{"id":84554,"date":"2024-03-22T09:15:38","date_gmt":"2024-03-22T08:15:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84554"},"modified":"2024-03-19T11:18:11","modified_gmt":"2024-03-19T10:18:11","slug":"il-vaso-di-coccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84554","title":{"rendered":"Il vaso di coccio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38116 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-300x200.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-768x512.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig.jpg 1697w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/bandiera-unione-europea-orig-1024x682.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Il declino dell\u2019impero americano ha, incredibilmente, colto di sorpresa l\u2019Europa, che pure di imperi e di relativi declini qualcosa dovrebbe ben saperne. Nonostante numerose avvisaglie, infatti, n\u00e9 i vari governi nazionali, n\u00e9 tantomeno le leadership europee, hanno mai considerato questa eventualit\u00e0, cosicch\u00e9 quando si \u00e8 manifestata pienamente li ha colti assolutamente impreparati. Un po\u2019 come tanti Chance Giardiniere, che alla morte del suo benefattore si ritrova catapultato in un mondo ignoto e spaesante, i leader europei si trovano a fronteggiare una situazione che, evidentemente, non avevano mai considerato: l\u2019essere privi della tutela del vecchio Zio Sam. E questa, purtroppo, non \u00e8 una commedia brillante, ma la dura realt\u00e0.<\/p>\n<p>La situazione in cui si viene a trovare oggi l\u2019Europa \u00e8, d\u2019altro canto, del tutto aliena agli orizzonti politici e culturali in cui le classi dirigenti europee \u2013 soprattutto quelle degli ultimi decenni \u2013 si sono formate, e che hanno rappresentato l\u2019imprescindibile insieme di parametri che definivano il loro mondo. Per moltissimi anni, a partire dalla fine dell\u2019ultima guerra mondiale, gli europei si sono pensati come parte di un mondo (l\u2019<em>occidente<\/em>), in cui s\u00ec l\u2019egemonia era saldamente in mano statunitense, ma in cui ritenevano di ricoprire un ruolo comunque significativo; e in ogni caso la percezione dominante era quella di uno scambio proficuo, sostanziale rinuncia alla sovranit\u00e0 per la garanzia di una protezione tale da consentire uno sviluppo pacifico e ricco. Il risveglio \u00e8 stato shockante.<\/p>\n<p>Soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso, e gli albori di questo, l\u2019orizzonte subalterno ha consentito la nascita della fallace convinzione dell\u2019Europa come un\u00a0<em>giardino felice<\/em>\u00a0(parafrasando l\u2019invece assai infelice uscita di Borrell), che si basava sostanzialmente su tre pilastri: da un lato, appunto, la garanzia offerta dalla protezione della\u00a0<em>spada\u00a0<\/em>americana, da un altro l\u2019approvvigionamente energetico continuo ed a basso costo, garantito dalla Russia, ed infine le possibilit\u00e0 derivanti dall\u2019inserimento in un mercato globale in cui \u2013 pur essendo fondamentalmente un continente povero di risorse energetiche e materie prime \u2013 il livello qualitativo dell\u2019industria manifatturiera consentiva l\u2019accumulo di ricchi\u00a0<em>surplus<\/em>.<br \/>\nLa mossa difensiva del\u00a0<em>lord protettore<\/em>\u00a0statunitense ha fatto saltare l\u2019intero schema.<\/p>\n<p>Se, per quanto riguarda il collocamento internazionale, l\u2019Europa\u00a0<em>unitaria\u00a0<\/em>si \u00e8 basata sui tre summenzionati pilastri, per quanto riguarda la sua politica interna i fattori di equilibrio sono stati \u2013 ovviamente \u2013 di altra natura. Innanzi tutto, va ricordato che sui paesi europei il controllo egemonico statunitense \u00e8 esercitato in forme diverse, che corrispondono ad una diversa valutazione strategica. Naturalmente, il primo livello \u00e8 appunto quello dell\u2019egemonia politica: i diversi stati europei sono legati agli USA da una serie di rapporti \u2013\u00a0<em>de jure<\/em>\u00a0e d<em>e facto<\/em>\u00a0\u2013 che garantiscono il riconoscimento, da parte dei primi, del ruolo subalterno. Ad un secondo livello (tale per\u00f2 non certo per importanza) c\u2019\u00e8 il ruolo della NATO, la cui funzione primaria \u00e8 quella di assicurare un livello di integrazione strategica, logistica, dottrinaria, industriale e\u00a0<em>di comando<\/em>, tra i vari eserciti nazionali europei e quello statunitense, che assicuri a questo il controllo pieno della forza militare del continente. Il terzo livello (tale solo perch\u00e9 prevalentemente occulto) \u00e8 quello delle reti di controllo clandestino, da\u00a0<em>stay-behind<\/em>\u00a0alla CIA, il cui scopo \u00e8 manovrare nell\u2019ombra quando le pressioni ufficiali non sono sufficienti, ed eventualmente agire per\u00a0<em>stabilizzare\u00a0<\/em>o\u00a0<em>destabilizzare\u00a0<\/em>un paese.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38117 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1-1024x642.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"642\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1-1024x642.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1-768x481.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1.jpg 1146w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Senza-titolo-1-1024x642.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>A parte questa\u00a0<em>stratificazione orizzontale<\/em>, esiste anche\u00a0<em>diversificazione verticale<\/em>. Ad esempio, il fatto che i paesi con la pi\u00f9 alta concentrazione di basi statunitensi, tra quelli europei, siano la Germania e l\u2019Italia, viene generalmente attribuito al fatto che sono i due paesi sconfitti nell\u2019ultimo conflitto mondiale. Quasi che ci\u00f2 li rendesse potenzialmente infidi. Naturalmente la ragione vera non ha nulla a che vedere con ci\u00f2, ma risponde a precise esigenze strategiche. La Germania \u00e8 la maggiore potenza industriale del continente, e questa sua capacit\u00e0 (con la conseguente ricchezza che ne deriva) ne fa il paese chiave del continente, l\u2019unico in grado di assumere una eventuale leadership politica continentale. L\u2019Italia, a sua volta, rappresenta una grande portaerei proiettata nel Mediterraneo, fondamentale per il controllo del Medio Oriente e del Nord Africa.<\/p>\n<p>In questo quadro, il bilanciamento degli equilibri europei si \u00e8 storicamente basato sul\u00a0<em>patto\u00a0<\/em>franco-tedesco. La Germania, grande potenza industriale ed economica, ma in ci\u00f2 dipendente dai flussi energetici dall\u2019estero, e la Francia, media potenza industriale ma con una grande componente energetica nucleare, e con un retaggio coloniale in Africa da cui ancora attinge. E che, inoltre, non ha basi militari USA sul proprio territorio, ha un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, e possiede la\u00a0<em>force de frappe<\/em>. Pur nell\u2019ambito di un rapporto competitivo, il patto tra questi due paesi ha di fatto guidato l\u2019Unione Europea, durante gli ultimi decenni.<br \/>\nMa, ancora una volta, la mossa statunitense ha fatto saltare anche questi equilibri.<\/p>\n<p>Il conflitto in Ucraina ha immediatamente reso evidente il livello di subalternit\u00e0 della Germania. Che certamente sconta da un lato la debolezza della leadership di Scholtz (sia politica che personale), e dall\u2019altro le profonde diversit\u00e0 della coalizione\u00a0<em>semaforo\u00a0<\/em>su questi temi. La velocit\u00e0 ed il silenzio con cui ha\u00a0<em>ingoiato\u00a0<\/em>la distruzione del North Stream \u00e8 stata paradigmatica. Ed infatti, nonostante le apparenti resistenze, ha sempre ceduto su tutta la linea. Quando a Washington hanno deciso che Kiev aveva bisogno dei Leopard, dapprima Berlino ha detto no, poi ha detto s\u00ec ma se non siamo i primi ad inviare carri MBT, ed infine ha ceduto inviandoli. Gli Abrams americani, che Biden ha dovuto promettere per sbloccare il\u00a0<em>nein\u00a0<\/em>tedesco, sono infatti arrivati dopo, e per di pi\u00f9 sono rimasti per mesi ben nascosti nelle retrovie, per ordine del Pentagono.<br \/>\nNon a caso, la Germania \u00e8 di gran lunga il maggior contribuente economico dell\u2019Ucraina, tra gli europei (che, ricordiamolo, nel loro complesso hanno gi\u00e0 dato pi\u00f9 degli Stati Uniti).<\/p>\n<p>Se, dunque, Berlino si \u00e8 immediatamente appiattita sulle posizioni americane, seguendone le orme e le direttive, per converso Parigi aveva inizialmente assunto una posizione pi\u00f9 autonoma, quasi rivendicando un eventuale (quanto illusorio) ruolo di possibile mediatore. Al quale peraltro Macron (altro leader politicamente debole ed inadeguato), pur nelle sue un po\u2019 caotiche oscillazioni, non sembra rinunciare.<br \/>\nIl punto di rottura, in ogni caso, si \u00e8 manifestato quando \u00e8 stato evidente che l\u2019Ucraina non aveva alcuna possibilit\u00e0 di vittoria, e che anzi era costantemente a rischio di collassare. A fronte di questo scenario, infatti, l\u2019amministrazione americana (anche per considerazioni elettorali, ma non solo) ha adottato una linea strategica di sganciamento, che sostanzialmente si pu\u00f2 riassumere nell\u2019idea di lasciare ai paesi europei l\u2019onere di sostenere e continuare la guerra. Oggi facendosi carico del supporto a Kiev, domani \u2013 se necessario \u2013 intervenendo direttamente.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38118 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-1024x471.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"471\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-1024x471.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-300x138.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-768x354.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-1536x707.jpg 1536w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-2048x943.jpg 2048w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Leopard_2_A5_der_Bundeswehr-1024x471.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Il repentino mutamento dell\u2019orizzonte politico, ha generato il panico in ambito europeo. I paesi dell\u2019UE, infatti, non solo hanno lautamente finanziato l\u2019Ucraina negli ultimi due anni, ma hanno anche svuotato i loro risicati arsenali, e si ritrovano oggi \u2013 in piena crisi di deindustrializzazione, avendo perduto il prezioso ed economico gas russo \u2013 di fronte all\u2019alternativa tra la padella e la brace. Se, infatti, da un lato l\u2019attuale blocco di potere alla Casa Bianca (dem + neocon) punta ad una delega\u00a0<em>soft\u00a0<\/em>del conflitto ucraino agli europei della NATO, dall\u2019altro Trump (probabile vincitore delle prossime presidenziali americane) ha in animo un disegno sostanzialmente simile, ma in termini assai pi\u00f9\u00a0<em>hard\u00a0<\/em>(1). In buona sostanza, l\u2019<em>amico<\/em>\u00a0americano ritira la protezione della sua\u00a0<em>spada<\/em>, e lo fa in un momento di grave difficolt\u00e0 per gli europei.<br \/>\nInevitabilmente, questo fa da detonatore ad una crisi che cresceva sottotraccia gi\u00e0 da tempo.<\/p>\n<p>In questo contesto, le classi dirigenti europee tendono a rispondere in un modo che riflette il loro stato d\u2019animo, ovvero ostentando sicurezza ma lasciando trasparire il panico. Tutto infatti sta accelerando, assumendo prospettive terribili ma a cui non sanno come opporsi.<br \/>\nCome \u00e8 ovvio che sia, i vari paesi europei membri della NATO hanno cominciato da tempo a discutere riservatamente di tali prospettive. E se fino a non molto tempo fa le discussioni vertevano principalmente sul come \/ quando \/ con quali finanziamenti,\u00a0<em>riallineare\u00a0<\/em>i paesi alle esigenze implicite derivanti da un sostegno prolungato all\u2019Ucraina, e pi\u00f9 ampiamente a quelle di una ipotetica difesa da un altrettanto ipotetico\u00a0<em>espansionismo\u00a0<\/em>russo, i nuovi scenari richiedono ben altro. Gli eventi precipitano, ed occorre allargare la finestra di Overton.<\/p>\n<p>Quando il presidente slovacco Fico dichiar\u00f2 che alcuni paesi europei stavano discutendo di inviare truppe in Ucraina, quindi, mise semplicemente le carte in tavola. Ed \u00e8 importante tenere presente che, se di questo si discuteva a livello politico, ci\u00f2 significa che a livello militare, di comandi integrati NATO, non solo se ne era gi\u00e0 discusso, ma si erano assunte decisioni operative e predisposti i relativi piani. Il quadro, quindi, \u00e8 sicuramente quello in cui le strutture della NATO hanno gi\u00e0 determinato la necessit\u00e0 di questo intervento, e lo hanno pianificato, mentre sul piano politico \u2013 cui spetterebbe formalmente la decisione finale \u2013 la discussione \u00e8 ancora aperta, e le posizioni sono diversificate.<br \/>\nIl\u00a0<em>caso\u00a0<\/em>degli alti ufficiali tedeschi che discutevano di attaccare il Ponte di Kersh con i missili Taurus \u2013 e soprattutto il modo in cui \u00e8 stato affrontato in Germania \u2013 dice per\u00f2 chiaramente che le autorit\u00e0 politiche nazionali hanno un\u2019autorit\u00e0 limitata.<\/p>\n<p>Possiamo quindi dire che il quadro complessivo \u00e8 gi\u00e0 determinato, non solo dalle decisioni dell\u2019egemone americano, ma anche dai comportamenti e dalle posizioni assunte sinora dagli europei, che hanno appunto finito col determinare un percorso dal quale \u00e8 ora estremamente difficile deflettere. Ed in questo contesto, che si viene ad inserire l\u2019improvvida accelerazione di Macron, la quale \u2013 nonostante la gi\u00e0 menzionata inadeguatezza del soggetto \u2013 ha pur tuttavia una sua logica.<br \/>\nLa premessa \u00e8 che l\u2019Europa \u00e8 oggi pi\u00f9 disunita che mai, anche se cerca di mostrarsi saldissima. E quello che era il pilastro dell\u2019Unione, ovvero la potenza economica e politica tedesca, \u00e8 oggi a sua volta debole e disunita. Mentre da Washington spingono per accrescere il peso politico della Polonia, puntando sulla sua russofobia.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38119 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-1024x492.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"492\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-1024x492.webp 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-300x144.webp 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-768x369.webp 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-1536x738.webp 1536w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws.webp 2028w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/UK-to-purchase-at-least-74-F35-jets_yFIkcws-1024x492.webp\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>La\u00a0<em>mossa\u00a0<\/em>di Macron, quindi, ha spiazzato un po\u2019 tutti non tanto per il contenuto \u2013 di cui appunto erano al corrente, e ne discutevano da tempo \u2013 quanto appunto per l\u2019accelerazione che ha imposto al dibattito pubblico. Il punto fondamentale, al di l\u00e0 di eventuali calcoli elettoralistici, \u00e8 che il famoso patto franco-tedesco risulta azzoppato dalla debolezza di Berlino, e quindi non risulta pi\u00f9 conveniente. Romperlo, assumendo una posizione interventista pi\u00f9\u00a0<em>avanzata\u00a0<\/em>di ogni altro, significa in qualche modo porsi in una posizione di possibile leadership, nella prospettiva che il quadro sia predeterminato, e quindi inevitabile.<br \/>\nPer la Francia, oltretutto, si pone un problema strategico non irrilevante. Se infatti, come gi\u00e0 accennato, la sua potenza energetica \u00e8 in larga misura assicurata dalle centrali nucleari, l\u2019azione combinata di pi\u00f9 avanzati processi di decolonizzazione e di penetrazione politico-militare russa in Africa, non solo la sta privando di una parte dei suoi profitti e del suo controllo sulla fascia sub-sahariana, ma ha seriamente intaccato il suo approvvigionamento\u00a0<em>privilegiato\u00a0<\/em>di uranio (Niger). Cose che, oltretutto, ha aumentato la dipendenza occidentale dalle forniture\u2026 russe!<\/p>\n<p>Nella scelta\u00a0<em>bonapartista\u00a0<\/em>di Macron, quindi, non c\u2019\u00e8 solo l\u2019ambizione di cavalcare la tigre per recuperare una (impossibile)\u00a0<em>grandeur<\/em>, ma anche l\u2019emergere di concreti fattori di attrito tra la Francia e la Federazione Russa.<br \/>\nSfortunatamente, per lui e per tutti noi, n\u00e9 la Francia, n\u00e9 l\u2019Europa nel suo complesso, \u00e8 assolutamente in condizione di affrontare una prospettiva di tal fatta. A parte una serie di problemi strutturali, su cui l\u2019UE solo di recente ha deciso di intervenire, e persino a prescindere dal reperimento delle risorse necessarie, in una fase in cui l\u2019economia europea \u00e8 malmessa, sussistono comunque una serie di problemi strettamente legati agli aspetti militari-industriali.<br \/>\nCome sottolinea Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, \u201cl\u2019Unione europea non ha pi\u00f9 nulla da dare all\u2019Ucraina in grado di cambiare l\u2019esito del conflitto, perch\u00e9 abbiamo enormi problemi di produzione\u201d (2). E una analisi della CNN spiega che \u201cla Russia \u00e8 in grado di produrre 3 milioni di munizioni all\u2019anno\u201d mentre Usa e Europa, messe insieme, potrebbero arrivare \u201cal massimo a 1,2 milioni\u201d (3).<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questione semplicemente di capacit\u00e0 industriale, che comunque in una guerra d\u2019attrito quale quella che la NATO sta gi\u00e0 combattendo in Ucraina \u00e8 fondamentale, ma letteralmente di capacit\u00e0 di combattimento. Anche l\u2019invio di truppe, quindi, non solo non servirebbe a mutare l\u2019andamento del conflitto, ma avrebbe l\u2019unico risultato di innescare una ben maggiore\u00a0<em>escalation<\/em>, ed esporre i paesi europei agli attacchi russi.<br \/>\nSempre Gaiani rammenta: \u201cCito tre esempi. Nel 2022 un rapporto della commissione Difesa del Parlamento francese ha stimato che le scorte di munizioni avrebbero consentito all\u2019esercito di Parigi di sostenere tre o quattro giorni di conflitto in Ucraina. L\u2019altro giorno la Germania ha inaugurato una nuova fabbrica di munizioni e ha fatto sapere che per ripristinare le scorte ci vorrebbero 40 miliardi di euro. Infine, l\u2019ultimo rapporto della Camera dei Comuni del Regno Unito sostiene che il Paese potrebbe combattere un conflitto convenzionale per un massimo di due mesi\u201d (4).<\/p>\n<p>Una scarsa capacit\u00e0 di combattimento che, peraltro, non \u00e8 esclusivo appannaggio dei membri europei della NATO. Uno degli\u00a0<em>asset\u00a0<\/em>su cui l\u2019Alleanza basa la sua idea di superiorit\u00e0 bellica \u00e8 ad esempio l\u2019aviazione. Ma da un rapporto del\u00a0<em>Government Accountability Office<\/em>\u00a0(5), risulta che l\u2019effettiva\u00a0<em>combat capability<\/em>\u00a0degli F-35 statunitensi, aereo di punta dell\u2019US Air Force, \u00e8 del 15-30% dell\u2019intera flotta (6).<br \/>\nLa situazione in cui quindi si trovano oggi i paesi europei \u00e8 drammaticamente quella del vaso di coccio tra vasi di ferro. Da un lato, gli Stati Uniti che, utilizzando gli storici strumenti di controllo sulla politica europea, hanno intrappolato gli alleati del vecchio continente in una guerra totalmente contraria ai propri interessi; e dall\u2019altro la Russia, col suo potenziale bellico, industriale ed energetico, che ormai diffida totalmente delle leadership europee e \u2013 sentendosi minacciata esistenzialmente dall\u2019occidente \u2013 \u00e8 pronta a raccogliere la sfida ed affrontare una guerra direttamente con la NATO.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio nello scarto tra questa situazione oggettiva, e la linea politica perseguita delle leadership europee, che emerge drammaticamente tutta l\u2019inadeguatezza di queste ultime, assolutamente incapaci non solo di liberarsi dall\u2019abbraccio mortale del declinante impero americano, ma anche solo di porre in essere una condotta capace di difendere quanto meno gli interessi vitali dei propri paesi.<br \/>\nPurtroppo, lo stato catatonico di gran parte delle popolazioni europee non induce a sperare in una qualche forma di resipienza. Le prossime elezioni europee, ad esempio, seppure il parlamento dell\u2019Unione sia un\u2019assemblea praticamente insignificante, potrebbero essere l\u2019occasione per lanciare un segnale, inducendo magari questi leader ad una maggiore prudenza.<br \/>\nPurtroppo per\u00f2 non si vedono all\u2019orizzonte leader capaci di catalizzare questa eventuale resilienza, e comunque non oltre una misura limitata ed entro orizzonti strettamente nazionali. Di una vera leadership europea non si avverte neanche il sentore. Mentre ci\u00f2 che ci occorrerebbe disperatamente \u00e8 un leader capace di portare il vecchio continente fuori dalle ganasce della guerra. Un Putin europeo, per dirla tutta.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Sul tema, cfr.\u00a0<em>\u201cSiamo noi i nuovi proxy\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/03\/05\/siamo-noi-i-nuovi-proxy\/\">Giubbe Rosse News<br \/>\n<\/a>2 \u2013\u00a0<em>\u201cGli analisti: le armi non ribaltano la guerra\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2022\/06\/19\/gli-analisti-le-armi-no-n-ribaltano-la-guerra\/6632142\/\">Il Fatto Quotidiano<br \/>\n<\/a>3 \u2013\u00a0<em>\u201cExclusive: Russia producing three times more artillery shells than US and Europe for Ukraine\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2024\/03\/10\/politics\/russia-artillery-shell-production-us-europe-ukraine\/index.html\">CNN<br \/>\n<\/a>4 \u2013\u00a0<em>\u201cGli analisti: le armi non ribaltano la guerra\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2022\/06\/19\/gli-analisti-le-armi-no-n-ribaltano-la-guerra\/6632142\/\">Il Fatto Quotidiano<br \/>\n<\/a>5 \u2013 Il rapporto \u00e8 disponibile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gao.gov\/assets\/870\/861566.pdf\">qui<\/a>\u00a0per il download<br \/>\n6 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201c70 Percent or More of F-35s May Not Be Combat Capable\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theepochtimes.com\/opinion\/70-percent-or-more-of-f-35s-may-not-be-combat-capable-5605487?welcomeuser=1\">The Epoch Times<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/03\/19\/il-vaso-di-coccio\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/03\/19\/il-vaso-di-coccio\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Il declino dell\u2019impero americano ha, incredibilmente, colto di sorpresa l\u2019Europa, che pure di imperi e di relativi declini qualcosa dovrebbe ben saperne. Nonostante numerose avvisaglie, infatti, n\u00e9 i vari governi nazionali, n\u00e9 tantomeno le leadership europee, hanno mai considerato questa eventualit\u00e0, cosicch\u00e9 quando si \u00e8 manifestata pienamente li ha colti assolutamente impreparati. Un po\u2019 come tanti Chance Giardiniere, che alla morte del suo benefattore si ritrova catapultato in un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lZM","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84554"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84554"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84555,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84554\/revisions\/84555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}