{"id":84138,"date":"2024-02-26T12:50:21","date_gmt":"2024-02-26T11:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84138"},"modified":"2024-02-26T12:50:21","modified_gmt":"2024-02-26T11:50:21","slug":"efficienza-o-coscienza-quale-futuro-per-lintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84138","title":{"rendered":"Efficienza o coscienza: quale futuro per l&#8217;Intelligenza Artificiale?"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Riccardo Sasso)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-84139 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/intell-art-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/intell-art-300x196.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/intell-art-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/intell-art-768x503.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/intell-art.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019intelligenza artificiale \u00e8, senza dubbio, una delle questioni del secolo. Come tutte le innovazioni epocali, l\u2019AI suscita perplessit\u00e0 e paure. Queste hanno sicuramente un loro fondamento e sono fondamentali a mettere sotto la lente d\u2019ingrandimento gli interrogativi che l\u2019intelligenza artificiale porta con s\u00e9. Da un lato i timori portano a ingigantire le problematiche, dall\u2019altro cercano di esorcizzarle sminuendo i dubbi che emergono. Per questa ragione occorre, attraverso l\u2019analisi filosofica, cercare di soffermarsi con maggiore calma e lucidit\u00e0 sui quesiti che le frontiere della tecnologia pongano. Risposte certe, per il momento, non sono possibili. Nonostante ci\u00f2, abbiamo dei pregressi a cui rifarci, dei pattern che possiamo seguire e sulla base dei quali provare a farci un\u2019idea.<\/em><\/p>\n<div id=\"cc-m-12050254277\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;innovazione, da sempre, suscita nell&#8217;uomo un ancestrale timore e una viscerale diffidenza. Questo fatto \u00e8 inevitabile, in quanto, l&#8217;evoluzione richiede lavoro e adattamento che, a loro volta, richiedono una certa fatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La difficolt\u00e0 nell&#8217;accettare un cambiamento non \u00e8 una novit\u00e0 dei nostri tempi, ma \u00e8 molto antica.<\/strong>\u00a0L&#8217;esempio pi\u00f9 inflazionato, utilizzato nel discorso filosofico e non solo, per argomentare circa la radicalit\u00e0 della difficolt\u00e0 nell&#8217;accettare il cambiamento, proviene dall\u2019opera Platone e dalle sue considerazioni legate al rischio della scrittura. Nel dialogo Fedro Platone, per bocca di Socrate, narra il mito di Theuth e afferma:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Ingegnosissimo Theuth, c&#8217;\u00e8 chi sa partorire le arti e chi sa giudicare quale danno o quale vantaggio sono destinate ad arrecare a chi intende servirsene. Ora tu, padre della scrittura, per la benevolenza hai detto il contrario di quello che essa vale. Questa scoperta infatti, per la mancanza di esercizio della memoria, produrr\u00e0 nell&#8217;anima di coloro che la impareranno la dimenticanza, perch\u00e9 fidandosi della scrittura ricorderanno dal di fuori mediante caratteri estranei, non dal di dentro e da se stessi; perci\u00f2 tu hai scoperto il farmaco non della memoria, ma del richiamare alla memoria. \u00bb<\/strong>\u00a0[274e &#8211; 275a]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Platone manifesta, con questo racconto, un grande timore verso la scrittura. Eppure, questi timori li esprime scrivendo un testo e, aggiungerei, per fortuna sceglie di far ci\u00f2 e di non tenere i suoi timori per s\u00e9.\u00a0<strong>Se il nostro non avesse messo per iscritto queste sue perplessit\u00e0, tante riflessioni e tanto arricchimento della dialettica filosofica non vi sarebbero stati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il timore della nostra epoca non \u00e8 pi\u00f9 la scrittura, ma un altro, e cio\u00e8, l&#8217;intelligenza artificiale.<\/strong>\u00a0Questa novit\u00e0 della tecnologia e, in senso pi\u00f9 generale, della tecnica, rappresenta un motivo di grande paura. Bisogna per\u00f2 chiedersi, in questo caso specifico, da che cosa questa paura scaturisca.\u00a0<strong>La paura per l\u2019innovazione tecnologica \u00e8 da sempre legata alla sostituzione. I critici della tecnologia sostengono che questa condurrebbe all\u2019eliminazione di componenti fondamentali per la civilt\u00e0 e quindi ad un inevitabile decadimento.<\/strong>\u00a0Cos\u00ec nel caso della scrittura: porter\u00e0 a non esercitare pi\u00f9 l&#8217;attivit\u00e0 della memoria. Cos\u00ec nel caso di internet: disabituer\u00e0 alla fatica nel ricercare delle informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L&#8217;IA rappresenta un elemento di diffidenza centuplicato rispetto al passato, in quanto, cos\u00ec si ritiene, essa sottrarr\u00e0 la caratteristica pi\u00f9 peculiare dell\u2019essere umano: la facolt\u00e0 intellettiva, la cui sostituzione potrebbe portare alla perdita della nostra stessa umanit\u00e0.<\/strong>\u00a0L&#8217;intelligenza artificiale, come tutte le innovazioni tecnologiche, \u00e8 inarrestabile e anche questo \u00e8 per l\u2019uomo motivo di grande inquietudine:\u00a0<strong>l&#8217;inesorabilit\u00e0 del cambiamento che \u2013 cos\u00ec si crede \u2013 potrebbe lasciarsi indietro ponendo fine alla storia umana.<\/strong>\u00a0Ancora non sappiamo dove l\u2019AI ci porter\u00e0, non lo possiamo prevedere. Non potendo controllare la situazione, allora, l\u2019uomo la teme. Ci\u00f2 che ancora non si pu\u00f2 comprendere pienamente spaventa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12050254777\" class=\"j-module n j-textWithImage \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12050254777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7936dac81b6c4468\/version\/1708357350\/image.jpg\" alt=\"Platone (428\/27 - 348\/47 a.C.)\" data-src-width=\"300\" data-src-height=\"400\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7936dac81b6c4468\/version\/1708357350\/image.jpg\" data-image-id=\"7768706377\" \/><figcaption>Platone (428\/27 &#8211; 348\/47 a.C.)<\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12050254777\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p>Le paure principali legate alla nascita di AI sono sostanzialmente due:\u00a0<strong>la prima \u00e8 legata alla schiavizzazione del creatore da parte della creatura.<\/strong>\u00a0In questo, la fantascienza ha da sempre trasposto in narrativa questo timore e ha escogitato possibili stratagemmi per evitarlo: le macchine che si ribellano all&#8217;uomo e, superandolo, lo sottomettono; per questo, occorre escogitare stratagemmi per arginare questo rischio.<\/p>\n<p><strong>La seconda paura \u00e8 lo\u00a0<em>step<\/em>\u00a0successivo, ossia la singolarit\u00e0.<\/strong>\u00a0La singolarit\u00e0 avviene quando le macchine acquisiscono consapevolezza di s\u00e9, riuscendo a dar vita ad una super-intelligenza artificiale forte che, come una sorta di divinit\u00e0, sottometter\u00e0 il mondo e l&#8217;umanit\u00e0 al suo volere e alla sua cura. Di questa paura, un esempio emblematico, \u00e8 il famoso esperimento mentale del basilisco di Roko.<\/p>\n<p>Alle due paure, se ne potrebbe aggiungere un\u2019altra, ossia,\u00a0<strong>l&#8217;idea del\u00a0<em>Supercomputer<\/em>\u00a0che, a partire dalla sua grande potenza computazionale, arriva a rivelare una verit\u00e0 che l&#8217;essere umano non \u00e8 pronto ad assimilare o che non ha gli strumenti per comprendere.<\/strong>\u00a0Anche il\u00a0<em>Supercomputer<\/em>\u00a0\u00e8 un\u00a0<em>topos<\/em>\u00a0riscontrabile in molte opere fantascientifiche letterarie e audiovisive. Citiamo solo gli esempi pi\u00f9 famosi:\u00a0<em>I Nove Miliardi nomi di Dio<\/em>\u00a0di Arthur C. Clark,\u00a0<em>L&#8217;ultima domanda<\/em>\u00a0di Isaac Asimov e\u00a0<em>Guida galattica per autostoppisti<\/em>\u00a0di Douglas Adams.<\/p>\n<p>Queste sono le principali diffidenze legate al futuro dell&#8217;AI e non si deve considerarle semplici finzioni letterarie o esperimenti mentali, stratagemmi per esorcizzare una paura collettiva, in quanto molte cose considerate &#8220;fantasiose&#8221; e &#8220;inverosimili&#8221; sono poi diventate realt\u00e0, si pensi alla proverbiale assurdit\u00e0 degli &#8220;uomini volanti&#8221;.\u00a0<strong>Tutte queste diffidenze meritano d&#8217;essere prese in considerazione con la dovuta seriet\u00e0.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una \u201ccritica\u201d molto popolare rivolta al concetto di AI, tra le pi\u00f9 interessanti e argomentate da un punto di vista filosofico, \u00e8 quella secondo cui l\u2019AI potr\u00e0 raggiungere al massimo un livello d\u2019efficienza molto elevato, ma mai diventare un\u2019intelligenza vera e propria, n\u00e9 tantomeno una coscienza.<\/strong>\u00a0Promotore di questa visione \u00e8 il filosofo italiano Maurizio Ferraris, il quale, in un articolo pubblicato sul\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0del 30 gennaio 2023, cos\u00ec scrive:\u00a0<strong>\u00abChi parla di un&#8217;intelligenza artificiale che possa prendere il potere o quantomeno surrogare l&#8217;intelligenza naturale non ha mai visto un bambino davanti a una pasticceria, o un adulto o un&#8217;adulta disposti a giocarsi per amore, o per qualcosa che ne ha una vaga parvenza, la fama, la rispettabilit\u00e0, la grandezza\u00bb<\/strong>\u00a0e aggiunge con perentoriet\u00e0:\u00a0<strong>\u00abUn computer non si comporter\u00e0 mai n\u00e9 come Cesare Pavese n\u00e9 come Dominique Strauss-Kahn\u00bb<\/strong>\u00a0(M. Ferraris,\u00a0<em>A chi fa davvero paura l&#8217;intelligenza artificiale?<\/em>). Ferraris elabora questa posizione, sicuramente, con cognizione di causa. Tuttavia, una posizione di tale radicalit\u00e0 pu\u00f2 far sorgere certamente qualche interrogativo: Cartesio non diceva cose molto simili a queste sugli animali:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab [P]ur essendovi molti animali la cui abilit\u00e0 si rivela superiore alla nostra in talune delle loro azioni, i medesimi, tuttavia, non ne rivelano alcuna in molti altri casi: quindi ci\u00f2 che fanno meglio di noi non dimostra che abbiano un\u2019intelligenza; se cos\u00ec fosse, ne avrebbero pi\u00f9 di tutti noi, e farebbero meglio tutto; dimostra piuttosto che non ne hanno, e che ad agire in essi \u00e8 la natura, secondo la disposizione dei loro organi; come possiamo vedere in un orologio che, composto solo di ruote e di molle, pu\u00f2 contare le ore e misurare il tempo pi\u00f9 esattamente di noi, con tutta la nostra sapienza. \u00bb<\/strong>\u00a0(Cartesio,\u00a0<em>Discorso sul metodo<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le parole di Cartesio rimandano al pensiero espresso da Ferraris:\u00a0<strong>efficienza non \u00e8 intelligenza<\/strong>. L\u2019animale non \u00e8 intelligente n\u00e9 in forma superiore, n\u00e9 inferiore rispetto all\u2019uomo, ma \u00e8 del tutto privo di facolt\u00e0 intellettive e \u201cfunziona\u201d seguendo criteri puramente meccanici; senza applicazione di alcuna forma di intelligenza.\u00a0<strong>Tutto falso: oggi sappiamo che gli animali hanno capacit\u00e0 intellettiva, certo non equivalente a quella umana, ma l\u2019idea di animale-macchina cartesiana \u00e8 oggi del tutto superata e inconsistente sotto qualsiasi punto di vista.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Davvero siamo certi che una macchina o un computer non potranno mai farci una sorpresa di questo tipo? \u00c8 veramente sufficiente liquidare la questione dicendo che un computer, per il solo fatto di essere un artefatto umano, non potr\u00e0 mai raggiungere un livello di complessit\u00e0 tale da potersi predicare della coscienza, dell&#8217;identit\u00e0 e dell\u2019intelligenza? Spesso si dice che non bisogna mai attribuire qualit\u00e0 predicabili all&#8217;uomo, come l&#8217;intelletto e le emozioni, a realt\u00e0 non umane.\u00a0<strong>Nonostante ci\u00f2, appare un atteggiamento altrettanto arrogante e presuntuoso pensare che tali qualit\u00e0 superiori siano necessariamente legate all&#8217;essere umano e che qualsiasi altra forma di vita o efficienza non potr\u00e0 mai esserne predicata.<\/strong>\u00a0Occorre chiedersi se l&#8217;ostinazione nel non voler riconoscere la possibilit\u00e0, certamente ancora lontana nel tempo, di un emergere della coscienza e dell\u2019intelligenza nelle realt\u00e0 non umane non sia anch\u2019essa una negazione legata alla paura che l\u2019AI suscita in noi. Siamo davvero certi che, quando Ges\u00f9 disse:\u00a0<strong>\u00abE ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Gv. 10, 16<\/em>), si riferisse solamente agli esseri umani non israeliti? Non sono possibilit\u00e0 da escludere, occorre cautela anche nel prendere una posizione, perch\u00e9, lo si \u00e8 gi\u00e0 detto, il futuro potrebbe porci di fronte a delle verit\u00e0 che mai avremo pensato, verit\u00e0 che possono chiamarci a delle responsabilit\u00e0 non da poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12050255677\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12050255677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic59688d5ee28232c\/version\/1708356892\/image.jpg\" alt=\"I. Asimov (1920-1992)\" data-src-width=\"300\" data-src-height=\"300\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ic59688d5ee28232c\/version\/1708356892\/image.jpg\" data-image-id=\"7768706777\" \/><figcaption>I. Asimov (1920-1992)<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12050255877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il test di Turing, e la possibilit\u00e0 di una macchina che arrivi a batterlo, \u00e8 un&#8217;incombenza che non pu\u00f2 essere liquidata come una semplice paranoia dell&#8217;uomo.\u00a0<strong>L&#8217;AI, nella nostra epoca, rappresenta una frontiera per l&#8217;innovazione tecnologica e tecnica di un certo spessore.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il dispiegamento dell\u2019innovazione pu\u00f2 fornire grandi risorse, ausilio in mansioni eccessivamente faticose o pericolose, e anche grandi pericoli, la scelta di abdicare la propria intelligenza lasciando che qualcuno pensi al posto nostro.<\/strong>\u00a0Questa tendenza, piaccia o non piaccia, ci ha caratterizzati nella storia: quando si sceglie di far pensare qualcun altro al posto nostro il risultato \u00e8 Adolf Hitler, ma se si sceglie di cedere il passo ad una macchina con un elevatissimo livello computazionale, il risultato potrebbe essere la singolarit\u00e0.\u00a0<strong>L&#8217;intelligenza artificiale, come ha brillantemente sostenuto la matematica e scrittrice italiana Chiara Valerio, in un\u2019intervista dello scorso 26 giugno, rilasciata alla testata online\u00a0<em>VD<\/em>, deve essere un&#8217;estensione dell&#8217;intelligenza umana, il risultato di un ulteriore passo avanti fatto dalla nostra specie.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le paure legate all&#8217;AI non sono dissimili a quelle legate alla potenza dell&#8217;atomo e al cambiamento climatico,\u00a0<strong>tutto dipende dalle scelte che l&#8217;uomo vorr\u00e0 fare. Ciascun uomo deve assumersi una responsabilit\u00e0 antropologica, morale e storica: liberarsi da vivacchiare inautentico e dalla subordinazione passiva agli eventi, dalla ricezione passiva d\u2019informazioni e ordini.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La conoscenza e la cultura, il vecchio motto &#8220;<em>sapere aude<\/em>, abbi il coraggio di servirti della tua propria ragione&#8221; sono ancora una volta le uniche vie percorribili.<\/strong>\u00a0Se si sceglier\u00e0, per l&#8217;ennesima volta, di delegare questa responsabilit\u00e0 ad altri, allora, si avr\u00e0 contribuito al disastro attraverso l&#8217;inerzia. Dunque, chi \u00e8 causa del suo mal pianga se stesso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/febbraio\/efficienza-o-coscienza-quale-futuro-per-l-ia\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/febbraio\/efficienza-o-coscienza-quale-futuro-per-l-ia\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Riccardo Sasso) L\u2019intelligenza artificiale \u00e8, senza dubbio, una delle questioni del secolo. Come tutte le innovazioni epocali, l\u2019AI suscita perplessit\u00e0 e paure. Queste hanno sicuramente un loro fondamento e sono fondamentali a mettere sotto la lente d\u2019ingrandimento gli interrogativi che l\u2019intelligenza artificiale porta con s\u00e9. Da un lato i timori portano a ingigantire le problematiche, dall\u2019altro cercano di esorcizzarle sminuendo i dubbi che emergono. 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