{"id":84785,"date":"2024-04-05T09:45:57","date_gmt":"2024-04-05T07:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84785"},"modified":"2024-04-03T13:49:25","modified_gmt":"2024-04-03T11:49:25","slug":"lo-stato-delle-cose-della-geopolitica-italiana-nei-conflitti-mazzini-garibaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84785","title":{"rendered":"Lo stato delle cose della geopolitica italiana nei conflitti Mazzini\/Garibaldi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Monumento_a_Giuseppe_Mazzini_a_Milano-800x280.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p><b>UN CONVEGNO SU ANTONIO DE MARTINI PER LA\u00a0 NASCITA DI UNA NUOVA GEOPOLITICA MAZZINIANA\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Alcune domande dello storico Umberto Marsilio al prof. Massimo\u00a0 Morigi, filosofo politico e cultore della storia risorgimentale e del\u00a0 repubblicanesimo. Le domande sono state poste a seguito della\u00a0 visione di Marsilio della conferenza\u00a0<\/b><b><i>Lo Stato delle Cose della\u00a0 Geopolitica Italiana nei Conflitti Mazzini\/Garibaldi<\/i><\/b><b>, conferenza tenuta\u00a0 da Morigi presso la Societ\u00e0 degli Uomini della Casa Matha di\u00a0 Ravenna e disponibile su YouTube all\u2019URL\u00a0<\/b><b><a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KwA00IOPCsM&amp;t=4693s\" rel=\"nofollow\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KwA00IOPCsM&amp;t=4693s<\/a>\u00a0<\/b><b>. Pi\u00f9\u00a0 l\u2019annuncio di un prossimo convegno di studi per onorare la memoria\u00a0 del geopolitico mazziniano Antonio De Martini\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0In seguito alla visione su YouTube della mia conferenza\u00a0<\/b><b><i>Lo Stato\u00a0 delle Cose della Geopolitica Italiana nei Conflitti Mazzini\/Garibaldi<\/i><\/b><b>, lo\u00a0 storico Umberto Marsilio ha ritenuto opportuno pormi alcune\u00a0 domande alle quali ben volentieri rispondo, premettendo che per\u00a0 alcune, che riguardano pi\u00f9 prettamente l\u2019\u00a0<\/b><b><i>histoire \u00e9v\u00e9nementielle<\/i><\/b><b>, sar\u00f2\u00a0 necessariamente laconico (ci\u00f2 dovuto allo stato della ricerca\u00a0 storiografica che non consente maggiore precisione), per altre, che\u00a0 investono direttamente la storia delle idee sar\u00f2 forse ridondante, e\u00a0 questo dipende indubbiamente dalla mia specifica competenza nello\u00a0 studio ed insegnamento della filosofia politica.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16598\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ifaME_cs_400x400-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><em>qui il testo in formato pdf<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MAZZINI-DE-MARTINI-MORIGI-MARSILIO-INTERVISTA.pdf\">MAZZINI DE MARTINI MORIGI MARSILIO INTERVISTA<\/a><\/p>\n<p><b>\u00a0Rispondo quindi alla domanda che mi pone Marsilio in merito\u00a0 alle somiglianze e differenze caratteriali e politiche fra Mazzini e\u00a0 Garibaldi. \u00c8 sempre difficile, se non impossibile, indagare la\u00a0 psicologia intima delle persone, siano queste nostre dirette conoscenze\u00a0<\/b><b>o personaggi storici. I personaggi storici, tuttavia, hanno sulle persone\u00a0 che non hanno svolto vita pubblica, una via privilegiata per\u00a0 scandagliare la loro psicologia perch\u00e9 essi dovettero per ragioni\u00a0 \u201cprofessionali\u201d rapportarsi con vasti aggregati umani al fine di\u00a0 indirizzarne non solo il presente o il futuro da qui ad una generazione,\u00a0 come possono o si illudono di fare le persone non pubbliche ma con\u00a0 pi\u00f9 ristrette cerchie familiari e\/o amicali, ma di determinare il futuro\u00a0 di numerose successive generazioni e per svolgere questa missione essi\u00a0 dovettero costruirsi non solo una maschera personale e\/o familiare ma anche una maschera pubblica.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Ora dal punto della maschera pubblica, non si potrebbero\u00a0 concepire due personaggi pi\u00f9 diversi di Mazzini e Garibaldi. Molto\u00a0 appropriatamente lo storico del movimento repubblicano e del\u00a0 Risorgimento Roberto Balzani ha affermato che Garibaldi costru\u00ec il\u00a0 suo carisma sulla presenza e sul riconoscimento\u00a0<\/b><b><i>ictu oculi\u00a0<\/i><\/b><b>della sua\u00a0<\/b><b>persona e sul contatto diretto col suo stesso corpo (i Mille potevano\u00a0 vedere e, se volevano o le circostanze glielo consentivano, addirittura toccare l\u2019oggetto del loro mito, e, in generale, tutto il mito di Garibaldi\u00a0 fu costruito su stereotipi che rimandavano ad un paradigma di\u00a0 sacralit\u00e0 \u2013 e quindi di carisma politico \u2013 di stampo cattolico cristologico dove la visione dell\u2019immagine \u00e8 fondamentale\u00a0 nell\u2019adorazione della divinit\u00e0), mentre Giuseppe Mazzini, sostiene\u00a0 sempre Balzani ed io concordo in pieno, fu l\u2019eroe dell\u2019assenza, voglio\u00a0 dire dell\u2019assenza della sua immagine e del suo contatto diretto presso i\u00a0 suoi seguaci, fra i quali pochissimi ebbero modo di vederlo e\u00a0 riscuotendo, nonostante questo, fortissimi sentimenti di ammirazione e\u00a0 folte schiere di seguaci (una intensit\u00e0 di sentimenti e foltezza di\u00a0 seguaci che per\u00f2 dopo ogni sommossa mazziniana regolarmente fallita\u00a0 andarono mano a mano scemando e dopo ogni rovescio dei moti da\u00a0 lui suscitati molti dei suoi seguaci lo abbandonavano per abbracciare\u00a0 percorsi pi\u00f9 realistici e moderati per il loro patriottismo). Plastico in\u00a0<\/b><b>questo senso di leadership per assenza, il caso dei fratelli Bandiera che\u00a0 si immolarono per gli ideali mazziniani senza mai avere visto una sola\u00a0 volta il Maestro di Genova.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Per quanto riguarda gli ideali che accomunavano Mazzini e\u00a0 Garibaldi, facile rispondere. Entrambi volevano l\u2019unificazione del\u00a0 nostro paese, solo che Mazzini voleva che l\u2019Italia fosse unificata e al\u00a0 tempo stesso fosse retta da una forma di governo repubblicana mentre\u00a0 per Garibaldi l\u2019unica cosa importante era l\u2019unificazione e la forma di\u00a0 governo, in fin dei conti, non era cos\u00ec importante perch\u00e9 egli si\u00a0 acconci\u00f2 ben volentieri al fatto che a dirigere l\u2019unificazione del paese\u00a0 fosse il Piemonte retto dalla monarchia sabauda.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0\u00c8 assolutamente indispensabile a questo punto fare per\u00f2 una\u00a0 precisazione. E non tanto su Garibaldi e sul suo pragmatismo\u00a0 nell\u2019azione ma su Mazzini e sul suo ideale repubblicano e questo mi\u00a0 consente fra l\u2019altro di rispondere ad un\u2019altra domanda che Marsilio\u00a0 mi ponte e che \u00e8 la seguente \u00abper quali motivi oggi Mazzini \u00e8 ritenuto\u00a0 un\u00a0<\/b><b><i>Pater Patriae\u00a0<\/i><\/b><b>sebbene la sua visione e la sua azione politiche non\u00a0 sono state determinanti nel processo di unificazione?\u00bb. Ora ad un\u00a0 livello superficiale di risposta si potrebbe dire perch\u00e9 infine la\u00a0 monarchia che Mazzini tanto detestava ha cessato di esistere e al suo posto abbiamo oggi una \u201cbella\u201d repubblica, nata, si dice sempre, dalla\u00a0 resistenza che su di s\u00e9 seppe accogliere i migliori empiti anche del\u00a0 risorgimento, dei quali Mazzini seppe dare espressione non solo per la\u00a0 sua lotta per l\u2019unificazione del paese e per la forma di governo\u00a0 repubblicana ma anche per la sua visione sociale, di cui la Repubblica\u00a0 fondata sul lavoro avrebbe saputo cogliere le sue idealit\u00e0 ed i\u00a0 propositi.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Ma, purtroppo, qui siamo in piena costruzione non tanto di un\u00a0 mito mazziniano (se studiato a fondo, uno dei rischi che corre anche lo\u00a0 storico pi\u00f9 smaliziato ed arcigno \u00e8 di mitizzare Mazzini, vedi\u00a0 Salvemini con i suoi giudizi sempre altalenanti fra l\u2019ipercritico e\u00a0 l\u2019ammirato su Giuseppe Mazzini) ma in pieno mito regressivo sui\u00a0 quarti di nobilt\u00e0 che dovrebbe vantare la nostra repubblica, o meglio, siamo in pieno mito regressivo e di rimozione sulla realt\u00e0 effettuale\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>della genesi e natura reale della sua costituzione materiale che anche\u00a0 oggi, ancor dopo pi\u00f9 di settant\u2019anni dalla sua nascita, anche a livello\u00a0 non meramente pubblicistico e\/o giornalistico ma anche in sede\u00a0 scientifica o pseudotale, continua ad essere rappresentata come una\u00a0 repubblica nata dalla resistenza contro il totalitarismo fascista e\u00a0 quindi in virt\u00f9 di questo mitologico inizio incontestabilmente\u00a0 democratica (in realt\u00e0 nacque dalla sconfitta ed occupazione militare\u00a0 anche se, dobbiamo pure dirlo, non c\u2019\u00e8 storia di fondazione di nessuna\u00a0 nazione che non sia intrisa di mitologia e\/o di false e ridicole\u00a0 rappresentazioni della stessa, da questo punto di vista paese che vai\u00a0 mito di fondazione che trovi), mentre nella realt\u00e0 effettuale della sua\u00a0 costituzione materiale la nostra repubblica solo con molta fantasia pu\u00f2\u00a0 essere definita, qualsiasi cosa si intenda col termine, come una\u00a0 democrazia, manifestandosi essa come una cristallina e tetragona oligarchia elettiva seppur a suffragio universale e sul significato di\u00a0 questa definizione non penso sia necessario dilungarsi se non\u00a0 addentrandoci su un \u201cpiccolo\u201d dettaglio in merito al pensiero di\u00a0 Giuseppe Mazzini.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Ora se si va a leggere a fondo e per esteso Mazzini, ci accorgiamo\u00a0 che egli impiega assai di rado il termine \u2018democrazia\u2019 e gli preferisce il\u00a0 termine \u2018repubblica\u2019, intendendo con repubblica non solo il dato\u00a0 puramente istituzionale (e qui siamo in piena banalizzazione del\u00a0 pensiero di Mazzini cos\u00ec come oggi lo intendono i suoi attuali stanchi\u00a0 emuli), ma proprio una forma di Stato che fosse finalizzata all\u2019insegna\u00a0<\/b><b>della tutela e sempre maggiore valorizzazione della Res Publica,\u00a0 intendendo quindi Mazzini la Repubblica come quell\u2019insieme di\u00a0 valori materiali e spirituali verso i quali era dovere di tutti i cittadini\u00a0 agire in vicendevole collaborazione al fine di ottenerne un sempre\u00a0 maggior accrescimento e potenziamento di generazione in\u00a0 generazione.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0A ci\u00f2 si potrebbe obiettare che anche la nostra repubblica e in\u00a0 Costituzione ed anche nelle sue politiche concrete si pone questi\u00a0 obiettivi mazziniani ma qui io non voglio sindacare sull\u2019efficacia nel\u00a0 raggiungimento di questi buoni propositi (penso non sia necessario un\u00a0 mio giudizio al riguardo\u2026) ma su un fatto che riguardo a Mazzini non\u00a0 viene mai messo in rilievo e si tratta del seguente punto: Mazzini\u00a0 aveva una visione olistica della societ\u00e0 che era radicalmente nemica\u00a0 della visione atomistica della societ\u00e0 cos\u00ec come la vede e disegna il\u00a0 liberalismo e cos\u00ec come \u00e8 strutturata nella reale filosofia di impianto e\u00a0 nell\u2019azione delle forze politiche che agiscono nella repubblica italiana.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Questo atomismo di fondo nella visione della societ\u00e0 \u00e8\u00a0 solidalmente condiviso sia dalla attuale \u201cdestra\u201d politica che dalla\u00a0 attuale \u201csinistra\u201d politica, da questo punto di vista non ci sono\u00a0 differenze ma, ancor peggio (o ancor meglio, lo studioso\u00a0 weberianamente deve segnalare i valori in gioco ma dopo, per quali\u00a0 prender parte, \u00e8 la coscienza di ognuno di noi che deve assumersi\u00a0 l\u2019onere decisione finale), bisogna dire che il male (o il bene, lo ripeto,\u00a0 dipenda dal carattere di ognuno di noi decidere per quali valori\u00a0 propendere) proviene dalle origini di questa repubblica, che non\u00a0 nacque su un patto costruttivo e condiviso di valori basato sulla\u00a0 tradizione storico-morale della nazione ma su una finzione valoriale nata dal compromesso politico fra i valori delle forze comuniste e\u00a0 quelli delle forze cattoliche e che celava una terribile sconfitta militare\u00a0<\/b><b>e la conseguente umiliante sottomissione \u201cdemocratica\u201d verso i\u00a0 vincitori (Art. 11 della Costituzione: \u00abL\u2019Italia ripudia la guerra come\u00a0 strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di\u00a0 risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di\u00a0 parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie ad un\u00a0 ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;\u00a0 promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale\u00a0 scopo.\u00bb, non ha altro significato effettuale che stabilire che l\u2019Italia\u00a0 rinuncia alla guerra perch\u00e9 impossibile da muovere solo con le sue\u00a0 deboli forze ma vi partecipa se quelle potenze anticomuniste che\u00a0 hanno vinto la seconda guerra mondiale ritengono necessario che lo\u00a0 faccia. Ogni riferimento alle odierne vicende \u00e8 puramente casuale\u2026 ).\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0E quindi rispondo alla domanda: se Mazzini viene preso sul serio\u00a0 non pu\u00f2 essere considerato un padre nobile di questa patria perch\u00e9 il\u00a0 suo pensiero, e riprendo qui una definizione di Costanzo Preve impiegata dal filosofo pensando ad una rifondazione in senso\u00a0 umanistico del marxismo, imporrebbe tutto un \u2018riorientamento\u00a0 gestaltico\u2019 della nostra vita politico-sociale, riorientamento gestaltico\u00a0 all\u2019insegna di una visione olistica della societ\u00e0 e assolutamente nemico\u00a0 della impostazione liberale anomica ed atomistica della stessa, in\u00a0 questa impostazione anomica ed atomistica, fra l\u2019altro, la democrazia\u00a0 rappresentativa italiana (ma parlando in sede di analisi politologica,\u00a0 lo ripeto, si dovrebbe dire al posto di \u2018democrazia rappresentativa\u2019 \u2018oligarchia elettiva a suffragio universale\u2019) in assoluta buona\u00a0 compagnia con tutte le forme di democrazia rappresentativa (cio\u00e8 di\u00a0 oligarchia elettiva) di tutti quei paesi che oggigiorno, definizione nata\u00a0 in seguito alla guerra russo-ucraina, vengono definiti presi nel loro\u00a0 insieme come \u201coccidente collettivo\u201d (definizione coniata da Putin per\u00a0 designare le potenze occidentali che gli si contrappongono nella guerra\u00a0 russo-ucraina ma ormai fatta propria, per una sorta di eterogenesi dei\u00a0 fini, anche dallo stesso occidente che muove guerra, seppur non\u00a0<\/b><b>dichiarata e per procura, alla Russia. Prima della caduta del muro di\u00a0 Berlino, aveva corso legale il termine \u2018mondo libero\u2019, libero, cio\u00e8, dal\u00a0 comunismo e per questo comprendente anche le liberissime dittature\u00a0 militari latino-americane; oggi che il comunismo \u00e8 sepolto e quindi\u00a0 non si pu\u00f2 pi\u00f9 lottare per difendersi da un morto, per combattere la\u00a0 Russia e la Cina in un mondo sempre pi\u00f9 multipolare ed\u00a0 imprevedibile, \u00e8 meglio richiamarsi all\u2019idea di un mitico occidente che\u00a0 si contrapporrebbe alle autocrazie asiatiche russe e cinesi. In\u00a0 conclusione, quello di \u2018occidente\u2019 termine dal nobilissimo orizzonte valoriale e dalle profondissime radici storico-filosofiche ma in questa\u00a0 fase storica prostituito dagli italici ed esteri pennivendoli agli interessi\u00a0 della Nato\u2026).\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0\u00c8 noto come Gramsci non amasse Mazzini e su questo fatto \u00e8\u00a0 stato in passato sottolineato che se sullo specifico Gramsci imputava a\u00a0 Mazzini di non aver affrontato, e con lui tutto il risorgimento, la\u00a0 questione contadina, su un piano pi\u00f9 generale ci\u00f2 sarebbe dovuto\u00a0 perch\u00e9 l\u2019uno, Gramsci, era portatore di un pensiero totalitario mentre\u00a0 Mazzini pu\u00f2 essere considerato l\u2019alfiere di un pensiero democratico,\u00a0 dando all\u2019aggettivo una semantica del tutto sovrapponibile a quella\u00a0 conferitagli dalla versione liberal-atomistico-anomica anzi descritta.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0E qui siamo in presenza di un vero e proprio travisamento del\u00a0 pensiero mazziniano: Mazzini nei suoi scritti con molta parsimonia\u00a0 impiega il lemma \u2018democrazia\u2019 preferendogli il termine \u2018repubblica\u2019 e\u00a0 questa non \u00e8 una casualit\u00e0 lessicale perch\u00e9, come ho cercato di\u00a0 illustrare, la repubblica mazziniana intende agire nell\u2019ambito e\u00a0 forgiando una societ\u00e0 olistico-organica nella quale certo, le libert\u00e0\u00a0 politiche ed individuali non sono assolutamente conculcate ma nella\u00a0 quale il termine ultimo di riferimento e legittimit\u00e0 non \u00e8 mai il singolo\u00a0 individuo anonimicamente ed atomisticamente inteso ma il popolo\u00a0<\/b><b>olisticamente inteso (dalla maggior parte dei suoi attuali sfiancati\u00a0 emuli, lo scritto pi\u00f9 rappresentativo del pensiero di Giuseppe Mazzini,\u00a0 i\u00a0<\/b><b><i>Doveri dell\u2019Uomo<\/i><\/b><b>, con la sua idea della primazia dei doveri sui diritti,\u00a0 altro non significherebbe altro,\u00a0<\/b><b><i>sic et simpliciter<\/i><\/b><b>, che prima di\u00a0 reclamare un diritto bisogna aver ottemperato al complementare\u00a0 dovere senza porsi, questi tristi emuli, troppe domande del perch\u00e9 di\u00a0 questa gerarchia, se non affermando la fuorviante banalit\u00e0 che per\u00a0 Mazzini la morale veniva prima della politica \u2013 o, tradotto in maniera\u00a0 ancora pi\u00f9 banale, che il mio diritto finisce dove comincia quello del\u00a0 mio vicino \u2013, mentre quello che voleva far emergere Mazzini con la\u00a0 sua teoria della prevalenza dei doveri sui diritti \u00e8 che la societ\u00e0 \u00e8 un\u00a0 tutto organico e che l\u2019individuo \u00e8 s\u00ec importante ma \u00e8 solo concepibile\u00a0 all\u2019interno di questa societ\u00e0 verso la quale, proprio in virt\u00f9 della sua\u00a0 totalit\u00e0 organica, si ha il dovere di concepirla sovraordinata rispetto\u00a0 all\u2019individuo che pur giustamente reclama i diritti).\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Possiamo quindi dire che fra Gramsci e Mazzini sussistono, certo, profonde differenze, l\u2019uno guardava alla classe operaia e\u00a0 contadina come base di manovra per la sua azione politica mentre\u00a0 Mazzini guardava al popolo italiano ma se la classe operaia e la classe\u00a0 contadina costitituiscono per Gramsci la totalit\u00e0 politica sulla quale\u00a0 doveva agire il nuovo principe partito comunista per portare queste\u00a0 due classi all\u2019autocoscienza della propria totalit\u00e0 organica, per\u00a0 Mazzini, non classista ma in un certo senso ugualmente \u201ctotalitario\u201d\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>(totalitario ma non autoritario-dittariale e penso sia meglio per questa\u00a0 comunicazione risparmiarci la ricostruzione dell\u2019origine del termine e\u00a0 del suo impiego da parte di Mussolini, del fascismo e poi anche, se non\u00a0 soprattutto, da parte della pubblicistica di stampo liberal\u00a0<\/b><b>democratico: ad altra puntata\u2026), la totalit\u00e0 sulla quale svolgere\u00a0 l\u2019azione politica era il popolo italiano nella sua interezza e l\u2019agente che\u00a0 doveva portare il popolo italiano alla consapevolezza della sua totalit\u00e0\u00a0 organica doveva essere sempre un partito politico, ma repubblicano,\u00a0<\/b><b>da lui guidato che, tramite sommosse e financo azioni che noi oggi\u00a0 definiremmo terroristiche, avrebbe cercato di far sorgere questa\u00a0 autocoscienza di totalit\u00e0 organica nel popolo italiano.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Quindi sia Mazzini che Gramsci nella storia del pensiero politico\u00a0 italiano possiamo dire che fossero entrambi portatori di una linea di\u00a0 azione che possiamo dire \u2018olistico-culturalista\u2019 perch\u00e9 in assenza del\u00a0 suscitamento politico e pedagogico da parte dell\u2019avanguardia politica\u00a0 dell\u2019autoscoscienza della propria natura olistica sulle rispettive masse\u00a0<\/b><b>di riferimento (classe operaia e contadina in Gramsci, popolo italiano\u00a0 in Mazzini) nessuna azione politica sarebbe stata n\u00e9 possibile n\u00e9 di\u00a0 alcun valore (i moti mazziniani che Mazzini sapeva votati ad un\u00a0 probabilissimo fallimento nell\u2019immediato sono da Mazzini stesso\u00a0 indicati come fenomenale strumento pedagogico e i\u00a0<\/b><b><i>Quaderni del\u00a0 Carcere\u00a0<\/i><\/b><b>di Gramsci, oltre che testimoniare una incrollabile fede di\u00a0 stampo veramente mazziniano nel trionfo finale della causa\u00a0 rivoluzionaria, sono intesi dal rivoluzionario sardo come strumento\u00a0 per portare le sue due classi di riferimento alla propria autocoscienza\u00a0 organica, premessa indispensabile questa autocoscienza per il trionfo\u00a0 della rivoluzione comunista). L\u2019antipatia di Gramsci verso Mazzini\u00a0 pu\u00f2 quindi anche essere considerata come la percezione da parte del\u00a0 rivoluzionario sardo di avere avuto una sorta di precursore nella metodologia ed impostazione valoriale da parte di un personaggio il\u00a0 quale, per\u00f2, non guardava esclusivamente al proletariato e alla massa\u00a0 contadina come base di azione politica, mentre di tutt\u2019altro segno,\u00a0 giusto per fare un esempio che ci aiuti a rendere pi\u00f9 chiaro il concetto,\u00a0 era l\u2019avversione di Gobetti verso Mazzini: in questo caso il campione\u00a0 della rivoluzione liberale, quindi una rivoluzione s\u00ec ma una rivoluzione\u00a0 che avrebbe ancor pi\u00f9 accentuato i tratti atomistici e anomici del gi\u00e0 allora esistente regime liberale, non poteva che considerare un vuoto\u00a0 filosofema tutta l\u2019impostazione olistico-organica mazziniana.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Vengo ora velocemente a rispondere alle altre domande tenendomi per ultima la domanda di Marsilio relativa allo \u201cstato delle\u00a0 cose\u201d sui vizi e le virt\u00f9 della odierna geopolitica italiana. Per quanto\u00a0 riguarda la domanda se l\u2019epilogo della Repubblica Romana sia il\u00a0 segno delle divergenze politiche e di azione che gi\u00e0 si potevano\u00a0 intravvedere fra Mazzini e Garibaldi, rispondo che rispetto a quanto\u00a0 fin qui affermato sulle loro differenze, nella Repubblica Romana\u00a0 rifulse il genio politico di Mazzini mentre Garibaldi, anche se efficace\u00a0 sul piano militare, non riusc\u00ec nella maniera pi\u00f9 assoluta a concepire\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>un percorso politico per cercare di salvare la Repubblica Romana\u00a0 (Mazzini cerc\u00f2 sempre una trattativa col corpo di spedizione francese venuto per sopprimere la Repubblica Romana giocando sulle\u00a0 ambiguit\u00e0 politiche e sulla tradizione rivoluzionaria della Repubblica\u00a0 francese mentre Garibaldi voleva semplicemente rigettarla\u00a0<\/b><b><i>manu\u00a0 militari\u00a0<\/i><\/b><b>a mare, un progetto assolutamente impossibile da realizzare).\u00a0 Quindi anche se alla fine il progetto mazziniano di trascinare a fianco\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u2013 o in posizione di neutralit\u00e0 \u2013 della Repubblica Romana la repubblica\u00a0 francese fu un fallimento, esso dimostra che in questo caso il vero\u00a0 pragmatico della politica era Mazzini mentre Garibaldi, in fondo,\u00a0 altro non si comport\u00f2 e connot\u00f2 che come un validissimo militare ma\u00a0 sprovvisto di alcuna visione politica, e questo contrariamente a quanto\u00a0 si dice tuttoggi anche a livello storiografico che Garibaldi fosse un\u00a0 concreto uomo d\u2019azione mentre Mazzini sarebbe stato una sorta di\u00a0 generoso acchiappanuvole. Se vogliamo usare queste usurate categorie, \u00e8 semmai vero il contrario. Mazzini il concreto uomo\u00a0 politico, Garibaldi il generoso, efficace uomo d\u2019azione, ma in fin dei\u00a0 conti, politicamente ingenuo acchiappanuvole.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0E sulla base di questo ribaltamento degli stereotipi pubblico caratteriali dei due personaggi mi avvicino alla domanda di Marsilio\u00a0 sul perch\u00e9 la guerra di Crimea vide la contrariet\u00e0 di Mazzini alla\u00a0 partecipazione piemontese e rispondo affermando che Mazzini aveva\u00a0<\/b><b>capito benissimo che il monarchico regno di Sardegna tramite questa\u00a0 partecipazione avrebbe avuto ascolto fra le grandi potenze europee e\u00a0 questo, oltre a dare una svolta moderata e monarchica a tutto il\u00a0 movimento rivoluzionario italiano, celava anche un altro rischio che la\u00a0 storiografia non ha mai a sufficienza sottolineato: mentre Mazzini e\u00a0 Garibaldi intendevano per unificazione italiana tutta la penisola pi\u00f9 le\u00a0 isole principali, intendevano cio\u00e8 un\u2019Italia con un territorio pi\u00f9 o\u00a0 meno sovrapponibile a quello odierno, il regno di Sardegna e\u00a0 segnatamente Cavour non pensavano assolutamente a questo tipo di\u00a0 assetto territoriale, volendo Cavour ingrandire il Piemonte a spese\u00a0 del dominio diretto dell\u2019Austria nell\u2019Italia del nord e forse\u00a0 aggiungendo, se proprio si vuole esagerare, qualche propaggine\u00a0 dell\u2019Italia centrale. Cavour definiva l\u2019idea di una unificazione di tutta\u00a0 la penisola una autentica corbelleria e mi preme sottolineare che se la\u00a0 spedizione dei Mille fu segretamente appoggiata da Vittorio Emanuele\u00a0 II e dalla Gran Bretagna dovette affrontare la contrariet\u00e0 di Cavour.\u00a0 Comunque, per farla breve: il sognatore Mazzini era ben al corrente\u00a0 di tutti questi rischi qualora l\u2019iniziativa della rivoluzione italiana fosse\u00a0 passata al Regno di Sardegna, Garibaldi bellamente li ignorava o\u00a0 fingeva di ignorarli.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0In merito alla domanda quanto Mazzini stimasse Garibaldi e se\u00a0 la stima di Garibaldi verso Mazzini fosse superiore a quella che\u00a0 Mazzini aveva per Garibaldi, rispondo molto semplicemente che allo\u00a0 stato degli atti si pu\u00f2 affermare che ad un\u2019iniziale vicendevole e\u00a0 profonda stima, a partire dalla Repubblica Romana in poi mai\u00a0 nessuno dei due mise in dubbio la buona fede dell\u2019altro ma le accuse\u00a0 che entrambi vicendevolmente si scagliarono riguardarono l\u2019altrui\u00a0 l\u2019ingenuit\u00e0 politica e la conseguente facilit\u00e0 di manipolazione: nel caso delle accuse di Mazzini contro Garibaldi, ad opera della monarchia\u00a0 sabauda e nel caso delle accuse rivolte a Mazzini, secondo Garibaldi in\u00a0 una sorta di automanipolazione mazziniana dovuta alle proprie\u00a0<\/b><b>elucubrazioni ideologiche e dalla sua intransigenza repubblicana che\u00a0 non avrebbero lasciato alcuno spazio di manovra politica con chi\u00a0 repubblicano non era ma intendeva comunque lottare per\u00a0 l\u2019unificazione del paese. Sull\u2019intensit\u00e0 intima di questi vicendevoli\u00a0 sentimenti di apprezzamento e di ridimensionamento delle rispettive figure, confesso che non so pronunciarmi, in quanto i due personaggi\u00a0 furono due figure pubbliche e quando si scrive e si agisce per la storia\u00a0 c\u2019\u00e8 sempre, in positivo come in negativo, un non detto, sul quale \u00e8\u00a0 sempre molto difficile esprimerci.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0In merito alla domanda di Marsilio sulle potenze che i due eroi\u00a0 del Risorgimento stimavano di pi\u00f9, per Garibaldi \u00e8 facile rispondere:\u00a0 Garibaldi stimava moltissimo la Gran Bretagna (vedi la mia\u00a0 conferenza e anche i lavori Eugenio Di Rienzo) e da questa fu anche\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>decisamente aiutato nella sua Spedizione dei Mille mentre Mazzini\u00a0 pur avendoci vissuto molti anni non espresse mai sentimenti di cos\u00ec\u00a0 forte amicizia pur non arrivando mai direttamene ad accusare\u00a0 l\u2019Inghilterra di una politica imperialista (veramente, come ho detto\u00a0 nella mia conferenza, Mazzini era ben consapevole che l\u2019Inghilterra\u00a0 faceva i suoi comodi a danno di coloro che si mostravano pi\u00f9 deboli e\u00a0 meno resistenti all\u2019avanzata dell\u2019uomo bianco, solo che questa aperta sincerit\u00e0 Mazzini la riteneva dannosa, alla luce del suo realismo\u00a0 politico, per tessere alleanze per una futura unificazione dell\u2019Italia e\u00a0 dall\u2019altro lato, Mazzini non era del tutto contrario al colonialismo\u00a0 europeo, perch\u00e9, non molto originalmente rispetto alla sua epoca, da\u00a0 lui ritenuto propedeutico alla diffusione della civilt\u00e0). Ma per essere\u00a0 veramente sintetici, Mazzini amava profondamente solamente una\u00a0 nazione e questa era l\u2019Italia che nei disegni mazziniani doveva costituire il fulcro del futuro concerto europeo costituto dalle nazioni\u00a0 liberate dal giogo delle potenze continentali di allora, l\u2019Austria e la\u00a0 Russia, ed affratellate in seguito all\u2019abbattimento della Santa\u00a0 Alleanza, all\u2019insegna di una egemonia italiana meritata sul campo\u00a0<\/b><b>della distruzione di queste potenze prevaricatrici dei diritti dei popoli\u00a0 europei.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Alla domanda cosa pensavano Cavour e Vittorio Emanuele di\u00a0 Mazzini, rispondo molto semplicemente che se fosse loro capitato fra\u00a0 le mani e avessero potuto decidere unicamente alla luce delle loro\u00a0 convinzioni personali, lo avrebbero impiccato. Non so quindi cosa gli\u00a0 avrebbero fatto se fosse effettivamente capitato fra le loro mani, i due\u00a0 personaggi in questione erano sempre uomini politici e in politica non\u00a0 sempre, anzi quasi mai, si fa quello che si vorrebbe, ma sicuramente\u00a0 dare seguito alla condanna a morte che il Regno di Sardegna aveva\u00a0 posto sul suo capo, certamente rispondeva alla loro pi\u00f9 sentita convinzione.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Infine rispondo alle forse pi\u00f9 importante domanda di Marsilio\u00a0 in merito alle virt\u00f9 e manchevolezze della geopolitica italiana. Senza\u00a0 voler fare l\u2019elenco delle pi\u00f9 o meno commendevoli iniziative di\u00a0 pubblicistica geopolitica che in seguito alla guerra russo-ucraina\u00a0 hanno preso vigore e che sono sorte principalmente sul Web (e in\u00a0 questo generale movimento di rinnovamento di queste varie iniziative\u00a0 di pubblicistica geopolitica anch\u2019io ho dato, soprattutto sul piano della\u00a0 riflessione teorica attraverso l\u2019elaborazione del paradigma del\u00a0 Repubblicanesimo Geopolitico, il mio modesto contributo; ma di esso\u00a0 non parler\u00f2 oltre perch\u00e9 altro \u00e8 l\u2019argomento dell\u2019intervista. Una cosa\u00a0 \u00e8 per\u00f2 assolutamente necessaria dirla: i primi vagiti del\u00a0 Repubblicanesimo Geopolitico furono ospitati dalle colonne on line del\u00a0 blog di geopolitica \u201cIl Corriere della Collera\u201d, ora cessato nelle sue\u00a0 pubblicazioni \u2013 ma ancora in Rete \u2013 per la morte del suo fondatore, lo\u00a0 studioso di politica internazionale, il mazziniano, pacciardiano e\u00a0 quindi fautore\u00a0<\/b><b><i>ante litteram\u00a0<\/i><\/b><b>della repubblica presidenziale Antonio De Martini, al cui impareggiabile magistero politico, scientifico e morale\u00a0<\/b><b>dovr\u00e0 necessariamente ispirarsi la geopolitica italiana per la sua\u00a0 auspicabile rifondazione\u00a0<\/b><b><i>ab imis\u00a0<\/i><\/b><b>ma, in conclusione, del succitato\u00a0 movimento di rinnovamento della geopolitica italiana non mi dilungo\u00a0 oltre in quanto, proprio per la sua carica innovativa, eccentrico\u00a0 rispetto al mainstream della geopolitica italiana e quindi lodevolmente\u00a0 con scarso valore di rappresentativit\u00e0 della stessa e, comunque, chi si\u00a0 ritenga incuriosito da questa mia affermazione pu\u00f2 benissimo andarsi\u00a0 ad ascoltare la mia conferenza, nella quale viene elencata, oltre alle\u00a0 lodevoli nuove iniziative di riflessione geopolitica, anche una nutrita\u00a0 schiera di \u201cesperti\u201d geopolitici, molto esperti nel realismo politico ma\u00a0 solo pro domo loro\u2026), parler\u00f2 solo di \u201cLimes\u201d e del suo valente\u00a0 direttore e\u00a0<\/b><b><i>deus ex machina\u00a0<\/i><\/b><b>Lucio Caracciolo.\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0Ora uno dei suoi ultimi editoriali su YouTube si intitola\u00a0<\/b><b><i>Stiamo\u00a0 perdendo la guerra. Medio Oriente e Ucraina in fiamme. L\u2019Italia paga il\u00a0 conto ma non conta,\u00a0<\/i><\/b><b>ed io ho gi\u00e0 definito questo titolo e il contenuto del\u00a0 video \u00ab<\/b><b>disperazione ed ingenue illusioni di un geopolitico \u00e0 la\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>recherche du temps perdu<\/b><b>.\u00bb. I<\/b><b>n estrema sintesi l\u2019illusione: la Nato\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>nella guerra russo-ucraina si \u00e8 dimostrata inefficace, l\u2019Italia non pu\u00f2\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>per\u00f2 lasciare andare questo quadro di riferimento e deve quindi\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>rafforzare i legami con gli Stati Uniti tramite un trattato bilaterale che\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>rimedi alle problematiche messe in luce dalla crisi della Nato. Come si\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>dice: auguri e figli maschi. Necessit\u00e0 quindi di un riorientamento\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>gestaltico della politica e delle geopolitica italiane in senso mazziniano\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>come, appunto, avrebbe voluto De Martini.\u00a0<\/b><b><i>\u00c0 suivre<\/i><\/b><b>\u2026<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Massimo Morigi, nell\u2019anno 2024 e nel mese della nascita della\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Repubblica Romana del 1849<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>P.S. dell\u2019intervistatore. Il professor Massimo Morigi mi aveva<\/b>\u00a0<b>concesso l\u2019intervista pochi giorni dopo il IX febbraio, ricorrenza\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>mazziniana della nascita della Repubblica Romana del 1849. Pi\u00f9 che\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>una coincidenza. E, inoltre. L\u2019intervista era stata pubblicata\u00a0<\/b><b>originariamente in data 11 marzo 2024, il giorno dopo l\u2019anniversario\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>della morte di Giuseppe Mazzini (altra coincidenza\u2026) sulla rivista on\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>line \u201cNazione Futura\u201d (Wayback Machine:<\/b>\u00a0<b><a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20240313160712\/https:\/\/www.nazi\" rel=\"nofollow\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20240313160712\/https:\/\/www.nazi<\/a><\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b><a class=\"vglnk\" href=\"http:\/\/onefuturarivista.it\/2024\/03\/11\/mazzini-e-garibaldi-nelle\" rel=\"nofollow\">onefuturarivista.it\/2024\/03\/11\/mazzini-e-garibaldi-nelle<\/a>\u00a0diatribe-geopolitiche-risorgimentali\/\u00a0<\/b><b>) ma si \u00e8 ora ritenuto\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>opportuno ripubblicarla sul blog di geopolitica \u201cL\u2019Italia e il Mondo\u201d<\/b>\u00a0<b>(forse l\u2019iniziativa on line che Morigi sente talmente vicina e propria\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>che egli, per una sorta di pudore, non aveva nominato nell\u2019intervista)<\/b>\u00a0<b>perch\u00e9 egli mi ha comunicato che \u00e8 intervenuto un fatto nuovo e\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>questo fatto nuovo consiste nel fatto che Morigi e \u201cL\u2019Italia e il\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>Mondo\u201d hanno deciso di organizzare a Ravenna un convegno per\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>onorare la memoria del geopolitico mazziniano Antonio De Martini. Il\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>seguito all\u2019insegna, ci auguriamo tutti, del motto mazziniano \u2018Pensiero\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>e Azione\u2019, che fu anche la stella polare dell\u2019operato politico, scientifico\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>e morale di Antonio De Martini. Ora e sempre.<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Umberto Marsilio, Pasqua di Risurrezione 2024<\/b><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2024\/03\/30\/lo-stato-delle-cose-della-geopolitica-italiana-nei-conflitti-mazzini-garibaldi-intervista-a-massimo-morigi\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2024\/03\/30\/lo-stato-delle-cose-della-geopolitica-italiana-nei-conflitti-mazzini-garibaldi-intervista-a-massimo-morigi\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) UN CONVEGNO SU ANTONIO DE MARTINI PER LA\u00a0 NASCITA DI UNA NUOVA GEOPOLITICA MAZZINIANA\u00a0 Alcune domande dello storico Umberto Marsilio al prof. Massimo\u00a0 Morigi, filosofo politico e cultore della storia risorgimentale e del\u00a0 repubblicanesimo. Le domande sono state poste a seguito della\u00a0 visione di Marsilio della conferenza\u00a0Lo Stato delle Cose della\u00a0 Geopolitica Italiana nei Conflitti Mazzini\/Garibaldi, conferenza tenuta\u00a0 da Morigi presso la Societ\u00e0 degli Uomini della Casa Matha&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-m3v","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84785"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84786,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84785\/revisions\/84786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}