{"id":84884,"date":"2024-04-11T10:07:44","date_gmt":"2024-04-11T08:07:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84884"},"modified":"2024-04-09T10:12:54","modified_gmt":"2024-04-09T08:12:54","slug":"peter-sloterdijk-spegnere-un-pianeta-in-fiamme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=84884","title":{"rendered":"Peter Sloterdijk: spegnere un pianeta in fiamme"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Antonio Lucci)<\/strong><\/p>\n<p>Definire l\u2019ultima pubblicazione in lingua italiana di Peter Sloterdijk \u2013\u00a0<em>Il rimorso di Prometeo. Dal dono del fuoco all\u2019incendio del pianeta<\/em>\u00a0(Marsilio 2024) \u2013 un libro incendiario non \u00e8 solo un gioco di parole scontato, anche se lo sembrerebbe, visto il titolo. Sloterdijk, filosofo e teorico della cultura, ormai molto noto anche nel nostro paese, ci consegna, infatti, un\u00a0<em>pamphlet<\/em>\u00a0breve, ma profondo, chiaro e al contempo provocatorio (com\u2019\u00e8 nel suo stile), che invita a riflettere sulla crisi climatica in corso a partire dalla prospettiva tanto dell\u2019ecologia filosofica che delle scienze della cultura.<\/p>\n<p>Il testo, infatti, si apre con un gesto tipico del\u00a0<em>Kulturwissenschaflter<\/em>, vale a dire la ricerca delle origini lontane di un problema contemporaneo, in questo caso la crisi ambientale, al fine di individuarne tanto le cause \u2013 spesso rimosse \u2013 quanto gli impensati.<\/p>\n<p>Il punto angolare a partire da cui pensare il problema del\u00a0<em>global warming<\/em>\u00a0e dell\u2019esaurimento delle risorse energetiche fossili \u00e8 ritrovato da Sloterdijk nell\u2019antico mito di Prometeo, che, per quanto venga preso dall\u2019autore pi\u00f9 come spunto che come tema, vale la pena di riportare per comprendere il tenore delle sue considerazioni.<\/p>\n<p>Prometeo, secondo il mito, per sopperire alla colpa del fratello Epimeteo (a cui un filosofo centrale per la contemporaneit\u00e0 almeno quanto Sloterdijk, Bernard Stiegler, ha dedicato un testo fondamentale,\u00a0<em>La colpa di Epimeteo<\/em>, anch\u2019esso di recente tradotto in italiano da Luiss, 2023, p. 344), che aveva dimenticato di dare all\u2019umanit\u00e0 le qualit\u00e0 fisiche che caratterizzano gli animali, rub\u00f2 agli d\u00e8i il fuoco \u2013 ossia la tecnica \u2013 per aiutare gli uomini a sopperire alle loro mancanze fisiologiche.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio dal fuoco come tecnica che riparte Sloterdijk, rilevando come, se \u00e8 possibile azzardare un\u2019ipotesi genealogica sulla prototecnica che ha permesso all\u2019animale pre-<em>sapiens<\/em>\u00a0di divenire un appartenente alla specie\u00a0<em>homo<\/em>, questa vada proprio ricondotta al fuoco. Il fuoco, infatti, ha permesso agli esseri umani di esteriorizzare le operazioni di digestione al di fuori del proprio stomaco tramite la cottura e di sopperire alla mancanza pilifera, lo ha aiutato a progredire nella caccia, a facilitare il processo di semina potendo incendiare zone boschive e, non da ultimo, a plasmare il territorio. Inoltre, esso si \u00e8 posto come prima \u201cmetatecnica\u201d (espressione la cui paternit\u00e0 si deve al filosofo e teorico dei media Alessandro De Cesaris): senza fuoco, infatti, nessuna produzione di metalli n\u00e9 strumenti metallici.<\/p>\n<p>La storia che racconta Sloterdijk, oltre ad essere una storia del fuoco come tecnica, \u00e8 per\u00f2 anche e soprattutto una storia del fuoco come sinonimo generale di \u201cenergia\u201d: lo sfruttamento del fuoco d\u00e0 inizio, infatti, secondo il pensatore di Karlsruhe, alla \u201cstoria metabolica\u201d dell\u2019<em>homo sapiens<\/em>, quella storia per cui gli appartenenti alla nostra specie consumano non solo e non tanto l\u2019ambiente circostante trasformandolo in calorie che ingeriamo, ma anche e soprattutto il mondo \u201cnaturale\u201d, inteso come combustibile utile alla trasformazione della nostra nicchia ambientale in un mondo culturale.<\/p>\n<p>Se il nostro metabolismo, quindi, in un primo momento della nostra storia evolutiva, si \u00e8 concentrato sulla trasformazione di materiali non-umani in energia fisica utile all\u2019uomo, in una seconda fase, successiva ai processi di stanzializzazione che in paleoantropologia vengono definiti \u201cneoliticizzazione\u201d (ossia il lungo percorso del divenire-stanziale dell\u2019<em>homo<\/em>\u00a0<em>sapiens<\/em>), sono gli stessi uomini a diventare il carburante che gli uomini hanno utilizzato per alimentare la fornace della civilizzazione, in una sorta di metabolismo di secondo livello. Provocatoriamente, infatti, Sloterdijk avanza la tesi che sia stata la riduzione in schiavit\u00f9 di animali e (soprattutto) di umani il pi\u00f9 importante passaggio metabolico dall\u2019organismo singolo (che consuma il mondo esterno sotto forma di alimenti e lo rende energia fisica) a quello collettivo (che consumava l\u2019energia degli esseri resi schiavi facendone opere pubbliche, coltivazioni, monumenti, ecc.). \u00c8 in questa fase di sviluppo della storia umana che il richiamo al valore emancipatore di Prometeo si fa pi\u00f9 pregnante: sar\u00e0 la scoperta e l\u2019incendio delle energie fossili a emancipare il processo metabolico-civilizzatore dalla necessit\u00e0 di servirsi di forze muscolari per produrre oggetti e opere. O meglio, tale scoperta permetter\u00e0 di affiancare ai produttori fisici di energia (i lavoratori), le macchine. L\u2019utilizzo massiccio di queste ultime segner\u00e0 una duplice soglia epocale: da un lato gli schiavi si trasformeranno in operai (in alcuni casi pi\u00f9\u00a0<em>de jure<\/em>\u00a0che\u00a0<em>de facto<\/em>, e \u2013 ad ogni modo \u2013 sempre troppo lentamente), e gli animali, da operai di secondo ordine, si trasformeranno in mere risorse alimentari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/sloterdijk_antonia_jacobsen.1200x0.jpg\" alt=\"n\" width=\"800\" height=\"450\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"be285bf5-7742-42e0-a832-c6cfd470278a\" \/><\/p>\n<p>La storia metabolica dell\u2019umanit\u00e0 raccontata da Sloterdijk, raccontata non dal punto di vista di un qualche soggetto, ma da quello \u2013 anumano \u2013 dell\u2019energia, ci permette di assumere la posizione \u2013 ironica ai limiti del cinismo \u2013 di osservatori al di l\u00e0 del bene e del male: se gli enti che incontriamo nel mondo vengono, infatti, ridotti al loro potenziale energetico, questi si riducono o a materiale combustibile (a fini metabolico-fisici o metabolico-culturali) o a produttori di energia cinetica:\u00a0<em>tertium non datur<\/em>. (I lettori non avvezzi ai lavori sloterdijkiani non avranno problemi, qui, a riconoscere il potenziale di irritazione presente negli scritti di Sloterdijk, che spesso, di certo non casualmente, sono oggetto di accesi dibattiti).<\/p>\n<p>Ma la sostituzione della forza cinetica degli schiavi con quella delle macchine \u2013 se pure ha avuto, secondo Sloterdijk, innegabili effetti civilizzatori \u2013 \u00e8 stata accompagnata da altrettanto innegabili effetti distruttori: non da ultimo l\u2019inquinamento ambientale. Non \u00e8 un caso che il titolo del libro,\u00a0<em>Il rimorso di Prometeo<\/em>, faccia riferimento al concetto di \u201cvergogna prometeica\u201d di G\u00fcnther Anders, che immaginava un Prometeo che si era pentito del dono che aveva fatto agli uomini, dopo aver visto come questi lo avevano utilizzato. \u00c8 stato, come detto, in particolar modo l\u2019ambiente ad aver subito gli effetti di quella \u201cdislocazione dello sfruttamento\u201d (p. 53) che rappresenta la tappa successiva all\u2019abolizione della schiavit\u00f9 nella storia metabolica del pianeta raccontata da Sloterdijk. Le \u201cpirotecniche\u201d moderne, infatti, basandosi su combustibili fossili, avrebbero spostato il focus dello sfruttamento metabolico dagli individui al pianeta Terra, considerato per tutta la contemporaneit\u00e0 un reservoir di energie inesauribili, che le tecniche umane potevano mettere a frutto a fini civilizzatori. In alcune pagine ad alto coefficiente di provocazione Sloterdijk sottolinea come solo in un\u2019epoca in cui la forza lavoro non coincide con la forza muscolare umana \u00e8 possibile pensare un\u2019etica sessuale liberale, non orientata alla riproduzione (che nell\u2019ottica \u201cmetabolica\u201d di Sloterdijk coincide sempre con la riproduzione di forze produttive).<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 possibile avanzare una critica a Sloterdijk che \u00e8 valida non solo per questo libro, ma anche per la maggior parte dei suoi lavori: per quanto in essi vengano schizzati quadri antropologici spesso convincenti, alla riprova storica, altrettanto spesso, questi non hanno nessun riscontro storico-concreto. Questo vale anche per il nostro libro: per quanto, ad esempio, la provocazione sloterdijkiana colga sicuramente un aspetto interessante della connessione tra quello che lui chiama \u201cstile di vita lussureggiante\u201d (ossia non legato a immediate pressioni ambientali), standard di benessere acquisito in virt\u00f9 dell\u2019uso delle energie fossili, e accettazione di costumi sessuali non orientati alla riproduzione, lo stabilire un nesso causale tra questi tre elementi significa non avere nessuna contezza della storia antropologica dell\u2019<em>homo sapiens\u00a0<\/em>al di fuori del contesto della modernit\u00e0 europea. Fuori dall\u2019Europa, infatti, costumi sessuali divergenti rispetto al binarismo di genere orientato riproduttivamente sono sempre stati presenti, come insegna l\u2019antropologia culturale, anche in civilit\u00e0 non industriali.<\/p>\n<p>A difesa di Sloterdijk va per\u00f2 detto che il\u00a0<em>pamphlet<\/em>\u00a0prometeico che stiamo leggendo non ha nessuna pretesa di sistematicit\u00e0: al contrario ha degli evidenti tratti ironico-utopistici.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>pars construens<\/em>\u00a0del libro, infatti, quella finale, \u00e8 dedicata a un\u2019etica definita \u201cpacifismo energetico\u201d, che dovrebbe basarsi su due assunti: la rinuncia volontaria dei singoli a parte del\u00a0<em>quantum<\/em>\u00a0di benessere che il dono di Prometeo ci assicura, da un lato, e una politica anti-statale, che consideri i grandi conglomerati urbani (e persino le entit\u00e0 statali stesse) come i principali responsabili della catastrofe climatica:<\/p>\n<p>\u00abOgni grande organismo politico sociale con pi\u00f9 di quindici o venticinque milioni di membri andrebbe sottoposto a una formale messa al bando sulla base delle analisi eco-matematiche dei suoi limiti; ogni agglomerato urbano con pi\u00f9 di 500.000 abitanti \u2013 a parte poche fortunate eccezioni \u2013 dovrebbe essere dichiarato una piaga per la civilt\u00e0. Lo smantellamento delle aree metropolitane diventerebbe la missione politico-strutturale pi\u00f9 esplosiva dei prossimi secoli.\u00bb (p. 69)<\/p>\n<p>In linea con questo tenore argomentativo eco-utopista Sloterdijk riprende, in conclusione del suo libro, alcune delle riflessioni ecologiche di Bruno Latour, che fu suo grande amico, alla cui memoria il testo \u00e8 dedicato. Al concetto, in particolare, di \u201cclasse ecologica\u201d Sloterdijk dedica particolare attenzione, rilevando la necessit\u00e0 di applicare il ripensamento delle differenze tra umani e non-umani iniziato da Latour fin dal suo\u00a0<em>Non siamo mai stati moderni<\/em>\u00a0anche all\u2019attuale stato dell\u2019arte ecologico. Umani e non-umani sono parti della medesima \u201cclasse\u201d, e la loro lotta deve concentrarsi contro quelle\u00a0<em>\u00e9lites<\/em>\u00a0che posseggono le risorse fossili e che non hanno intenzione di farne un uso responsabile (in questo mostrandosi veramente dis-umane).<\/p>\n<p>Secondo Sloterdijk le vie per attuare questa lotta di classe ambientale sono due: la creazione di una nuova \u201ccoscienza di classe\u201d (come voleva Latour) o la lotta armata contro le \u00e9lites ecocide: sospendendo il giudizio su quale tra queste due alternative sia preferibile, ma non nascondendo la sua simpatia per i movimenti ambientalisti contemporanei, Sloterdijk chiude il suo breve, ma intenso libro su Prometeo, invitandoci a riflettere sui modi per gettare acqua sul nostro mondo che brucia.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche<\/strong><br \/>\nAntonio Lucci,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/peter-sloterdijk-contro-il-principio-genealogico\">Peter Sloterdijk. Contro il principio genealogico<\/a><br \/>\nAntonio Lucci,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sfere-di-peter-sloterdijk-istruzioni-per-luso\">Sfere, di Peter Sloterdijk: istruzioni per l\u2019uso<\/a><br \/>\nAntonio Lucci,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/peter-sloterdijk-che-cose-successo-nel-ventesimo-secolo\">Peter Sloterdijk. Che cos\u2019\u00e8 successo nel ventesimo secolo?<\/a><br \/>\nDaniele Poccia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/bernard-stiegler-nel-segno-di-epimeteo\">Bernard Stiegler. Nel segno di Epimeteo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/peter-sloterdijk-spegnere-un-pianeta-in-fiamme\">https:\/\/www.doppiozero.com\/peter-sloterdijk-spegnere-un-pianeta-in-fiamme<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Antonio Lucci) Definire l\u2019ultima pubblicazione in lingua italiana di Peter Sloterdijk \u2013\u00a0Il rimorso di Prometeo. Dal dono del fuoco all\u2019incendio del pianeta\u00a0(Marsilio 2024) \u2013 un libro incendiario non \u00e8 solo un gioco di parole scontato, anche se lo sembrerebbe, visto il titolo. Sloterdijk, filosofo e teorico della cultura, ormai molto noto anche nel nostro paese, ci consegna, infatti, un\u00a0pamphlet\u00a0breve, ma profondo, chiaro e al contempo provocatorio (com\u2019\u00e8 nel suo stile), che invita a&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-m56","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=84884"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84885,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/84884\/revisions\/84885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=84884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=84884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=84884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}