{"id":84760,"date":"2024-04-04T10:39:39","date_gmt":"2024-04-04T08:39:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84760"},"modified":"2024-04-02T16:42:14","modified_gmt":"2024-04-02T14:42:14","slug":"fermare-gli-stranamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84760","title":{"rendered":"Fermare gli stranamore"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38200 ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home-300x169.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home-768x432.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home.jpg 1280w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverlg_home-1024x576.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Come \u00e8 stato pi\u00f9 volte detto su queste pagine, un serio problema per l\u2019<em>occidente collettivo<\/em>, e segnatamente per quella sua parte che si raccoglie all\u2019ombra della NATO, \u00e8 quella sorta di\u00a0<em>autismo\u00a0<\/em>che la contraddistingue \u2013 laddove con questo termine si intende alludere alla barriera di incomunicabilit\u00e0 che viene costantemente eretta tra il pensiero (diplomatico e strategico) delle leadership e la realt\u00e0 effettuale. E c\u2019\u00e8 in particolare un aspetto che ne risulta significativamente problematico, e che prescinde da qualsivoglia valutazione di merito, e cio\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di comprendere le ragioni del\u00a0<em>nemico<\/em>. Purtroppo, l\u2019azione della propaganda, che si \u00e8 sin dall\u2019inizio focalizzata sulla disumanizzazione del nemico, ha creato una sorta di effetto boomerang, per cui le stesse \u00e9lite politiche occidentali ne sono rimaste vittime, perdendo di vista un aspetto invece fondamentale.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un meccanismo mentale persino\u00a0<em>classico<\/em>, nella sua prevedibilit\u00e0: poich\u00e9 si deve negare\u00a0<em>in nuce<\/em>\u00a0che il nemico possa avere delle ragioni, si finisce col misconoscerle, e conseguentemente col non comprendere il come ed il perch\u00e8 delle sue azioni presenti e future.<br \/>\nNello specifico, rifiutarsi di considerare l\u2019approccio russo al conflitto che lo oppone all\u2019occidente, si traduce nella incapacit\u00e0 di valutare e prevedere correttamente quali potrebbero essere le prossime mosse. Non a caso, infatti, queste valutazioni oscillano costantemente tra estremi opposti, che vedono la Russia ora come un\u2019orda barbarica impaziente di attaccarci, ora come un paese in rotta e prossimo al tracollo.<br \/>\nLa realt\u00e0, invece, ci dice che le scelte di Mosca rispondono ad una logica ben chiara e precisa, che a sua volta \u00e8 limpidamente riconducibile a quelli che per i russi sono i propri interessi strategici.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019intera storia del conflitto ucraino, a partire dal 2014, ci dice alcune cose estremamente significative ed evidenti. Mosca \u00e8 stata, lungo questi anni, molto riluttante ad avventurarsi in un conflitto che immaginava ben pi\u00f9 impegnativo \u2013 soprattutto sotto il profilo geopolitico \u2013 di quelli precedentementi vissuti contro l\u2019insurrezione islamista in Cecenia e con la Georgia. Ma, al tempo stesso, quando ha ritenuto che il livello di minaccia\u00a0<em>percepito\u00a0<\/em>stesse per superare una soglia pericolosa, non ha esitato ad intervenire militarmente.<br \/>\nE questo ci dice due cose assai rilevanti. Innanzitutto, che la questione fondamentale non \u00e8 ci\u00f2 che pensa e\/o vuole la NATO, ma come le mosse di questa vengono percepite a Mosca. E la seconda \u00e8 che quando la percezione supera una soglia di allarme, Mosca \u00e8 pronta ad attaccare per prima.<\/p>\n<p>Ora, se consideriamo in questa prospettiva tutto l\u2019agitarsi bellicista che sta attraversando l\u2019Europa, e che non \u00e8 composto solo di chiacchiere ma anche di fatti concreti, dobbiamo renderci conto che \u2013 dal punto di vista russo \u2013 non \u00e8 possibile evitare di prenderlo sul serio. E che, conseguentemente, \u00e8 altamente probabile che se questo\u00a0<em>mood\u00a0<\/em>aggressivo non si smorza, se al contrario si tradurr\u00e0 sempre pi\u00f9 in azioni finalizzate, si arriver\u00e0 ad un punto in cui la percezione della minaccia sar\u00e0 tale da suggerire che lo scontro \u00e8 inevitabile. E quindi, logicamente, la Russia sar\u00e0 portata a colpire prima che le capacit\u00e0 della NATO raggiungano una soglia critica, tale da impensierirla. Se, insomma, Mosca si dovesse convincere che i paesi europei si stanno realmente preparando per una guerra, non aspetter\u00e0 che siano anche effettivamente pronti per farla, ed attaccher\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 necessario sottolineare anche l\u2019importanza della percezione nel campo occidentale, e particolarmente in quello europeo. Dalla fine della seconda guerra mondiale, l\u2019occidente \u00e8 stato impegnato in numerose guerre, praticamente tutte \u2013 con l\u2019eccezione di quella di Corea \u2013 assolutamente asimmetriche, condotte proiettando le proprie forze armate a migliaia di chilometri, e soprattutto essendo sempre il soggetto attaccante. L\u2019avvio dell\u2019Operazione Speciale Militare russa, nel febbraio 2022, ha pertanto prodotto uno shock, perch\u00e9 per la prima volta in quasi ottant\u2019anni si \u00e8 prodotta una situazione esattamente rovesciata: la guerra torna in Europa, \u00e8 una guerra simmetrica, e non siamo noi ad attaccare ma siamo attaccati. Ci\u00f2, ripeto, nella percezione europea occidentale. A quel primo shock se ne \u00e8 poi aggiunto un altro, quando le leadership europee hanno realizzato che gli Stati Uniti, dopo aver innescato ed alimentato il conflitto, se ne stanno per tirare fuori, scaricandone l\u2019onere sugli\u00a0<em>alleati\u00a0<\/em>del vecchio continente. E che per di pi\u00f9 sicuramente non si spenderebbero pi\u00f9 di tanto per difenderli, nel caso il conflitto si allargasse. A quel punto, \u00e8 scattata quella che definisco la\u00a0<em>sindrome di Annibale<\/em>\u00a0[1], gettandole nel panico e facendole precipitare in una folle corsa al riarmo [2].<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38201 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-1024x576.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-1024x576.png 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-300x169.png 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-768x432.png 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-1536x864.png 1536w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22.png 1600w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Le-Capitali-Top-image-22-1024x576.png\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>La possibilit\u00e0 di una grande guerra convenzionale sul territorio europeo, dunque, non \u00e8 una ipotesi fantascientifica n\u00e9 remota, e ci\u00f2 nonostante sia probabile che molti attori in scena non la vogliano realmente. Siamo infatti su un piano inclinato, che a sua volta si inclina sempre pi\u00f9 quanto pi\u00f9 avanti ci si spinge. Ed \u00e8 appunto l\u2019inconsapevolezza con cui le \u00e9lite europee si muovono, ad essere oggi la maggior ragione di preoccupazione.<br \/>\nPosto quindi che, a prescindere dalle effettive intenzioni e dalla piena consapevolezza, lo scenario che si sta dispiegando quanto meno contempla concretamente questa possibilit\u00e0, pu\u00f2 essere un utile esercizio provare a ragionare sul come si svilupperebbe questo conflitto, su quali sono le problematiche che incontrerebbe la NATO, e quindi quali esiti sono prevedibili.<\/p>\n<p>Dal punto di vista NATO-UE, le problematiche da affrontare, nella prospettiva di un conflitto con la Russia, sono numerose, di varia natura, ed alcune semplicemente insormontabili.<br \/>\nTanto per cominciare, per quanto possano essere messi in campo sforzi di coordinamento, parliamo di 27\/32 paesi diversi, con forze armate diverse, interessi strategici diversi, forza politica, economica ed industriale diversa. Questa frammentazione non \u00e8 qualcosa di risolvibile in breve termine, n\u00e9 tanto meno d\u2019imperio, ed in assenza di una leadership forte (quella che Macron vorrebbe ottenere per la Francia, ma che n\u00e9 lui n\u00e9 il suo paese sono in grado di esercitare) ogni tentativo di omogeneizzazione non pu\u00f2 che passare attraverso un processo di mediazione \u2013 per sua natura lento ed instabile.<\/p>\n<p>Il passaggio ad un\u2019economia di guerra, al di l\u00e0 del facile entusiasmo con cui i leader europei se ne riempiono la bocca, \u00e8 qualcosa di estremamente complesso, che richiede tempi lunghi ed investimenti considerevoli. Inoltre, sviluppare un sistema industriale capace di supportare le esigenze belliche di un conflitto simmetrico e ad elevatissimo consumo, richiede sia una grande disponibilit\u00e0 energetica, sia un adeguamento infrastrutturale (reti di comunicazione e sistemi di trasporto, innanzitutto). Tutte cose di cui i paesi europei dispongono scarsamente. Ed alle quali non \u00e8 facile, n\u00e9 tantomeno veloce, trovare soluzione.<br \/>\nUn altro aspetto fondamentale, di cui troppo spesso ci si dimentica, \u00e8 che la guerra ha a che vedere molto con la geografia.<\/p>\n<p>La Russia, a differenza dell\u2019Europa \u2013 e lo ha dimostrato pi\u00f9 volte nella storia \u2013 possiede qualcosa di estremamente rilevante, la\u00a0<em>profondit\u00e0 strategica<\/em>. Pu\u00f2 cio\u00e8 arretrare, cedere territorio all\u2019avanzare nemico, senza mai rischiare di trovarsi senza un ulteriore spazio verso cui retrocedere, consumando al tempo stesso le forze avversarie ed allungando costantemente le sue linee logistiche e di rifornimento. Diversamente, per gli europei ogni eventuale arretramento del fronte significa il probabile collasso di uno o pi\u00f9 paesi.<br \/>\nL\u2019Europa, inoltre, ha in effetti una sola grande barriera naturale verso est, ovvero la catena dei Carpazi, che per\u00f2 protegge la Romania occidentale e l\u2019Ungheria, ma che \u00e8 aggirabile sia a nord (lungo l\u2019asse Leopoli-Varsavia-Berlino), che a sud (lungo l\u2019asse Chisinau-Bucarest-Sofia).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38203 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico-1024x751.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"751\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico-1024x751.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico-300x220.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico-768x563.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico.jpg 1200w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/mapa-de-europa-fisico-1024x751.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Ma ovviamente i problemi pi\u00f9 grandi sono quelli relativi allo strumento militare.<br \/>\nGli eserciti europei sono piccoli, scarsamente armati, praticamente privi di esperienza di combattimento. Questo \u00e8 conseguenza di una duplice stratificazione, determinatasi a partire dalla fine della\u00a0<em>guerra fredda<\/em>, e cio\u00e8 per un verso l\u2019orientamento verso guerre brevi, asimmetriche, o lunghe ma di controguerriglia, e sempre proiettate a migliaia di chilometri, e per un altro la\u00a0<em>delega\u00a0<\/em>alle forze armate statunitensi per quanto riguarda la protezione ultima e di livello superiore.<br \/>\nIl sostegno a Kiev durante gli ultimi due anni ha inoltre rivelato ulteriori problematicit\u00e0, presenti strutturalmente negli eserciti europei.\u00a0<em>In primis<\/em>, la scarsit\u00e0 di munizionamento, che invece il conflitto ucraino ha mostrato essere un fattore centrale \u2013 e che ovviamente ha direttamente a che vedere non solo con le scorte, ma con la produzione industriale. E secondariamente, ma neanche tanto, che i sistemi d\u2019arma occidentali \u2013 soprattutto nel comparto carri MBT e corazzati \u2013 sono largamente sopravvalutati, ed alla prova del fuoco si rivelano pesanti, delicati e di scarsa efficacia in combattimento.<\/p>\n<p>Il fatto che gli eserciti occidentali abbiano puntato molto su una (presunta) superiorit\u00e0 tecnologica, ha mostrato tutti i limiti di un simile approccio, poich\u00e9 appunto gran parte dei sistemi d\u2019arma utilizzati risultano essere estremamente costosi, prodotti in quantit\u00e0 limitata e con tempi medio-lunghi, soggetti rapidamente ad usura e necessitanti di continua manutenzione specializzata. Ed oltretutto nemmeno capaci di assicurare un vantaggio decisivo sul campo.<br \/>\nLa sofisticazione degli armamenti, inoltre, si riflette negativamente su un altro degli aspetti problematici con cui si devono confrontare le forze armate europee. La necessit\u00e0 di mettere in campo un numero pi\u00f9 elevato di personale militare, infatti, non \u00e8 soltanto un problema di modifica dei sistemi di reclutamento, ma anche e soprattutto di addestramento. L\u2019utilizzo di strumenti tecnologicamente sofisticati presuppone non solo un tempo pi\u00f9 lungo per apprenderne l\u2019uso, ma anche una sufficiente quantit\u00e0 di istruttori competenti, e di luoghi per l\u2019addestramento. Che, ovviamente, non \u00e8 semplicemente una questione \u2013 ad esempio \u2013 di guida di un carro, o di uso della bocca da fuoco.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 complessa \u00e8 la gestione in combattimento, quindi la capacit\u00e0 di utilizzo dei sistemi d\u2019arma in una condizione di coordinamento multilivello, tra unit\u00e0 diverse e con diversi ruoli, etc. Tutte cose estremamente difficili da simulare, ed a cui anche le periodiche manovre NATO non possono rispondere che limitatamente; sia perch\u00e9 ovviamente sono sostanzialmente delle parate, che si svolgono in un contesto del tutto privo degli elementi di imprevedibilit\u00e0 e pericolo reale che ogni battaglia porta con s\u00e9, sia perch\u00e9 riguardano comunque un numero limitato di personale.<br \/>\nPertanto, un aumento del personale militare europeo, sul breve-medio termine, non avrebbe un impatto significativo sulle capacit\u00e0 di combattimento. Senza ovviamente considerare il fattore psicologico, che in una guerra d\u2019attrito ad alta intensit\u00e0 raggiunge livelli di stress considerevole, soprattutto per coscritti\u00a0<em>culturalmente\u00a0<\/em>impreparati alla prospettiva di guerra.<\/p>\n<p>Secondo alcune stime, per fronteggiare la Russia la NATO dovrebbe dispiegare, ai confini orientali, almeno 300.000 uomini. Di questi, almeno un terzo si presuppone che siano militari americani \u2013 ma questo molto dipender\u00e0 dall\u2019esito delle prossime elezioni presidenziali americane, e da ci\u00f2 che ne seguir\u00e0. In ogni caso, si tratta di un fronte lunghissimo, che va dal mar Baltico al mar Nero, anche se presumibilmente il grosso si concentrerebbe in Polonia. Praticamente nessuno di questi uomini avrebbe esperienza di combattimento in una guerra simmetrica ad alta intensit\u00e0 di fuoco; solo poche decine di migliaia potrebbero vantare esperienze di combattimento contro bande di guerriglieri.<br \/>\nContro di loro, la Russia presumibilmente schiererebbe non meno di 2 milioni di uomini, di cui praticamente la met\u00e0 formatisi sul campo ucraino.<\/p>\n<p>La disparit\u00e0 delle capacit\u00e0 di combattimento, oltretutto (e come ben dimostra il conflitto ucraino), si riflette immediatamente sulla quantit\u00e0 di perdite, e sulla difficolt\u00e0 di sostituirle. Gli eserciti europei si troverebbero ben presto a schierare prevalentemente\u00a0<em>carne da cannone<\/em>.<br \/>\nGli eserciti NATO, inoltre, sono strutturati in funzione di conflitti\u00a0<em>veloci\u00a0<\/em>e ad alta mobilit\u00e0, mentre \u00e8 ragionevole pensare che questo eventuale conflitto avrebbe le medesime caratteristiche di quello che si sta combattendo in Ucraina, solo su una scala ben maggiore. E questo, inevitabilmente, aumenterebbe le difficolt\u00e0 per delle forze strutturate su un modello radicalmente diverso da quello che dovranno affrontare.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38204 lazyloaded\" src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" data-srcset=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon-300x169.jpg 300w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon-768x432.jpg 768w, https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon.jpg 1200w\" data-src=\"https:\/\/giubberossenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/zircon-1024x576.jpg\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<p>Le forze armate NATO hanno probabilmente un vantaggio soltanto per quanto riguarda l\u2019aviazione, potendo disporre di un numero pi\u00f9 elevato di velivoli, soprattutto di quarta e quinta generazione. Ovviamente il punto \u00e8 se questa superiorit\u00e0 sia o meno sufficiente ad assicurare se non proprio il dominio dell\u2019aria, quanto meno una efficace capacit\u00e0 di attacco. Sicuramente le forze armate russe dispongono di ottimi sistemi anti-aerei ed anti-missile, ma \u00e8 probabile che non sarebbero tanto questi, a fare la differenza, quanto piuttosto il settore in cui il predominio russo \u00e8 abbastanza netto, ovvero la missilistica e le bombe plananti.<br \/>\nL\u2019aviazione NATO, infatti, ben pi\u00f9 che di superare le difese russe, dovrebbe preoccuparsi di essere in grado di decollare. Essendo ben nota la superiorit\u00e0 occidentale, \u00e8 ragionevole pensare che come prima cosa i russi lancerebbero una raffica di missili ipersonici sulle principali basi aeree della NATO, che raggiungerebbero il bersaglio in pochissimi minuti [3].<\/p>\n<p>Il comparto missilistico \u00e8 certamente uno di quelli su cui pi\u00f9 facilmente potrebbe far leva Mosca, per assicurarsi un vantaggio strategico. Oltre ad essere utilizzabile per\u00a0<em>azzoppare\u00a0<\/em>l\u2019aviazione occidentale, infatti, potrebbe utilizzarlo anche per colpire con precisione altri obiettivi \u2013 vie di comunicazione, fabbriche e depositi di armi, centri comando\u2026<br \/>\nLa Russia, inoltre, pu\u00f2 vantare ormai una solida esperienza nell\u2019uso di droni di ogni tipo, sia per osservazione che per attacco, cos\u00ec come nello sviluppo di sistemi di contrasto per questo tipo di sistema d\u2019arma \u2013 dai\u00a0<em>jamming\u00a0<\/em>elettronici ai drone anti-drone, alle piccole unit\u00e0 mobili per l\u2019intercettazione e l\u2019abbattimento di recente costituzione.<\/p>\n<p>In base a valutazioni di vari esperti militari, le forze armate della NATO avrebbero presumibilmente (ed in base esclusivamente alla capacit\u00e0 di fuoco) una possibilit\u00e0 di resistenza di circa due\/tre mesi. \u00c8 ragionevole pensare piuttosto ad un periodo pi\u00f9 lungo, diciamo almeno sei mesi, prima di riuscire a stabilizzare il fonte. Ma, ovviamente, a quel punto la linea di combattimento sarebbe abbondantemente all\u2019interno dei paesi europei, con tutto quel che ne consegue sia sul piano militare che morale e psicologico. Con ogni probabilit\u00e0, i paesi baltici sarebbero occupati, cos\u00ec come la Moldavia, parte della Romania e della Polonia \u2013 Varsavia compresa. Il livello di devastazione nelle retrovie sarebbe impressionante, e la\u00a0<em>tenuta\u00a0<\/em>delle popolazioni assai a rischio.<\/p>\n<p>Per quanto un conflitto europeo che si concludesse con una nuova sconfitta della NATO suonerebbe come un campanello d\u2019allarme rosso, per gli Stati Uniti, \u00e8 comunque assai improbabile che decidano di scendere in campo in prima persona. Diversamente dalle precedenti due guerre mondiali, infatti, innanzitutto il nemico dispone adesso di un poderoso arsenale nucleare, con il quale potrebbe agevolmente causare danni spaventosi agli stessi USA, e poi in questo caso non si tratterebbe pi\u00f9 di una guerra finalizzata all\u2019espansione imperiale, ma di un pezzo del conflitto pi\u00f9 ampio che Washington si trova a combattere per difenderla.<br \/>\nCome gi\u00e0 detto in passato, l\u2019America senza l\u2019Europa \u00e8 solo una grossa isola, ma nel contesto geostrategico su cui stiamo ragionando \u00e8 anche una\u00a0<em>pedina\u00a0<\/em>sacrificabile.<\/p>\n<p>Per le medesime ragioni, \u00e8 praticamente impossibile che la Francia o la Gran Bretagna (unici paesi europei NATO a possederle) usino armi nucleari a scopo difensivo. In quel caso, infatti, non si tratterebbe nemmeno di\u00a0<em>Mutual Assured Destruction<\/em>, ma di distruzione totale dell\u2019Europa.<br \/>\nUn conflitto convenzionale di questa portata, comunque, rappresenterebbe una seria minaccia per una serie di basi assolutamente strategiche per gli Stati Uniti, la cui rilevanza va ben oltre il teatro europeo. In particolare, quella di Ramstein in Germania, e quelle di Sigonella e di Niscemi (MUOS). \u00c8 ragionevole pensare, quindi, dal momento in cui si profilasse una situazione di tipo ucraino (perdite territoriali significative, difficolt\u00e0 di resistenza, fragilit\u00e0 degli equilibri politici interni\u2026) che Washington manovrerebbe per\u00a0<em>congelare\u00a0<\/em>la situazione prima che questa metta seriamente a rischio i\u00a0<em>nodi\u00a0<\/em>pi\u00f9 importanti della sua rete militare globale.<\/p>\n<p>Ovviamente, anche a prescindere dalle perdite umane e materiali, il rischio serio di un eventuale conflitto di questo genere sarebbe non solo l\u2019umiliazione dell\u2019Europa, ma il suo precipitare in una condizione di dipendenza-sudditanza ancora pi\u00f9 accentuata. Significherebbe spezzarne per decenni ogni possibilit\u00e0 di ripresa, morale e politica innanzitutto, ma non solo.<br \/>\nPer questa ragione, \u00e8 importante comprendere bene come una terza grande guerra sul suolo europeo avrebbe conseguenze terribili per generazioni, ed \u00e8 quindi necessario fare tutto il possibile per evitarla. Fermare gli Stranamore che giocano col fuoco, prima che il gioco sfugga loro di mano e non sia troppo tardi.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Durante la seconda guerra punica, le armate cartaginesi di Annibale, valicate le Alpi, penetrarono nella penisola italica, portandovi guerra e distruzione per ben sedici anni. Questa fu percepita da Roma come la pi\u00f9 grande minaccia mai verificatasi, e ne conseguirono la volont\u00e0 di annientamento nei confronti della potenza rivale (Cartagine fu poi rasa al suolo) ed un profondo ripensamento dell\u2019esercito romano.<br \/>\n2 \u2013 Come gi\u00e0 pi\u00f9 ampiamente esaminato (cfr.\u00a0<em>\u201cSmentire la profezia\u201d<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/02\/16\/smentire-la-profezia\/\">Giubbe Rosse News<\/a>), il gonfiarsi del bellicismo europeo, anche se molto probabilmente non corrisponde ad una reale volont\u00e0 di muovere guerra alla Russia, quanto piuttosto di mostrarvisi pronta per dissuadere Mosca, rischia concretamente di sortire l\u2019effetto opposto, ovvero di apparire come una minaccia dal punto di vista russo, e conseguentemente di essere presa sul serio.<br \/>\n3 \u2013 I missili ipersonici sono praticamente inintercettabili. Viaggiano ad una velocit\u00e0 di circa 9 volte quella del suono, cio\u00e8 pi\u00f9 di 10.000 chilometri all\u2019ora. L\u2019eventuale manovra di intercettazione prevede che il radar rilevi il missile, e ne trasmetta le coordinate al sistema antiaereo (Patriot), poi ci vogliono dai cinque ai sette minuti perch\u00e9 il sistema Patriot diventi operativo. Un missile Zircon in quel lasso di tempo percorre circa 1.000 Km. Uno dei requisiti principali per l\u2019intercettazione \u00e8 la presenza di un campo radar continuo, che permetta di rilevare il bersaglio dall\u2019inizio alla fine del volo. Ma un radar sempre\u00a0<em>acceso\u00a0<\/em>significa farne un bersaglio identificato e localizzato, che pu\u00f2 essere attaccato con droni o bombe plananti.<\/p>\n<p><strong>FONTI:<a href=\"https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/04\/01\/fermare-gli-stranamore\/\">https:\/\/giubberossenews.it\/2024\/04\/01\/fermare-gli-stranamore\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Come \u00e8 stato pi\u00f9 volte detto su queste pagine, un serio problema per l\u2019occidente collettivo, e segnatamente per quella sua parte che si raccoglie all\u2019ombra della NATO, \u00e8 quella sorta di\u00a0autismo\u00a0che la contraddistingue \u2013 laddove con questo termine si intende alludere alla barriera di incomunicabilit\u00e0 che viene costantemente eretta tra il pensiero (diplomatico e strategico) delle leadership e la realt\u00e0 effettuale. 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