{"id":84273,"date":"2024-03-04T11:47:25","date_gmt":"2024-03-04T10:47:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84273"},"modified":"2024-03-04T11:47:25","modified_gmt":"2024-03-04T10:47:25","slug":"uniti-nel-genocidio-guerra-finanza-e-intelligenza-artificiale-in-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84273","title":{"rendered":"Uniti nel genocidio: guerra, finanza e intelligenza artificiale in Israele"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-84274 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza-768x576.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/genocidio-gaza.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNiente accade per caso. Quando una bambina di 3 anni viene uccisa in una casa a Gaza, \u00e8 perch\u00e9 qualcuno nell\u2019esercito ha deciso che non era un grosso problema ucciderla [\u2026]. Non siamo Hamas. Questi non sono razzi casuali, tutto \u00e8 intenzionale. Sappiamo esattamente quanti danni collaterali ci sono in ogni casa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale agghiacciante testimonianza compare<a href=\"https:\/\/www.972mag.com\/mass-assassination-factory-israel-calculated-bombing-gaza\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0nell\u2019inchiesta di una pubblicazione progressista israeliana<\/a>\u00a0costruita con colloqui con sette ex ed attuale membri della\u00a0<em>intelligence<\/em>\u00a0israeliana. Quello che \u00e8 pi\u00f9 rilevante non \u00e8 tanto il fatto che le vittime civili siano perfettamente prevedibili da parte di dell\u2019esercito, ma il\u00a0<em>come<\/em>\u00a0pu\u00f2 fare delle stime precise e le\u00a0<em>modalit\u00e0<\/em>\u00a0con cui determina tali bersagli. E la risposta a entrambe le domande \u00e8: l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una inedita congiunzione, l\u2019elemento militare, le aziende high-tech e alcuni enti finanziari speculativi hanno collaborato per raggiungere l\u2019attuale massacro da parte dello Stato ebraico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 noto come Israele abbia raggiunto una posizione ragguardevole nell\u2019ambito della ricerca tecnologica. La zona chiamata Silicon Wadi, sede delle maggiori aziende del settore, \u00e8 considerato seconda solo alla sua controparte in California; il paese vede il maggior numero di aziende tecnologiche start-up e di societ\u00e0 quotate al NASDAQ (borsa di aziende di profilo tecnologico) al mondo, in proporzione alla sua ridotta popolazione. Dopo un famoso articolo di Wired scoppi\u00f2 il caso, con la celebrazione del libro del 2009\u00a0<em>Start-up Nation: the Story of \u00a0Israel\u2019s Economic Miracle.\u00a0<\/em>In esso i due autori, con una aneddotica esaltatrice di imprenditorialit\u00e0 di successo nel campo della ricerca tecnologica, riconducevano tale sviluppo al servizio militare e all\u2019essere una nazione di immigrati (condizione che stimolerebbe l\u2019inventiva e il rischio). L\u2019uso dell\u2019aneddoto e la visione assai positiva del paese (gli autori sono un ex funzionario degli Usa attivo in Iraq presso la malfamata Autorit\u00e0 Provvisoria della Coalizione, l\u2019organo coloniale che per alcuni anni govern\u00f2 il paese, e un ex redattore di un giornale israeliano) riflettono una certa percezione di Israele come paese ultra-occidentale: individualista, amante del rischio e visionario. Non saranno i soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altri autori citano, pi\u00f9 concretamente, un progetto governativo degli anni Novanta detto\u00a0\u201cBusiness incubator\u201d (<em>incubatore di imprese<\/em>) destinato ad indirizzare le competenze di circa 750mila ingegneri, scienziati e medici allora arrivati dall\u2019ex URSS (che pi\u00f9 che una soggettivistica \u201cpropensione al rischio\u201d recavano la forza di una formazione professionale di prim\u2019ordine conseguita dallo stato sovietico), sostenuto da crediti agevolati di Stato. In ogni caso era una accorta politica industriale (importante il ruolo della Israel Innovation Autority \u2013 una divisione del ministero dell\u2019Economia). Un campo fondamentale del settore tecnologico \u00e8 l\u2019intelligenza artificiale. Come nota\u00a0<a href=\"https:\/\/israel.um.dk\/en\/-\/media\/country-sites\/israel-en\/innovation-centre\/state-of-ai-in-israel-2019-icdk-outlook.ashx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una pubblicazione dane<\/a><a href=\"https:\/\/israel.um.dk\/en\/-\/media\/country-sites\/israel-en\/innovation-centre\/state-of-ai-in-israel-2019-icdk-outlook.ashx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">se<\/a>, \u201cIsraele ospita una rete strettamente interconnessa di ricerca eccellente, talento tecnologico, un fiorente ecosistema di start-up, capitale di rischio, fondi, incubatori e un governo di sostegno attivamente impegnati nel campo dell\u2019intelligenza artificiale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arriviamo cos\u00ec al terzo elemento, dopo il militare e le aziende tecnologiche: il capitale di rischio,\u00a0<em>venture capitalism\u00a0<\/em>(VC), specializzato nell\u2019investire in settori emergenti e molto promettenti. Israele \u00e8 diventata una Mecca di questo tipo di soggetti finanziari: si stimano attivi nel paese 276 fondi di questo genere (un\u2019altra fonte specializzata riporta invece il numero di 601, aggiungendo che nel loro portafogli deterrebbero partecipazioni di 977mila aziende). Sul totale mondiale del finanziamento per intelligenza artificiale di questo genere Israele rappresenta il 3% del totale mondiale secondo una ricerca OECD. Sembra poco, ma da sola fa come il Regno Unito (3%) e quasi quanto l\u2019intera Ue (4%), una percentuale assolutamente esorbitante rispetto all\u2019esiguit\u00e0 della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altrettanto importante \u00e8 che il VC in Israele investe in intelligenza artificiale in misura superiore e crescente rispetto alle altre nazioni:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" title=\"Uniti nel genocidio: guerra, finanza e intelligenza artificiale in Israele\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/04\/uniti-nel-genocidio-guerra-finanza-e-intelligenza-artificiale-in-israele\/\" alt=\"Uniti nel genocidio: guerra, finanza e intelligenza artificiale in Israele\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">(La % \u00e8 riferita al totale degli investimenti nei paesi, che potr\u00e0 essere di dimensioni diverse; il grafico\u00a0<em>non<\/em>\u00a0dice che Israele riesce ad investire il doppio dei soldi rispetto agli Usa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, sebbene si sia rilevato con preoccupazione un<a href=\"https:\/\/innovationisrael.org.il\/en\/report\/is-this-the-end-of-the-israeli-start-up-nation-era\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0rallentamento del suo vigore negli ultimi due anni<\/a>, ci troviamo di fronte ad un ecosistema che collega aziende, finanziatori e ruolo dello Stato in maniera impressionante. Il termine \u201cecosistema\u201d \u00e8 ricorrente nella letteratura dedicata al settore: allude alla struttura reticolare dei rapporti fra i soggetti che si dedicano alla raccolta di fondi, a convogliarli e ad usarli per la ricerca. Ma dove entra in gioco il suo impiego nello sterminio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Jerusalem Post ha documentato come gi\u00e0 dal 2017 vi fosse l\u2019idea di una collaborazione fra l\u2019esercito israeliano e le start-up, ma il processo ha avuto dei ritardi. Pi\u00f9 recentemente \u00e8 stato sviluppato il programma\u00a0<strong>Innofense<\/strong>. A quanto ne sappiamo si \u00e8 svolto in tal modo: il DDR&amp;D (<strong>Direzione della Difesa, della Ricerca e dello Sviluppo<\/strong>, organo congiunto del ministero della Difesa e dell\u2019Esercito) si \u00e8 rivolto a delle piattaforme con un largo indirizzario di giovani imprese per trovare opportunit\u00e0 di sviluppo come SOSA e IHLS (societ\u00e0 costituita nel 2012 che nell\u2019elenco del suo comitato di consulenti\u00a0<a href=\"https:\/\/i-hls.com\/about-i-hls\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">annovera solo militari<\/a>!), rendendo note le proprie esigenze. Molte hanno risposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rilevante, ad esempio, \u00e8 il ruolo ricoperto da Founder\u2019s Fund e Andreessen Horowitz (due societ\u00e0 statunitensi) che hanno avviato un intero gruppo di start-up dedite ad armi guidate dall\u2019intelligenza artificiale. In generale, la ricerca dedicata alla AI e alle sue applicazioni \u00e8 il frutto di una partnership fra questi settori, per cui si verifica un travaso fra le acquisizioni tecniche verso l\u2019impiego bellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ci sono anche legami stretti, pure di carattere personale. Toka, una start-up di difesa informatica, \u00e8 stata lanciata nel 2018 sotto gli auspici dell\u2019ex primo ministro israeliano Ehud Barak (1999-2001), che ha ricoperto anche l\u2019incarico di ministro della Difesa nel 2008-2013 (durante l\u2019operazione Piombo Fuso). In una intervista del 2015 ha ammesso di aver guadagnato oltre un milione di dollari all\u2019anno, anche facendo consulenze per degli hedge fund (i fondi pi\u00f9 spregiudicati nella ricerca di profitto meramente finanziario che esistano). Fra i dirigenti di Toka vi era anche Yaron Rosen, generale di brigata in pensione. E chi ha finanziato l\u2019operazione? Andreessen Horowitz, e Dell Technologies Capital (anch\u2019essa californiana). Questo succedeva nel 2018. Negli ultimi cinque anni gli investimenti in alta tecnologia con consistenti applicazioni belliche sono diventate febbrili. Secondo la fonte specialista PitchBook nel 2023 il capitale di rischio avrebbe riversato sul settore ben 3,3 miliardi di dollari (stima fatta l\u2019inizio di ottobre scorso, quindi assai largamente per difetto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contrariamente all\u2019immagine di relativa neutralit\u00e0 del settore finanziario univocamente rivolto al profitto, l\u2019insieme delle societ\u00e0 di capitale di rischio ha manifestato\u00a0<em>un appoggio convinto<\/em>\u00a0ed esplicito per Israele. A inizio ottobre, dopo l\u2019attacco di Hamas, circa 450 di esse hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta a suo favore, grondante di ipocrisia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Israele \u00e8 stato un partner duraturo dell\u2019ecosistema globale dell\u2019innovazione, promuovendo progressi tecnologici rivoluzionari e l\u2019innovazione delle startup. Il contributo della nazione al mondo in termini di tecnologia, ricerca e imprenditorialit\u00e0 \u00e8 inestimabile e nutriamo profondo rispetto per il suo incrollabile impegno verso il progresso. [\u2026] Nello spirito di pace e unit\u00e0, incoraggiamo la comunit\u00e0 imprenditoriale globale a sostenere e impegnarsi con startup, imprenditori e investitori israeliani mentre attraversano questi tempi difficili. Crediamo in un futuro pi\u00f9 luminoso e prospero per la regione. Continueremo a consentire agli imprenditori e alle startup di talento in Israele e all\u2019estero di continuare il loro lavoro vitale nel plasmare un futuro migliore per tutti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Curiosamente, quel singolare mondo del capitalismo di rischio guarda con occhi particolarmente benevoli Israele, echeggiando la visione di esso come realt\u00e0 individualista e imprenditoriale ideale. Un testo scritto da un suo rappresentante, l\u2019indo-statunitense Balaji S. Srinivasan (diventato nel 2013 socio di\u00a0 Andreessen Horowitz),\u00a0<em>The Network State<\/em>, azzarda l\u2019utopia di un insieme di persone che si costruiscono online come comunit\u00e0 e intensificano i propri legami fino a costruire un vero e proprio Stato da essi governato. Israele viene ampiamente citato come l\u2019ispirazione migliore. Al di l\u00e0 dell\u2019idea in s\u00e9 (solo la mera enumerazione dei problemi basta a rinunziare a esaminarla seriamente), colpisce la percezione dello Stato ebraico, completamente depurata dalla ingiustizia e oppressione cui \u00e8 sempre stato associabile. Presumibilmente i nuovi leoni del capitalismo finanziario vedrebbero lo sterminio dei nativi per il nuovo tecnostato come un incidente di percorso trascurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche le start-up sono pesantemente schierate. Diverse imprese tecnologiche hanno parte del loro personale che ad ottobre scorso \u00e8 stato richiamato al servizio militare, ovviamente nelle funzioni contigue alla loro\u00a0<em>expertise.<\/em>\u00a0Lior Simon, a capo di una delle pi\u00f9 importanti imprese del settore, ha dichiarato che molti dirigenti e dipendenti di essa \u2013 sia all\u2019interno del portafoglio della sua azienda che oltre \u2013 fanno parte delle unit\u00e0 di\u00a0<em>intelligence<\/em>\u00a0d\u2019\u00e9lite di Israele e delle unit\u00e0 di combattimento e sono stati chiamati dopo il 7 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra per lo Stato ebraico appare sempre pi\u00f9 come un conflitto basato sulla tecnologia. Nel 2021 una operazione contro i palestinesi \u00e8 stata battezzata come \u201cla prima guerra della AI\u201d. \u201cPer la prima volta, l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 stata una componente chiave e un moltiplicatore di potenza nel combattere il nemico\u201d, ha detto un alto ufficiale dei servizi segreti dell\u2019IDF, riportato dal Jerusalem Post.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I sistema basati su AI\u00a0 \u2013 che recano, in modo nauseante, nomi come \u201cVangelo\u201d \u2013 servono all\u2019esercito per determinare i bersagli, selezionandoli nel database disponibile. Dato che i militanti di Hamas sono ovunque a Gaza, si potrebbe pensare che l\u2019uso di questi sistemi serva ad attacchi chirurgici. Ed invece \u00e8 il contrario: funziona per\u00a0<em>amplificare<\/em>\u00a0gli attacchi a interi palazzi dove si troverebbe un singolo\u00a0<em>attivista<\/em>. Le testimonianze riportano che non solo per quasi il 90% i morti sono civili disarmati (di cui la netta maggioranza donne e bambini), ma talvolta non si riscontra l\u2019eliminazione di\u00a0<em>nessun<\/em>\u00a0uomo di Hamas. La macchina moltiplica il numero di bersagli: mentre nel passato si determinavano 50 obiettivi all\u2019anno, il sistema attualmente ne elabora 100 al giorno. Al\u00a0<em>giorno<\/em>. \u00c8 evidente che anche rispetto agli attacchi su Gaza del 2008 e del 2014 i protocolli dell\u2019IDF si sono modificati permettendo massacri di civili che precedentemente gli ufficiali non avrebbero permesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inchiesta di +972 riporta anche che l\u2019effettivo successo di tali attacchi sproporzionati \u00e8 limitato. Dopo due settimane di guerra, con gi\u00e0 migliaia di civili lasciati sul terreno, il braccio militare di Hamas non sembrava essere stato molto colpito, se non per una singola uccisione di un ufficiale di rango. Altre testimonianze riportano il fatto che Hamas cerca di impedire l\u2019evacuazione dei civili, perch\u00e9 le uccisioni illegali di Israele le conferisce legittimit\u00e0. E la cosa non sembra essere cambiata di molto, dato che l\u2019ex vice consigliere israeliano per la sicurezza nazionale ha a<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/2024\/02\/05\/netanyahu-israel-gaza-postwar-strategy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mmesso al Washington Post<\/a>\u00a0(del 5 febbraio) che il ruolo del movimento islamista nel governo di Gaza \u00e8 intatto. Gli attacchi sembrano piuttosto congruenti, aggiunge l\u2019inchiesta, alla dottrina Dahiya:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo tale dottrina \u2013 sviluppata dall\u2019ex capo di stato maggiore dell\u2019IDF Gadi Eizenkot, che ora \u00e8 membro della Knesset e parte dell\u2019attuale gabinetto di guerra \u2013 in una guerra contro gruppi di guerriglia come Hamas o Hezbollah, Israele deve usare una forza sproporzionata e schiacciante mentre prende di mira infrastrutture civili e governative al fine di stabilire un deterrente e costringere la popolazione civile a fare pressione sui gruppi affinch\u00e9 pongano fine ai loro attacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che tale strategia corrisponde alla definizione giuridica elaborata dal diritto Usa,\u00a0 \u201cl\u2019uso illegale della forza e della violenza contro persone o propriet\u00e0 per intimidire o costringere un governo, la popolazione civile, o qualsiasi segmento di essa, a sostegno di obiettivi politici o sociali\u201d, per\u00a0<strong>designare il terrorismo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche escludendo la dimensione etico-morale, la riprovazione della maggioranza schiacciante dell\u2019opinione pubblica mondiale \u2013 i difensori ad oltranza di Israele paiono costretti ad acrobatiche arrampicate sugli specchi, e sono regolarmente coperti di insulti \u2013 che spinge alcuni governi a misure di censura pi\u00f9 dure contro Tel Aviv sembra essere un logoramento irreversibile della risorsa strategica che alcuni chiamano\u00a0<em>soft power<\/em>. Quindi questo terrorismo di Stato ipertecnologico non pare giustificabile nemmeno sul piano della pi\u00f9 spregiudicata\u00a0<em>realpolitik<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un articolo comparso su una rivista giuridica, due autori richiamano i tre meccanismi individuati dallo studioso H. Kellmann sulle atrocit\u00e0 di massa: la \u201cautorizzazione\u201d, la \u201croutinizzazione\u201d e la \u201cdisumanizzazione. Col primo la decisione viene demandata all\u2019autorit\u00e0 dei capi, e l\u2019esecutore tende a deresponsabilizzarsi. Col secondo la ripetitivit\u00e0 delle procedure impedisce che si percepisca i propri atti come\u00a0<em>una decisione<\/em>, ignorandone le\u00a0 implicazioni etiche. Con la terza si spogliano le vittime del loro essere un soggetto morale. A quanto pare il governo di Israele del 2024 ha portato assai avanti tali meccanismi con un sistema di targeting basato sulla intelligenza artificiale. Del resto ad ottobre scorso l\u2019attuale ministro della Difesa aveva detto: \u201cStiamo lottando contro animali e ci regoleremo di conseguenza\u201d: la pi\u00f9 avanzata tecnologia coniugata col regresso morale.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/04\/uniti-nel-genocidio-guerra-finanza-e-intelligenza-artificiale-in-israele\/\" data-a2a-title=\"Uniti nel genocidio: guerra, finanza e intelligenza artificiale in Israele\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/04\/uniti-nel-genocidio-guerra-finanza-e-intelligenza-artificiale-in-israele\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/04\/uniti-nel-genocidio-guerra-finanza-e-intelligenza-artificiale-in-israele\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon) \u201cNiente accade per caso. 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