{"id":84639,"date":"2024-03-26T11:37:45","date_gmt":"2024-03-26T10:37:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84639"},"modified":"2024-03-26T11:37:45","modified_gmt":"2024-03-26T10:37:45","slug":"armiamoci-e-partite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84639","title":{"rendered":"Armiamoci e partite!"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-84640 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/photo_5323319781518071601_y-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/photo_5323319781518071601_y-1.jpg 800w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/photo_5323319781518071601_y-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/photo_5323319781518071601_y-1-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>La Russia si rafforza, l\u2019Ucraina si dissangua al momento senza prospettive e gli Stati Uniti appaiono sempre pi\u00f9 lanciati verso il disimpegno dalla guerra indipendentemente dall\u2019esito delle elezioni di novembre. In questo contesto il Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo non ha fornito segnali di discontinuit\u00e0 rispetto all\u2019impegno a sostenere Kiev fino alla riconquista dei territori perduti.<\/p>\n<p>Le concrete difficolt\u00e0 a produrre con costi e tempi ragionevoli le armi e munizioni necessarie all\u2019Ucraina ma anche a un\u2019Europa sempre pi\u00f9 debole e con le forze armate in continuo e progressivo calo di effettivi, sono state esorcizzate dalla determinazione, da tempo in discussione, a utilizzare alcuni miliardi di euro prelevati dai rendimenti degli assetti finanziari russi congelati in Europa dopo l\u2019inizio della guerra.<\/p>\n<p>Per il cancelliere tedesco Olaf Scholz,\u00a0<em>\u201dusare i profitti straordinari\u201d<\/em>\u00a0derivanti dal congelamento degli asset della Banca Centrale Russa, circa 3 miliardi di euro l\u2019anno, per \u201darmi e munizioni\u201d da inviare all\u2019Ucraina sarebbe\u00a0<em>\u201dun grande passo avanti\u201d<\/em>. Del resto, ha aggiunto, si tratta di \u201dprofitti inattesi\u201d che finora sono stati incamerati dalle societ\u00e0 di clearing, e che lo Stato belga, dove ha sede Euroclear, tassava,\u00a0<em>\u201dquindi l\u2019Ue li pu\u00f2 usare\u201d<\/em>\u00a0per fornire armi a Kiev.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173657\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/65f47fc3d8b4ed6b6d8b45d8.webp\" alt=\"\" width=\"979\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>Curiosa l\u2019idea che tali fondi vengano prelevati dalle societ\u00e0 di clearing, che finora hanno tratto utili dalla permanenza nei loro bilanci di liquidit\u00e0 di 210 miliardi di asset russi i cui frutti appartengono al legittimo proprietario, cio\u00e8 la Banca Centrale Russa.<\/p>\n<p>Tre miliardi di euro l\u2019anno, ha notato Scholz, sono una cifra non trascurabile, che aumenter\u00e0 in modo percepibile l\u2019assistenza militare all\u2019Ucraina. La prudenza dei mesi scorsi, condivisa da diversi Paesi, ha spiegato il cancelliere, era motivata dal fatto che una mossa simile deve avere una \u201dbase giuridica\u201d robusta.<\/p>\n<p>Anche se girare all\u2019Ucraina solo i profitti degli assetti finanziari russi congelati \u00e8 cosa diversa dal trasferire a Kiev tutti i beni russi bloccati in Europa, non pu\u00f2 essere trascurato il rischio a cui una simile azione espone la UE e la sua residua credibilit\u00e0 internazionale. Difficile non notare che molte nazioni potrebbero trovare sconveniente investire in Europa con il rischio che domani proprie iniziative politiche o militari non condivise da Bruxelles (o semplice ente l\u2019elezione di un capo dello stato non gradito all\u2019Occidente) possano portare alla sottrazione di tali assetti e persin o a fornire a stati terzi i frutti di tali investimenti. Vale la pena correre rischi simili, di portata strategica per la gi\u00e0 traballante economia europea, per fornite 3 miliardi all\u2019anno di aiuti all\u2019Ucraina in guerra?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Eurobond per la difesa?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Al Consiglio Scholz ha inoltre ribadito la contrariet\u00e0 tedesca agli Eurobond per mettere a disposizione di Kiev e del riarmo dell\u2019Europa 100 miliardi, come proposto dal premier estone Kaja Kallas con il sostegno del presidente francese Emmanuel Macron.<\/p>\n<p><em>\u201dPenso che nelle prossime settimane convergeremo<\/em>\u00a0\u2013 ha detto Macron \u2013\u00a0<em>bisogna definire degli strumenti innovativi per poter raccogliere fondi sui mercati per finanziare degli sforzi militari in maniera pi\u00f9 massiccia\u201d di quanto non sia possibile fare a livello individuale, come Paesi singoli\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173474 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5143168615237922011_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Per il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez la sicurezza\u00a0<em>\u201d\u00e8 un bene pubblico europeo\u201d<\/em>\u00a0e, dunque, bisogna finanziarla\u00a0<em>\u201din comune ma se andiamo verso una maggiore industria europea della difesa e della sicurezza, allora in futuro dovremo valutare l\u2019emissione di debito comune, per finanziare un bene comune europeo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che emettere Eurobond per la difesa comune \u00e8\u00a0<em>\u201duna buona idea\u201d<\/em>. Nelle conclusioni il Consiglio Europeo\u00a0<em>\u201dinvita ad esplorare tutte le opzioni per mobilitare fondi e riferire entro giugno\u201d<\/em>\u00a0e\u00a0<em>\u201dsottolinea la necessit\u00e0 imperativa di una aumentata preparazione militare e civile e della gestione strategica delle crisi nel contesto delle minacce in evoluzione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Armiamoci\u2026 \u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Alto Rappresentante Josep Borrell ha detto che\u00a0<em>\u201dla guerra non \u00e8 imminente\u201d<\/em>\u00a0e che\u00a0<em>\u201dnon bisogna spaventare la gente inutilmente\u201d<\/em>. Per il presidente del Consiglio Giorgia Meloni\u00a0<em>\u201d\u00e8 ovvio, siamo in un conflitto\u201d<\/em>, quindi\u00a0<em>\u201dbisogna tenere monitorati gli scenari\u201d<\/em>\u00a0ma\u00a0<em>\u201dnon ho visto in questo Consiglio Europeo un clima da mettiamoci l\u2019elmetto in testa e andiamo a combattere\u201d.<\/em>\u00a0Sanchez ha aggiunto che\u00a0<em>\u201dnon si pu\u00f2 parlare allegramente di terza guerra mondiale e mandare messaggi che preoccupano i cittadini. E\u2019 evidente che i cittadini vogliono che continuiamo ad appoggiare l\u2019Ucraina, ma dobbiamo utilizzare un altro linguaggio e non contribuire all\u2019escalation bellica. Non mi sento rappresentato quando si dice che dobbiamo trasformare l\u2019Europa in una economia di guerra, n\u00e9 da espressioni che parlano di terza guerra mondiale\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173476\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6008114220505350570_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"979\" height=\"652\" \/><\/p>\n<p>Quasi tutti i leader europei sembrano quindi voler smorzare i toni interventisti espressi nei giorni scorsi soprattutto da Macron che aveva anticipato l\u2019invio di truppe francesi in Ucraina. Affermazioni suffragata dal quotidiano Le Monde che ha individuato nel 126\u00b0 R\u00e9giment d\u2019Infanterie (9a brigade d\u2019infanterie, 1a Division des Troupes de marine) dotata di blindati ruotati Griffon, la prima unit\u00e0 dell\u2019Arm\u00e8e pronta al dispiegamento con 1200 militari rinforzati da 200 riservisti.<\/p>\n<p>Un reparto che alle sue spalle non ha certo una tradizione benaugurale: costituito nel 1810, venne annientato due anni dopo nella Campagna di Russia napoleonica.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa di Macron sembra avere il preciso obiettivo politico di raccogliere la partecipazione di qualche altro partner per porre la Francia, unica potenza nucleare della Ue, alla testa dell\u2019iniziativa strategica e militare europea nel momento in cui gli Stati Uniti sono \u201cdistratti\u201d dalle difficolt\u00e0 interne e dalla campagna elettorale mentre la Germania sembra tentennare di fronte al rischio di allargamento della sfida alla Russia, come conferma il dibattito sui missili da crociera Taurus (nella foto sotto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173840 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1414925.jpg\" alt=\"\" width=\"969\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p>Difficile quindi dire se Macron attuer\u00e0 i propositi bellici annunciati, anche tenendo conto della contrariet\u00e0 delle opposizioni, della gran parte dell\u2019opinione pubblica e di molti ambienti militari a un\u2019avventura militare in Ucraina che peraltro, considerati i numeri ridotti di truppe impiegabili, avrebbe solo un valore simbolico e non certo risolutivo in quel conflitto. Senza tenere conto dell\u2019impatto politico e sociale che avrebbe a Parigi la morte di qualche centinaio di soldati regolari francesi, il cui peso sarebbe certo maggiore di quello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/per-mosca-6-000-mercenari-stranieri-sono-stati-uccisi-in-ucraina-33-gli-italiani\/\">dei 147 \u201cvolontari\u201d d\u2019Oltralpe che i russi sostengono di aver ucciso sui fronti ucraini.<\/a><\/p>\n<p>Il documento conclusivo del Consiglio d\u2019Europa conferma in ogni caso la volont\u00e0 comune di \u201daumentare in modo sostanziale la spesa militare, investire e pi\u00f9 rapidamente insieme\u201d mentre sulla guerra in Ucraina la posizione ribadita \u00e8 che \u201dla Russia non deve prevalere\u201d. Peer questo occorre \u201caccelerare e intensificare\u201d la consegna degli \u201daiuti militari\u201d e si \u201daccoglie con favore\u201d l\u2019iniziativa della Repubblica Ceca, che sta acquistando 800mila proiettili d\u2019artiglieria da Paesi terzi, consentendo all\u2019Ue di \u201donorare l\u2019impegno di fornire all\u2019Ucraina un milione di munizioni pesanti\u201d.<\/p>\n<p>La parola d\u2019ordine europea sembra quindi confermata: \u201cArmiamoci\u201d ma senza inviare truppe in Ucraina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>\u2026.e Partite!<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Quasi contemporaneamente al Consiglio d\u2019Europa, l\u2019Alleanza Atlantica ha lanciato un appello al governo ucraino esortandolo a varare l\u2019arruolamento di un gran numero di reclute per sostituire i tanti caduti e feriti.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi erano apparse valutazioni militari francesi che ritenevano necessario l\u2019arruolamento di 31 mila nuove reclute ogni mese per ripianare le perdite al fronte, cio\u00e8 oltre 360 mila all\u2019anno, in un contesto in cui da tempo gli ucraini cercano di sfuggire in ogni modo alla chiamata alle armi.<\/p>\n<p>Il 20 marzo il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha affermato che le perdite ucraine dall\u2019inizio dell\u2019anno hanno superato le 82 mila unit\u00e0, cio\u00e8 il triplo rispetto allo scorso anno, sempre secondo fonti russe. \u00a0Secondo il ministro russo\u00a0<em>\u201cle forze armate ucraine non riusciranno a contenere le forze russe senza la mobilitazione di 250mila uomini\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173841\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/20230116-CMC_Off_portrait-004.jpg\" alt=\"\" width=\"982\" height=\"654\" \/><\/p>\n<p>Il 21 marzo l\u2019ammiraglio olandese Rob Bauer (nella foto sopra), presidente del Comitato Militare della NATO ha precisato che \u201c<em>non servono soltanto nuove granate, carri armati e veicoli blindati. Servono anche, purtroppo, nuovi soldati, perch\u00e9 i soldati muoiono e sono feriti. E poi si parla di mobilitazione, di coscrizione, di tutte le cose che si discutono e che sono difficili per una nazione. Lo capisco. Quindi non si tratta solo di materiale, non si tratta solo di denaro, ma di persone, di sostegno da parte della societ\u00e0. Non \u00e8 un problema del capo della difesa o del ministro della Difesa difendere il Paese. \u00c8 una responsabilit\u00e0 di tutti\u201d,<\/em>\u00a0ha detto Bauer al Forum sulla sicurezza di Kiev. La NATO invita quindi ufficialmente gli ucraini, che da tempo disertano gli uffici di arruolamento, a \u201cpartire\u201d per il fronte.<\/p>\n<p>Il messaggio che in questi giorni \u00e8 giunto\u00a0 dall\u2019Occidente all\u2019Ucraina \u00e8 quindi sintetico e chiaro: \u201cArmiamoci e Partite!\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Foto:\u00a0 NATO, MBDA, Governo Tedesco, Ministero Difesa Ucraino e Telegram<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/armiamoci-e-partite\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/armiamoci-e-partite\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) La Russia si rafforza, l\u2019Ucraina si dissangua al momento senza prospettive e gli Stati Uniti appaiono sempre pi\u00f9 lanciati verso il disimpegno dalla guerra indipendentemente dall\u2019esito delle elezioni di novembre. 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