{"id":84316,"date":"2024-03-05T11:57:10","date_gmt":"2024-03-05T10:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84316"},"modified":"2024-03-05T11:57:10","modified_gmt":"2024-03-05T10:57:10","slug":"la-guerra-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84316","title":{"rendered":"La guerra del lavoro"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Orazio Luongo)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/0de8d69e57a36a07c71992906bcd8bc1.jpg-lavorare_stanca__ma_in_italia_uccide__in_8_mesi_657_morti_sul_lavoro__5_in_provincia_di_cremona.jpg\" width=\"368\" height=\"193\" \/><\/p>\n<p>Sembrava un terremoto, dice qualcuno. Un bombardamento, qualcun altro. Ma non siamo n\u00e9 a Gaza n\u00e9 in Ucraina. Siamo a Firenze, due passi dalla stazione Rifredi, che se alzi lo sguardo, la cupola del Brunelleschi non \u00e8 poi nemmeno tanto lontana. Bella e maestosa, stagliata imponente contro i colli fiorentini.<\/p>\n<p>Qui invece al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.la7.it\/intanto\/video\/firenze-crollo-in-un-cantiere-il-video-pochi-istanti-dopo-la-tragedia-16-02-2024-526835\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cantiere di Via Mariti<\/a>\u00a0\u00e8 venuto gi\u00f9 tutto. Un boato, ripete la gente che abita intorno. Di colpo abbiamo sentito un boato. Poi, le grida degli operai che chiedevano aiuto.<\/p>\n<p>Nessun ordigno per\u00f2, nessun cratere in mezzo alla sabbia e al cemento. Eppure laggi\u00f9 la scena che si scorge tra travi e piloni crollati \u00e8 quella di una distruzione impressionante. Roba che davvero fai fatica a distinguerla da un palazzo distrutto da un missile di precisione. Sotto le macerie, otto operai: tre feriti, quattro morti, uno disperso (che serviranno cinque giorni di ricerche per ritrovare anche lui morto). Un bilancio spaventoso.<\/p>\n<p>S\u00ec, non c\u2019\u00e8 dubbio. Se vuoi capire quello che \u00e8 accaduto qui, non puoi che calarti nell\u2019ordine di pensiero di una guerra. Una guerra dimenticata in nome del primato del profitto, di cui questo \u00e8 solo l\u2019ultimo tragico atto. Una guerra che dall\u2019inizio dell\u2019anno, in meno di due mesi, ha gi\u00e0 visto morire quasi 200 lavoratori. E nel 2023, secondo i dati dell\u2019Osservatorio Nazionale morti sul lavoro di Bologna, ha fatto ben 1485 vittime: una media di 4 morti al giorno. Morti che nel settore dell\u2019edilizia, dicono ancora i dati, nel 70% dei casi sono operai di aziende in subappalto. Quella selva di imprese e microimprese in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso frantumata l\u2019organizzazione del lavoro di un cantiere, e dunque anche la responsabilit\u00e0 della sicurezza di chi ci lavora. Una selva oscura, dove lavoratori dipendenti, in appalto e subappalto pur lavorando gomito a gomito sono ingranaggi slegati di un meccanismo governato dal principio del massimo ribasso dei costi. Fatto di inquadramenti, salari e diritti diseguali, ma anche di responsabilit\u00e0 separate che spezzettano il lavoro rendendo \u201cl\u2019errore\u201d un rischio insito nel sistema. Tanto che sui cantieri edili italiani, dicono sempre i dati, ogni due giorni si muore.<\/p>\n<p>Un sistema che di legge in legge, di riforma in riforma (l\u2019ultima approvata lo scorso anno), in ossequio al principio del \u201cnon disturbare il fare\u201d, ha visto dilagare in modo incontrollato la prassi dei subappalti a cascata. Finendo col rendere ancora pi\u00f9 precario, un settore gi\u00e0 abbondantemente liberalizzato.<\/p>\n<p>Ed ecco allora le responsabilit\u00e0 di chi in questa quotidiana guerra, al di l\u00e0 dei proclami, ha lasciato i lavoratori sempre pi\u00f9 soli, esposti agli attacchi di un conflitto di classe che dall\u2019altro campo non si \u00e8 mai fermato.<\/p>\n<p>Le responsabilit\u00e0 di un sindacato votatosi interamente alla concertazione, che a forza di concessioni, accordi al ribasso, e deroghe ai contratti nazionali ha reso il lavoro pi\u00f9 precario ed insicuro, e al contempo indebolito il potere contrattuale dei lavoratori, spesso costretti a lavorare in condizioni di rischio, o con ritmi e carichi di lavoro insostenibili, in contesti dove la sicurezza \u00e8 sempre pi\u00f9 una variabile dipendente dei profitti.<\/p>\n<p>Ma anche le responsabilit\u00e0 politiche di una sinistra abbagliata sulla via del governo dagli idoli del mercato, della produttivit\u00e0, della flessibilit\u00e0, tutti ispiratori di leggi e riforme che hanno segnato un arretramento spaventoso del nostro mondo del lavoro, demolendo tutele e diritti dei lavoratori, non ultimo quello di dire \u2018No\u2019 a condizioni di lavoro rischiose.<\/p>\n<p>Politiche nefaste per chi lavora in determinati contesti, costretto a scegliere tra il rischio di rimetterci la pelle e quello di essere messo alla porta (addirittura alla porta d\u2019uscita del paese, nel caso dei lavoratori immigrati). Fallimentari anche sul piano dei risultati, laddove si osserva che il numero degli infortunati e dei morti sul lavoro \u00e8 rimasto sostanzialmente costante negli ultimi vent\u2019anni, se non \u00e8 persino aumentato. Piazzando stabilmente l\u2019Italia tra i peggiori paesi dell\u2019UE, in quanto a numero di morti sul lavoro in rapporto al totale degli occupati.<\/p>\n<p>Una situazione inaccettabile per una repubblica fondata sul lavoro. Com\u2019era inaccettabile, per i residenti di questo quartiere, l\u2019idea che da quel cantiere sorgesse un altro mega centro commerciale, anzich\u00e9 un\u2019area verde. L\u2019ennesimo\u00a0<em>non-luogo<\/em>\u00a0simile in tutto e per tutto agli altri venuti su negli ultimi anni un po\u2019 ovunque, cambiando per sempre il volto delle nostre citt\u00e0. Dove il cemento continua a divorare suolo. E dove un giorno capita che quel cemento venga gi\u00f9, seppellendo vite. Come in una guerra. Una guerra silenziosa, dove non arriva mai il cessate il fuoco.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/05\/la-guerra-del-lavoro\/\" data-a2a-title=\"La guerra del lavoro\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/05\/la-guerra-del-lavoro\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/05\/la-guerra-del-lavoro\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Orazio Luongo)\u00a0 Sembrava un terremoto, dice qualcuno. Un bombardamento, qualcun altro. Ma non siamo n\u00e9 a Gaza n\u00e9 in Ucraina. Siamo a Firenze, due passi dalla stazione Rifredi, che se alzi lo sguardo, la cupola del Brunelleschi non \u00e8 poi nemmeno tanto lontana. Bella e maestosa, stagliata imponente contro i colli fiorentini. 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