{"id":84796,"date":"2024-04-05T11:03:58","date_gmt":"2024-04-05T09:03:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84796"},"modified":"2024-04-05T11:03:58","modified_gmt":"2024-04-05T09:03:58","slug":"la-nostra-lotta-per-la-palestina-gli-studenti-della-normale-si-raccontano-a-lindipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84796","title":{"rendered":"La nostra lotta per la Palestina: gli studenti della Normale si raccontano a L\u2019Indipendente"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Collettivo della Scuola Normale di Pisa)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-84797 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Screenshot_20240405_110233_Samsung-Internet.jpg\" alt=\"\" width=\"1064\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Screenshot_20240405_110233_Samsung-Internet.jpg 1064w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Screenshot_20240405_110233_Samsung-Internet-300x163.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Screenshot_20240405_110233_Samsung-Internet-1024x555.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Screenshot_20240405_110233_Samsung-Internet-768x416.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1064px) 100vw, 1064px\" \/><\/p>\n<p>Da mesi gli studenti di tutta Italia si stanno mobilitando con una richiesta molto chiara: pretendere che le Universit\u00e0 prendano posizione in solidariet\u00e0 del popolo palestinese, schierandosi contro il massacro di civili in corso a Gaza in modo attivo, ossia rompendo ogni complicit\u00e0 e cooperazione con Israele. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la battaglia vinta dagli studenti in uno degli atenei di eccellenza e maggior prestigio internazionale d\u2019Italia, la Scuola Normale di Pisa, dove il Senato accademico ha approvato una mozione che chiede lo stop alla cooperazione accademica con Tel Aviv. Il collettivo degli studenti della Normale ha contattato\u00a0<em>L\u2019Indipendente<\/em>, chiedendoci di concedere loro spazio sul nostro giornale per raccontare la loro battaglia, dura e determinata, per ottenere dall\u2019Universit\u00e0 una presa di posizione. E di come questa presa di coscienza li abbia spinti a puntare pi\u00f9 in alto, opponendo all\u2019idea sempre pi\u00f9 diffusa di un\u2019universit\u00e0 individualista e luogo solo di avviamento al lavoro, il progetto di un\u2019universit\u00e0 che sia luogo fatto di soggetti capaci di utilizzare i saperi per \u00ab<em><b>mettere la propria libert\u00e0 e il proprio privilegio al servizio della libert\u00e0<\/b><\/em><b>\u00a0altrui\u00bb<\/b>. Riportiamo di seguito l\u2019intero testo inviatoci dagli studenti pisani, convinti sia un documento interessante per i lettori, anche per capire il clima di cambiamento che si respira in molte universit\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>\u201c<em>Fuori, in piazza dei Cavalieri, tutto scorre: passano le stagioni, gli anni, le persone. Ma il palazzo della Scuola Normale, che la domina, sembra estraneo a questa vita, sempre uguale a se stesso. La Scuola Normale, cos\u00ec come l\u2019universit\u00e0 tutta, sembra potersi permettere di rimanere cristallizzata nella sua stasi istituzionale, protetta da un\u2019aura di eccellenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure qualcosa si \u00e8 mosso anche dove tutto sembra ovattato, dove il cambiamento sembra impossibile. Uno squarcio si \u00e8 aperto nel cielo di carta dell\u2019accademia, alla Scuola Normale Superiore; vorremmo raccontarlo, per capire insieme come continuare ad allargarlo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Da Bari a Roma, da Pisa a Torino,\u00a0<strong>il corpo studentesco<\/strong><b>\u00a0non sono pi\u00f9 disposto<\/b><b>\u00a0a essere trascinato<\/b><b>\u00a0nel silenzio colpevole di chi governa i luoghi della formazione<\/b>.\u00a0Di fronte al genocidio che si sta compiendo in Palestina, lo scarto tra i nostri privilegi e la realt\u00e0 che ci circonda esplode in tutta la sua contraddittoriet\u00e0, dimostrandosi frustrante, violento, inaccettabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo ci ha obbligati\u00a0a compiere una scelta: rompere la normalit\u00e0 e il colpevole silenzio o tornare a rifugiarci nella migliore delle illusioni, cio\u00e8 quella di un sapere dotto, erudito, disinteressato \u2013 insomma, la panacea di tutti i mali?\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Come allieve e allievi\u00a0della Normale,\u00a0<b>abbiamo deciso di riunirci in un\u2019assemblea plenaria e di sottoporre alla Scuola alcune\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/03\/30\/la-normale-di-pisa-approva-una-mozione-per-lo-stop-alla-collaborazione-con-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">richieste puntuali<\/a><\/b>, tra cui la presa di distanza pubblica dal bando del MAECI e la messa in discussione di collaborazioni con istituzioni israeliane.\u00a0L\u2019assemblea ha inoltre indetto uno sciopero studentesco e appoggiato la creazione di un presidio in Piazza dei Cavalieri, organizzato per il 20 marzo. Quel giorno la Scuola ha risposto con un ostinato silenzio, rotto solo da brevi dichiarazioni alla stampa, ma la mobilitazione non si \u00e8 fermata. Il presidio si \u00e8 protratto per ben dieci ore, durante le quali siamo rimasti\u00a0insieme, manifestando il sostegno alla popolazione palestinese e pretendendo risposte da parte della nostra istituzione.\u00a0<\/em><\/p>\n<h2><em>Rompere la quotidianit\u00e0, insieme<\/em><\/h2>\n<p><em>Quel giorno ci siamo ripresi\u00a0il nostro tempo, che di solito scorre a un ritmo serrato, scandito da consegne, seminari ed esami che ci costringono a vivere di corsa tra lo studio e\u00a0il resto\u00a0che ci concediamo. Durante il presidio abbiamo sentito che ci stavamo riappropriando dei nostri tempi e dei nostri spazi; abbiamo deciso di farlo insieme, perch\u00e9 la vera rottura della quotidianit\u00e0 non pu\u00f2 essere che collettiva. L\u2019universit\u00e0 ci ha sempre insegnato a essere individui singoli, a diventare singolarmente sempre pi\u00f9 bravi, a vedere in chi ci siede di fianco un\u00a0rivale con cui competere. Quel giorno, invece, abbiamo dimostrato, in primis a noi,\u00a0che\u00a0<b>non siamo fatte e fatti<\/b><b>\u00a0per un\u2019educazione individualista<\/b>: abbiamo visto tante persone unirsi in un processo collettivo, accordandosi reciprocamente fiducia e responsabilit\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 chi ha sentito, per la prima volta alla Normale, di essere parte di una vera comunit\u00e0, basata su volont\u00e0 e pensieri condivisi, e non solo sull\u2019adesione a un preciso progetto formativo o sul superamento di uno stesso concorso di ammissione.\u00a0Una comunit\u00e0 che \u00e8 ben pi\u00f9 grande delle quattro mura della nostra torre d\u2019avorio, che vive anche nelle piazze e nelle lotte. Ci siamo pensati finalmente\u00a0coinvolti, responsabili, perch\u00e9\u00a0<b>\u00e8 colpevole chi non mette la propria libert\u00e0 e il proprio privilegio al servizio della libert\u00e0 altrui<\/b>, chi non usa la sua voce per raccontare l\u2019oppressione di chi \u00e8 piegato\u00a0al silenzio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Insieme abbiamo scoperto una nuova gioia: fervente, collettiva, piena di rabbia ma fatta di collaborazione e partecipazione. Ci manca, e forse non a caso, una parola per descriverla: non \u00e8 una gioia spensierata. Non \u00e8 una parola che ci hanno insegnato in classe, non l\u2019abbiamo trovata nei nostri libri. Sicuramente non \u00e8 serena felicit\u00e0: \u00e8 passione di vita e libert\u00e0, profondamente consapevole della morte e dell\u2019ingiustizia che dalla loro oppressione derivano e che la rendono densa di preoccupazione e contrariet\u00e0. Con questa nuova gioia\u00a0<strong>abbiamo alzato insieme la bandiera palestinese<\/strong>\u00a0<strong>e l\u2019abbiamo portata all\u2019interno dei luoghi della nostra formazione<\/strong>. Perch\u00e9 quella bandiera ci insegna la resistenza, ci interroga su quello che facciamo ogni giorno, su quello che studiamo e sul perch\u00e9 delle nostre ricerche.\u00a0<\/em><\/p>\n<h2><em>Per un sapere schierato<\/em><\/h2>\n<p><em>I nostri studi non sono separati dal mondo; riteniamo manchevole una formazione che non contempla prese di posizione, pericolosa una didattica slegata dalla realt\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il silenzio dell\u2019accademia sul genocidio in atto in Palestina si alimenta dell\u2019illusione\u00a0\u2013 e della scusa \u2013 che il sapere possa non interfacciarsi mai con quello che succede fuori dalle mura dell\u2019universit\u00e0. Ma\u00a0<b>per sua stessa natura il sapere \u00e8 posizionato, schierato<\/b>; l\u2019accademia ha un ruolo nel mondo e nella societ\u00e0, che lo voglia o meno. Il silenzio che chiamano neutrale nasconde una complicit\u00e0 inaccettabile, e non solo: a chi parla di universit\u00e0 non schierate vorremmo ricordare che avere accordi con aziende coinvolte nella filiera bellica le schiera da una parte ben precisa. Ma noi da quella parte non ci vogliamo stare: crediamo in un\u2019universit\u00e0 che non si sottrae alle responsabilit\u00e0 che inevitabilmente ha, anche quando affrontarle significa sospendere bandi scientifici o contestare direttive ministeriali.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo deciso di scioperare dalle lezioni, perch\u00e9 a lezione non vogliamo illuderci che non stia succedendo nulla, perch\u00e9 in classe si deve parlare di Gaza, di occupazione, di scolasticidio.\u00a0<b>In quelle aule ci insegnano ad avere a che fare con la complessit\u00e0: sappiamo che essa non \u00e8 mai una scusa per tirarsi indietro<\/b>. Tra vent\u2019anni ci chiederanno, ci chiederemo, cosa abbiamo fatto per non rimanere indifferenti, se abbiamo avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di prendere posizione. Abbiamo fatto uso\u00a0degli strumenti e dell\u2019analisi critica che i nostri studi ci insegnano e per questo abbiamo deciso di\u00a0parteggiare, insieme.<\/em><\/p>\n<h2><em>Come (non) tornare alla normalit\u00e0<\/em><\/h2>\n<p><em>La mobilitazione del corpo studentesco ha sicuramente avuto dei risultati nel breve termine, come ci dimostra\u00a0<b>l\u2019esito dell\u2019ultimo Senato Accademico<\/b>, in cui \u00e8 stata approvata la mozione che chiede al MAECI e al MUR di \u00abassicurare alla comunit\u00e0 scientifica che tutti i bandi e i progetti da essi promossi per favorire la cooperazione industriale, scientifica e tecnologica con altri stati rispettino rigorosamente i principi costituzionali, con particolare riferimento all\u2019art. 11\u00bb. In aggiunta, la Scuola Normale chiede anche al MAECI di \u00abriconsiderare il \u201cBando Scientifico 2024\u201d emesso il 21 novembre 2023 in attuazione dell\u2019Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La parziale approvazione di alcune delle rivendicazioni del comunicato studentesco costituisce indubbiamente un importante passo nel percorso di lotta per la Palestina, ma non \u00e8 abbastanza:\u00a0<b>andremo avanti, fuori e dentro le universit\u00e0<\/b>. Abbiamo visto cosa significa prendere posizione insieme: senza dircelo, ci siamo promessi che non lo avremmo dimenticato e che il giorno dopo non saremmo tornati alla solita normalit\u00e0, come se niente fosse successo, come se niente stesse succedendo. Capire come costruire una nuova normalit\u00e0 e come inserire nella prassi quotidiana questi\u00a0esperimenti di libert\u00e0 nella lotta per la Palestina\u00a0non \u00e8 affatto semplice. Sicuramente, un buon punto di partenza \u00e8\u00a0<b>iniziare a riconoscere che la lotta non si anima solo di rabbia, ma ci restituisce anche la vita<\/b>. Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultima che, in mezzo alla devastazione della guerra, riemerge dalla poesia di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aKucPh9xHtM&amp;t=2s&amp;ab_channel=sternchenproductions\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rafeef Ziadah<\/a><\/strong><\/em><em>, poeta performativa e attivista palestino-canadese<\/em>.<b>\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u201cToday, my body was a TV\u2019d massacre that had to fit into sound-bites and word limits filled enough with statistics to counter measured response.<\/p>\n<p>And I perfected my English and I learned my UN resolutions.<\/p>\n<p>But still, he asked me, Ms. Ziadah, don\u2019t you think that everything would be resolved if you would just stop teaching so much hatred to your children?<\/p>\n<p>Pause.<\/p>\n<p>I look inside of me for strength to be patient but patience is not at the tip of my tongue as the bombs drop over Gaza.<\/p>\n<p>Patience has just escaped me.<\/p>\n<p>Pause. Smile.<\/p>\n<p>We teach life, sir.\u201d<\/p>\n<p><i>Rafeef Ziadah \u2013 We teach life, Sir.<\/i><\/td>\n<td>Oggi, il mio corpo era un massacro trasmesso in TV, che doveva rientrare in frasi incisive e un numero limitato di parole, abbastanza pieno di statistiche per una risposta controbilanciata.<\/p>\n<p>E io ho perfezionato il mio inglese e ho imparato le mie risoluzioni ONU.<\/p>\n<p>Eppure, lui mi ha chiesto, Signorina Ziadah, non crede che tutto si risolverebbe<\/p>\n<p>se solo smetteste di insegnare tanto odio ai vostri bambini?<\/p>\n<p>Pausa.<\/p>\n<p>Cerco dentro di me la forza per essere paziente<\/p>\n<p>ma la pazienza non \u00e8 esattamente quello che ho sulla punta della lingua mentre le bombe cadono su Gaza.<\/p>\n<p>La pazienza mi \u00e8 appena sfuggita.<\/p>\n<p>Pausa. Sorriso.<\/p>\n<p>Noi insegniamo la vita, Signore.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Schierarsi non implica soltanto la generazione di dinamiche oppositive, come \u00e8 solito dire chi ci descrive con malizia.\u00a0<b>Schierarsi significa abbracciare l\u2019umanit\u00e0, stringersi in un solo grido, trovarsi l\u2019uno nell\u2019altro e vivere nell\u2019intersezionalit\u00e0 di ogni lotta<\/b>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Le palestinesi e i palestinesi, e con loro, tutti i popoli oppressi che resistono, ci insegnano la vita, Sir. E noi siamo qui per continuare a impararla, insieme.<\/em><\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/04\/05\/la-nostra-lotta-per-la-palestina-gli-studenti-della-normale-si-raccontano-a-lindipendente\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/04\/05\/la-nostra-lotta-per-la-palestina-gli-studenti-della-normale-si-raccontano-a-lindipendente\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE ONLINE (Collettivo della Scuola Normale di Pisa) Da mesi gli studenti di tutta Italia si stanno mobilitando con una richiesta molto chiara: pretendere che le Universit\u00e0 prendano posizione in solidariet\u00e0 del popolo palestinese, schierandosi contro il massacro di civili in corso a Gaza in modo attivo, ossia rompendo ogni complicit\u00e0 e cooperazione con Israele. 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