{"id":84650,"date":"2024-03-26T12:13:23","date_gmt":"2024-03-26T11:13:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84650"},"modified":"2024-03-26T12:13:23","modified_gmt":"2024-03-26T11:13:23","slug":"un-cortile-per-correre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84650","title":{"rendered":"Un cortile per correre"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Valentina Chiarle)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ide918ccdbad46f20\/version\/1710667940\/image.jpg\" width=\"270\" height=\"270\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Bambini e bambine, ragazze e ragazzi, ma anche gli adulti hanno diritto a un cortile per correre. Per inciampare e rialzarsi, per camminare in equilibrio e testare le proprie capacit\u00e0. Passeggiare senza una meta per ritornare sulla soglia di casa arricchiti e cambiati. Oggi gli spazi abitati, gli agglomerati urbani, gli spazi interni ed esterni, mettono a dura prova il \u201cdiritto alla strada\u201d, il \u201cdiritto al fuori\u201d. Viene meno la preziosa possibilit\u00e0 di vivere lo spazio senza una precisa strutturazione, senza una segnaletica orizzontale che debba forzatamente direzionare i nostri passi, senza il sentirsi urlare alla schiena: \u201cnon correre!\u201d.<\/em><\/p>\n<div id=\"cc-m-12052532077\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u201cNon correre!\u201d<\/strong>\u00a0\u00e8 una delle frasi pi\u00f9 inflazionate rivolte all\u2019infanzia: viene inevitabilmente pronunciata quando un bambino si lancia improvvisamente verso uno spazio ignoto per conoscerlo, attraversarlo e sperimentarlo.\u00a0<strong>Libero di sfidare il vento e testare le proprie capacit\u00e0 motorie, pensa che quello spazio sia a disposizione per lui, spinto dalla curiosit\u00e0 di cercare un limite, quel limite che spesso gli viene dato al momento sbagliato e nel posto sbagliato.<\/strong>\u00a0Porre un limite \u00e8 indubbiamente necessario quando si ricopre un ruolo di guida nei confronti dell\u2019infanzia, il limite aiuta il bambino a governare le sue azioni, le sue emozioni, le sue sensazioni; da piccolo non ha ancora gli strumenti necessari per dominare la sua esistenza e prover\u00e0 a cercare da solo quel limite, ma trovarlo senza indicazioni risulter\u00e0 molto complesso e rischier\u00e0 di perdersi. Tuttavia vi sono campi di esperienza all\u2019interno dei quali occorre lasciare piena possibilit\u00e0 di espressione, uno di questi \u00e8 il campo di esperienza del movimento. Correre, cadere, sbucciarsi le ginocchia, chiedere aiuto e ripartire, perch\u00e9 non correre?\u00a0<strong>L\u2019adulto dovrebbe semplicemente avere consapevolezza del luogo che il bambino sta esplorando e assicurarsi che, al momento della sua perlustrazione, non si trover\u00e0 in pericolo; dati questi presupposti, i bambini devono avere la possibilit\u00e0 di correre, muoversi, stancarsi,<\/strong>\u00a0<strong>vivere gli spazi su sentieri poco battuti e terreni scoscesi per affinare le loro competenze psicomotorie, elaborare strategie per dominare tutti i movimenti e raggiungere cos\u00ec quell\u2019equilibrio che li fortificher\u00e0 e li far\u00e0 sentire sicuri dei prossimi passi da compiere.<\/strong><\/p>\n<p>Praticare gli spazi aperti dove la natura predomina, anche solo grazie alla presenza di prati e alberi, riporta l\u2019essere umano a riattivare processi fondamentali, abbassa i livelli di aggressivit\u00e0 e innesca capacit\u00e0 di reazione oltre a giovare al benessere psicofisico. Bambini e bambine vivono in appartamenti sempre pi\u00f9 ristretti ed essenziali, privi della possibilit\u00e0 di scendere in cortile o in giardino; e laddove il giardino esiste, \u00e8 regolamentato da norme restrittive che lo legittimano esclusivamente a luogo decorativo. Quando l\u2019adulto ha la possibilit\u00e0 di attivare quelle azioni di supervisione e controllo \u201cinvisibile\u201d che fanno credere al bambino di poter fare da solo, uscire di casa anche solo qualche metro in totale autonomia e vivere le proprie esperienze ludiche, determina una crescita formativa preziosa che rinforza lo sviluppo della personalit\u00e0. Non solo, abituato a tentare, sbagliare, riprovare e sperimentare lo spazio in libert\u00e0 e contando solo sui propri sensi, svilupper\u00e0 l\u2019abilit\u00e0 del discernimento e affiner\u00e0 la percezione del pericolo. Un cortile per correre \u00e8 un diritto naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il pedagogista Gianfranco Zavalloni, nel suo meraviglioso saggio\u00a0<em>La pedagogia della lumaca<\/em>, propone e riscrive i diritti dei bambini e delle bambine a mio avviso perfettamente declinabili anche sull\u2019et\u00e0 adulta, definendo questa sua personale raccolta dei diritti &#8220;Il manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe\u201d. Perch\u00e9 i diritti naturali? Perch\u00e9 l\u2019uomo non nasce per passare il tempo della sua vita dentro a una scatola, ma anche e soprattutto per vivere in uno spazio aperto a sua disposizione davanti a casa, per prendersi cura dei luoghi che abita, usare i propri sensi per discernere e le mani per creare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab 1. Il diritto all\u2019ozio, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>2. Il diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l\u2019erba, le foglie, l\u2019acqua, i sassi, i rametti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>3. Il diritto agli odori, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura;<\/strong><\/p>\n<p><strong>4. Il diritto al dialogo, ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare;<\/strong><\/p>\n<p><strong>5. Il diritto all\u2019uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco;<\/strong><\/p>\n<p><strong>6. Il diritto a un buon inizio, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura<\/strong><\/p>\n<p><strong>7. Il diritto alla strada, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade;<\/strong><\/p>\n<p><strong>8. Il diritto al selvaggio, a costruire un rifugio gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi;<\/strong><\/p>\n<p><strong>9. Il diritto al silenzio, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell\u2019acqua;<\/strong><\/p>\n<p><strong>10. Il diritto alle sfumature, a vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle. \u00bb<\/strong>\u00a0(G. Zavalloni,\u00a0<em>La pedagogia della lumaca<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12052532277\" class=\"j-module n j-textWithImage \">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-textwithimage-image-12052532277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=334x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i6966d8573a2e3fe9\/version\/1710669243\/image.jpg\" alt=\"\" data-src-width=\"489\" data-src-height=\"599\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=334x1024:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i6966d8573a2e3fe9\/version\/1710669243\/image.jpg\" data-image-id=\"7770298977\" \/><\/figure>\n<div>\n<div id=\"cc-m-textwithimage-12052532277\" class=\"cc-m-textwithimage-inline-rte\" data-name=\"text\" data-action=\"text\">\n<p style=\"text-align: justify\">Richiamerei l\u2019attenzione al\u00a0<strong>diritto alla strada e al diritto al selvaggio<\/strong>, essi corrispondono esattamente ai campi di esperienza oggi sensibilmente negati o ridotti, seppur indirettamente, nei confronti dell\u2019infanzia ma anche dell\u2019et\u00e0 adulta. Inoltre, il diritto alle sfumature viene meno a seguito dell\u2019assenza dei primi due.\u00a0<strong>Come posso ammirare l\u2019alba, il tramonto, la luna e le stelle se non ho un luogo adatto per farlo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I movimenti che il nostro corpo attiva quando cammina e si muove all\u2019aria aperta hanno un ritorno sostanziale sul nostro benessere psicofisico. Passeggiando la mente vaga e ritorna al presente in tutta semplicit\u00e0, ricordando quanto l\u2019essenziale possa risultare prezioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Franco Cassano in\u00a0<em>Modernizzare stanca<\/em>\u00a0lo illustra in una poetica narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Passeggiare talvolta \u00e8 un perdersi breve, in un piccolo spazio, una microfisica dell\u2019avventura, da cui si torna con una storia da raccontare. Passeggiare \u00e8 ritornare a s\u00e9 stessi e a quella parte di noi che \u00e8 la premessa di tutto, staccare la spina a chi ogni giorno vende il presente in offerta speciale. Passeggiare \u00e8 il desiderio del ragazzo e dell\u2019anziano, un\u2019arte che l\u2019adulto ha rimosso o sostituito con l\u2019agonismo del jogging o del fitness. Passeggiare non serve per tenersi in forma, ma a dare forma alla vita, a farle capire le proporzioni, \u00e8 la modesta preghiera degli arti inferiori. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Passeggiare per dare forma alla vita, ovvero muoversi nello spazio che ci circonda anche senza una meta o senza un obiettivo, \u00e8 un\u2019azione che interviene a tutto tondo, a livello olistico sulle varie sfere emotiva, cognitiva, fisica, spirituale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In riferimento a quanto esposto sino a qui, la mia intenzione non \u00e8 quella di sottolineare quanto il vivere in citt\u00e0 possa essere dannoso o possa offrire meno opportunit\u00e0 di benessere. Vorrei, invece, mettere in evidenza quanto moltissime realt\u00e0 urbane non siano assolutamente adeguate o gestite a misura d\u2019uomo. Prive di aree verdi, di spazi destinati al movimento o messi in sicurezza perch\u00e9 bambini e ragazzi possano correre liberamente. Molti prati dei parchi giochi cittadini sono stati sostituiti da distese di pavimentazione antitrauma, enormi quadrati composti da materiali derivanti dagli scarti degli pneumatici. Questo materiale attutisce le cadute e risolve la manutenzione legata al taglio dell\u2019erba, una volta posato non necessita pi\u00f9 di cura e si ottimizzano le risorse economiche. Tuttavia, il materiale di cui \u00e8 composto attrae e rilascia in maniera esponenziale il calore del sole e, in assenza di alberi ad ombreggiare, diventa quasi impraticabile, oltre a non essere adeguato alle temperature elevate che caratterizzano le stagioni estive di questi ultimi anni.\u00a0<strong>Una citt\u00e0 a misura d\u2019uomo, ideata con materiale sostenibile e riorganizzata nella sua viabilit\u00e0 pu\u00f2 garantire il diritto al movimento.<\/strong>\u00a0In origine le citt\u00e0 si formarono per un unico scopo, quello di essere luogo destinato alle attivit\u00e0 lavorative, commerciali, economiche; a queste si unirono in seguito le esigenze abitative ed \u00e8 evidente che senza un approccio virtuoso di gestione degli spazi, gli agglomerati urbani perdono alcune caratteristiche fondamentali per il benessere degli abitanti. La costruzione quasi compulsiva dei centri commerciali nelle nostre citt\u00e0 \u00e8 la declinazione pi\u00f9 esplicativa dell\u2019utilizzo degli spazi urbani oggi. Questo potr\u00e0 indubbiamente risultare un esempio banale, ma le rare volte in cui mi reco in un centro commerciale ne riscontro le peculiarit\u00e0 disarmanti: ampi parcheggi in cemento, distese di auto collocate su diversi piani, assenza di alberi e vialetti a protezione della calura estiva, spazi immensi da percorrere, piatti e fluorescenti, connotati da una fasulla pluridimensionalit\u00e0. Tutte queste caratteristiche non favoriscono quel sano movimento nello spazio che porta benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei dedicare una riflessione finale su quanto fiabe e favole, strumenti sempre attuali per la comprensione della realt\u00e0, raccontino molto bene l\u2019importanza del movimento nello spazio, anche nell\u2019attraversare i luoghi pi\u00f9 pericolosi.\u00a0<strong>Bambini, giovani e adulti protagonisti delle fiabe affrontano mari in tempesta, si addentrano in boschi e foreste per raggiungere i loro obiettivi di crescita e di formazione della personalit\u00e0, scalano montagne e attraversano ponti traballanti. \u00c8 necessario affrontare gli spazi aperti per crescere e tornare diversi a seguito di esperienze vissute lontano dalla propria zona di\u00a0<em>comfort.<\/em><\/strong>\u00a0Pollicino nel bosco elaborer\u00e0 geniali strategie per tornare a casa, rinuncer\u00e0 anche al cibo per tentare di tracciare un sentiero seminando briciole di pane. Cappuccetto Rosso viene mandata addirittura dalla mamma nel bosco, consapevole che ritorner\u00e0 pi\u00f9 preparata ad affrontare la vita. Hansel e Gretel, abbandonati nel bosco, sfidano la strega e bastano a s\u00e9 stessi per salvarsi. La Sirenetta sceglier\u00e0 di trasformare la sua coda in un paio di gambe per uscire dal mare ed esplorare un mondo ignoto che la cambier\u00e0 per sempre, cambier\u00e0 persino il suo habitat elementale passando dall\u2019acqua alla terra. Quasi tutti i protagonisti di fiabe e favole affrontano un viaggio per ritornare evoluti e consapevoli e il mondo esterno \u00e8 uno scenario cardine indiscusso; seppur apparentemente insidioso, esso risulta fondamentale per attivare reazioni per un sano cambiamento di crescita. Dante attraverser\u00e0 la selva oscura e raggiunger\u00e0 l\u2019inferno per poter arrivare in paradiso. Ulisse solcher\u00e0 i mari per anni per tornare a casa e non prima di vivere ancora un\u2019ultima estrema avventura che contribuir\u00e0 alla sua evoluzione interiore. La grande letteratura del fantastico \u00e8 costellata da luoghi immaginari nei quali uomini, donne, ragazzi e ragazze si addentrano per tornare diversi.\u00a0<em>Ventimila leghe sotto i mari, I viaggi di Gulliver, Viaggio al centro della terra, La storia infinita, Le citt\u00e0 invisibili e Il Castello dei destini incrociati<\/em>, solo per citarne alcuni. L\u2019elenco delle narrazioni di questi luoghi e spazi del possibile \u00e8 infinito. Lo stesso Pinocchio compie un viaggio in posti surreali, raggiunge addirittura il paese dei balocchi dove far\u00e0 i conti con i propri fallimenti per cambiare e migliorarsi, diventare umano. E per concludere vorrei citare lei, l\u2019esploratrice per eccellenza nel mondo delle fiabe, giunta nel paese delle meraviglie attraverso il buco della tana di un coniglio, la piccola grande Alice. Lei \u00e8 riuscita a trovare il modo di cambiare anche le dimensioni del suo corpo pur di varcare portali e proseguire nel suo cammino, con la scusa di inseguire un coniglio bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Il personaggio di Alice \u00e8 diventato un simbolo\u2026simbolo dell\u2019infanzia libera e irriverente, che viaggia perplessa in un universo, che non la convince fino in fondo. \u00bb<\/strong>\u00a0(B. Pitzorno,\u00a0<em>Introduzione<\/em>\u00a0ad\u00a0<em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em>, DeAgostini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle giornate incerte, nei momenti crudeli, nelle notti insonni usciamo cinque minuti nello spazio aperto, muoviamo alcuni passi e spostiamo la prospettiva, per ritornare diversi e dare forma alla nostra esistenza.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/marzo\/un-cortile-per-correre\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2024-1\/marzo\/un-cortile-per-correre\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Valentina Chiarle) Bambini e bambine, ragazze e ragazzi, ma anche gli adulti hanno diritto a un cortile per correre. Per inciampare e rialzarsi, per camminare in equilibrio e testare le proprie capacit\u00e0. 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