{"id":84749,"date":"2024-04-02T09:45:40","date_gmt":"2024-04-02T07:45:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84749"},"modified":"2024-04-02T09:49:44","modified_gmt":"2024-04-02T07:49:44","slug":"europa-1914-2024-di-nuovo-i-sonnambuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84749","title":{"rendered":"Europa 1914 \u2013 2024. Di nuovo i sonnambuli?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Anton Giulio de Robertis)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/prima-guerra-mondiale-fronte-italiano-batteria-sulla-collina-21-del-monte-falcone_0c8a54f9_1200x630.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"630\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<h4>Alla vigilia della Prima guerra mondiale il sentimento dominante in Europa, il \u201ctopos\u201d, era quello della improbabilit\u00e0 della guerra. Un sentiment che le spregiudicate prese di posizione di molti governanti europei tendono a riproporre<\/h4>\n<p>In queste settimane si \u00e8 tornati a parlare di un libro del 2013 di Christopher Clark sulla genesi della prima guerra mondiale, <strong><em>\u201cI Sonnambuli. Come l\u2019Europa arriv\u00f2 alla Grande Guerra\u201d<\/em><\/strong>, nel quale i leader che portarono i loro paesi in guerra vengono definiti sonnambuli. Cio\u00e8 attori che incedevano irresistibilmente verso una meta di cui non erano pienamente consapevoli.<\/p>\n<p>Lo studio analizza la dinamica che port\u00f2 allo scatenamento della Grande Guerra da parte di paesi le cui societ\u00e0, fino ai pi\u00f9 alti vertici, rimasero legate fino all\u2019ultimo al\u00a0<em>topos<\/em>\u00a0della \u201cimprobabilit\u00e0 della degenerazione\u201d in un conflitto generale della pur grave crisi Austro-Serba.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-173864 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/9788858105023_0_424_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"473\" \/><\/p>\n<p>Oggi la guerra russo-ucraina rischia di provocare una dinamica analoga perch\u00e9 per tutta la seconda met\u00e0 del 900 e i primi decenni di questo secolo ha dominato la convinzione diffusa, cio\u00e8 il\u00a0<em>topos<\/em>, della impossibilit\u00e0 di un conflitto fra potenze dotate di armi nucleari per l\u2019enormit\u00e0 delle distruzioni che essa comporterebbe e alle quali non sfuggirebbe neanche l\u2019ipotetico vincitore.<\/p>\n<p>Nel concludere la sua analisi sulla genesi della guerra che oppose la potenza dell\u2019Intesa, Francia Gran Bretagna e Russia, a quelle della Triplice Alleanza orbata dalla defezione dell\u2019Italia, Austria-Ungheria e Germania, Clark cita una frase emblematica del topos dell\u2019improbabilit\u00e0 pronunciata nel 1936, sul balcone del municipio di Sarajevo, da Rebecca West, un\u2019opinion leader del mondo anglosassone del suo tempo:<em>\u00a0\u201cNon capir\u00f2 mai come sia potuto succedere\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Una frase che ribadiva, a distanza di pi\u00f9 di vent\u2019anni, il sentiment diffuso e largamente prevalente in tutti gli ambienti responsabili delle potenze che poi si trovarono coinvolte nella guerra.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quella convinzione rimase dominante sia nei vertici politici che in quelli militari di quei paesi fino all\u2019ultimatum di Vienna alla Serbia. Fino a quel momento, quegli ambienti, pur dopo l\u2019attentato all\u2019arciduca Francesco Ferdinando, conservando il loro ottimismo sugli sviluppi della crisi non rinunciavano alla tradizionale pausa estiva n\u00e9 alla routine degli scambi internazionali.<\/p>\n<p>Il capo di stato maggiore tedesco Helmut von Moltke (nella foto sotto), per esempio, non interrompeva le sue cure termali a Carlsbad; il kaiser Guglielmo Secondo si metteva in viaggio per la Norvegia il 21 luglio, in piena crisi, mostrando di escludere che potesse degenerare in un vasto conflitto. Analogamente, nel campo opposto. il presidente francese Poincar\u00e9, di ritorno con il primo ministro Viviani dalla visita di stato in Russia. trovava fuori luogo l\u2019aver richiamato in Francia alcune unit\u00e0 militari dal Marocco. Il primo ministro inglese Asquith si dedicava, invece, tutto il mese di luglio alla questione dell\u2019Ulster.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-173865 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Helmuth-von-Moltke-1907.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"289\" \/><\/p>\n<p>Assai meno ottimista, e in sostanza preveggente, era invece un osservatore esterno assai autorevole come il colonnello House, ascoltato consigliere del presidente americano Wilson, al quale gi\u00e0 nel maggio del \u201914 faceva presente che la corsa degli Europei agli armamenti terrestri e navali avrebbe portato al conflitto. (1)<\/p>\n<p>\u00c8 ben noto come la dichiarazione di guerra alla Serbia e la mobilitazione russa avviarono una dinamica di misure militari indifferibili per gli alti comandi dei due campi, smentendo quel topos dell\u2019improbabilit\u00e0 che aveva retto nonostante il perdurare e l\u2019aggravarsi della crisi Austro-Serba. A partire dal 1945, dopo l\u2019impiego dell\u2019arma nucleare contro il Giappone, si \u00e8 diffusa una convinzione per un certo verso analoga a quella dell\u2019improbabilit\u00e0 del primo Novecento: \u00e8 \u201cil topos dell\u2019impossibilit\u00e0\u201d della guerra nucleare.<\/p>\n<p>Dopo le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki esso si \u00e8 imposto saldamente negli ambienti scientifici pi\u00f9 responsabili, oltre che in quelli diplomatici e dell\u2019alta politica, culminando nella celebre dichiarazione di Reagan e Gorbaciov a Ginevra nel 1985:\u00a0<em>\u201cla guerra nucleare non poteva essere vinta e non avrebbe dovuto essere mai combattuta\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nella crisi Ucraina il topos che sembra tentennare \u00e8 quello dell\u2019impossibilit\u00e0 del conflitto nucleare, anche se fin dal primo deflagrare della belligeranza il presidente americano ha escluso ogni ipotesi di intervento diretto delle forze americane, proprio per evitare l\u2019innesto di un\u2019escalation che potesse sfociare in un confronto nucleare. La complicazione, rispetto a questa posizione lineare, \u00e8 la diversa modalit\u00e0 dell\u2019impegno degli altri paesi NATO nel sostegno all\u2019 \u201cUcraina aggredita\u201d.<\/p>\n<p>Le forme e le dinamiche di questo sostegno si sono andate evolvendo in un\u2019escalation continua di misure e forniture di mezzi che da difensivi hanno teso ad acquisire progressivamente caratteristiche offensive \u2013 con sviluppi i cui limiti vengono dichiarati indefiniti \u2013 cos\u00ec come indefinita rimane la potenziale risposta russa, anche se, a pi\u00f9 riprese, Mosca non ha escluso il ricorso in estremo all\u2019arma nucleare.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 dell\u2019andamento delle operazioni sul terreno e del tipo dei rifornimenti inviati a Kiev, nelle dichiarazioni degli alcuni leader occidentali sull\u2019inaccettabilit\u00e0 della sconfitta dell\u2019Ucraina ricompare l\u2019attitudine della San Pietroburgo del 1914 che, rifiutando a priori che la Serbia potesse essere<em>\u00a0\u00e9cras\u00e9<\/em>, diede il l\u00e0 a quelle misure che sfociarono nello scoppio della Grande Guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-173214\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/630_360_1684126852-215.jpg\" alt=\"\" width=\"977\" height=\"558\" \/><br \/>\nIpotizzare l\u2019assenza di limiti nell\u2019assistenza all\u2019Ucraina per impedirne la sconfitta e compiacersi dell\u2019ambiguit\u00e0 strategica che ne deriva implica l\u2019adozione di un\u2019analoga attitudine della controparte, la cui panoplia include anche l\u2019arma nucleare. Non pu\u00f2 non esserci, dunque, la preoccupazione di evitare l\u2019avvio dello stesso meccanismo inarrestabile del 1914 che spinse i leader europei ad entrare in guerra come sonnambuli.<br \/>\nL\u2019ipotesi di inserire nel teatro bellico ucraino unit\u00e0 militari di paesi atlantici accentuerebbe questo rischio, aggiungendo un altro tassello a quella guerra mondiale a pezzi denunciata dal Pontefice romano, e rischierebbe di provocare malauguratamente la saldatura di quei pezzi in un aperto conflitto globale.<\/p>\n<p>Indipendentemente dai compiti che questi contingenti potrebbero svolgere, se alcuni di essi cadessero sotto il fuoco russo si configurerebbe la situazione, sempre esclusa dal \u201ctopos dell\u2019impossibilit\u00e0\u201d: lo scontro diretto fra forze russe e forze atlantiche.<\/p>\n<p>In aggiunta a questi rischi vi \u00e8 poi l\u2019intenzione di avviare una vera e propria corsa agli armamenti in Europa. Una deriva che gi\u00e0 nel primo Novecento, come abbiamo visto, aveva indotto un acuto osservatore come il colonnello House a prevedere correttamente l\u2019inevitabile scoppio della guerra, in aperta contraddizione con l\u2019opinione allora dominante.<br \/>\n\u00c8 una massima assai diffusa quella secondo cui<em>\u00a0\u201cla Storia \u00e8 maestra di vita\u201d<\/em>. Perch\u00e9 la vita ne possa approfittare \u00e8 per\u00f2 necessario che la lezione della Storia venga compresa dai responsabili del nostro destino. In questo momento non sembra che ci\u00f2 stia avvenendo.<\/p>\n<p><strong><em>(1)\u00a0<\/em><\/strong><em>Sappiamo bene che il \u201ctopos dell\u2019improbabilit\u00e0\u201d fu smentito dalla dinamica inarrestabile innescata dopo le misure militari dell\u2019Austria e della Serbia dalla determinazione di San Pietroburgo di impedire ad ogni costo la d\u00e9bacle della Serbia, avviando la mobilitazione delle proprie forze. Uno sviluppo che a sua volta mise i militari tedeschi nella condizione di imporre, come irrinunciabile per la sicurezza dell\u2019Impero, l\u2019avvio di analoghe misure preventive. Si tratt\u00f2 di una dinamica dettata dalla strategia militare, al di l\u00e0 della preoccupazione per la pace delle autorit\u00e0 civili, che si trovarono nell\u2019impossibilit\u00e0 di fare scelte ispirate appunto a quelle preoccupazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Foto: Britannica e Presidenza Francese<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/europa-1914-2024-di-nuovo-i-sonnambuli\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2024\/03\/europa-1914-2024-di-nuovo-i-sonnambuli\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Anton Giulio de Robertis) Alla vigilia della Prima guerra mondiale il sentimento dominante in Europa, il \u201ctopos\u201d, era quello della improbabilit\u00e0 della guerra. 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