{"id":84254,"date":"2024-03-01T10:00:57","date_gmt":"2024-03-01T09:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84254"},"modified":"2024-02-29T22:02:32","modified_gmt":"2024-02-29T21:02:32","slug":"due-anni-di-guerra-leuropa-continua-a-non-avere-obiettivi-credibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84254","title":{"rendered":"DUE ANNI DI GUERRA \u2013 L\u2019Europa continua a non avere obiettivi credibili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-84255\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/5373234147675460049_121-002-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/5373234147675460049_121-002-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/5373234147675460049_121-002-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/5373234147675460049_121-002-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo due anni la guerra in Ucraina sembra destinata a continuare e bench\u00e9 sul campo di battaglia siano i russi ad avere l\u2019iniziativa e a guadagnare terreno tutti i giorni e su tutti i fronti le dichiarazioni che giungono da Kiev e dai governi occidentali sembrano impermeabili a ogni considerazione basata sulla concretezza dei fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I progressi russi avvengono al prezzo di altissime perdite, recita il \u201cmantra\u201d della propaganda ucraina recepita \u201csenza se e senza ma\u201d dalle cancellerie di Europa e Stati Uniti anche se l\u2019assenza di osservatori neutrali impedisce di fare la tara ai numeri forniti dai due belligeranti sulle perdite inflitte al nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che qualcosa stia andando in corto circuito nei vertici ucraini sembrano indicarlo le dichiarazioni rilasciate ieri dal capo dei servizi d\u2019intelligence Kyrylo Budanov circa la morte di Aleksey Navalny ma anche le affermazioni di Zelensky che in conferenza stampa ha ammesso che i caduti ucraini dall\u2019inizio dell\u2019attacco russo sono 31.000 mentre i russi invece avrebbero sinora registrato \u201c180mila morti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello relativo alle perdite ucraine \u00e8 un numero decisamente improponibile anche ai pi\u00f9 grandi fans della propaganda di Kiev (il sito ucraino Wartears ne conta 377.000) mentre circa le perdite russe il presidente smentisce il suo ministero della Difesa (e pure s\u00e9 stesso) considerato che da giorni Kiev ha pi\u00f9 volte annunciato che i caduti russi sono oltre 400.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli stessi ucraini ammettono per\u00f2 che il volume di fuoco russo \u00e8 tre o quattro volte superiore a quello dell\u2019esausto esercito ucraino, a corte di truppe, mezzi e munizioni e con reparti che da mesi non vengono avvicendati: elementi confermati dai reportage di diversi media statunitensi (non certo filo-russi ma sempre pi\u00f9 malvisti dal governo ucraino) che dovrebbero indurci a prendere con le molle le informazioni, peraltro spesso contraddittorie, fornite da Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro dell\u2019Industria ucraino, Oleksandr Kamyshin, ha annunciato che nel 2023 l\u2019Ucraina ha triplicato la propria produzione bellica affidata a oltre 500 aziende di cui 400 private mentre il ministro della trasformazione digitale, Mykhailov Fedorov, ha precisato che il 90% dei droni utilizzati contro le forze russe sono prodotti in Ucraina e il ministro dell\u2019Interno Ihor Klymenko ha affermato che nel corso dei due anni di conflitto \u201cneanche una singola arma\u201d di fabbricazione occidentale ha valicato la frontiera con la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Affermazioni impossibili da verificare, come quelle fornite da Mosca circa la sua produzione bellica, tranne l\u2019ultima che risulta essere totalmente priva di credibilit\u00e0. I russi hanno mostrato fin dalle prime settimane di guerra immagini di materiale bellico occidentale di cui sono entrasti in possesso in battaglia: anticarro NLAW e Javelin, mezzi corazzati Leopard, Bradley, M-113 e molte altre tipologie, obici e mortai ed equipaggiamenti di ogni tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante da mesi i flussi di armi occidentali siano crollati, perch\u00e9 gli europei non hanno pi\u00f9 nulla o quasi da cedere e negli Stati Uniti il Congresso ha finora bloccato nuovi stanziamenti, ieri il primo ministro ucraino Denys Shmyhal ha affermato che nel 2024, l\u2019Ucraina prevede di ricevere 11,8 miliardi di dollari in aiuti finanziari dagli Stati Uniti mentre il ministro della Difesa Rustem Umerov ha lamentato che la met\u00e0 delle forniture di armi non arriva in Ucraina nei tempi previsti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019attuale situazione militare, l\u2019insieme di queste dichiarazioni pu\u00f2 venire interpretato come un tentativo di spronare l\u2019Occidente a fare di pi\u00f9 per aiutare l\u2019Ucraina ma, con un po\u2019 di malizia, potremmo leggerlo con la necessit\u00e0 di mettere le mani avanti in caso di sconfitte eclatanti, che a Kiev cercherebbero di imputare agli aiuti di USA e NATO, sempre troppo pochi e consegnati troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Alto rappresentante della Politica estera dell\u2019Unione europea Josep Borrell, in una intervista al quotidiano spagnolo El Pa\u00ecs, ha sollecitato maggiori aiuti per l\u2019Ucraina da parte degli stati membri paventando il pericolo che alle prossime elezioni presidenziali in Russia e negli Stati Uniti i vincitori siano Vladimir Putin e Donald Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2018Non hanno ancora vinto, ma potrebbero vincere\u201d, per questo \u201dl\u2019Europa deve svegliarsi\u201d ha detto Borrell mostrando da un lato dubbi forse ingiustificati circa la vittoria di Putin nella corsa al Cremlino e scarso rispetto per l\u2019elettorato e l\u2019attuale opposizione statunitense nella corsa alla Casa Bianca. Certo le elezioni negli USA si terranno quando l\u2019attuale Commissione Ue sar\u00e0 gi\u00e0 stata sostituita (ma non \u00e8 detto che la prossima mostri ampie differenze dall\u2019attuale) ma la dichiarazione di Borrell certo non contribuir\u00e0 ai rapporti transatlantici nel caso vincesse Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra si combatte anche con i simboli e in occasione del secondo anniversario dall\u2019attacco russo il ministero degli Esteri tedesco ha diffuso una notizia fondamentale per l\u2019esito del conflitto: nella corrispondenza ad uso ufficiale verr\u00e0 utilizzata la parola ucraina \u201cKyiv\u201d e non pi\u00f9 il termine russo \u201cKiev\u201d per indicare la capitale dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIn qualit\u00e0 di Ufficio Federale degli Affari Esteri, stiamo gradualmente cambiando l\u2019ortografia. Questo riguarda i siti web, la targa dell\u2019ambasciata tedesca in Ucraina e i sigilli ufficiali\u201d, ha comunicato il ministero degli Esteri tedesco. Per restare in tema di documenti ufficiali, ad Avdiivka, ex roccaforte ucraina nel Donbass espugnata dai russi pochi giorni or sono dopo dieci anni di scontri violentissimi le autorit\u00e0 di Mosca hanno cominciato a rilasciare passaporti della Federazione Russa agli abitanti mostrando foto dei primi 30 ex cittadini ucraini divenuti russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un evento simbolico che, tenuto conto della violenza dei combattimenti in questa citt\u00e0, ricorda che le poche centinaia di civili che hanno deciso di restarvi, nonostante gli appelli delle autorit\u00e0 ucraine affinch\u00e9 lasciassero le loro case, attendevano l\u2019arrivo dei russi. Del resto 5 milioni di ucraini si sono rifugiasti in Russia, altri vivono nei territori controllati dai russi (circa il 20 per cento del territorio ucraino) e oltre 90mila ucraini combattono integrati nelle truppe di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Numeri che da soli potrebbero indurre a considerare questo conflitto anche una guerra civile, termine vietato da Kiev e quindi mai preso in considerazione in Occidente bench\u00e9 possa offrire qualche spunto per immaginare una soluzione negoziata della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerando la ricorrenza del 24 febbraio \u00e8 il caso di ricordare che questa guerra non \u00e8 cominciata due anni fa ma nel 2014. Ce lo ricorda indirettamente anche l\u2019inchiesta del New York Times apparsa ieri in cui si rivela la CIA, subito dopo i fatti del Maidan, ha realizzato negli ultimi dieci anni una rete di 12 basi segrete, in territorio ucraino ma in bunker a ridosso del confine russo, per addestrare oltre agli agenti di Kiev anche l\u2019Unit\u00e0 2245, che aveva come obiettivo quello di entrare in possesso di droni e altre apparecchiature di comunicazione da fornire alla CIA per decodificare i sistemi criptati di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul campo di battaglia il secondo anniversario dall\u2019avvio della Operazione Militare Speciale russa \u00e8 caratterizzato dall\u2019avanzata delle truppe di Mosca un po\u2019 su tutti i fronti: a ovest di Avdiivka e di Bakhmut, ma anche nei settori di Ugledar e Zaporizhia mentre a Kherson, secondo fonti russe, sono state eliminate le ultime sacche di resistenza dei marines ucraini che per mesi avevano tenuto una piccola testa di ponte sulla sponda sinistra del fiume Dniepr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli ucraini hanno bruciato migliori reparti di veterani nella difesa vana di Bakhmut, Marynka e Avdiivka e soprattutto nella fallita controffensiva dello scorso anno. Non ci sono pi\u00f9 file lunghissime ai centri di arruolamento, anzi, le enormi perdite subite per perseguire obiettivi pi\u00f9 politici che militari inducono oggi gli ucraini giovani e meno giovani a tentare in ogni modo di sottrarsi all\u2019arruolamento. La credibilit\u00e0 della classe dirigente politica e militare \u00e8 in caduta libera e lo si evince non tanto dai sondaggi in una nazione dove le legge marziale serve anche a eliminare il dissenso ma soprattutto parlando con gli ucraini rifugiatisi in Europa e che no0n intendono tornare in patria per venire arruolati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In termini militari i rapporti di forza di oggi emettono una sentenza senza appello: il potenziale bellico russo cresce grazie a un\u2019industria pesante supportata da enormi quantit\u00e0 di energia e materie prime mentre l\u2019Ucraina dipende quasi interamente dagli aiuti occidentali militari ed economici: aiuti necessari anche per pagare pensioni e stipendi ma in rapido calo da diversi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se negli Stati Uniti i fondi per l\u2019Ucraina restano bloccati al Congresso e la guerra in Ucraina non sembra essere il tema dominante della campagna elettorale (confermando che l\u2019America si stanca delle guerre che combatte ma ancor pi\u00f9 di quelle che fa combattere agli altri), in Europa una classe dirigente sempre pi\u00f9 imbarazzante affronta il tema con slogan e proclami ben lontani dalla concretezza che nei tempi difficili si dovrebbe pretendere dagli statisti. Il messaggio chiave, ribadito recentemente alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, \u00e8 infatti continuare ad armare l\u2019Ucraina (secondo alcuni anche cedendo le armi delle nostre forze armate) per permetterle di riconquistare i territori perduti, che peraltro diventano ogni giorno pi\u00f9 vasti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuna ipotesi di negoziare un accordo su ampia scala che ponga fine al conflitto e garantisca una cornice di sicurezza condivisa ai confini orientali di un\u2019Europa che non ha pi\u00f9 armi n\u00e9 munizioni da dare agli ucraini, se non disarmando i suoi piccoli eserciti, n\u00e9 sembra disposta a inviare i propri soldati all\u2019assalto contro i russi per riconquistare Avdiivka.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un accordo che Mosca aveva chiesto in pi\u00f9 occasioni dal 2007 fino al dicembre 2021 e che oggi appare quanto mai necessario per gli interessi europei. Inoltre, tra un proclama bellicoso e un annuncio sui pericoli che i russi invadano l\u2019Europa, sarebbe forse meglio chiedersi quanti caduti ogni nazione europea sarebbe in grado di sopportare a livello sociale e politico in una guerra come quella in corso in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In occasione della caduta di Avdiivka pare che gli ucraini abbiano registrato in 48 ore circa 1.500 caduti e altrettanti prigionieri: qualche stato membro della NATO e della UE potrebbe accettare perdite simili, anche se bilanciate dalle consuete altissime perdite russe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto agli aiuti militari le ultime forniture annunciate dagli europei riguardano per lo pi\u00f9 armi che devono ancora essere costruite e che saranno disponibili nel 2026 o nel 2027. Forse un po\u2019 tardi per le esigenze dell\u2019Ucraina il cui esercito potrebbe collassare nei prossimi mesi. Del resto la UE non ha fornito nemmeno la met\u00e0 del milione di proiettili d\u2019artiglieria che aveva pomposamente promesso agli ucraini nel marzo dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019industria della Difesa europea, a cui la UE si affida per i suoi annunciati programmi di riarmo, ha bisogno di anni e molti miliardi di investimenti per ampliarsi e accelerare la produzione e tutto questo dovrebbe accadere mentre l\u2019economia va a rotoli tra inflazione, de-industrializzazione, recessione e incertezza energetica e mentre l\u2019opinione pubblica chiede pi\u00f9 \u201cburro\u201d e meno \u201ccannoni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche esempio illuminante ci giunge dalla (ex?) \u201clocomotiva d\u2019Europa\u201d: quest\u2019anno in Germania l\u2019unico ministero che ha un budget pi\u00f9 elevato rispetto allo scorso anno \u00e8 quello della Difesa ma non sembra che questa decisione stia portando molti consensi alla coalizione di centro-sinistra al governo dove il ministero degli esteri guidato dalla verde Annalena Baerbock (la stessa che l\u2019anno scorso dichiar\u00f2 che il problema pi\u00f9 grave della Germania \u00e8 \u201cil clima\u201d) \u00e8 impegnato a ridefinire l\u2019ortografia delle citt\u00e0 ucraine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scorsa settimana, all\u2019inaugurazione di un nuovo stabilimento per la produzione di munizioni d\u2019artiglieria, \u00e8 stato reso noto che i depositi dell\u2019esercito tedesco sono vuoti dopo le cessioni a Kiev (anzi a Kyiv) e che ripianarli agli standard pre-guerra coster\u00e0 40 miliardi di euro. Moltiplicare questa cifra per tutti i settori di armamento ceduti &lt;all\u2019Ucraina e per tutti gli stati membri consente di immaginare quali cifre enormi siano necessarie solo per riportare i livelli di armi e munizioni in Europa agli standard non certo esaltanti di due anni or sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aspetto pi\u00f9 imbarazzante \u00e8 che gli stessi leader politici che annunciano impegnativi programmi di riarmo e il bellicoso sostegno alla riconquista dei territori ucraini perduti sono esattamente gli stessi che ci hanno raccontato che le nostre sanzioni (oggi ulteriormente potenziate dopo la morte di Aleksej Navalny) avrebbero distrutto l\u2019economia russa in poche settimane o che ci assicuravano che Putin sarebbe stato rovesciato da un golpe interno o ucciso da una delle sue innumerevoli malattie, che l\u2019esercito russo aveva finito munizioni e missili, combatteva con i badili e rubava le schede elettroniche dalle lavatrici nell\u2019Ucraina occupata per metterle dentro missili e altri sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordare tutto questo \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario oggi che la Ue lancia continui allarmi e vara misure di censura per contrastare la \u201cdisinformazione russa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Ucraina si \u00e8 sviluppata su due grandi illusioni e un inganno. I russi hanno attaccato due anni or sono su un fronte di 1.500 chilometri con poche truppe (per un terzo composte dalla Guardia Nazionale) convinti che gli ucraini si sarebbero arresi senza combattere. Illusione durata poco, specie dopo che a fine marzo 2022 gli anglo-americani hanno indotto il governo ucraino a rinunciare all\u2019accordo di pace negoziato con la mediazione turca, in base al principio che la guerra doveva continuare perch\u00e9 avrebbe logorato la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un inganno di cui oggi ucraini ed europei (entrambi logorati) pagano il prezzo e che ha spalancato la porta alla seconda illusione, quella che ancor oggi sembra alimentare nei governi occidentali la fiducia cieca nel successo ucraino (a dispetto della palese impossibilit\u00e0 di fornire a Kiev quanto necessario per conseguirlo) e nella sconfitta russa, nonostante tutti gli indicatori inducano al momento a ritenere pi\u00f9 probabile il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/02\/due-anni-di-guerra-leuropa-continua-a-non-avere-obiettivi-credibili\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/02\/due-anni-di-guerra-leuropa-continua-a-non-avere-obiettivi-credibili\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Dopo due anni la guerra in Ucraina sembra destinata a continuare e bench\u00e9 sul campo di battaglia siano i russi ad avere l\u2019iniziativa e a guadagnare terreno tutti i giorni e su tutti i fronti le dichiarazioni che giungono da Kiev e dai governi occidentali sembrano impermeabili a ogni considerazione basata sulla concretezza dei fatti. 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