{"id":84673,"date":"2024-03-29T09:00:33","date_gmt":"2024-03-29T08:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84673"},"modified":"2024-03-27T15:53:26","modified_gmt":"2024-03-27T14:53:26","slug":"en-attendant-la-coesione-pnrr-mon-amour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84673","title":{"rendered":"En attendant la coesione: PNRR mon amour!"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ECONOMIA E POLITICA (Walter Tortorella)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Marzo \u00e8 pazzo! Piove e c\u2019\u00e8 il sole, fa freddo e caldo, la primavera \u00e8 alle porte. Il meteo per\u00f2 sta facendo un brutto scherzo e colpa del continuo starnutire causa allergie e raffreddori improvvisi, nella testa di molti ritornano i tormentoni da spiaggia amplificati dalla fine di San Remo; ecco, allora, che \u201c<em>ce ne stiamo distesi, sopra soldi gi\u00e0 spesi<\/em>\u201d. Peccato per\u00f2 che non siano quelli del PNRR e neanche i fondi strutturali della Politica di Coesione perch\u00e9 a ben guardare gli ultimi dati della Quarta Relazione sullo stato di attuazione del PNRR di febbraio 2024, piuttosto che l\u2019ultimo Bollettino RGS di chiusura dei fondi SIE (2014-2020) pubblicato a marzo 2024 tra i beneficiari, solo i comuni italiani potrebbero starsene un pochino distesi a godersi un influenzale brodino vegetale piuttosto che \u201c<em>colazioni francesi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In termini di avanzamento del Piano, infatti, \u00e8 possibile rilevare proprio dalla Quarta relazione che dei 194,4 miliardi di euro post revisione l\u2019Italia ne ha gi\u00e0 incassati circa 102 ma spesi meno di 43. Considerando nei 43 miliardi Superbonus vari e Transizione 4.0, voci che da sole valgono 26 miliardi \u2013 ossia incentivi, agevolazioni, aiutini, aiutoni, a met\u00e0 tra strada tra spesa surrogata ed infertilit\u00e0 da investimenti \u2013 dei complottisti mal pensanti e disfattisti potrebbero chiedersi se non vi sia una certa difficolt\u00e0 di spesa. Senza contare che alcune amministrazioni centrali dello Stato, proprio quelle impegnate nelle materie per cui \u00e8 stato pensato il PNRR \u2013 Ministero Salute, Ministero Lavoro e Politiche sociali, Ministero di infrastrutture e trasporti \u2013 appaiono in notevole crisi di saturazione, forse da Covid 19.<\/p>\n<p><strong>Tabella 1<\/strong><br \/>\n<strong>Spesa totale e risorse da spendere, per amministrazione pubblica titolare, a seguito della revisione del PNRR da parte del Governo<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14735\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image.png\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"844\" \/><figcaption>[Fonte: Quarta relazione sullo stato di avanzamento del PNRR, 2024]<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Tradotto: il risultato pi\u00f9 rilevante del PNRR per l\u2019Italia in questi 4 anni sembra essere stato quello di incassare denaro, che per i due terzi \u00e8 debito. Cio\u00e8, siamo stati bravissimi a portare il nostro debito pubblico a circa 2.790 miliardi di euro; \u00e8 come vincere un campionato di calcio ed essere retrocessi.<\/p>\n<p>L\u2019estrema fluidit\u00e0 che ha caratterizzato l\u2019attuale governance del PNRR in cui si vede \u2013<em> lei che bacia lui che bacia lei, che bacia me mon amour, amour, ma chi baci tu<\/em>?\u201d \u2013 ha fatto il resto. Cabine di Regia smontate e rimontate; cambi di programmazione e progettualit\u00e0 in corsa come se piovesse; minacce di clausole di responsabilit\u00e0 retaggio di un feudalesimo che si sperava superato, neocentralismo al nero di seppia (oltre che incostituzionale secondo la Corte dei Conti) ma nessuno che si soffermasse su due semplici numeri: oggi, utilizzando i dati rilasciati da Regis a dicembre 2023 sembrerebbe che l\u201982,4% delle gare pubblicate \u00e8 bandito dai comuni, il 79,6% delle gare assegnate \u00e8 assegnato dai comuni. E il resto del mondo impegnato sul PNRR? In particolare, sarebbe molto interessante porre un pizzico, non molta, di attenzione su quello che sta succedendo rispetto all\u2019operativit\u00e0 delle grandi aziende di Stato verso le quali la rimodulazione del PNRR, con il RePowerEU, ha volto lo sguardo riponendo la massima fiducia.<\/p>\n<p>Se lo facessimo rivedremmo un copione gi\u00e0 noto. Concentriamo la maggior parte delle risorse su pochi grandi interventi e affidiamoci nelle mani di chi queste cose le sa fare. Nel merito si aprirebbe un capitolo che rinvierei ad altro approfondimento ma certamente, nel metodo, se c\u2019\u00e8 una sola cosa che la Politica di Coesione (peraltro completamene a fondo perduto) ci ha insegnato in 40 anni \u00e8 il quasi totale fallimento delle grandi opere! Ossia la strategia di concentrare le risorse in pochi grandi interventi nelle mani di una ventina di soggetti; a proposito di coesione, a marzo 2024 \u00e8 stato pubblicato il bollettino della Ragioneria Generale dello Stato in merito alla chiusura del ciclo di programmazione 2014-2020, ossia al 31 dicembre 2023. Enfasi comunicativa: nessuna, eppure si tratta della relazione finale dalla quale si evince sia come \u00e8 andato il ciclo di programmazione che, difatti, \u00e8 durato 10 anni (n+3) ma anche i primi dati sul nuovo settennio 2021-2027.<\/p>\n<p>Ebbene le cose non sembrano essere andate benissimo al di l\u00e0 della percentuale dell\u2019impegno sul programmato fermo al 95% circa (ossia parrebbe che non si sia raggiunto il 100%) a preoccupare di pi\u00f9 \u00e8 quel 74,6% di pagamenti sul programmato. Dopo 10 anni! Insomma, stessa solfa: non riusciamo a spendere, con la differenza, per\u00f2, che nel caso dei fondi SIE questi soldi sono da \u201cscontrinare\u201d e l\u2019effetto spiazzamento del PNRR di progetti gi\u00e0 in essere da farsi pagare \u201csottratti\u201d alla Coesione si \u00e8 gi\u00e0 palesato. Una sorta di guerra tra poveri.<\/p>\n<p><strong>Tabella 2 Stato di attuazione dei fondi SIE 2014-2020 in Italia (milioni di euro e valori percentuali)<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14738\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-1-1024x198.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"198\" \/><figcaption>Il valore dei Programmi tiene conto delle riprogrammazioni SAFE effettuate alla data del 31.12.2023 come da decisioni comunitarie.<br \/>\n*Comprensivo della quota IPA a valere sui Programmi CTE.<br \/>\n**Comprensivo della quota a valere sul fondo Iniziativa Occupazione Giovani (IOG) programmata nel PON Iniziativa Occupazione Giovani a titolarit\u00e0 dell\u2019Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).<br \/>\n***Il trasferimento dei dati di attuazione da parte dei Programmi FEASR al Sistema Nazionale di Monitoraggio non \u00e8 ancora completo. Pertanto, nelle more che si concludano tali procedure, le informazioni relative ai pagamenti sono state estratte dal sito \u2018Rete Rurale Nazionale\u2019 (cfr. report delle spese sostenute per i Programmi di sviluppo rurale italiani \u2013 aggiornamento al 31 dicembre 2023). Il valore degli impegni \u00e8 stato equiparato al valore dei pagamenti.<br \/>\n[Fonte: RGS-IGRUE, 31 dicembre 2023]<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>A rovinare ulteriormente la drakoniana impresa italica di riuscire a portare a casa cos\u00ec tanti soldi da custodire nei nostri forzieri, i dati sull\u2019andamento del nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 che definire preoccupanti sembra un eufemismo, tanto \u00e8 che su questo dato \u00e8 calata una sorta di autocensura alla Carlo Emilio Gadda. Per continuare con il nostro tormentone ci ritroveremmo di fronte ad un probabile \u201c<em>sorso con l\u2019arsenico<\/em>\u201d. Praticamente \u00e8 come se non fosse mai partita; circa 75 miliardi a fondo perduto di cui meno del 6% impegnati ed una spesa che non arriva all\u20191% in attesa della riforma della Coesione ad opera del Dicastero competente che, magicamente, fornir\u00e0 quella spinta risolutiva che sosterr\u00e0 la sperata accelerazione.<\/p>\n<p><strong>Tabella 3 Stato di attuazione dei fondi strutturali 2021-2027 in Italia (milioni di euro e valori percentuali)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14740\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/image-2-1024x342.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"342\" \/><figcaption>*\u00c8 esclusa la quota FESR a valere sui Programmi CTE.<br \/>\n[Fonte: RGS-IGRUE, 31 dicembre 2023]<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 probabile che questa riforma \u2013 che ha preventivamente smontato la governance della Coesione dall\u2019Agenzia stessa ai Conti Pubblici Territoriali \u2013 conterr\u00e0 gli stessi ingredienti della rivisitazione del PNRR: concentrazione degli interventi, poteri sostitutivi, spostamento delle risorse verso nuove priorit\u00e0, accentramento dei processi decisionali, predilezione per interventi indiretti fino al pubblico dileggio per gli incapaci. E qui ritorna in mente un pezzo cult di fine anni \u201980 che invocava parossisticamente che \u201c<em>quella macchina qua devi metterla l\u00e0, quella macchina l\u00e0 devi metterla qua\u201d<\/em>, ovvero un movimentismo sterile, quando non dannoso \u2013 pensiamo ai programmi di rigenerazione urbana piuttosto che ai programmi integrati urbani \u2013 che non sottende a nessuno specifico indirizzo di politica economica. Il problema rimane lo stesso perch\u00e9 il Re \u00e8 nudo: non riusciamo a spendere. Per oltre due lustri abbiamo abbaiato contro l\u2019Europa che con il Patto di stabilit\u00e0 frenava la nostra esigenza di fare gli investimenti necessari al Paese invocando risorse ed ora, che da quattro anni ne siamo letteralmente sommersi, il cavallo non beve!<\/p>\n<p>Del resto, non vi \u00e8 letteratura scientifica nell\u2019economia dello sviluppo che sostenga l\u2019assioma grandi investimenti (nelle mani di pochi) uguale sviluppo assicurato. Cos\u00ec come non \u00e8 sostenibile il contrario ma \u00e8 del tutto evidente che, come nella Politica di Coesione anche con il PNRR, una buona parte dei beneficiari sta continuando ad utilizzare prevalentemente le risorse per \u201cquella economia della manutenzione\u201d che ormai nella nostra Italia, dove le leggi di bilancio servono a coprire prevalentemente il sistema di welfare e gli interessi sul debito, sono le uniche disponibili. Se questo modo di operare, ovvero di utilizzare le risorse straordinarie, non dia sviluppo e crescita duratura \u00e8 questione di politica industriale ma sembra essere l\u2019unico modo per mandare avanti l\u2019ordinario. Ecco, politica industriale; il nostro male oscuro. Di fronte ad un sistema economico depresso capace di alimentarsi per lo pi\u00f9 attraverso risorse a debito la mancanza di una politica industriale \u00e8 il lusso che non ci si pu\u00f2 permettere e se la risposta \u00e8 una rivisitazione della politica del <em>laissez faire<\/em> in cui \u201cle imprese non vanno disturbate\u201d, allora pronti a mettersi l\u2019elmetto. Nonostante un numero ciclopico di riforme \u2013 orizzontali, abilitanti, settoriali \u2013 previste dal PNRR si fa fatica a comprendere che Paese vogliamo essere da grandi. Tra funambolici ponti allo studio da 60 anni e tratte ferroviarie pi\u00f9 simili a dei <em>rash<\/em> cutanei che ad una mappa consolidata delle principali direttrici Paese necessarie a sostenerne la crescita, i nostri investimenti pubblici appaiono contingenti. Emerge un <em>patchwork<\/em> di interventi in cui a prevalere sono pi\u00f9 interessi di parti che una strategia di sviluppo; rivalse politiche invece che valori comuni; riequilibri di bilancio tra controllate e controllante; finalit\u00e0 di corto raggio piuttosto che visioni di lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>N.b.:<\/strong> <em>Il lavoro riflette esclusivamente l\u2019opinione dell\u2019autore senza impegnare la responsabilit\u00e0 dell\u2019Istituzione di appartenenza.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/en-attendant-la-coesione-pnrr-mon-amour\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/en-attendant-la-coesione-pnrr-mon-amour\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ECONOMIA E POLITICA (Walter Tortorella) Marzo \u00e8 pazzo! Piove e c\u2019\u00e8 il sole, fa freddo e caldo, la primavera \u00e8 alle porte. 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