{"id":84741,"date":"2024-04-04T08:00:42","date_gmt":"2024-04-04T06:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84741"},"modified":"2024-04-02T00:22:44","modified_gmt":"2024-04-01T22:22:44","slug":"sale-il-rischio-default-per-le-imprese-italiane-ma-le-banche-valutano-i-rating-come-quindici-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84741","title":{"rendered":"Sale il rischio default per le imprese italiane ma le banche valutano i rating come quindici anni fa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Vincenzo Imperatore)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-thumb-high size-ifq-thumb-high wp-post-image\" title=\"Sale il rischio default per le imprese italiane ma le banche valutano i rating come quindici anni fa\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/30\/variant-med_1200x630-obj23625555-690x362.jpg\" alt=\"Sale il rischio default per le imprese italiane ma le banche valutano i rating come quindici anni fa\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/p>\n<div class=\"article-wrapper\">\n<div class=\"social-article-wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<section id=\"article-body-7492205\" class=\"article-body\">\n<section class=\"article-content\">Il Credit Outlook 2024 di Cerved Rating Agency, l\u2019agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito di credito delle imprese italiane (escluso le banche)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/03\/04\/ci-aspetta-lennesimo-credit-crunch-per-le-imprese-lultimo-segnale-arriva-dalla-bce\/7080305\/\">ha confermato l\u2019analisi che avevo fatto qui un anno fa, basandomi su esperienza e osservazione del mercato<\/a>:\u00a0<strong>il rischio di default per le imprese italiane \u00e8 elevato<\/strong>\u00a0e ha addirittura superato i livelli pre-pandemici per effetto degli gli stress macroeconomici sequenziali, causati dal Covid, dalle tensioni geopolitiche, dall\u2019inasprimento delle condizioni di finanziamento (aumento tassi) e dalle dinamiche inflattive.<\/p>\n<p>La probabilit\u00e0 di default a dicembre 2023 \u00e8, infatti,<strong>\u00a0salita al 6,22%<\/strong>\u00a0contro il 5,68% di un anno prima, un valore ben superiore ai livelli pre-Covid (a fine 2019 era al 4,45%). Un trend che, secondo uno\u00a0<strong>scenario pi\u00f9 favorevole<\/strong>, potrebbe per\u00f2 stabilizzarsi nel 2024 laddove si assume chele tensioni geopolitiche persistano, ma con ricadute limitate: l\u2019attivit\u00e0 economica si consoliderebbe nella seconda met\u00e0 del 2024 \u2013 supportata dalla diminuzione dell\u2019inflazione, dal taglio dei tassi d\u2019interesse e da una maggiore solidit\u00e0 del mercato del lavoro \u2013 e questo abbasserebbe il rischio di default dall\u2019attuale 6,22% al<strong>\u00a06,13%<\/strong>, mantenendosi in ogni caso al di sopra del 6%, livello mai raggiunto prima del dicembre 2023.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel caso, invece, di uno\u00a0<strong>scenario estremamente grave<\/strong>, caratterizzato da un\u2019estensione dei conflitti, dal rischio concreto di stagflazione sia negli Stati Uniti sia in Ue, da tassi di interesse pi\u00f9 elevati e dalla sospensione dei piani del Pnrr, la probabilit\u00e0 di default potrebbe raggiungere addirittura il\u00a0<strong>6,82%<\/strong>, con un forte deterioramento della qualit\u00e0 del credito e una sensibile migrazione delle imprese valutate verso le classi di rating peggiorative.<\/p>\n<p>Se si analizzano, poi, i<strong>\u00a0settori produttivi<\/strong>\u00a0si assiste per\u00f2 a fenomeni molto differenti per via del diverso andamento del mercato: da un lato, il turismo e la ristorazione, l\u2019industria farmaceutica e l\u2019ICT hanno alte probabilit\u00e0 di vedere ridotto, anche sensibilmente, il rischio di default, mentre settori manifatturieri come il tessile e l\u2019industria della gomma e della plastica, ma anche l\u2019agricoltura, registrerebbero un ulteriore aumento del rischio di credito<strong>.\u00a0<\/strong>Lo stesso dicasi per le dimensioni di impresa: le\u00a0<strong>grandi aziende<\/strong>\u00a0vedrebbero ridursi il rischio di default del 4% mentre le piccole solo dell\u20191%, a causa della maggior fragilit\u00e0 dal punto di vista finanziario.<\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-5\" class=\"dfp-mh280\"><\/div>\n<p>L\u2019aspetto che ha maggiormente destato la mia attenzione riguarda, per\u00f2, l\u2019aumento della\u00a0<strong>rischiosit\u00e0 di portafoglio<\/strong>\u00a0nell\u2019ultimo triennio che \u00e8 evidente analizzando la variazione della percentuale di soggetti valutati con\u00a0<strong>un rating positivo (Investment Grade)<\/strong>\u00a0nel campione di oltre 15.000 societ\u00e0 di capitali cui Cerved Rating Agency ha assegnato un rating creditizio: si \u00e8 scesi infatti dal 56,7% di dicembre 2019 al\u00a0<strong>40,8%<\/strong>\u00a0di dicembre 2023, invertendo sostanzialmente le proporzioni tra le imprese che si rivelano solide dal punto di vista finanziario e quelle invece pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>Ma cosa intendiamo per rating positivo? Per meglio dire, quali rating sono positivi per il sistema bancario? Ecco il punto fondamentale che meriterebbe una ulteriore analisi da parte di Cerved.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, sebbene i modelli di\u00a0<strong>credit scoring<\/strong>\u00a0utilizzati dal sistema creditizio siano tutti uniformati ai criteri stabiliti negli accordi di Basilea,\u00a0<strong>le interpretazioni<\/strong>\u00a0dei risultati lasciano spazio a soggettivit\u00e0 e, spesso, incompetenza da parte di chi deve poi comunicare agli imprenditori gli esiti di un esame creditizio. Il risultato di questi algoritmi e modelli sta\u00adtistici, basandosi su caratteristiche e dati determinati, permette a chi li legge (di solito i creditori) di distinguere tra<strong>\u00a0una societ\u00e0 sana e una rischiosa<\/strong>, fornendo al soggetto decisore una stima della pro\u00adbabilit\u00e0 di default delle stesse (cio\u00e8 che non siano pi\u00f9 in grado di onorare gli impegni).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019output del modello consiste in<strong>\u00a0un punteggio<\/strong>, un voto, il rating appunto, che cos\u00ec come a scuola varia su una scala che di solito va da 1-AAA (il voto migliore) a 10-D (il peggiore) e che determina la promozione o la bocciatura dell\u2019azienda. In sintesi il rating \u00e8 un \u201cgiudizio sintetico sulla rischiosit\u00e0 del cliente\u201d ed \u00e8 la risposta numerica alla domanda:\u00a0<em>qual \u00e8 la probabili\u00adt\u00e0 che il cliente diventi insolvente nell\u2019arco di un anno (probabilit\u00e0 di default)?<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7492211 size-large\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/26\/rating3-630x100.png\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"100\" \/><\/p>\n<div id=\"ifq-intext-container-11\" class=\"dfp-mh280\"><\/div>\n<p>La maggior parte dei gestori imprese delle banche (probabilmente influenzati dai segment manager) continua a considerare, esattamente come 15 anni fa, rating positivi quelli che vanno da 1 (AAA) a 4 (BBB), manifestando gi\u00e0 di fronte a un scoring 5 (BB) reazioni allergiche che poi si acuiscono fino a provocare uno shock anafilattico al cospetto di rating dal 6 (B) in s\u00f9.<\/p>\n<p>Una analisi pi\u00f9 accurata dovrebbe tener conto, invece, della\u00a0<strong>concentrazione delle imprese di quel settore nelle varie fasce<\/strong>: ci si accorgerebbe che la maggior parte delle imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono raggruppate proprio nelle classi 4 (BBB), 5 (BB) e 6 (B). Per cui o le banche cambiano interpretazione dei risultati oppure, in caso di chiusura dei rubinetti per tutte le imprese con rating 5 e 6, chiudiamo l\u2019Italia.<\/p>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/03\/30\/sale-il-rischio-default-per-le-imprese-italiane-ma-le-banche-valutano-i-rating-come-quindici-anni-fa\/7492205\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/03\/30\/sale-il-rischio-default-per-le-imprese-italiane-ma-le-banche-valutano-i-rating-come-quindici-anni-fa\/7492205\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Vincenzo Imperatore) &nbsp; &nbsp; Il Credit Outlook 2024 di Cerved Rating Agency, l\u2019agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito di credito delle imprese italiane (escluso le banche)\u00a0ha confermato l\u2019analisi che avevo fatto qui un anno fa, basandomi su esperienza e osservazione del mercato:\u00a0il rischio di default per le imprese italiane \u00e8 elevato\u00a0e ha addirittura superato i livelli pre-pandemici per effetto degli gli stress macroeconomici sequenziali, causati dal Covid, dalle tensioni geopolitiche,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":40095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/fatto-quotidiano.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-m2N","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84741"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84741"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84741\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84742,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84741\/revisions\/84742"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}