{"id":84632,"date":"2024-03-28T09:44:10","date_gmt":"2024-03-28T08:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84632"},"modified":"2024-03-26T10:47:51","modified_gmt":"2024-03-26T09:47:51","slug":"delocalizzazioni-e-transizioni-ecologiche-il-caso-gkn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84632","title":{"rendered":"Delocalizzazioni e transizioni ecologiche: il caso GKN"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (<\/strong><strong>Alberto Manconi e Dario Salvetti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/insorgiamo.jpg\" alt=\"\" width=\"1449\" height=\"500\" data-attachment-id=\"48984\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=48984\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/insorgiamo.jpg\" data-orig-size=\"1449,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"insorgiamo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/insorgiamo-300x104.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/insorgiamo-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<pre>\r\nEcologie della trasformazione, rubrica a cura di  \r\n\u00a0 \r\nEmanuele Leonardi e Giulia Arrighetti\r\n\r\n<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Introduzione di Alberto Manconi<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il testo pubblicato in seguito \u00e8 la trascrizione dell\u2019intervento di Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica ex-GKN) nel corso del seminario \u00abDelocalizzazioni e transizione ecologica: il caso GKN\u00bb, tenutosi Luned\u00ec 26 Febbraio alla Scuola Superiore Sant\u2019Anna, e visionabile per intero qui:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q9r1erym83g&amp;t=2038s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q9r1erym83g&amp;t=2038s<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lotta nello stabilimento ex-GKN di Campi Bisenzio continua, dopo quasi tre anni passati dal primo tentativo di licenziamento di tutti i lavoratori e dal loro ingresso nella fabbrica in presidio permanente. Questa vicenda compone molti piani: una estenuante vertenza sindacale, una impressionante mobilitazione di solidariet\u00e0 della piana fiorentina, una convergenza eco-sociale che ha visto i principali movimenti ecologisti del paese e della regione scendere in piazza al fianco di questi operai. E, infine, uno sforzo congiunto di operai e solidali del mondo della ricerca e della cultura per riportare nello stabilimento una produzione realmente ecologica che ha concepito ben due piani industriali per lavorazioni necessarie e innovative nel settore della mobilit\u00e0 e dell\u2019energia. Un\u2019esperienza dal basso di transizione giusta, che ha attirato le attenzioni ed il sostegno materiale di una fetta significativa del mondo sindacale ed ecologista europeo.<\/p>\n<p>Di fronte a questo complesso esperimento, in un\u2019Italia in continua deindustrializzazione, gli attacchi della propriet\u00e0 sono sempre pi\u00f9 feroci\u00a0: dopo l\u2019ennesima sconfitta in tribunale per licenziamenti illegittimi a fine 2023, \u00e8 infatti tornata a non pagare i salari dovuti ai lavoratori. Non solo: in seguito alla data dell\u2019intervento qua riportato, la propriet\u00e0 ha proposto agli operai un \u00abcongedo volontario\u00bb dalla posizione lavorativa in cambio di appena 5mila euro lordi. Cio\u00e8, significativamente meno di quanto gi\u00e0 dovuto ai lavoratori secondo i contratti e le sentenze non rispettate.<\/p>\n<p>Si tratta dunque di un\u2019ennesima prova del ricatto imposto a operai colpevoli di non essersi arresi alla perdita del posto di lavoro e all\u2019abbandono dello stabilimento alla speculazione immobiliare, in un\u2019area industriale tra le pi\u00f9 colpite dalla cementificazione e, recentemente, dalla terribile alluvione del Novembre 2023.<\/p>\n<p>Di fronte a un ricatto di tale portata e a una prospettiva di reale transizione ecologica su settori strategici, le parole delle istituzioni nazionali e locali continuano a oscillare tra il timido conforto e la complice indifferenza. Ma le parole non sono pi\u00f9 sufficienti, \u00e8 necessario un intervento pubblico concreto: in particolare, la Regione Toscana \u00e8 ampiamente in grado di attuare le misure necessarie per rilevare lo stabilimento. Misure rivendicate dagli operai e che seguono ragioni specifiche e storiche legate al contesto territoriale, come evidenziato nell\u2019intervento qui riportato.<\/p>\n<p>Intanto, la mobilitazione a sostegno della reindustrializzazione e per l\u2019intervento pubblico diventa cruciale e generale. Tra i quotidiani momenti di dibattito e lotta organizzati dal Collettivo di Fabbrica, il Festival della Letteratura Working Class che avr\u00e0 luogo allo stabilimento di Campi Bisenzio dal 5 al 7 Aprile sar\u00e0 un momento di passaggio decisivo.<\/p>\n<p>\u00abFino a che ce ne sar\u00e0\u00bb!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Trascrizione intervento Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica GKN)<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Seminario \u00abDelocalizzazioni e transizione ecologica: il caso GKN\u00bb<u><br \/>\n<\/u>Scuola Superiore Sant\u2019Anna<\/strong><br \/>\n<em>Pisa, 26.02.2024<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvetti: Grazie a tutte e tutti per questa occasione; per questa opportunit\u00e0 per noi preziosissima. Chiaramente non \u00e8 mai facile tenere in equilibrio il racconto di un caso specifico \u2013 GKN \u2013 e le considerazioni generali che pure attengono a quel caso specifico. Vorrei comunque partire, visto quello che \u00e8 successo venerd\u00ec, dando la solidariet\u00e0 alle studentesse e agli studenti che sono stati manganellati qua a Pisa. Anche a Firenze in realt\u00e0 e anche a Catania. La riflessione che facevamo \u00e8 questa: il manganello \u00e8 spesso il terminale periferico della paura. Quello pi\u00f9 evidente. Per\u00f2, di solito, quando arriva ad alzarsi \u00e8 perch\u00e9 dietro ha un iceberg di conformismo. \u00c8 il terminale periferico di un Paese che non sa pi\u00f9 dire di no. Non sa pi\u00f9 dire di no perch\u00e9 affonda in 30 anni di bassi salari, affonda nel conformismo ideologico, affonda nell\u2019autocensura. E spesso non \u00e8 capace di dire di no per paura, ma anche perch\u00e9 non riesce pi\u00f9 a immaginare un\u2019alternativa. La paura si compone del ricatto e della pressione ideologica verso il conformismo, verso l\u2019idea che se porti avanti qualcosa di nuovo sei un po\u2019 na\u00eff. Sei un po\u2019 strano\u2026 perch\u00e9 nulla cambier\u00e0 e l\u2019unica cosa che si pu\u00f2 fare \u00e8 gestire l\u2019esistente. La storia delle lavoratrici e dei lavoratori dell\u2019<em>automotive<\/em>\u00a0\u00e8 una storia che contiene questo. Perch\u00e9 contro le lavoratrici e i lavoratori dell\u2019<em>automotive<\/em>\u00a0in questo Paese si sono abbattute le sconfitte di ricatto: quelle dell\u201980-81 o dei famosi referendum con la pistola sul tavolo, portati avanti dalla direzione Fiat sotto Marchionne, che ti dicevano \u00abrinuncia ai tuoi diritti se vuoi il lavoro\u00bb, e poi si \u00e8 visto com\u2019\u00e8 andata. Com\u2019\u00e8 andato Grugliasco, che era uno di quelli stabilimenti dove ci fu quel referendum. Grugliasco oggi \u00e8 chiusa, ed \u00e8 un edificio che puoi trovare in vendita da un\u2019agenzia immobiliare che si occupa di questo settore. Sono i reparti confino a Nola, ed \u00e8 un certo tipo di intervento pubblico che ha accompagnato tutto questo.\u00a0<em>Il settore dell\u2019automotive in questo Paese \u00e8 un settore di intervento pubblico<\/em>. Io non ricordo qual era l\u2019ultima cifra che lessi, ma si parlava addirittura di lire: dal 1973 al 2005 230.000 miliardi di lire dati sotto vari forme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Moderatrice: 220 miliardi [di euro] dal 1975 al 2012.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvetti: Ok, ti ringrazio. Alla Fiat. E ancora oggi, se voi googlate \u00abTavares costi\u00bb, oltre a lamentarsi il fatto che i costi industriali in Italia sono troppo alti \u2013 tuttavia non mi risulta che il costo del lavoro rispetto alla Spagna, ad esempio, sia fondamentalmente diverso \u2013 \u00e8 evidente che si riferisce ai costi infrastrutturali e dice che il Paese \u00e8 indietro di 9 mesi nel dare incentivi per lo sviluppo dell\u2019auto elettrica, perch\u00e9 l\u2019auto elettrica costa troppo. Nel dire questo che cosa ci sta dicendo? Che esistono alcuni prodotti che, correttamente, tu non puoi misurare soltanto in marginalit\u00e0 privata, cio\u00e8 nel profitto che tu fai a livello privato. Perch\u00e9 quando chiedi degli incentivi per un prodotto piuttosto che un altro, ammetti che quel prodotto ha una marginalit\u00e0\u00a0<em>sociale<\/em>. Ha un profitto\u00a0<em>sociale<\/em>, ammetti cio\u00e8 che un determinato mezzo di trasporto [elettrico] vorr\u00e0 dire ad esempio meno malattie respiratorie, e quindi un vantaggio magari per il sistema sanitario oltre che per la nostra salute. Quindi esistono alcuni prodotti che sfuggono al mercato, dove il mercato \u00e8 incapace di portare innovazione. E quando lo fa, lo fa in forma contraddittoria: troppo tardi, e di solito chiedendo al pubblico di sganciare gli incentivi. E allora, se dobbiamo immaginare, la prima vera domanda \u00e8: \u00abPerch\u00e9 no l\u2019intervento pubblico reale, diretto sulla transizione ecologica?\u00bb.<br \/>\nConsideriamo poi che su questa transizione e sulla ristrutturazione dell\u2019<em>automotive<\/em>\u00a0in questo paese c\u2019\u00e8 una dismissione della funzione imprenditoriale privata che si trasforma in un ricatto. Non da oggi, eh: \u00abO mi date i soldi pubblici oppure io, oppure io\u2026\u00bb \u00abIo cosa?\u00bb \u00abNiente, far\u00f2 comunque come voglio io\u00bb. Perch\u00e9, tra l\u2019altro, non c\u2019\u00e8 nemmeno uno scambio di reciproco controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia di GKN \u00e8 questa storia. Quando c\u2019\u00e8 da fare ristrutturazioni ci sono dei professionisti delle ristrutturazioni: i fondi entrano in gioco, sono entrati in gioco sulla storia di Magneti Marelli, sono entrati in gioco con GKN. I fondi finanziari traggono dalle ristrutturazioni \u00ablecita marginalit\u00e0 finanziaria\u00bb, ed \u00e8 quello che ha fatto il fondo. La prima volta che noi fummo qua [alla Scuola Superiore Sant\u2019Anna]<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48983#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0si ipotizzava che ci avessero chiuso con una lunga preparazione, bollendo apposta lo stabilimento. Come forse sapete, poi \u00e8 uscita anche una piccola inchiesta che dimostra che questa ipotesi era vera, cio\u00e8 che da tempo preparavano la chiusura. Cosa evidente per chiunque mastichi un po\u2019 di industria\u2026 E l\u2019hanno fatto continuando a comprare nuovi macchinari, forse prendendo sgravi fiscali sull\u2019industria 4.0.<br \/>\nHanno perso, per\u00f2, la prima sfida sui licenziamenti che sono stati dichiarati illegittimi nel settembre 2021, con un combinato di mobilitazione sociale e di difesa legale, grazie al vecchio Statuto dei lavoratori. Vecchio nel senso bello, cio\u00e8 che\u2026 che regge!<br \/>\nDopodich\u00e9, la disconnessione tra funzione produttiva e funzione imprenditoriale \u00e8 continuata. Perch\u00e9 i licenziamenti non c\u2019erano pi\u00f9, ma non ci hanno ridato il lavoro, non ci hanno ridato i volumi produttivi, per poi discutere con calma di che cosa fare della fabbrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che nel dicembre 2021, insieme al contributo di ricercatrici e ricercatori del Sant\u2019Anna tra gli altri, noi produciamo una bozza di progetto industriale. Nel piano diciamo che la dismissione di Stellantis potrebbe essere l\u2019occasione [per rilanciare l\u2019industria italiana autobus \u2013 pubblica!]; e non per \u00abl\u2019arrivo di un secondo produttore\u00bb come ha detto [il ministro] Urso. Tra l\u2019altro sono definizioni bizzarre, perch\u00e9 se uno \u00abapre a un secondo produttore\u00bb significa che prima c\u2019era il monopolio. Io non lo sapevo, per\u00f2 ne prendo atto\u2026 E prendo atto anche che lo Stato pu\u00f2 aprire o non aprire: \u00abApriamo al secondo produttore!\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Moderatrice: Come se ci fosse uno che produce veramente\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvetti: Appunto. E nel frattempo la crisi di Industria Italiana Autobus si \u00e8 avvitata nonostante la partecipazione di Invitalia. Perch\u00e9? Perch\u00e9 l\u2019intervento pubblico di un settore dell\u2019economia si tira dietro, e si deve necessariamente tirare dietro in modo virtuoso, tutta la filiera. Se tu [Stato] fai una partecipazione in un\u2019azienda ma dopo non costruisci una filiera pubblica conseguente, sugli approvvigionamenti, sulla ricerca, sull\u2019innovazione, \u00e8 evidente che anche l\u2019intervento pubblico rimane, oltre che parziale come lo \u00e8 in quel caso, assolutamente immobilizzato, impantanato.<br \/>\nCome sapete, poi nel nostro caso arriva un proprietario, uno che firma un accordo quadro e ci promette che entro 8 mesi porta gli investitori. E che \u00abfar\u00e0 qualsiasi cosa\u00bb. Perch\u00e9 loro possono sempre \u201cfare qualsiasi cosa\u201d, noi invece quando facciamo piani industriali dobbiamo essere molto chiari e precisi.<br \/>\nIl nuovo proprietario aggiunge che se non arrivano questi investitori \u2013 che nel frattempo non sono mai arrivati \u2013 capitalizzer\u00e0 e re-industrializzer\u00e0 lui. Questo era l\u2019accordo quadro.<br \/>\nInfine, nel settembre 2022 ne risulta una proposta di accordo di sviluppo che su 50 milioni circa 35 ce li doveva mettere il pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, vengono attivate svariate casse integrazioni, anche retroattive e senza causale perch\u00e9, se tu non hai una funzione produttiva, non sai nemmeno come giustificare l\u2019ammortizzatore sociale. Il risultato \u00e8 che da 2 anni io sono un poverissimo dipendente INPS, perch\u00e9 di fatto ricevo la cassa integrazione per non fare nulla, senza nessuna causale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>600 euro, eh, non vi immaginate si faccia una bella vita, perch\u00e9 nel frattempo ci fanno anche dimagrire con una cura dimagrante di 8 mesi senza reddito. E cos\u00ec, proprio quando finalmente stiamo per avere il nostro reddito, il governo produce una cassa integrazione retroattiva. Non sapevo esistessero le casse integrazioni inventate a partire da 8 mesi prima [di quando sono state approvate], solo per poter coprire la possibilit\u00e0 dell\u2019azienda di non pagarci le stipendi.<br \/>\nContemporaneamente, indagando su una serie di giochi e di scatole societarie emerge sempre di pi\u00f9 il controllo delle societ\u00e0 immobiliari sull\u2019azienda. Fino ad arrivare alla beffa che l\u2019ultimo anello della catena \u00e8 una fiduciaria del Monte dei Paschi di Siena, che controlla le quote dell\u2019attuale ex-GKN e che evidentemente nasconde a sua volta un terzo soggetto che noi non conosciamo.\u00a0Ad ogni modo, formalmente le quote sono del Monte de Paschi di Siena, che \u00e8 al 64% partecipato dallo Stato. Allo stato attuale quindi il mio stipendio, o quel che ne rimane, arriva da casse semi-pubbliche. Insomma, l\u2019azienda \u00e8 formalmente controllata da un\u2019azienda controllata dallo Stato \u2013 una banca \u2013 ma gli unici che non possono parlare di intervento pubblico siamo noi! Noi che chiediamo l\u2019intervento pubblico per realizzare la transizione ecologica!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non solo lo chiediamo. Ma creiamo, dato che ci dobbiamo basare sulla singola fabbrica, un nuovo piano industriale, questa volta meno generale, che cerca di individuare dei prodotti finiti, le cargo-bike e i pannelli fotovoltaici. Il nostro intervento si vorrebbe articolare cos\u00ec: controllo operaio tramite la cooperativa che fa appello alla legge Marcora, con un intervento nel proprio capitale del pubblico per dare una mano alla cooperativa; l\u2019azionariato popolare, che pu\u00f2 controllare fino a un terzo, che forma controllo sociale; la Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso, che crea un legame mutualistico col territorio, per esempio come ha fatto quando c\u2019\u00e8 stata l\u2019alluvione a Campi Bisenzio \u2013 perch\u00e9 in tutto questo degli 880.000 mq di stabilimento non si sa cosa ne vogliono fare, in quello che \u00e8 stato il terzo comune per maggiore consumo di suolo nel 2022 e dove c\u2019\u00e8 stata l\u2019esondazione il 2 novembre. Se su quel terreno ci fosse stata un\u2019area verde invece di una fabbrica e del centro commerciale \u201cI Gigli\u201d, del multisala e di tutto il resto della zona industriale creata negli ultimi 7-8 anni, forse alcune delle case dei nostri colleghi sarebbero salve. Forse oggi avrebbero ancora la macchina e tutti i loro ricordi, perch\u00e9 non hanno soltanto perso gli elettrodomestici, hanno perso in alcuni casi i ricordi di una vita. E, forse, qualcuno avrebbe anche salva la vita perch\u00e9 ci sono stati anche dei morti tra gli abitanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricapitolando: l\u2019abbiamo chiamata\u00a0<em>fabbrica socialmente integrata<\/em>\u00a0dove il bene pubblico non \u00e8 pubblico solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 capitale pubblico che noi chiediamo ci sia, ma \u00e8 pubblico in quanto \u00e8 a disposizione dell\u2019utilit\u00e0 pubblica, quindi del territorio, ma ovviamente anche della transizione ecologica nella sua produzione \u2013 dove esiste una marginalit\u00e0, un profitto che \u00e8 sociale, non \u00e8 soltanto privato.<\/p>\n<p>E cosa scopriamo una volta che ci caliamo nel fare il piano industriale? Beh, scopriamo che il mercato proprio non ce la fa a fare questa transizione, perch\u00e9 per esempio quando abbiamo iniziato questa discussione e avevamo la prima bozza del piano industriale il pannello fotovoltaico monocristallino in silicio classico veniva 27 centesimi al watt. Nel frattempo, l\u2019industria cinese si \u00e8 attrezzata per un\u2019enorme sovrapproduzione dei pannelli e oggi vengono venduti a 13 centesimi al watt. Ed ecco perch\u00e9 leggete gli articoli sui primi fallimenti della nascente industria fotovoltaica europea, che si pone il grande obiettivo pubblico di quadruplicare la propria produzione. Ma evidentemente non ce la fa. Perch\u00e9 anche in questo caso ci vorrebbero una catena di fornitura diversa, ecologie alternative, una rete con l\u2019industria e con la ricerca pubblica per poter studiare le tecnologie alternative reali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oppure si scopre che il mercato delle cargo-bike \u00e8 stato \u201cdrogato\u201d da incentivi pubblici post-Covid con i ringraziamenti dei grandi fornitori, come Shimano ad esempio, che hanno avuto un enorme picco. Ora il mercato drogato dagli incentivi si ritira, falliscono tutti i piccoli e i grandi salgono. In una situazione in cui potrai controllare ancora meno di questa transizione.<\/p>\n<p>Noi siamo a creare un piano industriale in queste condizioni. E quindi che cosa chiediamo oggi? Beh, innanzitutto facciamo la nostra lotta sindacale per il pagamento degli stipendi. S\u00ec, perch\u00e9 intanto siamo di nuovo da due mesi senza stipendio e nessuno accende una cassa integrazione a questo giro, perch\u00e9 vogliono che ci licenziamo, che ci licenziamo tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre a questo, noi crediamo che ci siano le basi perch\u00e9 la Toscana possa fare un Consorzio Industriale Regionale che intervenga non solo su di noi, ma anche sui casi dell\u2019<em>automotive<\/em>\u00a0che replichino questo meccanismo: nel consorzio possono entrare i Comuni, le Fondazioni, le Universit\u00e0, oltre ovviamente la Regione. Possono cos\u00ec predisporre l\u2019acquisizione di stabilimenti, che possono essere magari gli edifici abbandonati \u2013 la TRV di Livorno, ad esempio, non so se \u00e8 ancora abbandonata, io tempo fa vidi il filmato in cui era ancora uno scheletro. Si possono sottrarre alla speculazione immobiliare per fare reindustrializzazione dal basso. Queste leggi esistono. Tra l\u2019altro la Toscana \u00e8 una delle poche regioni che credo abbia gi\u00e0 una legge sul Consorzio Industriale Regionale pubblico. Possono fare quello che pi\u00f9 amano, un misto di pubblico e privato dove si danno anche incentivi a chi si mette nei condomini industriali, ma sotto la direzione di una transizione ecologica. Possono creare a Campi Bisenzio, e non solo, un polo delle energie rinnovabili, della mobilit\u00e0 leggera, della\u00a0<em>reale<\/em>\u00a0economia circolare \u2013 perch\u00e9 in tutto questo abbiamo anche scoperto dopo l\u2019alluvione che c\u2019\u00e8 un flusso enorme di elettrodomestici recuperabili cio\u00e8 di tutti i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettrice ed Elettroniche) in realt\u00e0 il 56% pu\u00f2 essere rimesso sul mercato con piccole riparazioni. Tutto ci\u00f2 potrebbe entrare in fondi di perequazione, in fondi di redistribuzione sociale, andando ovviamente a sostenere, tramite gli stessi Comuni, i redditi inferiori. Insomma, c\u2019\u00e8 un mondo immaginabile. E non cos\u00ec lontano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tutti \u00abi nostri\u00bb, e non saprei come definire questo \u00abnostri\u00bb, dove inizia e dove finisce\u2026 A tutti coloro che si sono opposti o che si sono indignati per i manganelli ricordiamo che noi non possiamo avere verso quei manganelli solo la dialettica dell\u2019indignazione.<\/p>\n<p>Noi dobbiamo avere la dialettica dell\u2019alternativa e l\u2019alternativa si costruisce tutti i giorni. E sarebbe bello se questa regione non si ricordasse solo ogni tanto di essere stata l\u2019avanguardia dell\u2019abolizione della tortura o di essere la regione che, insieme ad altre \u201cregioni rosse\u201d, rischia di soccombere a qualche tornata elettorale \u2013 messa in difficolt\u00e0 da un Governo che elettoralizza il proprio rapporto con i territori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe tanto bello se questa regione indicasse qui e ora un intervento pubblico in grado di costruire un\u2019alternativa sull\u2019<em>automotive<\/em>\u00a0e di creare una spirale virtuosa che, dalle macerie di questo settore \u2013 visto che il processo di crisi inizia almeno dagli anni 80 \u2013 ci dia la possibilit\u00e0 di creare intervento pubblico, per utilit\u00e0 pubblica con fabbriche socialmente integrate.<br \/>\nTra l\u2019altro queste sono le vere tradizioni storiche del nostro territorio, perch\u00e9 quando ci minacciano o denunciano per le attivit\u00e0 della Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso denunciano la storia ormai secolare delle \u00abSMS\u00bb, che esistono ancora su questo territorio pi\u00f9 che in altri posti. Tra le prime Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso bruciate dai fascisti ci furono quelle di Rifredi, ad esempio. Oppure ci fu il caso della Fonderia alle Cure [a Firenze] che nel 1955 veniva chiusa per fallimento, e fu occupata dagli operai, poi requisita dal comune e data alla cooperativa dei lavoratori. O ancora, la \u00abFlog\u00bb \u2013 non so quanti di voi nella propria vita hanno mai visto un concerto alla Flog \u2013 quella esperienza fu creata nel 1945 dagli operai della Galileo che ritennero che un\u2019attivit\u00e0 di rigenerazione del Paese passasse anche dal fatto che una comunit\u00e0 operaia si prendeva una collinetta e diceva la sua, ponendo lo sguardo di classe anche all\u2019interno della sfera culturale e ricreativa. Cos\u00ec come proviamo a fare noi attraverso il Festival della Letteratura Working Class che si terr\u00e0 subito dopo Pasqua, tra il 5 ed il 7 Aprile, anche quello sotto minaccia di denuncia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma: contro la paura, contro il ricatto, si resiste solo se si riesce a immaginare qualcosa di alternativo. E noi, con le ultime energie che ci rimangono, dopo due anni e mezzo di lotta, continuiamo a provarci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48983#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0AA.VV. Un piano per il futuro della fabbrica di Firenze, Fondazione Feltrinelli, Dicembre 2022.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48983\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=48983<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Alberto Manconi e Dario Salvetti) Ecologie della trasformazione, rubrica a cura di \u00a0 Emanuele Leonardi e Giulia Arrighetti &nbsp; Introduzione di Alberto Manconi &nbsp; Il testo pubblicato in seguito \u00e8 la trascrizione dell\u2019intervento di Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica ex-GKN) nel corso del seminario \u00abDelocalizzazioni e transizione ecologica: il caso GKN\u00bb, tenutosi Luned\u00ec 26 Febbraio alla Scuola Superiore Sant\u2019Anna, e visionabile per intero qui:\u00a0https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q9r1erym83g&amp;t=2038s &nbsp; La lotta nello stabilimento&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-m12","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84632"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84632"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84632\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84633,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84632\/revisions\/84633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}