa\u00a0<strong>20 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il caso di Sider Alloys<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 poi la\u00a0<strong>Sider Alloys<\/strong>, azienda italo-svizzera che ha rilevato alcuni anni fa lo stabilimento di Portovesme (che produce alluminio primario sia per via elettrolitica, il cosiddetto primario, sia per fusione) dall\u2019<strong>Alcoa<\/strong>. Attualmente il piano di rilancio ha visto completati solo gli interventi per la sistemazione della\u00a0<strong>fonderia<\/strong>, ma non quello dell\u2019elettrolisi. Luned\u00ec si \u00e8 svolta un\u2019assemblea da cui \u00e8 partito un appello al governo affinch\u00e9 sia affrontata nuovamente la vicenda relativa al rilancio. L\u2019esecutivo, attraverso\u00a0<strong>Invitalia<\/strong>, partecipa con il 20 per cento, mentre il 5 \u00e8 in capo ai lavoratori. In queste ore si fa strada l\u2019ipotesi della\u00a0<strong>cassa integrazione<\/strong>\u00a0dopo un confronto tra azienda e sindacati.<\/p>\n<p><strong>La Portovesme Srl<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 poi il caso della\u00a0<strong>Glencore<\/strong>, che in Sardegna opera con la controllata Portovesme Srl negli stabilimenti di Portovesme e San Gavino dove si producono piombo,\u00a0<strong>zinco<\/strong>, oro,\u00a0<strong>argento<\/strong>, rame e\u00a0<strong>acido solforico<\/strong>. L\u2019azienda, a causa degli\u00a0<strong>alti costi dell\u2019energia<\/strong>, l\u2019anno scorso ha fermato la linea\u00a0<strong>piombo<\/strong>\u00a0e ridotto al minimo quella dello\u00a0<strong>zinco<\/strong>, attivando la cassa integrazione. Nel frattempo ha presentato due progetti per la costruzione di un\u00a0<strong>impianto pilota<\/strong>\u00a0per la produzione del litio da destinare alle\u00a0<strong>batterie<\/strong>. Ma a causa delle<strong>\u00a0lungaggini burocratiche<\/strong>\u00a0ha deciso di spostare il progetto pilota (gli investimenti erano di 5 milioni di euro) all\u2019estero. Resta adesso in piedi il progetto per i componenti delle batterie, in collaborazione con\u00a0<strong>Recycle<\/strong>\u00a0per cui si stima un investimento di oltre\u00a0<strong>mezzo miliardo di euro<\/strong>. Il progetto \u00e8 in fase di elaborazione, seppure anche in questo caso pesino i tempi troppo dilatati della burocrazia.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/02\/19\/timori-sardegna-saras-multinazionale-eurallumina-glencore-precedenti\/7446822\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/02\/19\/timori-sardegna-saras-multinazionale-eurallumina-glencore-precedenti\/7446822\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Cinzia Simbula) &nbsp; &nbsp; La sede legale rester\u00e0 in Italia e il cuore produttivo a\u00a0Sarroch. Il nuovo corso della\u00a0Saras, raffineria che d\u00e0 lavoro a 1.200 dipendenti diretti e altri 2mila (fino a 4 mila, a seconda dei periodi) indiretti,\u00a0sar\u00e0 all\u2019insegna della continuit\u00e0 anche ora che \u00e8 passata dalla\u00a0famiglia Moratti\u00a0all\u2019olandese\u00a0Vitol. 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