{"id":85012,"date":"2024-04-22T09:00:51","date_gmt":"2024-04-22T07:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85012"},"modified":"2024-04-17T22:11:58","modified_gmt":"2024-04-17T20:11:58","slug":"il-regno-degli-equivoci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=85012","title":{"rendered":"Il Regno degli equivoci"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Alessandro Ape<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa \u00e8 la storia di un giovane Regno, un Regno in cui gli uomini vivevano liberi, dopo un lungo percorso di emancipazione, liberi da ogni condizionamento, liberi dallo Stato, dalla famiglia, dal genere, dalle ideologie, dalla Storia: il Regno degli equivoci. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se dovessimo ricostruire genealogicamente la nascita di questo Regno arriveremmo sicuramente all\u2019equivoco primario, nato col crollo dell\u2019URSS e l\u2019inaugurazione di un mondo incantato che ha nella globalizzazione il suo corollario. Il Muro di Berlino che crolla, l\u2019evento liberatorio per eccellenza, la liberazione dall\u2019ultima ideologia che attanagliava le menti ed i corpi della gente, la tremenda ideologia socialista. Un evento che apre il sipario e ci dona uno spazio libero in cui gli individui possono finalmente vivere in modo \u201cnaturale\u201d. E\u2019 cos\u00ec che se la raccontano, cos\u00ec ci dicono. E\u2019 la magia del <em>\u201cThere is not alternative\u201d<\/em> di thatcheriana memoria. Se non ci possono essere alternative, se la Storia finisce qui, se questo \u00e8 un sistema naturale che si regola da s\u00e9, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una causa, non c\u2019\u00e8 alcuna spinta ideologica che preme su di noi, siamo arrivati all\u2019ultima istanza libera della societ\u00e0: l\u2019individuo svincolato da tutto, libero di scegliere e di consumare, libero dentro un libero mercato che si autoregola da s\u00e9.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa storiella \u00e8 penetrata nella testa e nei corpi della gente, tanto da trasformare definitivamente il nostro modo di stare al mondo e la nostra visione delle cose. Una trasformazione sempre pi\u00f9 profonda da cittadino in consumatore, cio\u00e8 individuo nevrotico in balia di bisogni \u201cnaturali\u201d, creati ad hoc, ovviamente, dal sistema di riferimento, ideologico, ma invisibile agli occhi grazie alla potenza di quell\u2019evento e della storiella che diventa un mantra. La fiaba totalitaria della fine della Storia e delle alternative, della fine delle ideologie, l\u2019avvento del mondo liberato, \u201cpost-ideologico\u201d, che gli aedi liberali cantano da tutti i media, prodotta ad hoc dall\u2019unica ideologia dominante, cio\u00e8 l\u2019ideologia neoliberale, imboscata dietro al vetro a specchio di questa fiaba naturalistica. Se non c\u2019\u00e8 la causa, tutto diventa effetto di superficie. Un\u2019arena degli specchi che produce un vero e proprio Regno degli Equivoci, che acquieta gli animi e trasforma gli individui in Amelie narcisiste pervase da un tripudio di \u201clibert\u00e0\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nasce quindi il famigerato mondo \u201cpost-ideologico\u201d che si fa man mano senso comune, generando delle conseguenze disastrose, equivoci terrificanti che, in questo breve articolo, provo a far emergere, portandole semplicemente alla luce di un flash, come delle diapositive che testimoniano di un mondo che comincia a svanire. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una delle tragiche conseguenze \u00e8 sicuramente la schizofrenia politica, cio\u00e8 la totale assenza di esame della realt\u00e0 e l\u2019accettazione del mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8, \u201clibero\u201d, quindi slegato dal passato e senza possibilit\u00e0 di uscita, e quindi di futuro. Un qui e ora che genera l\u2019illusione di poter agire in questo spazio \u201cliberato\u201d per produrre qualcosa di buono. Non c\u2019\u00e8 neanche bisogno della politica, che viene vista soltanto in chiave amministrativa, \u00e8 la cultura che si impone, svincolata dalla visione di insieme. Nascono le cosiddette \u201ccompetenze\u201d, specializzarsi e sprofondare nel vicolo cieco di un ambito culturale a s\u00e9 stante. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti i fenomeni, quindi, diventano fenomeni culturali, gli effetti diventano cause: la colpa \u00e8 della cultura mafiosa, della cultura meridionale, la cultura italiana o dell\u2019assenza di cultura di un popolo grezzo o di un quartiere povero. Ci\u00f2 conduce inevitabilmente al classismo, al razzismo o all&#8217;auto-razzismo. Ed anche al \u201caboliamo il suffragio universale\u201d. Se poi analizziamo l\u2019etimo della parola \u201ccultura\u201d, emerger\u00e0 la radice malata di questo grande equivoco. Cultura viene da Colo, colonizzare. La Cultura, \u201clibera\u201d da ogni ideologia, da ogni visione d\u2019insieme, non \u00e8 altro che indottrinamento, colonizzazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da questa equivoco nasce il mostro dell\u2019 \u201cantipolitica\u201d. Se viene meno la politica allora \u00e8 meglio sbarazzarsene del tutto o restringere il suo campo ancora di pi\u00f9, ridurre i parlamentari, la rappresentanza. Bastano i tecnici, i governi tecnici, specializzati nell\u2019 uso degli strumenti tecnici. Non serve nient\u2019altro. Venendo meno il ruolo della politica e dello Stato, smembrato con riforme autonomistiche e trasformato in una fetta di mercato in competizione con altre fette di mercato, crollano i corpi intermedi, i partiti ed i sindacati. Ma come vengono sostituiti?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In sintesi:<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Dal libero associazionismo, dentro cui avviene la trasformazione del militante di partito in attivista, riflesso della trasformazione del cittadino in consumatore. Scelgo l\u2019associazione che pi\u00f9 desidero, l\u2019ambito specialistico che risponde ai miei bisogni. Si scambiano i propri desideri per grandi ideali e gli unici ideali rimangono i propri desideri.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Dal movimentismo come unica forma di politica, quindi l&#8217;orizzontalit\u00e0 fluida senza apparente verticalit\u00e0, che produce una massa di persone inconsapevolmente indirizzata o facilmente indirizzabile. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Il partito fluido come centro-marketing senza base, organizzato dall&#8217;alto, che finge democrazia interna, legato ad un nome di un personaggio simbolo o di un leader simbolo, di un nome conosciuto attraverso il <em>mainstream<\/em>. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Il partito-movimento-fluido che quindi \u00e8 &#8220;libero&#8221; da ogni radice ideologica- politica, da ogni &#8220;storia&#8221; politica, che raccatta \u201cfollowers\u201d ed \u201cattivisti\u201d facendo pesca a strascico, che si pone come antisistema ed ha nell&#8217;essere antisistema la sua unica visione ed essenza, cio\u00e8 vive di antitesi e, quindi, \u00e8 assolutamente complementare al sistema stesso. Funge da binario morto per indirizzare nel sistema le naturali istanze di protesta.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; La Piazza come unica risposta, come luogo comune vivente. Venendo meno i Partiti tradizionali, in un Parlamento svuotato di significato, che risponde a direttive che piovono da organismi sovranazionali, cambia quindi lo spazio di rappresentanza. Il Parlamento viene sostituito dalla Piazza, che assume la forma ovale di uno specchio per narcisisti mascherati, per attivisti e per depressi in cerca di adrenalina a basso costo. E\u2019 fluida, \u00e8 un grande effetto di superficie che acceca e imbosca le cause. \u00c8 un\u2019allucinazione collettiva. La piazza diventa il cortile in cui i \u201cmovimenti\u201d giocano alla Rivoluzione e in cui i leaders-attivisti acquistano spazio di visibilit\u00e0 meritandosi un futuro orticello da coltivare e proteggere. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un altro equivoco importante, generato dal post-ideologismo e dalla schizofrenia politica, \u00e8 rappresentato dalla frase-mantra \u201cbisogna superare la destra e la sinistra\u201d, ovvero il tentativo di superare la polarizzazione destra-sinistra senza riconoscere in essa le due facce della stessa medaglia, lo stesso indirizzo ideologico neoliberale, ma considerandola come contenitore di vecchie ideologie ormai morte (ancora una volta \u201cla fine delle ideologie\u201d \u201clo spazio liberato\u201d, il <em>\u201cThere is Not Alternative\u201d<\/em>) dandogli un aspetto valoriale assoluto e non spaziale relativo. Destra e Sinistra, in realt\u00e0, sono ambiti spaziali all\u2019interno del Parlamento, che contengono di volta in volta significati diversi rispetto al quadro ideologico di riferimento di una determinata epoca. La Destra e la Sinistra ottocentesca erano sfumature diverse del liberalismo, alla fine dell\u2019Ottocento e nel primo decennio del Novecento, dopo la nascita dei partiti di massa, del partito popolare e del partito socialista, rispondevano ad istanze politiche diverse rispetto alle precedenti, come nel dopoguerra rispondevano ad un ordinamento a sua volta diverso, costituzionale-socialdemocratico. Oggi il quadro ideologico-politico di riferimento \u00e8 ancora una volta cambiato, essendo neoliberale-europeista. Dire che bisogna superare la destra e la sinistra in quanto categorie rese vecchie dalla fine delle ideologie, significa cadere, ancora una volta, nell\u2019equivoco post-ideologico, in cui l\u2019ideologia di riferimento, imboscata dietro l\u2019idea di un mondo \u201clibero\u201d, diventa un grande rimosso. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 in questo Regno degli Equivoci, in questa arena di schizofrenici che proliferano gli adepti della <em>Cancel Culture<\/em>. Se siamo alla fine della Storia, significa che finalmente ci siamo liberati della Storia, vista come contenitore di violenza ideologica. E\u2019 giusto, quindi, fare i conti con essa: cancellare, distruggere, smantellare, partendo magari dal linguaggio e finendo con i monumenti eretti in onore di qualche personaggio che ha fatto la Storia, che ha quindi generato violenza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019 opinione pubblica \u00e8 pervasa da questo modo di ragionare, da una metastasi di equivoci che ha portato il corpo sociale e politico ad uno stadio terminale. Cellule morte di fatti irrilevanti che rendono inutile l&#8217;intervento di una forza politica organica e strutturata capace di creare un\u2019alternativa: i diritti civili svincolati dai diritti sociali, ad esempio, che diventano l\u2019ambito di riferimento di qualche associazione, l\u2019ennesimo vicolo cieco trasformato in loft da un grumo di radical chic.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto diventa fluido, il dibattito politico diventa talk show, gli attori politici diventano interscambiabili, le direttive politico-economiche avvengono dentro organismi sovranazionali, \u201cal riparo dal processo elettorale\u201d, come dichiarano gli stessi neoliberali, invisibili, appunto, a sguardi privi di visione d\u2019insieme, persi nei vicoli ciechi di problemi specifici, imbambolati dentro l\u2019incantesimo post-ideologico, dentro un Regno degli Equivoci che \u00e8 un vero e proprio Truman Show. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma la fine della Storia era una favola per anestetizzare i cervelli, il gigante della Storia sta ricominciando a muoversi, generando terremoti nelle nostre societ\u00e0, il Regno degli Equivoci sta iniziando a perdere pezzi, croller\u00e0 come crolla ogni Regno, e noi ne usciremo sgomenti, come zombie dai loculi dei nostri individualismi, e capiremo sulla nostra pelle che quella bella fiaba chiamata dall\u2019ideologia dominante \u201clibert\u00e0\u201d, era soltanto una forma di nevrosi di massa, anzi, di nassa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Ape &nbsp; Questa \u00e8 la storia di un giovane Regno, un Regno in cui gli uomini vivevano liberi, dopo un lungo percorso di emancipazione, liberi da ogni condizionamento, liberi dallo Stato, dalla famiglia, dal genere, dalle ideologie, dalla Storia: il Regno degli equivoci. 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