{"id":84187,"date":"2024-02-27T11:08:21","date_gmt":"2024-02-27T10:08:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84187"},"modified":"2024-02-27T11:08:21","modified_gmt":"2024-02-27T10:08:21","slug":"clil-erasmus-certificazioni-la-scuola-colonizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84187","title":{"rendered":"Clil, Erasmus, certificazioni. La scuola colonizzata"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-84188 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/crisi-scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/crisi-scuola.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/crisi-scuola-300x181.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/crisi-scuola-768x463.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Il PNRR colpisce ancora. Le scuole italiane, gi\u00e0 travolte dalla valanga di denaro scaricata su di loro dal Piano Scuola 4.0 per la creazione di \u201cambienti d\u2019apprendimento innovativi\u201d (<em>next generation classroom<\/em>) e di \u201claboratori per le professioni digitali del futuro\u201d (<em>next generation lab<\/em>), sono ora alle prese con l\u2019allocazione di ulteriori risorse destinate ad \u201cazioni di potenziamento delle competenze STEM e multilinguistiche\u201d.<\/p>\n<p>Per ricapitolare, ricordiamo solo come i super finanziamenti del PNRR, concessi sotto tassativi vincoli e condizionalit\u00e0, non siano altro che una partita di giro: soldi, tanti soldi, che l\u2019Unione Europea saccheggia dalle tasche dei contribuenti italiani e restituisce sottoforma di elargizione ordinando ai saccheggiati come spenderli, fino all\u2019ultimo centesimo.<\/p>\n<p>Ricordiamo come il trucco \u2013\u00a0<em>more solito<\/em>\u00a0\u2013 abbia funzionato alla grande: quasi nessuno si \u00e8 fatto due domande sulla genesi e sul senso della manovra, adibita a definitivamente demolire ci\u00f2 che resta della scuola italiana (e non ci voleva molto a capirlo); tutti si sono affrettati ad arraffare con euforia il proprio premio obbedienza&amp;fedelt\u00e0 riempiendo i magazzini di ciarpame tecnologico che a breve sar\u00e0 obsoleto ma che far\u00e0 in tempo a stravolgere i luoghi, i ruoli, la didattica, i cervelli.<\/p>\n<p>Ricordiamo come la cifra del colpo di mano sia stata, e sia, la fretta: per meritarsi i ricchi premi e i cotillon, \u00e8 infatti necessario sottostare a una implacabile tabella di marcia (nel decreto si legge: \u00abIl PNRR \u00e8 un programma di\u00a0<em>performance<\/em>, con traguardi qualitativi e quantitativi \u2013\u00a0<em>milestone\u00a0<\/em>e\u00a0<em>target<\/em>\u00a0\u2013 prefissati a scadenze precise, che tutti i soggetti attuatori dovranno rispettare\u00bb:\u00a0<em>sic<\/em>): per via di\u00a0<em>miletone<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>target<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>of<\/em>\u00a0<em>course<\/em>\u00a0\u2013 non \u00e8 concesso il tempo di riflettere sulle ricadute delle proprie scelte e dei propri acquisti. Perch\u00e9 alla fine lo schema \u00e8 sempre lo stesso, sei tu dirigente, sei tu insegnante, a prestare il tuo \u201cconsenso informato\u201d alle misure distruttive che l\u2019autorit\u00e0 predica per il bene tuo e della struttura che amministri o nella quale lavori. Come rifiutare un\u2019opportunit\u00e0 venduta al pubblico come straordinaria e straordinariamente innovativa, mentre il cronometro corre e il tempo sta per scadere?<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019innovazione la molla infallibile della ossessione riformista che, abbattendosi sul nostro sistema di istruzione ormai da qualche decennio, lo ha trascinato allo stato comatoso in cui versa nell\u2019ora presente. Parola d\u2019ordine \u201cinnovare\u201d, a prescindere da qualsiasi giudizio di merito preventivo, ma anche da qualsiasi autocritica successiva (la catastrofe, la vedete?), sul presupposto che la marcia verso il progresso sia da ritenersi a priori non solo inarrestabile, ma migliorativa per definizione. Il granitico assioma sorregge anche quest\u2019ultima spinta impressa alle STEM e al multilinguismo, vecchi mantra dell\u2019istruzione\u00a0<em>\u00e0 la page<\/em>\u00a0cavalcati soprattutto dalla \u201cbuona scuola\u201d \u2013 legge insieme figlia e madre di tanti altri sgorbi normativi dettati ai copisti ministeriali direttamente dalla centrale di Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>STEM E MULTILINGUISMO\u00a0<\/strong>Per tornare a noi. Il decreto ministeriale n. 65 del 12 aprile 2023 destinava una quota parte delle risorse del PNRR alla linea di investimento 3.1 intitolata \u201cNuove competenze e nuovi linguaggi\u201d e investita del duplice obiettivo \u00ab1.\u00a0<em>di promuovere l\u2019integrazione, all\u2019interno dei curricula di tutti i cicli scolastici, di attivit\u00e0, metodologie e contenuti volti a sviluppare le competenze STEM, digitali e di innovazione, e 2. di potenziare le competenze multilinguistiche di studenti e insegnanti<\/em>\u00bb. Ora sono finalmente atterrate sul tavolo dei dirigenti le \u201cistruzioni operative\u201d per l\u2019applicazione del decreto, che prevedono di aggiornare i PTOF di ciascuna scuola secondo le predette finalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ragioneremo in una prossima occasione del martellamento inesausto che riguarda le cosiddette STEM (l\u2019acronimo sta per:\u00a0<em>Science, Technology, Engineering, Mathematics<\/em>), ritenute imprescindibili per la sopravvivenza dell\u2019essere che fu umano (soprattutto se assegnato femmina alla nascita: pare infatti che nel mondo unisex 4.0, nonostante tutto \u2013 nonostante la propaganda senza requie su uguaglianza, indifferentismo sessuale, pari opportunit\u00e0, quote rosa, incentivi multipli, eccetera eccetera \u2013 persista un incomprensibile gender gap, ohib\u00f2).<\/p>\n<p>Quanto alle STEM, basti qui anticipare come, nell\u2019orizzonte asfittico dei burocrati globali, la matematica, la fisica e le scienze vadano sottratte all\u2019astrazione e alla teoria per essere degradate a mera a pratica laboratoriale, in omaggio ai diktat della pedagogia di tendenza; soprattutto, vanno divelte dalle loro radici culturali, storiche e speculative, che affondano nella stessa terra in cui sono fiorite la filosofia, l\u2019arte e la letteratura (la terra mediterranea, fertile e geniale, dei Pitagora, degli Anassimandro, degli Euclide, dei Platone, degli Archimede), per essere proiettate nel vuoto culturale dell\u2019algoritmo meccanico che tutto deve inghiottire.<\/p>\n<p>Forse per far finta di compensare la stucchevole enfasi su queste STEM, staccate dal respiro ampio dei saperi esplorati dalla mente umana fin dalla notte dei tempi, qualcuno avr\u00e0 pensato di abbinare la loro campagna promozionale a qualcosa che ha a che fare con la lingua. Anzi, di pi\u00f9, con la multi-lingua.<\/p>\n<p>Ecco allora che il PNRR sollecita percorsi di formazione per il potenziamento delle \u201ccompetenze linguistiche\u201d, tanto degli studenti quanto dei docenti. Ma quali competenze? E quali lingue?<\/p>\n<p>Per gli studenti si tratta di \u00ab<em>percorsi<\/em>\u00a0finalizzati sia al potenziamento della didattica curricolare come sperimentazione di\u00a0<em>percorsi<\/em>\u00a0con metodologia CLIL [\u2026], sia allo svolgimento di attivit\u00e0 co-curricolari come potenziamento delle attivit\u00e0 svolte al di fuori dell\u2019orario scolastico per\u00a0<em>percorsi<\/em>\u00a0finalizzati al conseguimento di una certificazione linguistica, anche in preparazione di mobilit\u00e0 nell\u2019ambito del programma Erasmus+\u00bb (<em>ndr<\/em>: il raffinato stile letterario, comprensivo di ripetizioni e tautologie come se piovesse, appartiene in toto agli scribi ministeriali). In sostanza, dunque: per gli studenti i soldi vanno spesi in CLIL, certificazioni linguistiche, Erasmus ultimo modello.<\/p>\n<p>Per i docenti, invece, si tratta di avviare \u00abcorsi annuali di formazione linguistica che consentano di acquisire una adeguata competenza linguistico-comunicativa in una lingua straniera, finalizzata al conseguimento di certificazioni di livello B1, B2, C1, C2\u00bb, nonch\u00e9 \u00abcorsi annuali di metodologia\u00a0<em>Content and Language Integrated Learning\u00a0<\/em>(CLIL)\u00bb. Quindi, per i docenti, ancora CLIL e ancora certificazioni linguistiche, ma niente vacanze all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>ITALIANO, NON PERVENUTO\u00a0<\/strong>Nella giostra del multilinguismo, quindi, italiano non pervenuto (e figuriamoci gli idiomi classici che nutrono la sua pianta). Evidentemente la lingua madre non merita potenziamenti. E d\u2019altra parte, quando lo studente medio arriva a varcare la soglia dell\u2019universit\u00e0 senza essere in grado di articolare periodi complessi, di inanellare svarioni di ortografia, di combinare il soggetto col verbo e i verbi tra loro, a un ministro dell\u2019istruzione che si rispetti che idea pu\u00f2 venire in mente? Quella di spendere le risorse a sua disposizione per sostituire l\u2019uso dell\u2019italiano nell\u2019insegnamento delle materie diverse dall\u2019italiano. Ovvio. Il CLIL \u00e8 questa cosa qua, la rivincita del maccheronismo. Cio\u00e8: Dante ti \u00e8 concesso ancora di insegnarlo in italiano, almeno per il momento; il resto, se sei uno bravo bravo lo spieghi in English, senn\u00f2 in globish, senn\u00f2 a gesti. Cos\u00ec, e solo cos\u00ec, vinci il finanziamento europeo.<\/p>\n<p>Gli scolari di ultima generazione saranno felici di barrire, al riparo di ogni fatica, inconsapevoli di quale ricchezza sia loro sottratta assieme alla capacit\u00e0 di modulare la propria lingua, di comprenderne i diversi registri, di esprimere compiutamente il proprio sentire e pensare, di capire ci\u00f2 che dicono e scrivono gli altri, di avvertire i suoni e la musicalit\u00e0 delle parole, di scoprire in ogni parola uno scrigno di senso e di saperci mettere mano.<\/p>\n<p>Per i genitori di ultima generazione, l\u2019importante \u00e8 che i mocciosi acquisiscano l\u2019abilit\u00e0 di buttarsi nella mischia melting pot e di interagire col coetaneo dell\u2019altra parte del mondo, del resto a che serve sapere altro? Alla peggio, vanno bene anche gli emoticon (che infatti rientrano nei programmi aggiornati degli asili, e non \u00e8 uno scherzo), o l\u2019alfabeto muto caduto in desuetudine, forse perch\u00e9 esige una prossimit\u00e0 fisica ormai fuori moda.<\/p>\n<p>Anche per i docenti di ultima generazione, evidentemente, va bene cos\u00ec: nessun problema a che venga mortificata la loro professionalit\u00e0, ridicolizzato il loro lavoro, sviliti i loro studi. Invece di approfondire la conoscenza della rispettiva disciplina di insegnamento, che si suppone essere quella di cui pi\u00f9 si \u00e8 appassionati, uno \u00e8 forzato a rincorrere i codici alfanumerici delle certificazioni per ambire a trasmettere ci\u00f2 che sa (o si suppone sappia) in una lingua che non \u00e8 la sua e che, gi\u00e0 per questo solo fatto, non lascia comunicare le sfumature di significato e la pienezza dei contenuti, il ritmo delle frasi e la melodia delle parole.<\/p>\n<p>Quanto alle certificazioni linguistiche e all\u2019ormai mitologico Erasmus, per dirla in globish la si pu\u00f2 liquidare cos\u00ec:\u00a0<em>follow the money<\/em>. Trovate brillanti per muovere\u00a0<em>business<\/em>\u00a0planetari, abituare i giovani al perdigiornismo e allo sballo cosmopolita sotto la fictio nobilitante dello studio, quando al pellegrinaggio culturalmente impegnato non ci crede pi\u00f9 nessuno. Ma sono esperienze, fanno curriculum \u2013 convengono i saggi genitori evoluti, quelli che l\u2019immagine \u00e8 tutto, insieme al portfolio da impolpare per piacere alla gente che piace.<\/p>\n<p><strong>LA SINDROME DEL COLONIZZATO\u00a0<\/strong>Non ci vuole molto a capire come questo fenomeno di fascinazione collettiva per la lingua aliena \u2013 si pu\u00f2 dire barbara? \u2013 contribuisca esponenzialmente all\u2019erosione della nostra, ricca come poche di storia e di bellezza espressiva, gi\u00e0 depauperata nel lessico e in tutti i suoi aspetti storici e letterari dall\u2019alluvione digitale. Non ci vuole molto a capire come questa moda sciagurata spalanchi la porta di scuole gi\u00e0 in asfissia a dosi da cavallo di dilettantismo, superficialit\u00e0, approssimazione espositiva e, di riflesso, contenutistica. Non ci vuole molto nemmeno a capire come, alla fine, il disprezzo per la propria lingua implichi il disprezzo per la propria identit\u00e0 e come, solo una volta perduto ogni rispetto per il proprio passato e per la custodia della propria tradizione culturale, allora perda ogni significato anche il dominio della propria lingua, che \u00e8 ci\u00f2 che racchiude dentro di s\u00e9 l\u2019anima di una intera civilt\u00e0. Una civilt\u00e0, infatti, vive dentro la sua lingua.<\/p>\n<p>In fondo, nell\u2019imposizione dall\u2019alto di uno strumento espressivo che non si padroneggia e nella accettazione dal basso di questa imposizione innaturale, straniante e autolesionista \u2013 a maggior ragione se tutto ci\u00f2 avviene non nel loculo impiegatizio o nello scalo aeroportuale o nel supermercato metropolitano, ma nel luogo deputato alla formazione delle giovani generazioni \u2013 si esprime allo stato puro l\u2019essenza del colonialismo.<\/p>\n<p>Per la via obliqua di un PNRR qualsiasi ci stiamo facendo colonizzare l\u2019anima, e il nostro futuro. Ma coraggio, saliamo tutti a bordo, non c\u2019\u00e8 tempo da perdere, senn\u00f2 il treno del progresso (quello con il\u00a0<em>train manager<\/em>\u00a0evocato dalla voce sintetica per i passeggeri di Italo) parte senza di noi. Nel regolamento di viaggio sta scritto: \u00abTutte le azioni relative alle due linee di intervento devono essere avviate tempestivamente fin dall\u2019anno scolastico 2023-2024 e concluse con relativa certificazione di completamento entro il 15 maggio 2025, al fine consentire il raggiungimento dei target della linea di investimento\u00bb. Pronti, via.\u00a0<em>To nowhere<\/em>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/clil-erasmus-certificazioni-la-scuola-colonizzata\/\">https:\/\/www.ricognizioni.it\/clil-erasmus-certificazioni-la-scuola-colonizzata\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza) Il PNRR colpisce ancora. 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