{"id":8492,"date":"2013-03-18T17:44:00","date_gmt":"2013-03-18T17:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=8492"},"modified":"2013-03-18T17:44:00","modified_gmt":"2013-03-18T17:44:00","slug":"il-trentennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=8492","title":{"rendered":"Il trentennio"},"content":{"rendered":"<p>\n\tGiampiero Marano\n<\/p>\n<p>\n\t1. In Italia l&rsquo;agonia della Western Civilization, clamorosamente preannunciata dai<br \/>\n\tdue conflitti mondiali, manifesta i sintomi conclusivi, in successione<br \/>\n\ttambureggiante, tra la met&agrave; dei Settanta e i primi Ottanta. Nel volgere di<br \/>\n\tpochi anni la vittoria del no ai referendum sul divorzio e sull&rsquo;aborto e<br \/>\n\tla &ldquo;marcia dei quarantamila&rdquo; decretano ufficialmente l&rsquo;avvenuta, catastrofica<br \/>\n\teclissi della cultura cristiano-contadina e la dissoluzione del proletariato,<br \/>\n\tquest&rsquo;ultima riflesso diretto, spiega Hobsbawm (1), del neoliberismo e<br \/>\n\tdell&rsquo;innovazione tecnologica. <!--more-->Fino a quel momento le due grandi religioni nazional-popolari, la cattolica e la marxista, avevano favorito e difeso l&rsquo;instaurarsi di forti solidariet&agrave; transpersonali, nonostante gli evidenti limiti delle strutture patriarcali su cui si reggevano, e avevano scandito ogni attimo dell&rsquo;esistenza individuale colmandolo di significato: si pu&ograve; sostenere lo stesso dell&rsquo;ideologia, non meno autoritaria e verticistica, che, egemone nel ciclo storico immediatamente successivo, ha firmato la sconfitta irreversibile di queste fedi? Lontano dal propiziare una svolta effettivamente emancipatrice a paragone di un (reale o presunto) passato buio e inerte, l&rsquo;avvento dell&rsquo;Azienda Italia, perch&eacute;, in breve, &egrave; di questo che si tratta, ha sancito l&rsquo;apoteosi del nuovo e a tutt&rsquo;oggi vincente fascismo dell&rsquo;efficienza e della modernizzazione. Forse aveva davvero previsto tutto l&rsquo;ex Venerabile, quando in alcuni versi, mediocri quanto raccapriccianti (se letti, almeno, nella prospettiva che qui interessa cogliere), tirava le somme di una carriera lunga e travagliata ma prodiga di successi: &ldquo;Quante foglie morte \/ sul mio cammino, quanti \/ sogni infranti, \/ quanti amori, \/ quanti morti, \/ eppure io cammino \/ verso il verde \/ di una promessa primavera&rdquo; (2). Fa riflettere che il Piano di rinascita democratica, redatto giusto intorno alla met&agrave; degli anni Settanta, escludesse espressamente, e non certo per scrupoli legalisti, &ldquo;ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema&rdquo;: perch&eacute; mettersi a forzare manu militari una situazione di fatto gi&agrave; cos&igrave; propizia? Per portare a compimento il magnum opus piduista, in un paese ormai avviato sulla via della &ldquo;libert&agrave;&rdquo; e del &ldquo;progresso civile&rdquo; (cito testualmente), bastavano poche mosse, relativamente semplici e discrete: per esempio una spallata agli ultimi, arcaici residuati di collettivismo compendiati simbolicamente dalla televisione di Stato, come avverr&agrave; presto, e pi&ugrave; in generale &ldquo;un&rsquo;azione politica pragmatistica&rdquo;, fondata sulla &ldquo;rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche&rdquo;, da inscriversi con fedelt&agrave; nel paradigma atlantico, a imitazione di &ldquo;modelli&rdquo; come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania, gli USA (si veda il decisivo paragrafo sui Provvedimenti economico sociali). Che il nuovo regime esibisca un volto soft e permissivo, che faccia dell&rsquo;impegno democratico e umanitario la sua ipocrita bandiera, che goda di un inaudito ma sottilmente coartato assenso plebiscitario, tutto ci&ograve; non ne muta la sostanza totalitaria. Ogni cosa viene tollerata, in politica, religione, societ&agrave;, letteratura, purch&eacute; esponga ben visibile il proprio certificato di morte, mentre il vitalismo convulsivo, tratto cos&igrave; peculiare della Comunicazione, &egrave; solo l&rsquo;altra faccia della medaglia: l&rsquo;avanzata del deserto, il vuoto creato dalla modernizzazione sarebbe, come osserva Pezzella, qualcosa di &ldquo;intollerabile e potenzialmente eversivo, se (&hellip;) non fosse riempito dalla produzione forsennata di spettacolo, di simulazioni, di apparenze&rdquo; (3).<br \/>\n\t2. Al cospetto dell&rsquo;immane potenza anestetica di cui &egrave; dotata la tanatocrazia di fine Novecento, il letterato italiano postmoderno conferma un&rsquo;irresistibile vocazione cortigiana, attestandosi disciplinatamente dentro i confini di un&rsquo;innocua medietas intimistica che, a questo punto, ha pi&ugrave; di una buona ragione per chiedersi se bisogna vivere con i vivi o con i morti. Ma indietreggiano senza colpo ferire anche le forze antagoniste che premono per violare il canone cercando di perforarne il bozzolo verso il basso o verso l&rsquo;alto. E&rsquo; fin troppo facile per un Sanguineti, la testa prudentemente occultata sotto rassicuranti sabbie dialettiche, ironizzare, siamo nel 1977, sulla metamorfosi della societ&agrave; italiana: &ldquo;non ho capito (&hellip;) chi sono i nuovi agricoltori, protagonisti della nuova rivoluzione culturale, cio&egrave; antropologica, che hanno gi&agrave; abbandonato la caccia&rdquo; (4); &egrave; lo stesso atteggiamento che pi&ugrave; tardi, al tempo della rivolta di Seattle, lo porter&agrave; a dettare, ovviamente in nome dell&rsquo;&rdquo;autentica rivoluzione comunista&rdquo; (il cui inveramento non andrebbe dato per scontato, essendo la Storia vicenda di lotte di classe dagli esiti non necessari n&eacute; prevedibili), un&rsquo;apologia del liberalismo in tutto degna dei Chicago Boys: &ldquo;Il terzo stato non era niente. Volle essere qualche cosa, e fu davvero tutto. Ce l&rsquo;ha fatta, per ora, in questa sua gigantesca impresa. E oggi possiamo vedere che questo era bene, che &egrave; bene&rdquo; (5). Se il materialismo storico offre approdi confortevoli agli scribi della Palus putredinis terrestre, neppure l&rsquo;orfismo del &ldquo;cielo&rdquo; (il niebo polacco che, sempre nel 1977, intitolava la rivista di De Angelis) riesce a spezzare l&rsquo;incantesimo della cameretta petrarchesca. La denuncia della Krisis non si risolve nell&rsquo;effettivo superamento della soggettivit&agrave; ma genera una curiosa allucinazione gnoseologica, il celebre &ldquo;decentramento dell&rsquo;io&rdquo;. Senza voler fare del determinismo sociologico spicciolo, &egrave; per&ograve; legittimo ravvisare in questo gioco di prestigio il corrispettivo poetico della transizione dalla modernit&agrave; solida a quella liquida, che Carifi registra a suo modo traducendo nel tipico gergo allegorizzante degli orfici: &ldquo;C&rsquo;&egrave; un viaggio errante, nomade come il desiderio in questa notte di abitatori del tempo. Corse di un cavallo azzurro nella steppa fiorita ai margini della Citt&agrave; dove si fa commercio della parola e si uccide la sua forza poetica: la sua capacit&agrave; di sottrarsi al principio di equivalenza e donare l&rsquo;estasi di un godimento dispendioso, di un&rsquo;alterit&agrave; impronunciabile e differente&rdquo; (6). A dispetto di pose anarcoidi e ribellismi psicotropi, i nuovi poeti hanno puntualmente introiettato le rigide tautologie che presiedono alla divisione del lavoro a maggior ragione in piena fase di capitalismo avanzato: la letteratura &egrave; la letteratura, gli uomini sono gli uomini (e naturalmente i due piani non devono mai interferire, pena l&rsquo;abominevole caduta nell&rsquo;&rdquo;impegno&rdquo;: se non &egrave; Realpolitik questa!). Mentre nei vecchi si lascia ancora percepire quella che in altre epoche sarebbe stata chiamata una passione civile capace di trasgredire i confini dell&rsquo;estetico, i giovani in esodo dalla Citt&agrave; non fanno che dichiarare la propria subalternit&agrave; nei riguardi dell&rsquo;odiata tecnocrazia (7): uno scacco per chi non ha mai dissimulato fiorite e palingenetiche ambizioni di riforma della civilt&agrave;&hellip;<br \/>\n\t3. Sulla via di una non pi&ugrave; differibile abolizione della modernit&agrave;, la scoperta di Semerano, secondo cui la parola Italia deriva da un&rsquo;arcaica radice semitica che significa &ldquo;Occidente&rdquo; (8), &egrave; l&igrave; a ricordare che l&rsquo;Italia si definisce rispetto a uno sguardo orientale, non &egrave; nulla senza l&rsquo;Oriente. Ma esattamente questa relazione con un Est fino a ieri rappresentato da Atene, Gerusalemme o Mosca, &egrave; ci&ograve; che l&rsquo;ultimo trentennio ha troncato con violenza inaudita. Rifiutare un&rsquo;ideologia in perenne e dogmatica adorazione davanti ai grandi poteri borghesi del Nord del pianeta, che d&rsquo;altronde l&rsquo;hanno allevata con cura e massicciamente esportata, &egrave; l&rsquo;essenziale premessa all&rsquo;ibridazione sincretistica con gli &ldquo;orienti&rdquo;, oltre a quello stricto sensu, ormai emigrati da noi: l&rsquo;Africa, l&rsquo;Europa ex-ortodossa, l&rsquo;America latina. Mondi che ancora ospitano coralit&agrave; insorgenti da opporre nettamente all&rsquo;istinto dell&rsquo;arcobaleno, alla macchina di morte della Comunicazione.\n<\/p>\n<p>\n\tNOTE:<br \/>\n\t1) Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve, trad. it., BUR, 2004, p. 362.<br \/>\n\t2) Licio Gelli, Riccioli d&rsquo;oro nel vento. Poesie, Giuseppe Laterza, 1996, p.11.<br \/>\n\t3) Mario Pezzella, Narcisismo e societ&agrave; dello spettacolo, manifestolibri, 1996, p. 106.<br \/>\n\t4) Edoardo Sanguineti, Giornalino secondo. 1976-1977, Einaudi, 1979, p. 208.<br \/>\n\t5) Edoardo Sanguineti, Il chierico organico. Scritture e intellettuali, a cura di E. Risso, Feltrinelli, 2000, pp. 310-11.<br \/>\n\t6) Roberto Carifi, Il gesto di Callicle. Saggio sulla nuova poesia, Societ&agrave; di Poesia, 1982, p. 9.<br \/>\n\t7) Per un istruttivo confronto tra i &ldquo;vecchi&rdquo; e i &ldquo;nuovi&rdquo; rimando agli incontri con la poesia italiana contemporanea che, organizzati nelle scuole della provincia di Parma fra il dicembre 1979 e il gennaio 1980, ebbero come protagonisti poeti di tre diverse generazioni: Bertolucci, Sereni, Zanzotto, Porta, Conte e Cucchi. I testi degli incontri furono raccolti a cura di G. Massini e B. Rivalta e pubblicati con il titolo Sulla poesia. Conversazioni nelle scuole da Pratiche Editrice nel 1981.<br \/>\n\t8) Si veda p. es. Giovanni Semerano, Il popolo che sconfisse la morte. Gli Etruschi e la loro lingua, Bruno Mondadori, 2003, p. 59.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giampiero Marano 1. In Italia l&rsquo;agonia della Western Civilization, clamorosamente preannunciata dai due conflitti mondiali, manifesta i sintomi conclusivi, in successione tambureggiante, tra la met&agrave; dei Settanta e i primi Ottanta. Nel volgere di pochi anni la vittoria del no ai referendum sul divorzio e sull&rsquo;aborto e la &ldquo;marcia dei quarantamila&rdquo; decretano ufficialmente l&rsquo;avvenuta, catastrofica eclissi della cultura cristiano-contadina e la dissoluzione del proletariato, quest&rsquo;ultima riflesso diretto, spiega Hobsbawm (1), del neoliberismo e dell&rsquo;innovazione tecnologica.<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[261,100,6],"tags":[2637,2638],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2cY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8492"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8492\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}